Struccanti Bifasici a confronto.

Struccanti Bifasici a confronto.

 

 

Non so quando nacque e chi lanciò l’idea degli struccanti bifasici.

Il prodotto in termini marketing è ben concepito infatti sfrutta la detergenza per affinità o solvenza ma aggiunge il gioco e rituale di miscelare le due fasi prima della applicazione.

A ben pensarci l’elemento di maggior interesse è quello scenografico: le due fasi, ovviamente di colore diverso per evidenziarne la differenza vengono miscelate prima dell’uso , coinvolgendo la consumatrice in un rituale un po’ misterioso. Il colore si mescola, agitando bene si può formare una temporanea emulsione.

C’è la giusta dose di mistero: perché deterge ? cosa serve agitare ?

Il meccanismo della detergenza per affinità è molto efficace: in sostanza sporco e pigmenti lipofili si dissolvono in un olio che quando viene rimosso se li porta via.

La detersione per affinità sulla pelle e sui capelli ha il vantaggio di poter svolgere una funzione restitutiva, in sostanza riporta sulla pelle sostanze lipidiche o emollienti che la normale detersione ha rimosso , a volte eccessivamente.

Nel rimuovere il make-up c’è il grande vantaggio che praticamente tutti i pigmenti sono formulati con oli e grassi che ne consentono la dispersione ed adesione.

Quindi applicando gli stessi oli o oli affini ( affini agli oli del make-up, non necessariamente affini agli oli del mantello lipidico cutaneo )  il pigmento si dissolve e viene facilmente rimosso “meccanicamente”. Per questo basta qualunque olio, ma sono preferibili gli stessi oli utilizzati nel make-up o oli con maggiore capacità “solvente”. I vari xxx-decane sono tra i migliori solventi per una vasta gamma di oli utilizzati nel make-up, ma anche alcuni siliconi volatili, con LogP=5,2 sciolgono la maggioranza degli oli utilizzati nel make-up ed alla fine lasciano un residuo meno unto.

Funziona perfettamente anche senza una fase acquosa, infatti il concetto funzionale è esattamente quello degli oli struccanti.

Allora perché commercializzare un bifasico anziché un semplice olio struccante ?

Certamente per la scenografia ed il coinvolgimento nel rituale della miscelazione, poi per altri fattori che condizionano la vendibilità e marginalità del prodotto.

Un tubetto con 30 ml di olio è molto meno vendibile con un prezzo che dia buoni margini di un flacone con 100 ml di due liquidi di cui uno colorato da miscelare. Per fare la confezione più grande, il consumatore in genere è disposto a pagare di più per un prodotto più grande, basta aggiungere acqua.

Ma “dovendo” inserire una fase acquosa, oltre all’espediente del colore, il formulatore può sfruttarla per inserirci un blando tensioattivo che agevola la rimozione degli oli. Agitando il prodotto, prima il tensioattivo si dispone nell’interfaccia tra l’acqua e l’olio. Non sarà in grado di stabilizzare una emulsione, ma nella fase di detergenza sarà disponibile per agevolare la rimozione dei pigmenti e dell’olio .

Alcuni estratti vegetali ricchi di saponine . glycosidi o sostanze anfifiliche , magari con un qualche effetto lenitivo, vanno benissimo.

Visti gli alti rischi connessi a possibili contaminazioni da pseudomonas, la fase acquosa deve essere ben conservata Chi si autoproduce struccanti bifasici utilizzando acqua demineralizzata da supermercato non microbiologicamente pura evidentemente non sa quello che rischia.

(MORIRE PER UN COSMETICO )

Applicando le due fasi immediatamente dopo la loro miscelazione si sfruttano anche le forze repulsive idrofobe che si creano tra i pigmenti oleosi e le “goccioline” d’acqua.

Difficile dimostrare che la rimozione del make-up con il bifasico appena miscelato sia migliore di quella che si otterrebbe applicando olio e acqua in sequenza.

La rimozione del make-up richiede sempre una azione meccanica, meglio con sfregamento e/o con risciacquo. Il claim “deterge senza sfregare” è un nonsense se non sono presenti tensioattivi ( alcune saponine vegetali sono a volte sufficienti ) che nella fase di risciacquo “agganciano” l’olio ed i pigmenti all’acqua. In ogni caso meglio sfregare, magari leggermente .


Foto, liste ingredienti e prezzi, indicativi, rilevati nei siti della marca o in rete
Commenti personali in rosso


FIOR DI MAGNOLIA /EUROSPIN , Struccante bifasico Fior di Magnolia: 1,79 € (150ml) corrispondenti a

11,93 €litro

Ingredienti: CYCLOPENTASILOXANE, AQUA, CENTAUREA CYANUS FLOWER WATER, HAMAMELIS VIRGINIANA DISTILLATE (WITH HAZEL WATER), GLYCERIN, SODIUM CHLORIDE, PPG-15 STEARYL ETHER, MAGNESIUM NITRATE, METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE, MAGNESIUM CHLORIDE, METHYLSOTGIAZOLINONE, CI 61565 (GREEN 6), CI 60725 (VIOLET 2).

Garnier – Clean Sensitive Struccante bifase 2 in 1 Speciale Waterproof: 4,6€ (200ml) corrispondenti a

23€/litro

ImmagineINCIAqua/Water, Cyclopentasiloxane, Isohexadecane, Isopropyl Palmitate, Panthenol, Rosa Centifolia/ Rosa Centifolia Flower Water, Dipotassium Phosphate, Poloxamer 184, Polyaminopropyl Biguanide, Potassium Phosphate, Sodium Chloride, CI 61565/ Green 6


POTREBBE ESSERCI UN ERRORE NELLA FOTO O NELL’ETICHETTA VISTO CHE VIENE RECLAMIZZATO COME SENZA COLORANTI QUANDO NELLA LISTA INGREDIENTI COMPARIREBBE IL CI61565/ GREEN 6 CHE ALTRO NON E’ CHE UN COLORANTE.


Nivea Struccante Occhi Doppia Azione: € 4,99 3,99 (130ml) corrispondenti a

 € 30,69 / litro

Nivea Struccante Occhi Doppia Azione - ean: 4005808571192Ingredienti:
Aqua, Isododecane, Cyclomethicone, Isopropyl Palmitate, Helihantus Annuus Seed Oil, Centaurea Cyanus Flower Extract, Sodium Chloride, trisodium EDTA, Phenoxyethanol, Methylosothiazolinone, CI 60725, CI 61565

SEPHORA: Super Struccante Occhi Waterproof : 7 € (125ml) corrispondenti

a 56 €/litro

INCI: aqua, cyclopentasiloxane, isohexadecane, butylene glycol, dipotassium phosphate, 1,2-Hexanediol, caprylyl glycol, potassium phosphate, sodium chloride, maltodextrin, disodium edta, panthenol, poloxamer 184, PPG-26-Buteth-26, PEG-40 hydrogenated castor oil, centaurea cyanus flower extract, hydroxycetyl hydroxyethyl dimonium chloride, CI 61570 (green 5), CI42090 (blue 1 lake), apigenin, oleanolic acid, biotinoyl tripeptide-1, citric acid, BHT


Waterproof un cosmetico composto quasi per il 50% di acqua? Evidentemente il termine piace al marketing che gli attribuisce significati diversi da quello tecnico: ” impermeabile”,”a prova di acqua ” o “resistente all’acqua”.



SO’Bio étic Struccante Occhi Waterproof: € 8,69 corrispondenti a

57,9 €/litro

SO’BiO étic Struccante Occhi Waterproof
Ingredienti: Aqua (Water), Dodecane, Anthemis Nobilis Flower Water*, Glycerin, Centaurea Cyanus (Flower) Water*, Lactic Acid, Sodium Hydroxide, Sodium Levulinate, Copper Pca, Benzyl Alcohol, Sodium Chloride, Sodium Benzoate, Helianthus Annuus (Sunflower) Seed Oil, Tocopherol, Dehydroacetic Acid.


Waterproof dovrebbe essere riferito al make-up che si può rimuovere, non allo struccante.


Biofficina Toscana Latte tonico bifasico: € 14,49 (200ml) corrispondenti a

72,5 €/litro

Biofficina Toscana Latte tonico bifasico
Ingredienti: Ethylhexyl stearate, Aqua, Euphrasia officinalis extract, Centaurea cyanus water, Chamomilla recutita water*, Sodium chloride, Decyl glucoside, Sodium benzoate, Azulene

Come tutti i cosmetici da applicare nell’area occhi dovrebbero essere testati specificatamente per i rischi di reazioni oculari. Poche marche dichiarano esplicitamente di averlo fatto.
Essendo un prodotto semplicissimo da autoprodurre si deve aver massima attenzione verso i rischi di contaminazioni microbica, in particolare da pseudomonas nella fase acquosa.
Difficile dimostrare che questo tipo di struccante sia più efficace di una procedura con uno struccante oleoso con seguente risciacquo.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 13 settembre 2014

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10 Commenti

  1. Salve Rodolfo, a questo punto, che tipo di acqua consiglierebbe di usare per chi realizza cosmetici in casa? Abbiamo appurato che quella demineralizzata seppur fatta bollire in pentola a pressione, sotto suo stretto consiglio, non risulta essere sicura al 100%… Alcuni utilizzano l’acqua depurata della farmacia: le risulta più idonea allo scopo? Abbiamo bisogno di una risposta certa. Grazie infinite.

    • Premesso che per chi si autoproduce cosmetici la regola migliore è non lasciarli invecchiare, l’importante è che in origine l’ acqua microbiologicamente pura. Una breve bollitura , meglio in pentola a pressione, ad esempio abbatte enormemente la carica batterica ma può non sterilizzare l’acqua, se in origine è molto inquinata microbicamente magari con batteri o spore termoresistenti.
      Chiunque la fornisca, che sia acqua minerale, acqua demineralizzata della farmacia, se la fornisce microbiologicamente pura , va bene.

      PS. non credo esista nulla sicuro al 100% , parliamo sempre di ridurre il rischio.

  2. Un altro articolo estremamente interessante ed illuminante, grazie!

    Solo un appunto: per lo struccante di Sephora, non so se in francese la frase risulti scorretta, ma in inglese il termine “waterproof” è riferito proprio al trucco non allo struccante, infatti questo tipo di trucco è difficile da togliere con un normale latte detergente.

    • Grazie per la precisazione, mi riferivo alla comunicazione in Italiano di Sephora dove l’aggettivo waterproof viene attribuito allo struccante e non al make-up.

      • Ha ragione, in effetti mi ero concentrata solo sulle scritte sul flacone della foto e non avevo fatto caso a quanto scritto sopra, all’inizio della descrizione!
        La distrazione gioca brutti scherzi ma, se nel mio caso non fa danni (al massimo potrebbe averle dato fastidio il commento..), quando si tratta di marketing le cose cambiano decisamente e la professionalità di una casa cosmetica sta anche nel fare traduzioni dall’inglese che non siano, come in questo caso, approssimative, imprecise o fuorvianti.
        Un’altra cosa che terrò presente al prossimo acquisto di un cosmetico…
        Ancora grazie per il lavoro di divulgazione che fa!

      • Anche se penso interesserà poco e pochi, penso di approfondire l’argomento prendendo ad esempio proprio il termine waterproof, per illustrare come ragiona un markettaro cosmetico.

  3. Son contento che vengano esposti i rischi della contaminazione che può derivare dall’autoproduzione di un cosmetico come questo con acqua demineralizzata, molta gente ancora la usa per produrre i loro cosmetici. Interessante aver postato gli inca dei prodotti già fatti grazie mille !!

  4. Articolo molto interessante. Scusa la domanda un po’ off-topic, spero non sia proprio fuori-luogo: autoproducendolo, che accortezze bisognerebbe prendere per minimizzare le reazioni avverse (bruciore, rossore dell’occhio, in particolare)? Tali accortezze valgono anche nella formulazione dei prodotti commerciali, e quindi, dal punto di vista del consumatore, nella scelta di un prodotto piuttosto che un altro? Oppure è solo una questione di affinità personale ad una sostanza piuttosto che ad un’altra (e quindi non valgono al riguardo criteri generali)?

    • chi si autoproduce non potendo fare i test di irritazione oculare che tutte le aziende DOVREBBERO fare, può solo impostare la formulazione cercando di evitare ingredienti “problematici”.
      “oli” con maggior potere solvente degli “oli” utilizzati nel make-up , preferibilmente non polari .
      volendo utilizzare oli vegetali eviterei oli con molte catene corte visto che gli acidi grassi fino al C12 hanno una discreta capacità “irritante”.
      anche la fase acquosa deve evitare ingredienti con potere irritante, i tensioattivi , anche se pochi , meglio che siano della famiglia dei prodotti shampoo senza lacrime ec. ecc.

      • Grazie Rodolfo, cercherò di fare tesoro di queste preziose informazioni :)

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