Latte Solare(?) Omia, spf 50

NOTA del giugno 2016 : questo articolo è stato pubblicato ad aprile del 2014 . successivamente il prodotto OMIA è stato radicalmente modificato

Pier Sfameni mi segnalava:…per caso sono capitato sulla nuova linea di solari Omia Laboratoires ( http://www.omialab.it/eco-bio-sun/crema-e-protezione-solare-biologica.php?cat=7&pr=0#prodotti__  ) marca nota per l’eccesso di “free” e “0%”. Qui si sottolinea anche come non contengano “filtri chimici” che il marketing ci ha detto che sono cattivi (???) e lo sanno tutti (???). Ovviamente il loro solare, a loro dire, è quanto di più naturale possibile ma proprio in questa formulazione ( che trovi nel link scorrendo) troviamo ai primi posti il biossido di titanio in nanoparticelle. In rete ho letto che è ritenuto dannoso in quanto potrebbe penetrare nella pelle, ma che finora i problemi sorgerebbero qualora uno decidesse di sniffarselo ogni mezz’ora ( per dirla in parole povere). E’ corretta questa informazione? E, può questo ingrediente superare comunque i controlli ICEA al prodotto finito?
Altro dubbio: da ciò che mi pare di capire leggendo l’inci, e da profano potrei sicuramente sbagliarmi, non ci sono altri ingredienti che farebbero da filtro solare. Quindi il sistema si baserebbe sul biossido di titanio in tutte le formulazioni dei solari ( tra l’altro fanno comparire in primo piano il numero 10, 20, 30 e 50, e solo dopo il livello di protezione) ma questo può bastare a creare un SPF alto?…

Non mi piace  e non lo comprerei neppure se costasse la metà, cioè come i più collaudati solari con analogo formato e spf  delle marche distribuite nei supermercati.

La Omia Laboratoire diventò famosa per essere incappata in una indagine di Striscia la Notizia – Video e questo episodio non alza l’affidabilità della marca.
Inoltre non condivido molti dettagli della comunicazione…

a- I claims: senza questo e senza quello, immotivati.

b- Il claim: Cruelty Free, NON TESTATO su animali ( mi è appena passata tra le mani una recente ricerca su animali dell’olio di argan e mi indignano sempre di più quelli che raccontano queste storielle per vendere un cosmetico, facendo leva su argomenti animalisti e sull’ignoranza generalizzata di come stanno effettivamente le cose)

Altri dettagli meno significativi, ma che nella loro somma fanno parte di uno stile di comunicazione che non condivido: nutre ? idrata profondamente ? il TiO2 non è chimico ecc. ecc.

Sulle perplessità sollevate da Pier Sfameni ho poco da aggiungere, se non che tutto quanto dedotto dalla lista ingredienti  ( nel sito specificano: N.B. Fare sempre riferimento all’ INCI stampato sulla confezione) o dai claims pubblicitari va sempre considerato come un ragionevole dubbio.

Anche per un esperto,  giudicare un cosmetico dalla lista ingredienti può portare a grossolani errori di valutazione, sempre ammesso che nel prodotto ci sia effettivamente quanto elencato in etichetta o nel sito web..

1 la eventuale nocività dei filtri insolubili in forma NANO non è dimostrata e comunque , come sempre, un ingrediente non sicuro non significa che il cosmetico non sia sicuro.

2 il prodotto è definito LATTE quando in lista ingredienti, nel sito web, non compare una fase acquosa . O si sono “dimenticati” di riportare l’acqua tra gli ingredienti, o hanno chiamato LATTE un olio con polveri metalliche all’interno.

3 Un SPF in vitro superiore a 60 con solo TiO2 nano è possibile ma non facile, tra l’altro ci vorrebbero concentrazioni di TiO2 superiori al 20% ed il prodotto sembrerebbe più ad un intonaco che ad una Pasta Fissan.

4 Un cosmetico  solare con alte concentrazioni di ossidi metallici fotocatalitici in forma NANO , per me è ecologico per il sistema marino come una baleniera giapponese. Ovviamente sono ottimista ed il contenitore plastico lo considero biodegradabile o almeno riciclabile e senza Ftalati (PET) o Benzophenoni.

5 Fino a quando non ci saranno leggi e standard internazionali le certificazioni private valgono solo per chi ci vuole credere.

6 Lo spettro d’assorbimento del TiO2 da solo non filtra a sufficienza gli UVA, per poter avere un rapporto UVA-PF/SPF pari a 1/3 come farebbe intendere il simbolino.

Concludendo:

ripensandoci, vista l’affidabilità che mi ispira, non lo comprerei neppure se costasse un terzo di quanto espongono, ma io non sono il consumatore tipico di un cosmetico.
Rodolfo Baraldini
pubblicato 29 aprile 2014

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19 Commenti

  1. Io l’ho comprato ed ho preso la protezione 30. Non sono molto esperta, ma il fatto che non contenesse paraffine o siliconi o brutti conservanti di altro genere mi aveva attirata molto (mi riferisco dagli ingredienti, non dall’etichetta. Avevo controllato personalmente). Poi ho saputo che SAREBBE MEGLIO che ci fosse un qualcosa che la pelle non possa assorbire proprio per non far penetrare le nanoparticelle, pero’ ok … troppo tardi! :(

    L’ho provato in spiaggia e sono rimasta piacevolmente sorpresa! Sono bianca, veramente bianchissima di pelle, ma non mi sono scottata neanche nelle ore di punta. L’ho messo anche al mio fidanzato che non potrebbe stare al sole senza protezione perche’ la pelle produce veramente pochissima melanina (inesistente direi), e NON SI E’ SCOTTATO.
    Adesso non so se cio’ basti a dire che e’ un buon prodotto.
    Sono diversi mesi che compro i prodotti Omia e mi ci trovo molto bene …
    Concordo che la pubblicità non è il massimo, ma l’etichetta non l’ho proprio guardata. Ho preso il prodotto dopo aver letto gli ingredienti.
    Che ne pensate? :)

  2. Ho comprato il latte solare Omia 50 perchè consigliato da una promoter nel punto vendita, che mi ha garantito che era perfetto per i miei bambini. E’ stato un vero disastro: dopo un paio di giorni uno si è riempito la schiena di dermatite (che ho dovuto curare con il cortisone) e l’altro aveva una secchezza della pelle mai vista. Inoltre, i costumi si sono scolorati nei punti di contatto con la crema. Val la pena di denunciare questi effetti alla casa produttrice?

    • In caso di presunte reazioni avverse al cosmetico che hanno richiesto l’intervento del medico, con prescrizione di farmaci ecc…, lo stesso medico dovrebbe procedere ad attivare le procedure di cosmetovigilanza. Nel caso non l’abbia fatto si può procedere direttamente col Ministero della Salute.
      Segnalazione di effetti indesiderabili nei cosmetici
      Segnalandolo direttamente alla azienda , questa è tenuta ad attivare le procedure di cosmetovigilanza anche se non ha la certezza che la reazione avversa sia dovuta effettivamente al cosmetico.
      http://www.nononsensecosmethic.org/?p=46952

  3. Ho trovato un altro prodotto Bio_eco .

    Il solare BIONOVA SPF 30 , scontato in Coop viene poco più di 9 euro ma sono solo 100 ml.
    Ingredienti:
    aqua, dodecane, titanium dioxide (nano), helianthus annus seed oil*, glycerin, zinc oxide, prunus amygdalus dulcis oil, aloe barbadensis leaf juice*, lauryl glucoside, polyhydroxystearic acid, aluminum hydroxide, stearic acid, polyglyceryl-2 dipolyhydroxystearate, hydrogenated palm kernel glycerides, butyrospermum parkii butter*, cocos nucifera oil*, glyceryl caprylate, magnesium aluminium silicate, coffea arabica seed oil*, pongamia glabra seed oil, xanthan gum, sclerotium gum, hydrogenated palm glycerides, tocopherol, beta-sitosterol, squalene, lactic acid, dehydroacetic acid, benzyl alcohol, parfum°.
    * ingredienti da agricoltura biologica
    ° da oli essenziali naturali

    Tabella di ecobio-qualità – Ingredienti
    – totale di origine naturale: 99%
    – biologici su totale certificabili: 72%
    – biologici su totale: 13%

  4. Ecco… l’ho appena comprato……………………..mmmmh!

    • magari ci puoi confermare se anche il tuo è separato e spremendolo verso l’alto viene fuori solo olio. In questo caso, consiglio di agitare molto il prodotto prima di applicarlo…. ormai lo hai comprato.

      • Si assolutamente.. Esce solo un olio arancione.. Ho passato gli ultimi 5 minuti ad agitarlo molto forte.. Poi risulta omogeneo!

  5. Salve a tutti, è da poco che mi sto affacciando al “Mondo degli inci”, ma devo dire che è davvero difficile districarsi per chi, come me, non ha competenze e conoscenze in questo campo. Infatti proprio qualche giorno fa ho comprato il latte solare omia SPF 30, la formulazione è leggermente diversa da quello 50, mi chiedevo se valgono le stesse considerazioni per i due prodotti. Spero possiate aiutarmi. Grazie! (se volete posto l’INCI, magari può essere utile anche ad altri)

    • Come detto, il prodotto SPF 30 potrebbe non essere separato come quello 50. Basta verificare come hanno fatto Loretta ed Elsa se spremendo verso l’alto viene fuori olio o “latte”. Le altre considerazioni relative alla marca ed a quello che comunica, valgono comunque.

      • Anche in questo viene fuori l’olio….ormai l’ho comprato, però se è pericoloso non lo uso!

      • Un prodotto definito Latte che esce olio dal flacone è un problema, ma non necessariamente pericoloso. Probabilmente basta agitarlo molto…. io se lo avessi comprato lo contesterei e cercherei di farmelo sostituire.

  6. Ho fatto anchio la prova che ha fatto Elsa su facebook. Spremendo verso l’alto l’spf50 dell’Omia viene fuori un olio giallo. Non è per niente un latte. Per me si è separato :( :(

    • Incuriosito dalla tua segnalazione oltre che da quella di Elsa ho fatto una verifica.
      Il prodotto in etichetta riporta la lista ingredienti senza Acqua come nel sito web, quindi la definizione LATTE è impropria, si tratterebbe a dar credito alla loro lista ingredienti di una slurry, una sospensione di polveri in olio.
      Il fatto che affiori olio senza polveri nel spf50 può essere dovuto al semplice depositarsi delle polveri, non è semplice formulare sospensioni stabili che non depositino.
      In ogni caso questa disomogeneità aggiunge un altro fattore alla cattiva opinione che ho della marca.

  7. Vorrei porre una domanda: per quanto riguarda i “latte” solari con SPF 20 e 30, tale livello di protezione sarebbe garantito con la stessa formula e dal solo TiO2?

    • SPF più bassi sono in genere più facili ed economici da realizzare. Nel loro caso, la incongruenza delle liste ingredienti pubblicate in rete ( manca l’acqua) oltre che la generale inaffidabilità che mi ispirano non mi permettono di fare valutazioni

  8. buonasera
    grazie per l’accurato articolo. Invece dei solari Bioearth cosa ci dice?

    • Non li conosco

  9. Se non ricordo male, utilizzando una miscela di particelle di biossido di titanio a diversa grandezza si può avere una protezione a largo spettro (UVB e UVA). Non penso che sia questo il caso. Nei paesi orientali utilizzano creme anche con il 40% di biossido di titanio, perchè a molti piace quell’effetto “fantasmino”. Non riesco a capire la qualità di un solare solo guardando l’INCI poichè l’SPF, in base a come viene determinato, dipende molto dalla capacità filmogena del prodotto.
    La cosa che mi dà parecchio fastidio però è che ha la certificazione Icea ma scherziamo???? Bio eco de’ che?????
    Se guardate tutte le liste di ingredienti dei diversi prodotti con SPF da 20 a 50 notate che sono tutte uguali, per il prodotto SPF 6 il biossido di titanio è al 3 posto (tutto nano!!!). Questo mi porta a pensare che i valori di SPF per questi prodotti sono stati calcolati e non determinati sperimentalmente, come si deve fare per legge, con le cavie umane (hanno sbagliato bollino!).

    • E’ vero utilizzando polveri metalliche di dimensioni superiori si ottiene un migliore assorbimento anche degli UVA ma si riflette anche la luce visibile.
      Quindi l’effetto fantasmino o kabuki sarebbe inevitabile. Ottenere un filtro trasparente sulla pelle ma con SPF 50 e UVA-PF di un terzo utilizzando solo TiO2 sfida le leggi della fisica…