Solari Italiani Eco-Bio (!) a confronto

Solari Italiani Eco-Bio (!) a confronto

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SOLARI – ARDUA SCELTA, mi dice Angelica, chiedendo un parere su alcuni brands più in voga nel ramo “green/ecobio”. I brands più in voga secondo Angelica sarebbero: FITOCOSE, BIOEARTH, ALKEMILLA.
Ho l’impressione che quelli indicati da Angelica non siano i solari green più venduti , ma quelli più presenti in certi canali vendita o più discussi in certi siti internet.

Siamo in tempo di mondiali e visto che mi sono trasferito sulla costa sarda dove non arriva il segnale TV mi viene da titolare:

GERMANIA BATTE ITALIA 3 A 1.

La scelta del consumatore , ed anche mia, è influenzata da fattori soggettivi che il marketing studia per far si che il cosmetico si venda bene. In questo caso Angelica limita i consumatori a quelli del segmento “green”, cioè a quelli che danno importanza a fattori ed argomenti cosiddetti eco-bio e che cercano un cosmetico italiano.

Visto che su cosa è eco-bio ognuno se la canta e se la suona come vuole e che, pur di vendere, alcuni raccontano le cose più discutibili devo limitare il mio parere ad alcuni prodotti delle tre marche ed a una valutazione generica del cosa e come il prodotto viene comunicato al consumatore. Per agevolarmi il lavoro considero solo un prodotto per marca SPF30 e prendo a riferimento per il confronto 2 Solari non italiani ,uno che si posiziona nel segmento green, LAVERA ed uno discount, CIEN ; marche di cui ho parlato qui: Scegliere la MIGLIOR protezione solare.

Non si può valutare sensatamente quanto è “green” un cosmetico, al massimo posso farmi una opinione su quanto sia coerente il prodotto con la comunicazione ed i claims che lo accompagnano. Questa “incoerenza” non comporta che il cosmetico sia non sicuro o inaffidabile. Ci sono marche che si promuovono come “green” e che di verde hanno poco più che l’etichetta; il che è assolutamente legittimo se risponde alle aspettative di quel tipo di consumatore.

Produrre poi dei cosmetici per protezione solare, che devono sottostare a norme severe, non lascia grandi margini per scegliere ingredienti “consoni” alla cosmesi green. Per non compromettere la propria filosofia e immagine “green”, alcune marche leader della cosmesi eco-bio non hanno cosmetici solari nel loro catalogo o non hanno SPF superiori a 30.

Alcune si vendono come green solo perché hanno sostituito paraffine e siliconi con altri emollienti derivati vegetali, ma poi utilizzano filtri UV di sintesi chimica.

FITOCOSE- Sole Mio – Latte Alta Protezione 150ml – 11,98€ corrispondenti a 79,86€ al litro.
Ingredienti: Aqua – Rosa damascena distilled water – Titanium dioxide – Caprylyc capric triglyceride – Oryzanol – Cetearyl alcohol - C14-22 Alkylalcohol – C12-20 Alkylglucoside – Butyrospermum  parkii butter*- Buxus chinensis oil* – Cocus nucifera butter*- Helianthus annuus oil*- Capryloyl glycine – Tocopheryl acetate – Xanthan gum – Acacia senegal gum – Sodium dehydroacetate – Rosmarinus officinalis extract - Brassica napus seed oil - Sodium phytate – Citric acid – Glycerin – Alumina – Polyhydroxystearic acid – Stearic acid – Profumo
***da agricoltura biologica
**da oli essenziali naturali
99,7% di ingredienti naturali e di orig. naturale
26% di ingredienti da agricoltura biologica

26% di ingredienti da agricoltura organica quando il primo è in nona posizione !!!

 COERENZA: chiunque nel cosmetico può autodefinirsi: naturale o eco-bio magari perché non usa paraffine o siliconi e inserisce nel prodotto un 1% di ingredienti senza pesticidi o derivati da agricoltura biologica. In questo prodotto si vede uno sforzo formulativo: il sistema filtrante gli UV è basato su Biossido di titanio, rivestito ma non nano, e gamma orizanolo. Quest’ultima è una scelta elegante che migliora l’assorbimento UVA che con il solo TiO2 difficilmente rispetterebbe le indicazioni europee sul rapporto SPF/PFUVA o sulla lunghezza d’onda critica senza fare del bianco.

SPF IN VITRO: nel sito si dichiara un  SPF in vitro (Diffei-Robson test) : 30  . Le raccomandazioni europee indicano procedure standard per determinare l’SPF in vivo. Da tempo si può rilevare in vitro con procedure molto più semplici ed economiche una misura dell’assorbimento delle radiazioni UVB. Ma la relazione tra SPF ricavato con il test in vivo e l’SPF stimato dalla misura in vitro non è fissa o esatta. Il consumatore con l’SPF deve ricevere una informazione chiara e univoca. Quanti sanno chi era Diffei e che differenza c’è tra un SPF in vivo ed uno in vitro ? La misurazione in vitro è molto più rapida ed economica ed è anche eticamente preferibile. La stima in vitro degli SPF diventerà sempre più comune, ma il produttore dovrà fornire al consumatore un solo SPF . Sua responsabilità calcolare il margine di sicurezza che garantisca che la stima in vitro non è inferiore all’SPF calcolato con procedure standard in vivo. Paradossalmente non condivido la eccessiva trasparenza del produttore che informa il consumatore di come ha ottenuto l’SPF. Anche ora che si deve dare maggior rilevanza alla classe di protezione ( bassa, media, alta ecc ) al consumatore va comunicato un SPF unico e chiaramente confrontabile con quello degli altri prodotti .

SCADENZA DALLA DATA DI FABBRICAZIONE: Non so come e con che evidenza il cosmetico comunica al consumatore la data di scadenza, e per di più relativamente corta, ma per averlo inserito nel sito web tutta la mia stima e approvazione.

 

BIOEARTH – Crema Solare Corpo Protezione alta . 150 ml – 19,89€ corrispondenti a 133,2€ al litro
Ingredients: Aqua, Isoamyl cocoate, Diethylamino hydroxybenzoyl hexyl benzoate, Glycerin, Ethylhexyltriazone, Cetearyl alcohol, Ethylhexyl stearate, Sodium cetearyl sulfate, Cetyl alcohol, Titanium dioxide, Glyceryl stearate SE, Helianthus annuus seed oil*, Aloe barbadensis leaf*, Cannabis sativa seed oil, Tocopheryl acetate, Helichrysum angustifolium flower extract*, Camellia sinensis leaf extract, Silica, Caprylic/capric triglyceride, Xanthan gum, Jojoba esters, Glucose, Sorbitol, Sodium glutamate, Urea, Benzyl alcohol, Potassium sorbate, Glycine, Hydrolyzed wheat protein, Lactic acid, Sodium PCA, Panthenol.
*da agricoltura biologica/from organic agriculture
prezzo e lista ingredienti rilevati sul sito http://www.ecco-verde.it/

Leggendo questa lista ingredienti e quando scrivono nel sito:” le formulazioni messe a punto da Bioearth puntano sempre a una selezione accurata delle materie prime, all’impiego di prodotti di origine esclusivamente naturale realizzati senza utilizzare sostanze di sintesi sgradite e potenzialmente dannose.” sorge spontaneo qualche dubbio sulla coerenza della linea. Anche il fatto che il primo ingrediente dichiarato proveniente da agricoltura biologica sia in dodicesima posizione per cosmetici  di cui si vanta la ” base naturale e biologica” suona strano.

Visto che non è un crimine formulare qualche prodotto un po’ meno “green” e visto che non esiste uno standard europeo per definire cosa è un cosmetico naturale, eco o bio, se al consumatore che voleva un cosmetico eco-bio va bene questo, nessun problema !

MANCANZA DI TRASPARENZA: il sito non riporta gli ingredienti.
La lista ingredienti non serve solo a vendere un prodotto raccontando che c’è o non c’è quella tal sostanza dentro. Serve a informare preventivamente quei consumatori che possono correre rischi di reazione allergica.
Negli altri cosmetici della marca gli ingredienti sono in bella vista; in questi solari, un po’ meno green, no c’è !

CLAIM PRIVATIVI IMMOTIVATI : la solita lista di NO , NO, NO, SENZA, SENZA, SENZA

Non trovo nessun riferimento alla data di scadenza del prodotto.

Saranno anche pochi gli oli vegetali ricchi di insaturi, ma un solare del genere non è eterno e dovrebbe avere indicazioni sulla scadenza del prodotto anche se non aperto.Nel caso non ci fossero .

….

Alchemilla – Crema Solare Media Protezione . 150 ml – 16,8€ corrispondenti a 112€ al litro.
INCI: Aqua [Water],Ethylhexyl methoxycinnamate,Ethylhexyl palmitate,Caprylic/capric triglyceride,Glyceryl stearate citrate,Propanediol,Titanium dioxide,Cetearyl alcohol,Lauryl lactate,Bis-ethylhexyloxyphenol methoxyphenyl triazine Methylene bis-benzotriazolyl tetramethyl butylphenol,Myristyl myristate,Butyrospermum parkii (Shea butter) butter Cocos nucifera (Coconut) oil,Theobroma cacao (Cocoa) seed butter,Aloe barbadensis extract (*),Juglans regia (Walnut) seedcoat extract,Lawsonia inermis (Henna) extract,Linum usitatissimum (Linseed) seed extract (*),Malva sylvestris (Mallow) extract (*),Althaea officinalis root extract (*),Daucus carota sativa (Carrot) root extract Zea mays (Corn) oil,Tocopherol,Ascorbyl palmitate,Phenoxyethanol,Ethylhexylglycerin,Phenethyl alcohol Sodium polyacrylate,Glycerin,Decyl glucoside,Acrylates/C10-30 alkyl acrylate crosspolymer,Parfum [Fragrance] Tetrasodium glutamate diacetate,Lecithin,Amyl cinnamal,Linalool,Hexyl cinnamal,Sodium hydroxide Hydroxycitronellal,Xanthan gum,Citric acid,Butylphenyl methylpropional.
* Da agricolturabiologica

Mentre stavo contando in che posizione si trova il primo ingrediente da agricoltura biologica ( sedicesima !) ho notato qualcosa.

Ops! sono andato a rileggere, verificando se la stranezza c’è anche nella foto del prodotto !!
MEDIA PROTEZIONE e SPF 30 ? mi sfugge qualcosa o devono aver riscritto il regolamento cosmetico.
CONFUSIONE O ECCESSIVA MODESTIA: quando tutta Europa definisce i solari con SPF30 ad ALTA PROTEZIONE il consumatore potrebbe restare confuso da questo prodotto.

CLAIM PRIVATIVI IMMOTIVATI o motivati portando detrimento alla concorrenza: la solita lista di NO , NO, NO, SENZA, SENZA, SENZA. Uno di questi in particolare mi ha incuriosito: NO PROPYLEN GLYCOL alias 1-2 propandiol. Immagino abbiano ottimi argomenti per non inserirlo in formula mentre il PROPANEDIOL , alias 1-3 propandiol è elencato in settima posizione. Penso che il consumatore con aspettative eco-bio abbia diritto ad una spiegazione.

Con queste premesse neanche mi domando se hanno messo una data di scadenza sui prodotti . Sono talmente tante le cose che non condivido e che dovrei approfondire che preferisco semplicemente dire che non lo comprerei, neanche costasse al litro  come il solare SPF30 della CIEN.

Concludendo:
Ammesso che i solari BIOEARTH e ALKEMILLA soddisfino le aspettative di una cosmesi naturale o eco-bio , in un confronto con prodotti di marche leader come LAVERA , il cui Latte Solare 200 ml è in vendita nei negozi online a 51€ al litro, solo il prodotto FITOCOSE ne esce a testa alta.
Non esiste uno standard europeo per definire quanti ingredienti da agricoltura biologica o di derivazione vegetale deve contenere un cosmetico per definirsi naturale, eco o bio; pertanto la loro presenza nella lista ingredienti non dice quasi nulla al consumatore che dovrà affidarsi alla marca che più lo convince.

 

Rodolfo Baraldini

pubblicato 16 giugno 2014

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9 Commenti

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  2. Gent.le Rodolfo, è da tempo che la seguo ma, nonostante la sua estrema chiarezza, stento ancora a comprendere molte cose (essendo ignorante nel settore chimico/cosmetologico)! Volevo chiederle se esiste un solare in grado di proteggere sia dai raggi uva che uvb..ho la pelle chiarissima e molto delicata nonchè (a volte) impura nella zona T e sto provando vari prodotti (da ultimo la marca bjobj che non mi è piaciuta e ahimè solo dopo averla acquistata ho letto il suo post) ma mi rendo conto che ancora non capisco le differenze nè quali siano i migliori filtri solari per gli uva e uvb e quali siano nocivi a causa dell utilizzo della nanotecnologia o della loro fotoinstabilità! mi scuso in anticipo per la domanda complessa e la ringrazio.

    • Oggi in Europa quando compare il simbolo UVA all’interno del cerchio i prodotto dovrebbe essere garantito con un fattore di protezione degli UVA pari almeno ad un terzo del SPF.
      La norma impone anche di scrivere (nano) quando un filtro rientra nei nanomateriali, anche se non è dimostrato che i nanomateriali siano a priori nocivi. Si tratta di un approccio precauzionario che permette di informare il consumatore. Tutti i filtri elencati nell’allegato del regolamento alle concentrazioni prescritte “non sono nocivi” , al massimo si deve pensare che alcuni sono più problematici di altri per possibili fotoinstabilità, fotoreattività, interferenze endocrine , impatti ambientali negativi ecc.. Quando un filtro risulta nocivo, viene cancellato dall’allegato. Quali sono i migliori, dipende dalle aspettative del consumatore, non esistono filtri migliori in assoluto.
      Nell’articolo “Scegliere la MIGLIOR protezione solare.”
      http://www.nononsensecosmethic.org/?p=53318
      ho dato una idea dei miei parametri per decidere il MIGLIOR solare.

  3. Ciao Rodolfo, ti invio le mie solite domande-bomba…fa finta che sia una bomba d’acqua visto che siamo in estate -.-:
    qual è allora la differenza fra SpF in vivo e in vitro? Come fa il solo gamma orizanolo a “favorire?” l’assorbimento degli UVA? intendi dire che non ha capacità riflettente?A me solo il gamma orizanolo non mi sembra sufficiente…Secondo me il produttore deve spiegare la differenza fra vivo e in vitro…io sapevo che un test in vitro non è affatto meglio di uno in vivo ma mi sembra di aver capito che tu dici il contrario…questo solare mi pare che non rimanga fuori dalla pelle con tutti quegli ingrediente ecocompatibili…mi sembra che tu sei a favore di solari che interagiscono poco con la pelle, e io la penso uguale…sei sopravvissuto? :D ahahha ciaoo e buone vacanze!

    • L’spf viene normalmente calcolato con un test standard , in vivo, in funzione dell’eritema indotto dai raggi UV; test che dovrebbe essere uguale per tutti , in modo da poter comparare i dati. In vitro si misura l’assorbimento degli UV , che non è esattamente la stessa cosa anche se l’eritema indotto dagli UV e la quantità di UV che raggiunge la pelle sono chiaramente fattori collegati.
      I due test danno risultati analoghi , ma non identici e visto che il test in vitro non è quello ufficialmente riconosciuto, si deve considerare un margine di errore . Il test in vitro ha molti vantaggi ma la procedura standard di riferimento è quella in vivo.
      Il gamma orizanolo ha una curva di assorbimento più spostata verso gli UVA rispetto al TiO2, non sarebbe sufficiente da solo a realizzare un SPF30 con almeno 10 di FPUVA, ma aiuta.
      In effetti nella protezione solare , considerati i rischi di formazione di radicali dei filtri UV, preferisco che se ne stiano fuori.
      E’ questo uno dei vantaggi dei filtri insolubili non nano, ma ci sono anche strategie che prevedono una interazione , per questo alcuni antiossidanti nelsolare migliorano la performance del cosmetico.

      • ok Grazie :)

  4. I solari fitocose dicono tutte siano molto validi, lascino la pelle bbianca?

  5. Grazie, bella comparazione! Questa dei solari eco-bio è l’argomento del momento su vari forum e blog…anche perchè non si capisce cosa è sicuro, cosa protegge veramente e cosa è davvero green!
    Un’altra marca nostrana che utilizza solo filtri minerali è Tea Natura, mentre un’altra azienda green che però ha deciso di mettere solo dei filtri sintetici è Antos (e anche qui non è chiaro perchè media protezione=30spf).
    Ti segnalo i prodotti della linea dm-drogerie markt, azienda tedesca che vende anche in austria, slovenia e croazia, che hanno un ottimo rapporto qualità prezzo (qualità inteso dal mio punto di vista e cioè quello del consumatore). Hanno la linea solari Balea con filtri misti (di sintesi e minerali misti) e la linea di prodotti green Alverde Naturkosmetik con i propri solari contenenti solo filtri minerali nano.
    Che dici, il risultato 3-1 rimane invariato?

    • Ricordo la linea, Alverde di DM. Bella. La studiai quando si parlava di cosmetici green per la grande distribuzione. Nel segmento della cosmesi green temo che siamo ancora molto indietro rispetto ai leader tedeschi anche se alcune marche italiane cominciano ad emergere. Di Tea mi piacquero molto alcune scelte iniziali…sui solari ho l’impressione che abbiano fatto qualche scivolone.

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