Smagliature: prevenirle e ridurle

Smagliature: prevenirle e ridurle


Per segmentare la vendita del cosmetico lo si finalizza a specifici inestetismi. Le rughe, le macchie cutanee, i segni dell’età sul viso. La cellulite, le adiposità localizzate, le smagliature sul corpo.
- Smagliature: vediamole
- Trattamenti per le smagliature

Per varie ragioni i trattamenti per ridurre le smagliature incidono molto limitatamente sul mercato anche se alcuni cosmetici, come il Bio-Oil hanno avuto un grande successo nelle vendite associandosi specificatamente a questo inestetismo.
Il fatto che i cosmetici destinati al trattamento delle smagliature siano relativamente pochi non è dovuto specificatamente alle scarse evidenze sulla loro efficacia, non sono infatti molto più credibili i cosmetici contro la cellulite o contro le adiposità localizzate. L’offerta limitata è probabilmente condizionata, oltre che dalla scarsa efficacia, anche dalla limitata estensione dell’inestetismo che comporta in genere un minor consumo di prodotto.

Smagliature: vediamole


Le smagliature, nel latinorum medicale chiamate “striae”, sono segni permanenti della cute la cui prevalenza varia tra il 20% e il 70%, manifestandosi soprattutto nelle donne giovani e soggette a rapidi aumenti della massa corporea. Compaiono in diverse circostanze (fisiologiche, patologiche, iatrogene 1) e interessano la struttura dermica fino al derma reticolare. La causa non è stata ben identificata colpiscono soprattutto una popolazione giovane, femminile, nelle aree sollecitate da movimenti ripetuti o soggette ad importanti aumenti della massa con conseguente estensione della cute. Si presentano soprattutto in certe aree disponendosi normalmente lungo precise linee che fanno pensare siano correlate ad una distensione meccanica, come lo strappo di una stoffa perpendicolare alle forze che la sollecitano, da cui il nome di “striae distensae“. La pelle si presenta per lo più meno compatta, di minor volume, leggermente depressa e senza ghiandole, da questo il nome di “striae atrophicans (atrofiche)”, con una colorazione più chiara, da questo il nome di “striae albae“. Il complesso dei segni cutanei è molto simile agli esiti di una cicatrice. Le smagliature si formano ed evolvono attraverso diverse fasi ed in molti casi la fase iniziale sembra associata ad uno stato infiammato, riconoscibile per una caratteristica colorazione più scura, rossa (striae rubrae) ma che può modularsi dal ceruleo al viola fino ad un marrone intenso (striae nigrae). Non è dimostrato che la colorazione rossa o rosata della fase precoce sia sempre dovuta ad una condizione infiammatoria visto che può dipendere anche solo dalla maggiore trasparenza della cute soggetta a distensione. Pur essendo durevoli e indelebili possono ridursi e regredire spontaneamente.


Già nella loro apparenza superficiale le smagliature evidenziano un loro natura atrofica sottesa da tessuti fibrosi sostanzialmente allineati

Una certa affinità con le cicatrici e la correlazione positiva con alcune patologie (sindrome di Cushing e Marfan) fanno pensare al concorso di fattori genetici, biochimici-ormonali, meccanici. L’aspetto istologico delle smagliature varia in funzione della fase evolutiva. L’epidermide, nella fase precoce (striae rubrae), appare praticamente normale. Solo successivamente diventa atrofica, riducendosi di spessore e lisciandosi (apparenza più chiara e lucida) fino alla completa scomparsa del disegno papillare. Nel derma si realizzano le principali modificazioni istologiche in tutte le sue componenti: cellulare, intercellulare e fibrosa (collagene ed elastina).

Mentre nella pelle le strutture e setti fibrosi, sia di collagene sia di elastina, hanno una disposizione caotica, tendenzialmente trabecolare, nelle smagliature, come nelle cicatrici si rileva un sostanziale allineamento risultando tendenzialmente perpendicolari alla lunghezza della smagliatura e, soprattutto, come nelle cicatrici, parallele alla giunzione dermo-epidermica ed alla superficie della pelle.

Il derma risulta assottigliato, il suo spessore può essere meno della metà di quello contiguo non soggetto alla smagliatura. Nella fase iniziale (striae rubrae) è stato rilevato un modesto infiltrato perivascolare, prevalentemente linfo-monocitario, un aumento delle cellule di Langherans. Sono presenti alcuni mastociti che appaiono degranulati mentre i fibroblasti si presentano in fase di quiescenza. Nella fase tardiva (striae albae) le alterazioni cellulari e l’infiltrato cellulare regrediscono, con evidenti segni di normalizzazione sia dei fibroblasti che dei mastociti. Le fibre di collagene appaiono alterate sia in fase iniziale che tardiva: vi sono aspetti di frammentazione e di assottigliamento che poi tendono a regredire, ma caratteristica costante è la loro disposizione parallela alla giunzione dermo-epidermica nel derma papillare. Nel derma profondo i fasci collageni appaiono compattati, come per riduzione della sostanza intercellulare. Anche le fibre elastiche, nelle lesioni precoci, sono caratterizzate da svariate alterazioni, come rotture, arricciamenti, allungamento e soprattutto assottigliamento, tanto più nell’area centrale della lesione; tendono invece ad apparire ispessite nelle lesioni tardive, cioè in fase cicatriziale, e ad assumere aspetti di normalità, anche se con una diversa architettura ed un maggiore allineamento. Anche la componente elastica, come quella collagena, va in pratica incontro ad un processo rigenerativo, dando alla lesione caratteristiche simili a quelle del tessuto cicatriziale.

Trattamenti

La smagliatura è una manifestazione di ben precise modifiche dei tessuti cutanei dovute a diversi fattori non ancora ben compresi.
Non si può ridurre o eliminare senza “ristrutturare” la architettura anche del derma, ripristinando condizioni simili a quelle della pelle normale.
Per questo trattamenti e rimedi topici per ridurre le smagliature nella fase tardiva ( striae albae) sono carenti non solo in termini di evidenza dei risultati, ma anche nel razionale per cui questi risultati dovrebbero esserci. Migliore la situazione per le smagliature trattate nella fase iniziale, striae rubrae, o per i trattamenti preventivi.
Nonostante le smagliature siano essenzialmente un problema estetico che impatta poco sia sulla salute che sulle relazioni sociali, sono moltissime le pubblicazioni mediche o scientifiche (ma molte si dovrebbero considerare pseudo-mediche e pseudoscientifiche) che discutono di come prevenirle, trattarle o ridurle. Alcuni dei trattamenti suggeriti per ridurre le smagliature sono affini a quelli utilizzati nel trattamento delle cicatrici.
Varie revisioni e meta-analisi di queste pubblicazioni hanno concluso che le ricerche sull’efficacia dei trattamenti per le smagliature soffrono di significative carenze metodologiche, traggono conclusioni controverse, ottengono risultati non conclusivi e propongono razionali poco plausibili.
Da tempo, la correlazione positiva con la malattia di Cushing e di Marfan e negativa nelle donne in gravidanza con la sindrome di Ehlers-Danlos, hanno associato l’insorgenza delle smagliature al tenore di cortisolo ed a un “disequilibrio” nelle componenti proteiche: fillagrina, collagene, elastina. Ma un preciso meccanismo causale non è stato individuato. Ciò che sottende alla comparsa delle smagliature pare essere una modificazione quali-quantitativa del collagene e dell’elastina, che comporterebbe un alterato assetto molecolare delle fibre con conseguente variazione nell’architettura del derma.
Non essendo chiare le cause è difficile capire come prevenire o ridurre queste variazioni strutturali della cute.
Insomma, se ne parla molto, ma un trattamento “prima scelta” che dia una alta probabilità di successo ancora non è stato individuato.
Molte marche cosmetiche hanno puntato sul confuso concetto di “elasticizzare la pelle”.
Sono per lo più cosmetici formulati in emulsione per il corpo con estratti di botanici:Centella asiatica ( vedi: Trofolastin – Clarins – Bepanthenol ) o con flavonoidi e tannini ( vedi: Rilastin – Phytolastil di Lierac – Somatoline ) di cui qualche test in vitro dimostrerebbero una presunta efficacia.
Nel nome del prodotto o dell’ingrediente compare spesso la radice “lastil” che fa pensare all’elasticità della pelle o all’elastina .
Alcuni si sbilanciano con meno plausibili claim del tipo: stimolare la produzione di elastina e collagene, ridurre l’elastosi ecc.
A parte il rischio teratogeno nelle donne gravide un altro attivo proposto, in ambito dermatologico, per il trattamento topico delle smagliature è la Tretinoina.
L’efficacia dei vari attivi proposti, in genere supportata solo da qualche test in vitro, è molto discutibile e sempre ammesso che i prodotti ne contengano concentrazioni adeguate, nessuno spiega sensatamente come potrebbero “ristrutturare” una smagliatura già formata.
La tendenza attuale è allora quella di vendere prodotti per “prevenire” la formazione di smagliature, visto il relativo risultato che si ottiene con un buon sistematico massaggio.
Anche nella prevenzione delle smagliature le prove che il massaggio con uno specifico olio o con uno specifico attivo sia più efficace di un qualunque prodotto da massaggiare sono scarse e poco credibili. Si ricava l’impressione che sia l’azione meccanica e “plastica” del massaggio e della “manipolazione” della smagliatura associata ad un aumento dell’idratazione cutanea a produrre qualche relativo risultato.
Diverso l’approccio, con anche un discreto successo sulle smagliature specie nella fase iniziale, dei trattamenti che comportano un “danno limitato” cui conseguono i normali processi riparativi della pelle. Un buon esempio è il peeling chimico. Può essere realizzato sia con acidi cosmetici sia con acido tricloroacetico o altri peeling di competenza dermatologica. Il peeling chimico sulle smagliature presumibilmente agisce con meccanismi analoghi a quelli che portano ad una parziale ristrutturazione del derma nelle rughe. L’efficacia, sempre relativa, del peeling viene confermata anche con tecniche di peeling meccanico, tipicamente con la dermoabrasione.
Tra l’altro sono trattamenti che possono produrre un leggero aumento della pigmentazione, che, anche se è normalmente considerata una reazione avversa di quasi tutti i peeling chimici se successivamente ci si espone agli UV, nel caso delle smagliature bianche e lucide contribuisce a ridurne l’evidenza. Questa tecnica introduce però il rischio, difficilmente controllabile, di produrre macchie più antiestetiche della smagliatura stessa. La possibilità di mascherare parzialmente le striae albae agendo soprattutto sulla pigmentazione è stata provata con risultati controversi sia con autoabbronzanti sia con peeling basati sul resorcinolo. Alcune ricerche hanno testato la sola esposizione a sorgenti UVB focalizzate nell’area della smagliatura, con risultati parziali ma che suggeriscono potenziali sviluppi. Più interessanti i risultati con l’utilizzo di terapie fotodinamiche con l’interazione tra luce ed agenti fotosensibilizzanti.
Sempre nel filone del “danno limitato” si possono considerare trattamenti come la microperforazione (needling o laser fraxel) oltre al resurfacing con laser che sembrano dare risultati incoraggianti.
Diverso il razionale a supporto di trattamenti con radiofrequenza o con luce a densità di potenza più basse ( Luce pulsata , IPL, Laser o Led). Escludendo l’effetto di eventuali raggi ultravioletti e l’interazione con eventuali attivi fotosensibilizzanti, sono tecniche che agirebbero solo in funzione del calore indotto dalle radiazioni .
Non arrivando ai livelli di calore che comportano la necrosi e vaporizzazione dei tessuti superficiali, come nel resurfacing, a bassi livelli si ipotizza una sorta di biostimolazione, mentre a livelli più alti di densità di energia, raggiungendo i tessuti i 60 °C per un tempo sufficiente, si ipotizzano anche reazioni biochimiche, rottura dei legami crociati nelle lunghe catene proteiche, formazione di HSP (Heat shock protein) di cui però non è chiaro se interferiscono positivamente o negativamente negli eventuali processi “riparativi” della smagliatura.
Anche se poco praticati sono possibili specifici atti chirurgici finalizzati alla riduzione dell’inestetismo. Mentre la perforazione chirurgica della smagliatura ormai può essere facilmente sostituita dal needling o dal fraxel, la parziale subcisione ha dato esiti contrastanti a fronte di rischi di reazioni avverse particolarmente alti.
Comunque invasivi e con esiti discutibili alcuni trattamenti proposti con iniezioni sottocutanee di acido ialuronico, collagene, plasma autologo arricchito di piastine, cortisonici o altri presunti attivi.

Rodolfo Baraldini

Note:
1-Si considera iatrogena la smagliatura associata alla somministrazione topica o sistemica di cortisonici

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Riferimenti: Riferimenti bibliografici: Smagliature

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1 Commento

  1. vorrei approfondire l’argomento

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