Scegliere la MIGLIOR protezione solare.

Scegliere la MIGLIOR protezione solare.

 

 

Dei cosmetici per protezione solare ho già parlato .

SPF: PROTEZIONE SOLARE, NON FATEVI INGANNARE DAI NUMERI !

COSMETICI SOLARI: 1a parte – SOLE BUONO O CATTIVO

COSMETICI SOLARI: 2a parte- LA BUFALA DEI SOLARI FISICI E CHIMICI, BUONI E CATTIVI

COSMETICI SOLARI:3a parte- Si può formulare un cosmetico solare GREEN, con solo filtri solari BIO ?

Prima di affrontare altri argomenti molto tecnici che mi hanno chiesto di approfondire, ritengo giusto sintetizzare alcune indicazioni su come scegliere un cosmetico per protezione solare.

1° Il consumatore, per quanto sia consapevole e creda di capire qualcosa di un cosmetico leggendo l’etichetta, comunque si deve affidare ad un produttore o una marca cosmetica.
Per anni le indagini sul mercato hanno individuato come di moltissimi prodotti solari l’SPF effettivo fosse inferiore di quello dichiarato.
Oggi la situazione sta migliorando notevolmente, anche se non mancano aziende spregiudicate, che mettono sul mercato cosmetici solari di pessima qualità.
2° I cosmetici per protezione solare sono tecnicamente più complessi, difficili da formulare e con costi in media più alti.

Ovviamente non esiste il solare migliore in assoluto, ognuno ha aspettative diverse ed il consumatore che vuole il cosmetico con la confezione a righe rosse e nere lo preferirà , considerandolo migliore del prodotto a righe rosse e blu.

IL MIGLIOR SPF DA ADOTTARE.

Visto che la quantità di prodotto che ci si applica è in genere molto inferiore di quella con cui viene calcolato l’SPF , un SPF inferiore a 15 è molto poco utile.

L’SPF viene comunemente inteso come il moltiplicatore dell’esposizione solare che si può sopportare dopo aver applicato 2mg/cm² di prodotto . Come dire: se applico un SPF15 posso stare al sole 15 volte più tempo.

Sbagliato.

Il fattore di protezione rappresenta l’inverso della  probabilità di venir danneggiati dalle radiazioni UV.

Quindi a parità di condizioni se  mi applico 2mg/cm² di SPF15 la probabilità di venir danneggiato è 1/15 cioè il 6,6%

Se mi applico un SPF30 1/30 cioè il 3,3%

Se mi applico un SPF50 1/50 cioè il 2%

Pur costando molto di più ed essendo molto più difficile da formulare un SPF50 non rappresenta un miglioramento significativo rispetto alla protezione che darebbe un SPF30.

Per questo , in quasi tutto il mondo sono scomparse le etichettature con SPF superiori a 50, come l’SPF100 che soprattutto in USA era considerato “filtro totale”..

Visto che nell’utilizzo normale il consumatore applica quantità di prodotto sostanzialmente inferiori ai 2mg/cm² con cui vengono testati , si deve  stimare come un SPF10 comporti una probabilità di danno del 10% se applicato a 2mg/cm² , ma anche superiore al 40% se applicati a 0,5mg/cm².

Per questo SPF inferiori a 15 sono praticamente inutili ed anche un SPF15 è da preferire solo quando la pelle è già un po’ abbronzata.

Concludendo:

Se non per problematiche speciali: macchie cutanee o altri rischi specifici, le protezioni troppo alte in una persona adulta non comportano vantaggi proporzionati al maggior costo.
Quindi il range di SPF ottimale va da 15 per pelli giù abbronzate a 30 sapendo che il prodotto se ci si espone lungamente al sole va riapplicato frequentemente.

IL MIGLIOR RAPPORTO QUALITA’/PREZZO.

Premesso che la qualità è sempre e comunque quella percepita dal consumatore, nei cosmetici per protezione solare c’è più sostanza che marketing. La loro funzionalità ed efficacia è misurabile facilmente . Le variazioni formulative sono limitate dal limitato numero di ingredienti e dalle norme .
Per ragioni a me incomprensibili l’offerta anche da piccolissimi produttori è enorme.
Un cosmetico che deve contenere un 15 % di filtri solari ha dei costi di materie prime obbligati.
Un gruppo che compra 5000 kg di una certa materia prima di qualità, ha un costo al kg. anche meno della metà di chi, piccolo produttore, ne compra a fatica 500 kg.
Inoltre i costi per i test e le misure devono essere spalmati sulla produzione complessiva.
Per questo è inutile cercare un buon rapporto qualità prezzo in piccole produzioni o marche di cosmetici per protezione solare.
In questo segmento la gara per il miglior rapporto qualità prezzo se la giocano comunque le grande produzioni.Il latte solare Cien ( marca privata della catena Lidl ) costa molto meno dei concorrenti pur avendo qualità e performance analoghe.Non solo le grandi marche. I volumi di produzione delle private labels della grande distribuzione sono ormai talmente alti che possono competere con quelli delle grandi marche. Senza contare che alcune produzioni private labels sono realizzate conto terzi negli stessi impianti dove si realizzano le produzioni di marca.
Visto che nel cosmetico solare c’è meno “sogno” la dinamica dei prezzi è sostanzialmente appiattita. Considerando che le grandi marche hanno costi commerciali sul prodotto che raggiungono il 30%, si spiega come le produzioni a marchio della grande distribuzione siano tendenzialmente più convenienti anche se con formulazioni molto simili.
Irraggiungibile il rapporto qualità prezzo del Latte Solare SPF30 della CIEN, la marca privata della catena Lidl. 
Ha un costo al kg. meno della metà di analoghi prodotti a marchio COOP o ESSELUNGA ed anche un terzo di analoghi prodotti NIVEA o VICHI.

LA MIGLIOR FORMULAZIONE

Si può ottenere un SPF30 con un UVA-PF ( la protezione UVA ) adeguato formulando diversi sistemi filtranti.
Quale è il migliore?

Lentezza e ritardo degli enti regolatori americani hanno creato situazioni paradossali. Da una parte si richiede di filtrare anche i raggi UVA dall’altra in USA l’unico filtro UVA ammesso è l’AVOBENZONE ,  che è poco stabile e coperto da brevetti per essere stabilizzato.

Contro grandi marche che hanno commercializzato cosmetici solari con protezione UVA basata sull’avobenzone stabilizzato dall’octocrylene L’Oreal ha aperto in USA un contenzioso legale per la violazione dei suoi brevetti.

Il principale brevetto per stabilizzare l’avobenzone con l’octocrylene , US 5538716 , è scaduto a maggio 2013.

Nel frattempo per poter entrare sul mercato americano quasi tutte le grandi marche hanno formulato solari contenenti avobenzone.

Confrontando 7 prodotti prelevati sul mercato USA che dichiarano tutti un SPF 15 emerge che lo spettro di assorbimento è sostanzialmente diverso a seconda del sistema filtrante adottato.

Figure 4. Absorbance Spectra and CW of Commercial SPF 15 Products

INCI A B C D E F G
Butyl Methoxydibenzoylmethane 3% 3% 2% 2% 1%
Homomenthyl Salicylate 10% 10% 6%
Ethylhexyl Salicylate 2% 5% 5%
Octocrylene 10% 5% 8%
Benzophenone-3 3% 2% 5%
Phenylbenzimidazol Sulfonic Acid 1%
Ethylhexyl Methoxycinnamate 2% 6%  7,5%
Critical Wavelength, nm 378 376 378 377 374 334 352

I prodotti F e G, senza Butyl Methoxydibenzoylmethane ,  non filtrano adeguatamente gli UVA.

Si nota inoltre che il prodotto F è improbabile che raggiunga effettivamente un SPF 15 mentre il prodotto B è improbabile che contenga solo i filtri solari che dichiara.

Quindi anche in paesi dove è obbligatorio dichiarare le concentrazioni di filtri solari contenute, il consumatore in realtà ha pochi elementi per valutare la qualità formulativa del prodotto.

A causa del copia-incolla formulativo anche in prodotti non destinati al mercato USA è spesso utilizzato il Butyl Methoxydibenzoylmethane nonostante siano disponibili altri filtri per gli UVA altrettanto efficienti e più fotostabili.

Attualmente la fotostabilità non è specificata dalle norme  che regolano il cosmetico e pochi produttori la vantano dopo averla verificata. I meccanismi per cui un sistema di  filtri solari durante l’irraggiamento modifica la sua capacità filtrante sono complessi e riguardano non solo l’avobenzone.
Altroconsumo, in un articolo linkato qui,  senza indicare come sono stati condotti i test ed  i criteri di valutazione ha fatto misurare la fotostabilità di alcuni tra i solari più venduti in Italia : ” Tutti i prodotti sono risultati fotostabili, cioè inalterati una volta esposti alla luce. Il risultato più basso ( ma comunque accettabile ) è quello di Coop.”  Purtroppo poi scrivono nonsensi  sul significato della WATER RESISTANCE e sulla data di scadenza dei prodotti dimostrando che al solito i giornalisti non sono molto ben informati sulle materie tecniche del cosmetico.

Aggiungendo antiossidanti o quenchers  è possibile aumentare sia l’SPF che la fotostabilità del sistema filtrante.

Analoghi e per certi aspetti meno discussi dei problemi legati alla fotostabilità sono quelli relativi alla fotoreattività , dove i filtri insolubili minerali, come Ossido di Zinco e Biossido di Titanio sono da tempo sotto osservazione.

L’SPF e l’UVA-PF del prodotto finito dipendono poi anche da altri elementi formulativi. Con appropriati emollienti o matrici , lo stesso sistema filtrante può dare una protezione molto superiore.

Il coating o l’incapsulamento delle sostanze filtranti inoltre può modificare radicalmente la stabilità, assorbenza, fotoreattività di qualunque ingrediente in grado di filtrare i raggi UV.

Un fattore che limita la qualità ed efficienza dei sistemi filtranti basati  su filtri insolubili, metallici e non,  dipende dalla sostantività ( quanto tempo il filtro resta attaccato alla pelle ) e dal fatto che nella pratica questo tipo di cosmetici solari viene applicato in quantità normalmente inferiori di quelli solubili.

Alcuni filtri solari sono sospettati di poter produrre una qualche interferenza endocrina, ma al momento non ci sono prove conclusive.

Concludendo:

se ci si affida a grandi produttori o grandi marche, cioè a chi ha molto da perdere nel caso emergessero comunicazioni ingannevoli,  le formulazioni sono per lo più corrette ed i prodotti rispettano i claim e le specifiche che vengono comunicate.
Se il prodotto contiene Butyl Methoxydibenzoylmethane inutile pensare come consumatore di poter capire dalla lista ingredienti se è più o meno fotostabile .
Encomiabile e da evidenziare che alcuni produttori, purtroppo pochi, comunicano anche una data di scadenza del prodotto. ( non parlo del PAO, ma della scadenza o dell’indicazione “utilizzare preferibilmente entro….” )

LA MIGLIOR PROTEZIONE SOLARE PER BABY.

La scelta migliore è sempre quella semplice semplice di non esporre infanti ( < 3 anni ) a forti e prolungati irraggiamenti UV .

Se proprio li si deve esporre, li si deve proteggere con un solare ad alta o molto alta protezione, dove valgono le indicazioni del Consiglio d’Europa sui rischi derivanti da allergeni e perturbatori endocrini nei cosmetici per baby.


Il solare Lavera per pelli sensibili è preferibile al solare per Babies and Kids della stessa marca, che contiene profumi con allergeni

Un solare, water proof, senza profumi,  con filtri insolubili non in forma nano è preferibile . Se poi una volta applicato non è trasparente più che un difetto mi sembrerebbe un pregio.

Non è possibile ed etico condurre test specifici su infanti ma le grandi marche e produzioni di cosmetici solari quando dichiarano che sono destinati ai “baby”, dovrebbero eseguire test appositi in grado di stabilire un livello di sicurezza aggiuntivo.

Molti dei fattori di rischio associati agli infanti si possono riferire anche ai bambini fino ai 12 anni d’età, sapendo però che crescendo la pelle e le difese si avvicinano sempre più a quelle di un adulto e che il discusso rischio interferenti endocrini si minimizza.

Alcuni solari di marca per baby sono formulati con filtri oggetto di una allarmistica campagna contro i cosiddetti perturbatori endocrini simile a quella che ha demonizzato i parabeni.

La materia è complessa e a parte alcune sostanze che il Comitato Scientifico ha bandito o limitato in Europa, ad oggi non ci sono prove conclusive su tale rischio.

I vari test che hanno segnalato una potenziale debole interferenza endocrina di alcuni filtri solari , come l’ Ethylhexyl Methoxycinnamate, l’hanno riscontrata anche nel Tocopheryl Acetate ed altri comunissimi ingredienti cosmetici.

Concludendo:
La scelta di preferire filtri insolubili metallici non nano nei solari per baby è dovuta solo ad un approccio precauzionario.

IL MIGLIOR SOLARE ECO-BIO

Per chi è motivato da argomentazioni ambientaliste o ecologiste la scelta di un cosmetico per protezione solare è difficile.
Non esiste un solare GREEN, al massimo si può optare per un solare PIÚ GREEN degli altri.

Da alcune indagini sul mercato è emerso il paradosso di cosmetici solari venduti come GREEN confezionati in tubi in plastica non biodegradabile se non in PET o PVC.

Anche l’impatto sull’ambiente marino dei cosiddetti filtri fisici deve essere riconsiderato visto che l’Ossido di Zinco ed il Biossido di Titanio sono stati individuati come inquinanti delle acque costiere e delle barriere coralline. Anche utilizzando formulazioni resistenti all’acqua in un prodotto che si vanta di essere “GREEN”, per ragioni ecologiche dovrebbe essere sconsigliato l’utilizzo di questo tipo di solari quando si fa il bagno.

Le principali marche tedesche del segmento GREEN , con grande correttezza e coerenza, non offrono protezioni solari superiori alla SPF30 visto che è estremamente difficile realizzare un cosmetico “GREEN”  con prestazioni così alte.

L’utilizzo di estratti vegetali con un potere filtrante gli UV , comporta la messa sul mercato di cosmetici con ingredienti che non hanno superato tutti i controlli scientifici e di sicurezza necessari a registrare come filtro solare un ingrediente cosmetico.

Rodolfo Baraldini

pubblicato il 19 maggio 2014

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45 Commenti

  1. Caro Rodolfo, a proposito invece dei prodotti doposole? Non ho trovato articoli a proposito, non so se ne hai già parlato ma l’argomento mi incuriosiva e inoltre non capisco se abbiano una reale funzione e se la pelle già protetta bene dal solare e buonsenso necessiti d’altro dopo l’esposizione. Grazie per tutti i tuoi articoli e alla costanza che ci dedichi :)

  2. rispondo in ritardo anche perché uno dei 2 server che gestiscono i commenti lo aveva inserito tra gli spam. Non mi piace recensire specifici prodotti , ma ti devo ringraziare in quanto mi hai evidenziato un nuovo “segmento” : i solari per pelli acneiche o grasse. Ammetto che è un tipo di comunicazione che mi piace poco , anche se sembrano entrambi prodotti ben formulati e le aziende sono di grandi dimensioni. Vantano prestazioni seboregolanti, anti rimbalzo (!?!) non comedogeniche ( ??? ) ecc.. che mi piacerebbe molto riuscissero a documentare con test scientifici. Sono materie controverse dove ho molti dubbi su quello che effettivamente può fare un cosmetico e conoscendo la fantasia e creatività del marketing cosmetico non mi bastano i claim autopromozionali.

    • Ciao Rodolfo, alla fine ho preso il Bioderma e posso dirti solo che effettivamente mi unge meno rispetto al Bioderma Spot che usavo prima.
      Grazie per l’attenzione,
      Paola

  3. non mi piace fare recensioni di specifici prodotti , specie se non mi danno il pretesto per parlare di qualche problema più generale.

    Di chi commercializza cosmetici senza rispettare la raccomandazione europea di un utilizzare SPF superiori a 50+ ho già parlato qui.
    http://www.nononsensecosmethic.org/spf-300-sono-piu-furbetti-300-pubblicitari/

  4. Rileggendo questo articolo ho trovato la risposta al post che ho appena scritto.
    Io resto del parere che un bimbo di pochi mesi non si porta in spiaggia nelle ore più calde, nemmeno sotto l’ombrellone e nemmeno cosparso di creme solari.

  5. A proposito di scegliere la miglior protezione solare, io aggiungo, scegliere la miglior protezione che non rovini irrimediabilmente l’abbigliamento da spiaggia.
    Già da qualche anno, ma soprattutto l’estate scorsa, ho notato sulle magliette bianche e in genere i capi di abbigliamento chiaro, che dopo il lavaggio compaiono macchie arancioni dovute al solare. Ho rovinato un paio di camicie bianche sul colletto, dove ho strofinato la guancia dopo aver messo un solare.
    Sul solare viene riportato che può macchiare, ma scusate che senso ha? Il costume si macchia sui bordi, gli asciugamani non ne parliamo…dobbiamo farci la doccia con tanto di sapone prima di sdraiarci?
    Se qualcuno ha trovato solari che non macchiano, aspetto un suo consiglio, e mi pare strano che nessuno si lamenti di questo problema.

    • Ne ho già parlato indirettamente.
      Il problema dei solari che macchiano i vestiti, per di più quasi irrimediabilmente, viene sempre più percepito.
      Le cause sono abbastanza complesse ed ho l’impressione che molti formulatori non considerino adeguatamente il problema.

  6. Ciao Rodolfo, ho letto questo ed altri tuoi articoli sui prodotti solari e devo ammettere che non mi si è chiarita molto la situazione. Dopo aver avuto un brutto eritema causato da un solare della marca Garnier, storco un po’ il naso all’idea di prodotti non ecobio, anche se dopo aver letto i tuoi articoli sto rivedendo le mie posizioni. Però oggettivamente non mi è chiara la parte sulla miglior formulazione in questo articolo, potresti fornirmi qualche spiegazione in più? Esiste un sito dove vengono paragonate le formulazioni di più solari?

    • ci sono molti test comparativi sia commissionati da riviste consumeristiche sia frutto di ricerche “scientifiche”, ma la definizione di “migliore” è comunque opinabile. Confrontando alcuni solari eco-bio
      http://www.nononsensecosmethic.org/solari-italiani-eco-bio-a-confronto/
      potrebbe non piacermi che alcuni si vendano come eco-bio pur essendo formulati esattamente con gli stessi filtri solari dei solari da mass market.

      Nei solari per baby http://www.nononsensecosmethic.org/scegliere-la-miglior-protezione-solare-per-bimbi/ potrebbero non piacermi quelli che utilizzano filtri solari non validati dal comitato scientifico o quelli non “semplici”. potrebbero non piacermi quelli che utilizzano filtri solari non validati dal comitato scientifico o quelli non “semplici”.

      Nei private label della grande distribuzione potrebbe non piacermi quello che ha il maggior costo al litro.

      Cerco di condividere un po’ delle informazioni tecnico-commerciali che ho acquisito lavorando nella cosmesi, ognuno è poi libero di elaborarle a modo suo prima di affidarsi ad una marca anziché un’altra.

      PS: il sistema della sicurezza del cosmetico funziona meglio se chiunque ha reazioni avverse causate da un cosmetico , ed un brutto eritema direi che lo è, lo segnala .. http://www.nononsensecosmethic.org/reazioni-avverse-ad-un-cosmetico-che-fare/

  7. Salve, il Cien contiene filtri in forma Nano.
    Non sono dannosi?

    • Definire “dannosi” ?

      Tutti i cosmetici dovrebbero essere messi sul mercato dopo una valutazione professionale della loro sicurezza gestita da chi li produce.

      Quando un ingrediente risulta “palesemente dannoso” viene inserito nella lista di ingredienti che non si possono entrare nel cosmetico o che possono entrarci solo con certe restrizioni.

      Il comitato scientifico sulla forma nano dei filtri solari si è pronunciato considerandoli sicuri, ma visto che le conoscenze sugli effetti dei nanomateriali sono ancora limitate, a livello precauzionario è stato deliberato di segnalare in etichetta al consumatore la loro presenza.

      http://www.nononsensecosmethic.org/hazardconcern-nanopolveri-e-nanomateriali/

      • Grazie per la risposta.
        Invece quale tipo di solare mi consiglierebbe di adottare considerando che non voglio prendere colore per niente?

      • Sul mercato ci sono ottimi solari SPF50+ che applicati in maniera idonea riducono enormemente la probabilità di prendere colore. Ci si deve affidare alla marca che piace di più e che ispira più fiducia.

  8. Riporto qui l’INCI del solare Alkemilla SPF 50+:

    Ingredients: Aqua [Water], Diethylamino hydroxybenzoyl hexyl benzoate, Ethylhexyl methoxycinnamate, Propanediol, Caprylic/capric triglyceride, Dibutyl adipate, Dicaprylyl ether, Diethylhexyl sebacate, Cetyl alcohol, Lauryl glucoside, Ethylhexyl triazone, Bis-ethylhexyloxyphenol methoxyphenyl triazine, Myristyl myristate, Polyglyceryl-2 dipolyhydroxystearate, Polyglyceryl-3 polyricinoleate, Butyrospermum parkii (Shea butter) butter, Cocos nucifera (Coconut) oil, Theobroma cacao (Cocoa) seed butter, Aloe barbadensis extract (*), Juglans regia (Walnut) seedcoat extract, Lawsonia inermis (Henna) extract, Linum usitatissimum (Linseed) seed extract (*), Malva sylvestris (Mallow) extract (*), Althaea officinalis root extract (*), Daucus carota sativa (Carrot) root extract, Zea mays (Corn) oil, Tocopherol, Ascorbyl palmitate, Glycerin, Sodium polyacrylate, Benzyl alcohol, Phenoxyethanol, Sodium cetearyl sulfate, Phenethyl alcohol, Undecyl alcohol, Sodium hydroxide, Parfum [Fragrance], Acrylates/C10-30 alkyl acrylate crosspolymer, Carbomer, Tetrasodium glutamate diacetate, Lecithin, Amyl cinnamal, Linalool, Hexyl cinnamal, Hydroxycitronellal, Citric acid, Butylphenyl methylpropional

    Rispetto a un solare Cien come è? Meglio il primo o il secondo?

    • Ritengo sbagliato e darei un pessimo servizio al consumatore facendo intendere che da una lista ingredienti si possano ricavare indicatori di qualità assoluta del cosmetico.

      Cosa è meglio ? se tu cerchi il cosmetico con l’etichetta verde a pois rosa, quello è il migliore. A maggior ragione quando un cosmetico vanta valori extrafunzionali: ideologici, religiosi, culturali, politici ecc.

      http://www.nononsensecosmethic.org/solari-italiani-eco-bio-a-confronto/
      Posso al massimo dire cosa mi piace e cosa non mi piace .
      Ad esempio:
      Del solare CIEN 50+ mi piace molto il rapporto qualità-prezzo.
      Del solare di cui hai riportato la lista ingredienti, non mi piace lo stile formulativo.

      • La ringrazio della risposta! Utile il link che ha citato.

  9. https://www.youtube.com/watch?v=o9BqrSAHbTc quelle lentiggini chiamamole cosi non si vedono senza la telecamera…per cuirosità sai per caso perchè? Compariranno dopo? ho iniziato a usare soalri più o meno constantemente al mare alla tenera età di 28-29 anni quindi altro che danni! I miei sono ultracontrari. Tutt’ora quando li metto, e uso protezione 50 classe molto alta vengo presa in giro un po’ in generale…credo che questo mito dell’abbrozatura alla jerry cala di abbronzatissimi sarà duro a morire in Italia…ho la pelle scura ma credo che questo non centri nulla con il doversi proteggere o la pelle olivastra è piu resistente?

    • Bel filmato ! le indagini con UV evidenziano le macchie, iperpigmentazioni prima che arrivino in superficie. Non è detto che ci arrivino possono restare in “profondità”. Con la luce normale non si vedono perchè la superficie pelle riflette lo spettro luminoso dal verde al rosso più che il blu e l’UV,
      La pelle più scura , con i fototipi alti comporta una protezione implicita, in sostanza la melanina , sopra una certa concentrazione assorbe gli UV e protegge relativamente la pelle. L’ordine di grandezza della “protezione” per i fototipi alti,pelli nere, è max da quel che ricordo dell’ordine di un SPF10 . Quindi anche le pelli nere possono subire i danni degli ultravioletti, solo che resistono un po’ di più, Questo spiega anche perché le pelli già abbronzate si arrossano di meno o richiedono più UV per arrossarsi.La melanina è però un filtro chimico, fotoreattivo e instabile,:) , in sostanza sotto irraggiamento UV produce radicali liberi e può arrecare danni, quindi è comunque meglio una protezione solare che tenga gli UV fuori dalla pelle.

      • beh si bel video :) questa info sulla melanina mi lascia un po’ cosi o.O. comunque mi sono abbronzata uguale dopo 15 giorni di mare con la protezione molto alta. mi spieghi il motivo? è logico abbornzarsi pur con la cream oppure devo cambiarla – scusa la domanda sciocca ma mi pare debba rivedere tutto cio che davo per scontato. se sei curioso ti posto l’inci della crema effetto booster che ho. Come tu hai spiegato bene con l’effetto booster ci sono microparticelle di sostanze – acrilati copolimeri -credo che riflettono la luce. Non è la crema dell’idi che ti avevo postato. io posso dire che da effetto bianco, ho difficoltà a spalmarla e dopo un pò vedo che rimane nelle pieghe della pelle una polvere bianca ed è più adesiva dell’altre creme che sono più o meno trasparenti. Comuqnue con una doccia va via subito tutto. Se vuoi mi puoi rispondere per email dato che è un consiglio…non ti sto chiedendo un consiglio per gli acquisti :)

      • Ogni prodotto fa storia a se e per varie ragioni non è detto che basti applicarsi una protezione molto alta per non abbronzarsi

        http://www.nononsensecosmethic.org/?p=43436

        Comunque , sono curioso e, se puoi , darei una occhiata all’inci .

      • insomma tornata ora dal mare messa la protezione e scoperte nuove macchie sulle mani e sul viso……sono piuttosto abbronzata…son venti giorni di fila che vado al mare sono effettivamente bianca quando metto la protezione appena la tolgo noto che sono più abbronzata, dopo un poco averla messa sembra che le polveri si dividano e si addensano fra pieghe sottili cutanee delle mani ad esempio o sulle ginocchia il che mi fa dubitare che mi protegga. ecco l’inci: aqua, ethylhexyl methoxycinnamate, octocrylene, glycerin, bis-ethylhexyloxyphenol methoxyphenyl trazine, disodium phenyl dibenzimidazole, tetrasulfonate, acrylic styrene copolymer, ethylhexyl salicylate, dicapryl carbonate, cocoglycerides,diethylamino hydroxybezoyl hexylbenzoate, methylene bis-benzotriazolyl tetramethylbutylphenol, titanium dioxide, polyglyceryl-2-dipolyhydroxystereate,panthenol,tocopherol, acrylates copolymer, lauryl glucoside, dimethyl phenyl 2butanol, decyl glucoside, slica, mangnesium alluminium silicate, dimethicone, magnesium ascorbyl phosphate, sodium hydroxide, 1-2-hexanediol, hantam gum, capryl glycol, prpylene glycol, dosodium edta, bht.

      • protezione 50+ definita molta alta sull’etichetta che riporta il simbolo UVA dice: resistente all’acqua e al sudore, senza conservanti, senza profumo, fotostabile, e pao 8 mesi 200ml 19 euro e qualcosetta.in fondo ho scoperto una scritta in inchiostro simpatico: benvenuta nel mondo delle macchie solari….e che cavolo!

      • Sono in Sardegna e anch’io utilizzo protezioni alte, 30. Me le riapplico spesso. Alla fine ho adottato cappellino a tesa larga e cerco di non stare al sole. Comunque un po’ ci si abbronza.
        Le macchie sono difficili da ridurre e come mostra il filmato spesso si sono formate in profondità molto tempo fa. Con un po’ di tempo ed una connessione ad internet migliore ne parlerò.

      • Grazie :) si sicuramente le mie si sono formate un sacco di tempo fa…al sole provo a non espormici pure io ma in acqua non è poi cosi semplice, in vacanza uno fa il bagno quando gli pare, non avere orari è il minimo quindi capita anche con il sole a picco a volte. uso occhiali da sole anche in acqua dato che sono miope ma le macchi ce le ho anche sul controno occhi per averlo preso in passato! cmq non è un disastro ancora solo che sono in aumento..bella la sardegna…della formula che ne pensi?

      • cmq che cavolo posso fare per non farmi venire le macchie solari o per attenuarle? help!

      • l’ethylhexyl methoxycinnamate è considerato da altro consumo un’interferente endocrino…ed è nella mia crema solare come filtro principale…!!!

      • L’interferente endocrino è il nuovo spauracchio da agitare per chi ama fare allarmismo. Molti ne parlano senza alcuna cognizione evocando chissà quali rischi generici. Materia complessa dove si può dire di tutto. La caffeina, gli isoflavoni , i flaconi in PET …. Quando emerge che un filtro solare può non essere sicuro la commissione europea lo cancella dalla lista dei filtri ammessi, come è successo per il PABA.

  10. Sto
    conoscendo i solari della Boots laboratories attraverso una campagna con ZZUB. Stiamo
    conoscendo l’importanza della protezione solare e scoprendo l’intera
    linea.

    Della
    Boots ho provato la loro linea idratazione visa e mi è piaciuta
    molto. Spero di rientrare tra le 20 zzubbers che si saranno
    contraddistinte nell’azione di passaparola, in palio cofanetti boots
    dal valore di 90 euro!

  11. Volevo provare il Cien ma, dalle mie parti non c’è Lidl. Restando sul rapporto qualità prezzo, cosa mi consiglia?
    Grazie.

    • Non mi piace dare consigli per gli acquisti.
      Le marche private delle grandi catene di distribuzione, come Cien per Lidl, sono in genere quelle che offrono buoni solari a prezzi un po’ inferiori a quelli dei solari di marca. Quindi il private label Auchan, Esselunga, Coop, Conad e per chi riesce a trovarla la tedesca DM, specialmente se si approfitta di promozioni e sconti.

      • Grazie.

  12. Gentile Rodolfo, Lei è troooppo avanti per noi :) allora compro lavera o fitocose?
    Quali sono i dieci solari di buona qualità cui accenna? Grazie :)

    • In realtà si tratta sempre, anche nel mio caso, di opinioni soggettive. Ognuno può apprezzare in un cosmetico cose diverse . Se si cerca il rapporto qualità/prezzo i solari della grande distribuzione…anche private label vanno benissimo, vedi Cien…

  13. OK, quindi Lei quale solare userebbe? E per la Sua Bimba di 2 anni?
    Grazie

    • Ho un bimbo di 8 anni oggi, che quando aveva 2 anni ho evitato accuratamente di esporre al sole diretto. Cappellino, occhialini, ombra continua .
      In casi estremi dove non si può evitare , visto che i cosmetici posso farmeli, avrei utilizzato un solare analogo al LAVERA che si trova nell’articolo.

  14. La linea Isdin non la conosco e il sito web non sia apre .
    Non posso fare una graduatoria di serietà delle marche cosmetiche.
    Non consiglio miscugli e sovrapposizioni tra solari ed altri cosmetici, ma se proprio dovessi applicherei il burro di karitè, prima del solare e non dopo.

  15. Molto interessante! Ho due domande, la prima sulla durata dei solari. Si dice comunemente di non utilizzare i solari dell’estate precedente, è una buona norma? E allora dopo quanti mese dall’apertura dovremmo buttare un solare? Basta fare una prova e vedere se l’azione filtrante c’è ancora (magari con una breve esposizione in orari non critici…non sono folle)?
    Altra domanda: è vero che bisognerebbe lavarsi via il solare dalla pelle, pena un qualche effetto ossidativo, se non ricordo male ciò che avevo letto? È chiaro che dopo una giornata al mare ci laviamo tutti, ma per esempio dove vivo io è impensabile uscire di casa senza un fattore 30 addosso anche in questa stagione, specie con la mia pelle fototipo 1, anche solo per andare a fare la spesa, e in effetti poi io non faccio la doccia ogni sera. Sbaglio?
    Grazie, e scusa la lungaggine…

    • 1°Il PAO con il simbolo del vasetto aperto ed un numero indica il numero di mesi dopo la prima apertura in cui il prodotto dovrebbe essere stabile, cioè utilizzabile in condizioni simili al suo primo utilizzo. Quindi se il PAO è 12 un solare l’anno successivo alla prima apertura POTREBBE non essere più “conforme”. In realtà vista la “difficoltà” ed a volte faciloneria con cui viene stimato il PAO, non significa che il prodotto debba essere necessariamente buttato.
      Questo ragionamento non è solo per ragioni eco-nomiche/eco-logiche.
      12 mesi al sole e 12 mesi in frigo non sono la stessa cosa, prodotti dove non possono svilupparsi contaminazioni microbiche ( oli ) non sono la stessa cosa e via di seguito…quindi con il PAO il produttore informa il cliente del fatto che il prodotto non è eterno e che se consumato oltre il limite POTREBBE non avere i requisiti di qualità e sicurezza che aveva al momento della apertura. Più che test sulla propria pelle ritengo sia utile molta ragionevolezza , nei cosmetici non c’è una bomba ad orologeria che scoppia esattamente alla data prefissata dal PAO.
      2° I dossier di sicurezza del cosmetico vengono redatti calcolando l’esposizione al prodotto ed ai suoi ingredienti. Se un cosmetico non fosse sicuro in caso non venisse rimosso, nelle istruzioni d’uso il produttore dovrebbe chiaramente indicare la procedura di rimozione . Quando nei solari non viene specificato di rilavarli, si debbono considerare sicuri anche lasciati sulla pelle.
      Essendo cosmetici particolarmente “pesanti” credo venga naturale rimuoverli quando non servono. Se si salta una doccia , anche se non è la routine ottimale, non muore nessuno.

      • Grazie mille per l’esauriente risposta! Ora che lo rivedo, ricordo in effetti il simbolo del PAO. Sto vivendo negli Stati Uniti, e credo proprio che qui la normativa sia diversa, perché sulle confezioni di prodotti skin care non é riportata nessuna indicazione al riguardo. Mi informeró…

  16. Ah! ti volevo chiedere anche un’altra cosa: ho notato che se impedisco alla pelle di disidratarsi durante l’esposizione soffre di meno. Quindi io oltre alla protezione metto anche burro di karitè per impedire alla pelle di seccarsi. Cosa ne pensi? Influisce sul fattore di protezione. Solitamente metto prima protezione e poi burro. :-)

  17. Ringrazio per le utili informazioni riguardo alla protezione solare lette sul forum.
    Ho una domanda: i prodotti solari sono testati per l’esposizione al calore? Ci sono differenze in questo senso tra grandi e piccoli marchi? La capacità protettiva della crema solare che rimane per ore nella borsa sotto il sole in spaggia diminuisce?
    Grazie

    • Ottima questione. I prodotti solari sono più difficili da formulare anche per questa problematica. I test di stabilità vengono “normalmente” accelerati con cicli ad alta temperatura che permettono di verificare la stabilità del prodotto anche dopo qualche mese di surriscaldamento. Lo stesso test di fotostabilità dovrebbe essere fatto controllando la temperatura, il vetrino del test sotto UV raggiunge e può superare i 50°. L’alta temperatura può agevolare reazioni chimiche e fisiche che vanno considerate. alcune possono influire sulla protezione solare. Tutte le aziende cosmetiche “dovrebbero” fare questi controlli. Le apparecchiature e procedure per la stima del SPF in vitro non sono particolarmente costose e le possono affrontare anche piccole aziende, ma non ci è dato sapere con certezza quale prodotto è stato messo sul mercato dopo tutti questi controlli e quale no.

      • Fermo restando che proverò a non esporlo troppo al sole, ma mamma di 3 bambini (1 anno, 7, e 9 anni), non riuscerò sempre ad evitarglielo. Cosa ne pensa di questa crema per un bambino di 1 anno? Grazie
        Biosolis Latte Solare Bimbi Super Protezione SPF50+

      • Non mi piace particolarmente visto che per baby adotterei strategie molto diverse.

        http://www.nononsensecosmethic.org/cosmetici-per-baby-scelta-difficile/
        visto che mi chiedono di parlarne , magari citando la tua richiesta prestissimo penso di approfondire l’argomento.

      • La ringrazio! Attendo il suo approfondimento con grande interesse.