Olaplex: farà sfaceli tra i parrucchieri ?

Olaplex: farà sfaceli tra i parrucchieri ?

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Paolo mi scrive:

..- Sta per essere lanciato sul mercato italiano un prodotto proveniente dagli USA che promette sfaceli, il prodotto si chiama OLAPLEX e pare che negli States stia dominando. In pratica è un addittivo da aggiungere al colore e al decolorante che promette (e pare che lo faccia veramente…) di ricostruire i ponti disolfuri dei capelli fino ad una completa ristrutturazione dei capelli anche distrutti.
Promessa roboante come vedi…. Come tutte le cose miracolose a me (che ho smesso di credere in Babbo Natale da un pezzo) puzzano sempre di fregatura, io sono un semplice parrucchiere che adora studiare la chimica cosmetica ma ho evidenti limiti di base che riconosco tranquillamente, L’INCI del prodotto principale dichiara questo, solo due sostanze:
AQUA
BIS-AMINOPROPYL DIGLYCOL DIMALEATE
Questa misteriosa molecola non è presente nella lista Cosing Cosmetics europea e da ricerche che ho fatto, pare sia un brevetto dell’azienda proprietaria del marchio Olaplex, ben 8 sono i brevetti.
Quando verra lanciato in Italia il prodotto avrà una penetrazione pazzesca sul mercato parrucchieri ma non vorrei che fosse simile alla storia delle stirature brasiliane che alla fine contenevano fino al 10% di formaldeide.
…l’unica spiegazione che ho trovato è in questo sito:
Qui la scheda di sicurezza:
Da notare che il numero CAS indicato nella scheda di sicurezza l’ho cercato nel sito ufficiale CAS ma non ve n’è traccia, ne con il numero ne con il nome della molecola.

Bello vedere quanto un “semplice parrucchiere” si dia da fare per capire seriamente cosa ci stia dietro ai prodotti cosmetici che deve/può utilizzare.

Complimenti sinceri.

Vediamo se posso aggiungere qualche informazione e se le mie opinioni , da “semplice blogger” , possono essere utili.

Cosa raccontano dell’Olaplex.

“This ingredient was created by Dr. Craig Hawker, director of the California Nanosystems Institute and co-director of the Materials Research Lab at the University of California Santa Barbara, along with Dr. Eric Pressley, staff scientist. The pair of scientists worked with the owner of the company called Olaplex, Dean Cristal, to develop an active ingredient that repairs hair and prevents damage during the hair coloring process.”
http://www.olaplex.com/
Olaplex FAQ

Fondata da Dean Cristal nel 2008 la LIQWD titolare del marchio Olaplex e dei brevetti non brilla in trasparenza ed il suo stile di comunicazione mi ricorda più le “americanate” che la grande innovazione tecnologica. Capisco che professionisti esperti abbiano qualche perplessità. La headline racconta di un ingrediente che cambia tutto : ” one ingredient changes everything ”

Nella comunicazione ai professionisti compare frequentemente la keyword: “assicurazione”, come ad evocare l’idea che possano esserci incidenti sul lavoro quando si trattano i capelli.
Nel sito internet c’è anche una bozza di disco vendita destinato ai parrucchieri per spiegargli come farsi pagare ( una piccola caduta di stile ):

HOW TO CHARGE FOR OLAPLEX
Ask your client if they would like a “Color Service Upgrade”.
The client will ask, “what is it”?
Your response “Olaplex is going to make your hair stronger, healthier, and your color will last longer. I’ll mix the Bond Multiplier No.1 directly into your color and then apply the No.2 Bond Perfector before we shampoo. Then I’ll give you a bottle of the No.3
Take Home Hair Perfector that is part of this professional service that you’ll use once a week.
It will make a huge difference in the health of your hair.
The charge is…”

Come tutte le foto prima e dopo, ha un grande potere di persuasione, ma non sapendo il contesto e le condizioni in cui queste immagini vengono ricavate è naturale avere qualche perplessità. Il capello a destra ricorda molto l'effetto di trattamenti con i tioglicolati .

 

Funziona ?

Dean Cristal sfrutta molto il tam tam su internet, testimonial presi tra coloristi e parrucchieri. Ma anche la supercazzola scientifica, con lunghi discorsi su ponti disulfide, in italiano li chiamano disolfuri, che verrebbero distrutti e ricostruiti, reazioni di ossidazione e riduzione , accettori di Michael.

Conosco pochi chimici che sanno cosa sono questi accettori.
Sulla reale efficacia, verificata con test rigorosi, non trovo quasi nulla.
Un brevetto non certifica né l’efficacia né la sicurezza di una invenzione.

Anche i test riportati nei brevetti LIQWD, con tutti i limiti di credibilità che hanno i test pubblicati nei brevetti , parlano di : “A noticeable difference in hair quality between Swatch 1 and Swatch 2 was observed. Swatch 1 hair was softer, less frizzy, appeared hydrated, with more shine than the control, Swatch 2. “.

Insomma si parla di risultati ” apparenti ” più che di risultati misurabili e verificabili.

Dean Cristal e Andre del ABCH alla fine si sono messi d'accordo

Non sono disponibili test indipendenti a parte quelli, non molto scientifici, eseguiti dalla Associazione dei Coloristi Americani ABCH, che dopo una pesante  stroncatura  del prodotto poi hanno ritrattato, diventando poi quasi  sponsor del trattamento.

Mancando dati verificabili, posso solo valutare il razionale che sta dietro al disco vendita del prodotto.

La spiegazione chimica di come potrebbe funzionare è convincente.

 

Le ricerche a supporto che ho trovato sono vecchiotte, fanno riferimento ad un paper del 1956 di Moore e Ward. .

Molti altri paper scientifici fanno riferimento alle bismaleimide per le reazioni con cisteina e proteine .

Nei laboratori dove pasticciano con le proteine e le addizioni nucleofile, questo tipo di reagenti sono conosciuti. Per le applicazioni industriali ci sono più riferimenti nel trattamento dei capelli di pecora, alias lana, che nel trattamento dei capelli umani; ma la chimica è molto simile. Non mancano poi brevetti dove tra i due “agganci” derivati dall’acido maleico hanno messo cromofori, pigmenti o filtri UV. Penso che il potenziale di questa tecnologia per colorazioni o filtri UV long lasting sia notevole e forse tra qualche anno diventeranno uno standard.

Concludendo, anche se il Bis-Aminopropyl Diglycol Dimaleate dell’Olaplex è una sostanza relativamente “nuova”, è simile ad altre che effettivamente quel lavoro di congiungersi/interporsi con i ponti disulfide rotti, per qualsiasi ragione nei capelli, potrebbero davvero farlo.

La comunicazione Olaplex non chiarisce se si parla di ponti intermolecolari o intramolecolari .

Non si trovano test scientifici come quelli che vengono normalmente condotti per verificare l’hair swelling : perdita di proteine col lavaggio ecc..

Non sono indicati neppure i risultati dei tipici test per sostenere i claim antirottura dei capelli che le marche cosmetiche conduco   con apparecchiature che piegano  o pettinano ripetutamente le ciocche di capelli trattate.

Sono misurazioni semplici e standardizzate, relativamente poco costose . Sorprende che di un prodotto professionale che vanta risultati così evidenti ed eclatanti non vengano forniti  questi elementi a supporto dei claims.

Insomma ci si deve fidare di Dean Cristal e delle testimonianze  che rimbalzano in rete .

Sapendo che la molecola potrebbe davvero  interporsi come ponte non è poi detto che questo comporti una effettiva riduzione delle rotture nei capelli. Non sempre i fenomeni micro hanno un riflesso macro.
Un’altra perplessità riguarda la sicurezza e me la stimola l’etichetta .
Mancano nella lista ingredienti i conservanti peraltro indicati nella scheda di sicurezza.
Phenoxiethanol e Sodium benzoate devono comparire in etichetta. La scheda di sicurezza che ho consultato, uno spartano ipse dixit, fa intendere che tutto va bene. Ma si sta parlando di una molecola “nuova” di cui non sono disponibili dati certi tossicologici. Non c’è la LD50 ( tra l’altro vantando che non sono stati eseguiti test su animali neppure sarebbe possibile averla). Di un NOAEL , una stima della concentrazione sotto cui non si osservano reazione avverse, neppure parlarne. Viste le norme sulla sicurezza del cosmetico in USA molto meno severe di quelle europee chi lo importerà e lo metterà sul mercato nella UE si assumerà precise responsabilità . Non ho neanche lontanamente le competenze di un tossicologo, ma nel dubbio, visto che non costa molta fatica, consiglierei di evitarne con cura il contatto con la pelle.

Concludendo:
credo che come pensa Paolo l’Olaplex possa fare grandi numeri anche in Europa.
Sono troppi gli elementi di fascinazione: la novità dall’ America, la start up che sfida i grandi gruppi ecc. ecc..
Ho qualche dubbio sulla consistenza della domanda: è vero che i professionisti della acconciatura e della colorazione “sentono” il problema delle rotture durante i trattamenti, ma è meno scontato che il consumatore finale sia disposto a pagare di più, oltre la prima volta, visto che nel mercato stanno crescendo trattamenti e prodotti, come balsami e colorazioni a base oleosa, che in parte già abbattono, ed è verificabile, il rischio rotture.
Solo chi proverà il prodotto può verificare se soddisfa adeguatamente le enormi aspettative che crea.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 05 maggio 2015

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Riferimenti:
brevetti LIQWD

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20 Commenti

  1. ciao Rodolfo, io ho studiato molta chimica organica all’ università, e a lavoro controllo molte schede di sicurezza, grazie x aver messo il link x la SDS del prodotto!!

  2. Ultimamente sta spopolando, molti lo usano nelle semplici colorazioni per capelli e vantano i vari benefici di protezione e ricostruzione. Da ignorante in materia mi chiedo ma viste le ultime tecnologie di colorazione o comunque prodotti tecnici con pregiatissimi principi attivi biologici/organici che offrono servizi favolosi tra l’altro il più naturale possibile e con i dovuti controlli e INCI chiari e veritieri.. Che senso ha aggiungere un prodotto per andare a proteggere il capello dal trattamento? Da cliente penserei che il prodotto tecnico è di scarsa qualità.

    Abbiamo già esperienza di prodotti “esportati” con fantomatico attestato di “Formaldeide free” le striature brasiliane che ancora vengono largamente usate, con la consapevolezza dell’utilizzatore della presenza di formaldeide (molti lamentano forte lacrimazione e difficoltà respiratorie durante l’utilizzo) cosa ne pensate? È agghiacciante!

  3. Io conosco Olaplex da gennaio ,ho fatto 4 applicazioni, avevo i capelli distrutti, adesso sono visibilmente sani…pur avendoli trattati ancora con mèche
    ….più che soddisfatta….felice!!!

    • Grazie per la testimonianza , ricevo varie segnalazioni di prodotti alternativi, migliori ecc. e forse ne parlerò. Al momento nessuno, neppure l’olaplex produce un minimo di ricerca scientifica a supporto della effettiva capacità di ridurre le rotture , riduzione dello swelling e della perdita proteica, aumento del carico di rottura dei capelli trattati . Visto che sono test “semplici” mi lascia molto perplesso che tutto il business ruoti sulla percezione soggettiva della “salute” del capello.

    • davvero?? io farò il primo trattamento da parruchiere tra 2 settimane!!
      ho paura ke possa danneggiare o irritare la cute o i capelli, ma tutte le testimonianze ke ho letto dicono ke si sono trovati bene.. tu come ti 6 trovata??

  4. a parte qualche somiglianza nel nome dei 2 prodotti non credo affatto che si tratti della stessa cosa. I vari epiteti verso una categoria professionale verranno rimossi.

  5. complimenti, bell’articolo! cercavo info su questo prodotto da più di un anno dopo aver visto video tutorial di un celebre parrucchiere Guy Tang. all’epoca il prodotto era venduto esclusivamente negli stati uniti. adesso è arrivato anche in Italia… col nome di… LISAPLEX. non so se effettivamente ripara, probabilmente la formazione dei ponti disolfuro evita al tatto la tipica consistenza della paglia dei capelli sottoposti ad esempio a decolorazione. servirebbe un parere di un tricologo. complimenti ancora! rispetto ai parrucchieri (la maggior parte capre ignoranti che non si informano) disposti solo ad intascare soldi.

  6. Non sono un chimico ma a me hanno insegnato che i ponti disolfuri si rompono quando si usa ll’acido tlioglicoloco, cioè quando si fa una permanente o una stiratura. Che bisogno c’è di ricostruire questi legami durante una colorazione che non intacca questi legami? Siamo sicuri che non sia il silicone a fare tutto?

    • ritengo sia un fatto indiscutibile che nei processi di decolorazione e colorazione si possono danneggiare i capelli. I danni ai capelli sono vari ma la rottura dei disulfide bonds è ritenuta la principale causa o comunque l’evento che innesca le varie trasformazioni chimico fisiche del capello . Non è certo l’effetto dei tioglicolati o della stiratura ma qualche rottura c’è .

  7. guardate i video di guy tang,parlano da soli. Sul lungo periodo però non ne so nulla

  8. Ho visto risultati pazzeschi dopo l’utilizzo di olaplex dalle ragazze straniere. Il costo è cmq altrettanto pazzesco: ~ €300!

    • puoi descrivere i risultati pazzeschi ? Visto che parlano di ridurre il rischio rotture come si fa a vederli ?

  9. Complimenti Rodolfo, finalmente qualuco hcce cerca di diradare la polvere che sta intorno a questa ennesima molecola fantasma. Auguri agli utilizzatori.

    • Visto che l’accordo di libero scambio tra USA e UE non è ancora in vigore, e visto che le norme USA per la messa in commercio dei cosmetici sono molto meno restrittive di quelle europee, sarà comunque interessante vedere come e se l’importatore adeguerà il prodotto alle norme europee. Se qualcuno trova una etichetta “europea” mi piacerebbe vederla.

  10. Perché non si vede il mio commento ?

    • si vede, si vede.
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  11. Veramente io ho visto disulfide dyes ma con il legame disulfide al centro , non agli estremi .

    • di pigmenti ne so come di astrofisica, mentre facevo qualche ricerca, scrivendo l’articolo ho trovato qualche brevetto con idee simili.
      Per chi formula nel settore pigmenti per capelli saranno banalità , ma per me sono territori inesplorati.