Tonico: a cosa serve ?

Tonico: a cosa serve ?

Elena mi chiedeva: A cosa serve il tonico ?
Bella domanda.

Il tonico è il cosmetico più incompreso e incomprensibile che conosco.
Innanzi tutto neppure chi lo vende sembra avere ben chiaro a cosa possa servire.

Un evidente caso di crisi di identità.
Insomma il consumatore come fa a capire a cosa serve un tonico ?
La crisi di identità ha radici molto profonde.
Il termine TONICO deriva da tonikos – gr. e tonicus – lat. relativo all’estensione-allungamento dei muscoli (cit: Dizionario etimologico di tutti vocaboli usati nelle scienze – Bonavilla Aquilino) quasi l’esatto contrario del significato che ha poi assunto di: rafforzante, rinfrescante, che mette in tensione, che accentua.
Così su quello che dovrebbero fare i tonici viso , ma vale anche per le creme corpo cosiddette “tonificanti”, c’è ampia libertà di scelta.
Di fronte alla generalizzata arbitrarietà nell’uso del termine TONICO, la direttiva cosmetica europea se la era cavata con la pilatesca ed un po’ comica definizione
TONICO= PRODUCE UNA SENSAZIONE DI BENESSERE ALLA PELLE ED AI CAPELLI.
Definizione poi pudicamente rimossa dal nuovo regolamento.
Quindi difficile dire a cosa serve un tonico quando neppure è chiaro che cosa è.
Per non lasciare Elena senza risposta:
I vecchi libri di cosmesi e cosmetologia attribuivano al tonico viso la funzione di rimuovere “meglio” i residui della detersione.
In sostanza un fase di finitura della detergenza viso.
Una analisi di quello che raccontano coloro che vogliono vendere tonici viso conferma che quasi sempre il prodotto si inserisce nel segmento detersione.
Anzi , come evidenziato con la markettata delle acque o lozioni micellari
MYTH_BUSTER: Acque/Lozioni/Soluzioni Micellari
un “tonico” moderno e ben formulato può essere utilizzato da solo e non a seguito della pulizia con latte detergente.
Il mercato aveva poco apprezzato prodotti cosmetici composti per più del’90% , spesso del 95%, di acqua che servivano a rimuovere i residui del latte detergente e rinfrescare il viso.
Non ci voleva una laurea in chimica per capire che lo stesso effetto si otteneva risciacquandosi con semplice acqua fresca.

Quando la normale detersione è realizzata con normali saponi alkalini , in effetti un buon tonico ha la capacità di riequilibrare più rapidamente il pH della pelle.
Ovviamente se la detersione primaria è realizzata con un latte detergente a pH leggermente acido, anche in questa funzione il tonico può essere efficacemente sostituito dalla semplice acqua fresca.

Uno degli effetti del pH acidulo di alcuni “tonici” viso era quello astringente; parola che significa senza ambiguità: che contrae la pelle.
Astringente !!
In realtà l’azione astringente, che assieme al fresco può indurre una temporanea riduzione del diametro dei pori, può prolungarsi se il “tonico” contiene tannini ed altre sostanze che però devono essere lasciate sulla pelle. Quindi i “nuovi” tonici con forte azione detergente ( quelli che si possono utilizzare da soli e non dopo il latte ) più di tanto questo effetto non lo possono vantare se obbligano la consumatrice ad un successivo risciacquo .
Anche la procedura di applicazione sfregando la pelle con dischetti o batuffoli di cotone senza risciacquo in realtà non permette di lasciare attivi astringenti sulla pelle.
Il problema cosmetologico è quello di non far “sentire” i residui dei tensioattivi del “tonico” sulla pelle.
Una soluzione per ridurre questo problema è anche quella di consigliare l’immediata applicazione di una crema dopo il trattamento con il tonico.
Con adeguate formulazioni il “tonico” può essere applicato anche con la maschera. Cioè imbibendo un fazzoletto di carta, dove preventivamente si sono praticati dei fori per la bocca ed il naso e lasciandolo in posa anche qualche minuto.
Anche questa procedura comporta una maggiore esposizione della pelle agli attivi , astringenti e non, del tonico e comporta una procedura per ridurre sensazioni sgradevoli della pelle.
Anche utilizzando lo stesso prodotto, diverse procedure d’applicazione danno risultati spesso sostanzialmente diversi.

Concludendo:
con il termine “tonico” l’industria cosmetica se la canta e se la suona come vuole, ma cercando una detergenza delicata e funzionale il consumatore può trovare tra i cosiddetti “tonici viso” prodotti rispondenti alle sue esigenze.
Un tonico opportunamente formulato e applicato può sostituire nella pratica quotidiana di detergenza saponi e latti detergenti.
Resta sempre valida ed efficace la detersione acqua e sapone con l’applicazione successiva di una adeguato tonico riequilibrante .
La differenza tra il tonico che può detergere da solo e quello che viene applicato dopo al latte è nella quantità di tensioattivi e nella loro forza detergente .
La detergenza con un tonico è sempre dis-lipidemizzante, cioè comporta una detersione che comporta una drastica riduzione del film lipidico della pelle. E’ sempre meglio applicare successivamente, anche su pelli grasse, cosmetici con una idonea fase grassa.

Ho sempre pensato che chi si spignatta cosmetici autoprodotti abbia grandi possibilità di sviluppare cosmetici su misura superperformanti. Visto che a livello di cosmetici autoprodotti ho visto fare cose egregie mi permetto di lanciare una ideafacilmente esplorabile da spignattatori esperti e curiosi.

PARACELSOTONIC2:
Infuso di centella asiatica 92,5%
Estratto idroalcolico di liquirizia 4%
Pentylene Glycol 3%
Sodium Stearoyl Lactilate 0,5% ( aumentabile secondo esigenza )

L’infuso si fa con un 5% di parti aeree di centella in acqua .
L’infuso di centella e l’estratto di liquerizia dovrebbero contenere saponine a sufficienza per una blanda azione tensioattiva. Visto che non si hanno mai certezze quando si parla di estratti vegetali si può verificare la presenza di saponine controllando la formazione di una minima schiuma agitando il flacone che li contiene.
Il sapone acido permette di aumentare l’azione detergente e di abbassare il pH-
Il Glicole assieme all’etanolo dell’estratto di liquerizia solubilizza e rende il sistema quasi autoconservante.


C’è sempre un rischio allergie , specie con estratti vegetali in cosmetici con alta penetrazione come questo.
Nel dubbio , eseguire sempre un patch test all’interno dell’avambraccio.
Applicare una crema idratante dopo al trattamento con il tonico.


Conservare per massimo 30 gg. in frigo ed al buio.

Rodolfo Baraldini

Pubblicato 9 novembre 2013

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2 Commenti

  1. M’è sorto un dubbio.
    Solitamente uso il tonico, o meglio, un idrolato spruzzato sul viso prima della crema per riuscire a massaggiare quest’ultima più a lungo, ma fa differenza che sia un idrolato o semplice acqua in quanto a quantità di attivi che mi rimangono sulla pelle? Grazie

    • definire idrolato ! se intendi il prodotto di idrodistillazione di una pianta aromatica, in pratica il distillato in acqua che si ottiene prima della separazione degli oli essenziali, ha composizione variabile ed incerta. Normalmente contiene le stesse sostanze contenute nello stesso olio essenziale, ma con una distribuzione diversa, privilegiando gli alcoli rispetto ai terpeni non idrosolubili. Possono essere comunque sostanze attive molto interessati, pensa al bisabololo presente nell’idrolato di camomilla. Ha un senso applicarle prima di una crema in modo che possano poi agire.

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