Vitamine nei cosmetici?

Vitamine nei cosmetici?

Parlando di occhiaie Giuliaoutfit mi chiedeva cosa pensavo della Vitamina K come antiocchiaie.
Ho pensato che per rispondere correttamente dovevo esplorare un argomento molto più ampio.
Così dopo aver “semplicemente” ricordato, a lettori del blog ed ai pochi produttori di cosmetici che lo frequentano, che la Vitamina K1 non può essere inserita in un cosmetico essendo esplicitamente proibita, ho pensato di approfondire il discorso sulla brutta abitudine di vantare la presenza di vitamine nei cosmetici.
La bufala vitaminica
Perché le vitamine applicate sulla pelle non sono vitamine.
Vitamine assolutamente proibite nel cosmetico
Vitamine e pseudovitamine utilizzate nel cosmetico.
Danger VITAmines.
Conclusione


La bufala vitaminica

La carenza di vitamine può comportare manifestazioni patologiche, ma la loro supplementazione nelle persone sane senza carenze nutrizionali non è evidente che comporti benefici per la salute

Nell’immaginario collettivo: Vitamina = Cosa Buona.
Funk, lo scienziato polacco che per primo pensò di nominarle VITAMINE da “Ammine Vitali” non vinse il Nobel come altri ricercatori che scoprirono qualcosa sulle vitamine, ma qualche premio nel marketing se lo meritava. Mai nome fu più azzeccato ed evocativo.
Attorno al nome VITAMINA si è creata una aspettativa salutistica talmente forte che poi si cercato di definire molte altre sostanze come vitamine, quando vitamine non erano: le pseudovitamine.
Non conoscete la vitamina L1 ( acido antranilico ) , oppure la T ( termitina ), oppure la O ( carnitina) o la U ( cabagina ) ? Forse attratti dalla speranza di conseguire un Nobel decine di “ricercatori” hanno “scoperto” qualche nuova sostanza a cui viene, da loro, attribuita attività vitaminica. La comunicazione sul cosmetico spesso vanta la presenza di 2 pseudovitamine, la P e F di cui parlerò dopo.
Paradossalmente altri micronutrienti che a ben vedere potrebbero essere classificati come vitamina continuano ad essere esclusi dalla lista delle vitamine “ufficialmente” riconosciute.
Sono chiamate Vitamine alcune fra varie sostanze organiche necessarie in piccole quantità per la salute e crescita di forme superiori di vita animale.
La definizione di vitamina non caratterizza chimicamente una sostanza ma la sua attività.
La definizione di cosa è una vitamina non è generalmente condivisa e spesso si utilizzano descrizioni abbastanza vaghe che comportano svariate eccezioni e distinguo.
Non sono tutte ammine, non sono tutte micronutrienti o nutrienti essenziali, cioè che il corpo non sintetizza in quantità sufficiente, non sono tutte catalizzatori biologici, coenzimi o co-ormoni, la loro carenza non è sempre causa di una specifica patologia ecc…
Una discriminante normalmente riconosciuta è che la loro attività si esplichi in piccole quantità, altrimenti anche l’acqua potrebbe essere definita come una vitamina, probabilmente il “nutriente essenziale” più importante per la nostra salute.
Un altro elemento di confusione sono i vitameri cioè le diverse sostanze che possono svolgere la stessa azione vitaminica. Quando dico Vitamina E, questa può essere uno dei 4 isomeri del tocoferolo, uno dei 4 isomeri del tocotrienolo, più una quantità imprecisata di esteri e complessi, come il tocoferil succinate, che una volta ingeriti svolgono attività vitaminica.
Un bel pasticcio, dove l’unica cosa certa è che se vendo qualcosa dicendo che c’è una vitamina dentro, la gente pensa che faccia bene alla salute.
Ma non c’è alcuna evidenza scientifica sul fatto che facciano sempre bene, al contrario di molte vitamine si sa bene che il sovradosaggio può essere pericoloso e dannoso per la salute.

Interessante fenomeno sociologico l’enorme crescita del consumo di integratori alimentari, normalmente ricchi di vitamine, in società opulente, sovra-alimentate ed al limite dell’obesità.


Perché le vitamine applicate sulla pelle non sono vitamine.

Visto che la definizione di vitamina non caratterizza chimicamente le sostanze ma la loro attività, paradossalmente si potrebbe affermare che la stessa sostanza in certe condizioni è una vitamina, in altre non lo è.
Nonostante la grande confusione ed ambiguità della definizione di vitamina, non è chiaro se possono definirsi vitamine solo i nutrienti, normalmente queste sostanze se applicate sulla pelle non svolgono attività vitaminica. Prima di tutto perché per svolgerla devono penetrare e raggiungere i tessuti bersaglio, poi perché molti vitameri svolgono attività vitaminica solo dopo essere stati “trasformati” dalla digestione.

Anche pensando ad un qualche assorbimento sistemico, in tempi ragionevoli, chi soffre di pellagra meglio che non pensi di curarsi applicandosi cosmetici ricchi di nicotinamide, niacian o nicotinati vari, ammesso che sopporti l’effetto rubefacente che inducono sulla pelle. Lo stesso direi per chi soffre di beriberi, scorbuto o qualunque altra carenza vitaminica.


Vitamine assolutamente proibite nel cosmetico

Il cosmetico dovrebbe essere messo sul mercato europeo solo dopo aver verificato che non possa nuocere alla salute.
Ma di alcune sostanze, a priori, la commissione europea ha esplicitamente proibito l’utilizzo come ingredienti cosmetici.
Siamo talmente abituati ad insensati allarmismi che demonizzano il tal ingrediente cosmetico perché farebbe chissà quale disastro per la nostra salute che ci dimentichiamo del fatto che una commissione scientifica abbia da tempo selezionato oltre 1300 sostanze o gruppi di sostanze proibendone espressamente il loro utilizzo nel cosmetico.

Tra queste, 3 gruppi di sostanze classificabili come vitamine.
Del gruppo della vitamina D: Ergocalciferolo (D2) e Cholecalciferolo (D3).
Del gruppo della vitamina K : Phytonadione (K1) e phytomenadione (K1) .
Del gruppo della vitamina A : Acido Retinoico, all-trans-, ed il suo sale sodico.

Il comitato scientifico SCCS si deve ancora pronunciare sulla sicurezza di altri vitameri appartenenti ai gruppi delle vitamine proibite, come gli ossidi di Phytonadione o altri retinoici, ma se si tratta di sostanze che una volta penetrata la barriera cutanea si “trasformano” nelle sostanze proibite è molto probabile che anche loro vengano proibite o limitate.

Anche la FDA è oltre i tempi programmati per definire la fotocancerogenicità dei retinoici applicati topicamente.
Le vitamine sono sostanze biologicamente attive anche a piccole dosi possono fare sia bene che male e può essere relativamente complesso definirne la sicurezza nel cosmetico che le contiene


Vitamine e pseudovitamine: a cosa servono nel cosmetico?


Molti vitameri, cioè sostanze con attività vitaminica se assunte con l’alimentazione, pseudovitamine e provitamine sono utilizzabili nel cosmetico. Come tutti gli ingredienti di un cosmetico servono a fare vendere il cosmetico ma possono avere anche una funzione cosmetologica, in qualche raro caso “affine” alla attività vitaminica. Sulla moda degli integratori multivitaminici un produttore si è premurato di registrare l’INCI di BIOTIN/FOLIC ACID/CYANOCOBALAMIN/NIACINAMIDE/PANTOTHENIC ACID/PYRIDOXINE/RIBOFLAVIN/THIAMINE/YEAST POLYPEPTIDES;  ingrediente però di scarso successo, praticamente inutilizzato.

Vitamina A: acido retinoico e isotretionina sono tassativamente proibiti ma RETINOL e RETINAL con altri derivati, di cui il RETINYL PALMITATE è probabilmente il più utilizzato, possono essere utilizzati come ingredienti cosmetici. Spesso comunicati impropriamente come antiossidanti possono interagire con i processi proliferativi della cute.
Vitamina B2:nel cosmetico RIBOFLAVIN ma anche LACTOFLAVIN utilizzati qualche volta come coloranti.
Vitamina B3: NIACINAMIDE e NIACIN .Agiscono su alcuni meccanismi proliferativi della cute e ci sono evidenze scientifiche applicati topicamente sia sulla loro efficacia cosiddetta anti-age che per lo schiarimento delle macchie cutanee. Più specifico l’effetto fortemente rubefacente/iperemizzante di METHYL NICOTINATE e ETHYL NICOTINATE.
pseudoVitamina B4: si tratta di ADENINE ma ci sarebbe anche la pseudoVitamina B8 l’acido adenilico, entrambi metaboliti del DNA non sarebbero vitamine in quanto sintetizzate nel nostro corpo. Sono pochissimo utilizzati nel cosmetico.
Vitamina B5:PANTHENOL molto utilizzato soprattutto per l’azione idratante sia sui capelli che sulla pelle. Vari paper suggeriscono una effetto lenitivo, anche verso l’eritema fotoindotto, ma non ci sono convincenti evidenze. La documentata azione sulle pelli irritate e su alcuni disordini cutanei potrebbe dipendere dall’azione idratante e barriera del prodotto che lo contiene.
Vitamina B6:PYRIDOXINE con i suoi vitameri viene utilizzato come condizionante, anche sui capelli. Non ci sono evidenze di una sua funzionalità ed efficacia cosmetica applicato topicamente, anche se qualche paper valuta effetti sulla riduzione del diametro dei pori.
Vitamina B9: FOLIC ACID poco utilizzato nel cosmetico non ci sono evidenze di una sua funzionalità ed efficacia cosmetica applicato topicamente.
Vitamina B10:PABA l’acido para-amminobenzoico è stato molto utilizzato in passato nella cosmesi, ma solo come filtro solare. Recentemente è stato escluso dai filtri solari utilizzabili nella UE .
Vitamina B12: CYANOCOBALAMIN poco utilizzato nel cosmetico non ci sono evidenze di una sua specifica funzionalità ed efficacia cosmetica applicato topicamente.
Vitamina C: sicuramente tra le più interessanti nel cosmetico.ASCORBIC ACID agisce soprattutto come anti-ossidante, ma come riducente del ferro riattiva anche un enzima determinante nella produzione del collagene. Il tutto viene tradotto e banalizzato per i consumatori con insensate espressioni come “stimola il collagene”. Molto utilizzati nel cosmetico sia i sali sia gli esteri che lo rendono liposolubile.
Vitamina D: proibita nel cosmetico europeo, si può trovare in qualche cosmetico di importazione .
Vitamina E: probabilmente la più utilizzata e pubblicizzata nel cosmetico. Agisce come antiossidante. Oltre al TOCOPHEROL nel cosmetico sono disponibili vari esteri più stabili che però hanno attività antiossidante molto minore, se non nulla . L’industria chimica ha anche proposto, con poco successo, versioni etossilate per renderlo idrosolubile o per realizzare emulsionanti in cui il tocoferolo era la coda lipofila.
pseudoVitamina F: chiamata anche “vitageno” si riferisce agli acidi grassi essenziali omega3 ed omega6, che se fossero vitamine allora dovrebbe esserlo anche l’acqua. L’ingrediente cosmetico può essere LINSEED ACID una miscela estratta dall’olio di lino oppure gli acidi grassi presi singolarmente. Oltre all’azione emolliente hanno una documentata relazione con alcuni processi proliferativi e infiammatori della cute.
Vitamina K:La vitamina K deriva il suo nome da Koagulation ( gli scopritori erano tedeschi ) e per inestetismi che possono essere connessi ad un travaso di sangue, come certe occhiaie, si capisce perché alcuni formulatori, non preoccupati dalla normativa europea, possono inserire suoi vitameri non formalmente banditi MENADIONE , PHYTONADIONE EPOXIDE in un cosmetico. Nonostante qualche studio con applicazioni a concentrazioni molto più alte di quelle normalmente utilizzate in un cosmetico, non ci sono evidenze di una sua efficacia contro le occhiaie.
pseudoVitamina P: Si tratterebbe di flavonoidi. Insensato definirli vitamine visto che sono migliaia con migliaia di diverse possibili bio-attività. Nella cosmesi, alcuni raccontano che la P di vitamina P sta per Pelle. Ci si riferisce soprattutto a flavonoidi con presunti effetti vasoprotettori. Con decine di sostanze che potenzialmente potrebbero rientrare nel gruppo si tende a privilegiare flavonoidi derivati da rutacee come HESPERIDIN e suoi derivati. Il concetto di “vasoprotezione” è talmente vago che non si capisce bene come verificarlo, ma alcune ricerche dimostrerebbero una miglior risposta vascolare agli sbalzi freddo-caldo della pelle trattata topicamente con alte concentrazioni di HESPERIDIN GLUCOSIDE.


Danger VITAmines

È la dose che fa il veleno o il rimedio

NOAEL=la dose a cui non si osservano effetti avversi
LOEL=la più bassa dose a cui si osservano effetti
NOEL= la dose a cui non si osservano effetti
UL= la massima dose a cui un nutriente può essere
assunto senza rischi per la salute

Le vitamine sono sostanze biologicamente attive anche a piccole dosi e possono fare sia bene che male. L’attività delle vitamine, per lo più catalizzatori biochimici di reazioni enzimatiche o ormonali, potrebbe essere considerata analoga a quella di alcuni interferenti endocrini.
È relativamente complesso definirne la sicurezza nel cosmetico considerando anche che il consumatore potrebbe essere un consumatore abituale di integratori multivitaminici.
Anche quando questi ingredienti cosmetici non svolgono attività vitaminica esistono rischi per la salute a loro associati.
Ricordando che la sicurezza del cosmetico dovrebbe essere valutata nel suo complesso da chi ne ha le competenze, si può provare una disamina delle “vitamine” più utilizzate nel cosmetico:
Vitamina C: anche l’acido ascorbico, una vitamina di cui si sono sperimentati per via orale dosaggi anche molto alti, se applicata nel cosmetico a concentrazioni superiori al 10% in formulazioni a pH 3,5 o meno può dare reazioni, irritazioni insopportabili. Non è stato calcolato il NOAEL ma con un UL di 2g giorno si può ricavare che nel cosmetico se ne possa mettere concentrazioni relativamente alte.
Vitamina E: utilizzatissima nel cosmetico, nella forma TOCOPHERYL ACETATE è un antiossidante particolarmente scarso ed inefficace e nella forma TOCOPHEROL è sconsigliato utilizzarne concentrazioni sopra lo 0,3% visto l’attitudine a trasformarsi in un pro-ossidante. Con un NOAEL su umani per effetti emorragici calcolato in 540 mg/die ma un LOAEL pari a 500 mg/kg/die il NOAEL più restrittivo adottabile per il cosmetico può essere di 167 mg/kg/die cosa che comporta che l’utilizzo anche sopra al 5% è sicuro per eventuali rischi sistemici. Esiste però un rischio di reazioni allergiche, che perquanto relativamente rare sono possibili con prodotti ad alte concentrazioni. Alcune ricerche, non conclusive, associano alla vitamina E un potenziale rischio cancro.
Vitamina B3: Considerando la forte irritazione indotta dal METHYL NICOTINATE e dall’ ETHYL NICOTINATE se l’arrossamento è un effetto avverso non è possibile stimare il loro NOAEL partendo dall’UL (Ul= 10 mg/die da cui si può stimare un NOEL=0,17mg/kg/die). Il loro utilizzo può essere sicuro su piccole aree a concentrazioni inferiori al 1%.
Per il NICOTINAMIDE, decisamente meno irritante, si può assumere un NOAEL su umani di circa 25 mg/kg/die e nel cosmetico se ne può utilizzare concentrazioni decisamente più alte su superfici maggiori.
Vitamina B5: mancano i dati per definire UL e NOAEL del PANTHENOL ma la sostanza ha una evidente bassa tossicità e non risultano segnalazioni di reazioni avverse pertanto considerando le stime di NOAEL che circolano l’utilizzo anche a concentrazioni relativamente alte nel cosmetico può essere considerato sicuro.

Concludendo:
La comunicazione del cosmetico non dovrebbe utilizzare claim salutistici, vantare la presenza di vitamine nel cosmetico potrebbe fuorviare o ingannare il consumatore sulla effettiva efficacia e funzione del cosmetico.
Sostanze assunte per via orale per la loro attività vitaminica non hanno necessariamente la stessa attività applicate sulla pelle.
Le vitamine nei cosmetici servono a far bella l’etichetta.
Alcune vitamine hanno un profilo tossicologico problematico ed alcune sono assolutamente proibite nella UE come ingredienti cosmetici.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 19 febbraio 2016

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Riferimenti:
TOLERABLE UPPER INTAKE LEVELS vitamin efsa
Enough Is Enough: Stop Wasting Money on Vitamin and Mineral Supplements
Vitamin and Mineral Supplements: Do We Really Need Them?
Recommended Daily Intakes and Upper Limits for Nutrients

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7 Commenti

  1. Buongiorno. Mi potresti, gentilmente, spiegare perché il tocoferolo è incline a trasformarsi in pro-ossidante? Ovvero, allo 0.3% non crea problemi, % superiori potrebbe creare problemi?

  2. Ciao Rodolfo, ogni tanto ho acquistato cosmetici a base di vitamina C, ma li trovo molto delicati in quanto nel giro di un mesetto-due iniziano a cambiare colore e non credo faccia bene applicare sulla pelle una sostanza già ossidata. Sbaglio o al massimo non fa niente?
    Mi chiedo come mai le creme a base di vitamina C siano in genere costose. Forse perché la formulazione fa la differenza sull’efficacia della vitamina C contenuta? Se io passassi sul dischetto struccante la vitamina C comprata per molto meno in farmacia, otterrei lo stesso effetto?
    Grazie per la tua risposta.

    • Effettivamente i cosmetici a base di acido ascorbico sono un invito all’autoproduzione. Ne ho parlato varie volte, anche qui :http://www.nononsensecosmethic.org/ma-quanto-costa-la-formula/
      Chi non ha problemi di conservazione può utilizzare vitamina C commerciale . Concentrazioni e formulazione in realtà richiedono un minimo di comprensione della materia. Ad esempio non escludo che utilizzando acido ascorbico anziché ascorbato di sodio, facilmente si possono autoprodurre “intrugli” irritanti. Ergo l’autoproduzione è possibile, anzi benvenuta, ma non si può banalizzare e il rapporto costo(rischio)/beneficio dell’improvvisarsi formulatori non è sempre vantaggioso.

  3. Ciao! Grazie per l’interessante articolo. Secondo te, è preferibile utilizzare cosmetici (escludendo i prodotti solari) contenenti retinolo, retinyl palmitate ed altri derivati della vitamina A solamente durante i mesi invernali? In genere, le indicazioni d’uso suggeriscono l’applicazione serale della crema e l’utilizzo di una protezione solare al mattino. Oppure, se si tratta di una crema da giorno, sono presenti anche filtri solari. Grazie :)

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