.       SAPONE: SI O NO ?

. SAPONE: SI O NO ?

 

 

Moreno mi chiede: ..”che ne pensi della diatriba tra chi demonizza l’uso della saponetta classica per lavarsi il viso e tra chi invece la consiglia caldamente?”

DIATRIBA ? addirittura !

Detersione e toiletries rappresentano una quota enorme del mercato cosmetico , è comprensibile che , con enormi interessi in ballo, anche semplici considerazioni sul rapporto rischio/efficacia di una sapone o di un detergente non sapone si possa discutere a lungo senza arrivare a grandi conclusioni.

Paradossalmente  detersione e toiletries sono la massima espressione della cosmesi funzionale.
Infatti se possono esserci molti ragionevoli dubbi sul fatto che una crema anti-rughe o una crema seno “facciano” qualcosa, cioè “funzionino” ; sui saponi, shampoo e detergenti vari non ci sono proprio dubbi: funzionano.
Non esiste però una detersione perfetta per tutte le situazioni.
Non si può dire questo è meglio in assoluto.
La detersione viso non è la detersione capelli.
La detersione Baby non è la detersione pelli mature.
La detersione Intima o la detersione di pelli Acneiche sono un’altra cosa ancora.
La detersione cutanea richiederebbe molti approfondimenti, ma per restare nel tema lanciato da Moreno penso che la vera domanda sia SAPONE PER DETERGERE IL VISO ? SI O NO ?
La tesi che i saponi non siano idonei alla detersione viso è sostenuta da informazioni spesso fuorvianti e parziali ( nel duplice significato di limitate e di parte, in genere di chi deve vendere latti detergenti ).

Il problema pH, acido, neutro o alcalino? Il primo argomento utilizzato è che i saponi alcalini turbano il pH cutaneo.

VERO. Infatti il pH della pelle ha un equilibrio ( relativamente stabile ) che si sposta applicando sulla pelle sostanze con pH diverso, ma che soprattutto si sposta se si rimuovono dalla pelle le sostanze che creano questo equilibrio.
MA   il pH della pelle diventa più alcalino anche se si utilizzano saponi neutri o acidi, oppure emulsioni o gel detergenti senza sapone. Infatti con la  normale detersione si rimuovono dalla pelle sostanze del film idrolipidico che la rendono acida.
Molti studi sono stati condotti per definire il detergente migliore studiando come viene turbato l’equilibrio del pH cutaneo e come questo si ripristina. In realtà non c’è una risposta chiara. Il pH della pelle è molto variabile, da zona a zona, da persona a persona, da sesso a sesso, da etnia a etnia ecc. ecc. La pelle ritorna al suo pH dopo la detersione in un tempo più o meno lungo in funzione di quanto e come è stato turbato l’equilibrio acido/base.

Si parla comunque di tempi che variano dai pochi minuti a qualche ora.

Questo significa che visto che il disequilibrio del pH è funzione della esposizione quindi di quanta sostanza detergente viene applicata e di quanto tempo resta applicata oltre che di quanto film idrolipidico viene rimosso, poco sapone a pH 10 potrebbe turbare questo equilibrio meno di molto latte detergente a pH 5,5.Su queste basi, il principale vantaggio che hanno i latti detergenti rispetto ai saponi tradizionali è che “i latti detergenti sono composti soprattutto di acqua”.

Nel normale utilizzo di un latte per pulirsi il viso il vero “attivo detergente” che va sulla pelle è in genere a dosi molto inferiori di quelle che avrebbe un sapone .Quindi senza considerare la possibilità di avere saponi neutri o addirittura acidi, tutta questa problema del pH della pelle turbato dai saponi alcalini è in realtà limitato oltre che temporaneo.


Il problema azione antimicrobica .

Molte volte chi osteggia i saponi alcalini li vuole sostituire con latti e gel detergenti vantando una migliore azione antimicrobica. Un ambiente a pH 10 inibisce la crescita microbica perfettamente. I saponi alcalini non devono contenere antimicrobici, come invece devono fare molti latti e gel detergenti, per ridurre la carica batterica della pelle.
Per ottenere una capacità antimicrobica e antivirale pari a quella di un sapone alcalino normali detergenti non sapone necessitano di soluzioni formulative specifiche.

Il problema irritazione.

Il sapone alcalino può irritare, è vero.
La prova è che brucia gli occhi.
Anche tanti comuni detergenti non sapone irritano e bruciano gli occhi. Più la detersione ha rimosso il film idrolipidico della pelle, più ,nel tempo in cui la pelle ripristina le sue barriere , sarà possibile che si presentino irritazioni .

Tutte queste problematiche sono ridotte quando si formula il cosmetico pensando a meccanismi di detersione per affinità e detersione restitutiva.
Si può ottenere parzialmente detersione per affinità o detersione restitutiva sia utilizzando saponi che non saponi.

Concludendo:
non esiste il detergente ottimale per tutte le situazioni.
La campagna d’opinione “soap free” contro i saponi tradizionali non ha molti argomenti validi, si capisce perché tanti dermatologi consiglino ancora di utilizzare tranquillamente il sapone.
Se si utilizzano saponi alcalini sul viso, è preferibile che siano SOLIDI e che siano utilizzati alla sera.

Personalmente da anni uso per la detersione una crema skin care all’amido in modo da avere un forte effetto affinità e restitutivo.

Ho sempre pensato che chi si spignatta cosmetici autoprodotti abbia grandi possibilità di sviluppare cosmetici su misura superperformanti. Visto che sulla detergenza e sui saponi si fanno già cose egregie mi permetto di lanciare 2 idee formulative, facilmente esplorabili da spignattatori esperti e curiosi.

1- PARACELSAPONE 1
Saponificare anche oli a catena lunga, possibilmente con acido erucico ( 10% ) sfruttando l’arginina anziché sodio o potassio. Con una non completa saponificazione mantenendo anche un 3% di oli non saponificati.

2- PARACELSAPONE 2
Saponificare olio di oliva ozonidato. ( PRODOTTO SORPRENDENTE )

Formule esatte e processi non posso fornirli altrimenti Menone si arrabbia.

 

 

Rodolfo Baraldini

Pubblicato il 30 Giugno 2013

[post_view]

 

I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

20 Commenti

  1. Chiedo due cose:
    Con che genere di prodotto è consigliabile detergete la pelle dei neonati?
    Quale genere di prodotto, quali componenti sono indicati per la detersione delle parti intime? E per il viso?
    Grazie intanto per la competenza generosamente offerta in questi articoli.
    Fedra

  2. ciao, perchè è preferibile che i saponi alcalini siano solidi? cosa cambia rispetto a quelli liquidi? Lo chiedo perchè ne sto usando uno liquido con questo inci:
    Aqua, Potassium Cocoate, Potassium Olivate, Glycerin, Potassium Hempate, Potassium Jojobate, Natural Benzaldehyde, Citric Acid, Natural Tocopherols

    • I saponi alkalini più sono solidi e meno se ne usa e spreca per il lavaggio.
      Oltre al vantaggio economico ed ecologico c’è un vantaggio nella minor esposizione della pelle a sostanze alcaline.
      Se quello è l’inci del prodotto che utilizzi si tratta di un sapone liquido e diluito in acqua, non sapendo quanto è diluito

      • è un sapone statunitense certificato BDIH e NaTrue (forse anche USDA), la consistenza è liquidina, colore giallo/arancione trasparente. Ne bastano 4 o 5 gocce (nel vero senso della parola) per lavare a fondo le mani, anche se sul flacone è consigliato di diluirlo, ad esempio una parte di sapone in 3 parti di acqua

      • Il prodotto può essere ottimo ed io non posso certo giudicarlo da una lista ingredienti che mi viene riportata. Ho solo fatto notare che su 9 ingredienti ce ne sono 3 con un INCI non corretto, e questo se non dipende da un tuo errore di trascrizione, anche se chi produce è americano e certificato, per me è segno di inaffidabilità.

  3. sono una spignattatrice, faccio saponi in casa, leggo spesso questo blog, ma è la prima volta che intervengo. quelle frasi sui saponi con oli a catena lunga con acido erucico (colza? girasole?) e arginina mi hanno incuriosito troppo. Mi sembra di capire che l’arginina vada messa al posto della soda caustica o della potassa… ma le dosi sono simili?
    Mi sembrava più semplice saponificare con l’olio di oliva ozonidato… ma ho trovato solo l’olio di oliva ozonizzato. è la stessa cosa?

    • saponificare con l’arginina non è per niente facile, ma valgono le stesse regole stechiometriche di calcolo che si utilizzano per idrossido di sodio o potassio quindi proporzionati al peso molecolare.Gli oli a catena lunga in genere non sono a specifica alimentare e spesso hanno una acidità alta. Il girasole non contiene alte concentrazioni di acidi grassi a catena lunga.
      L’olio di oliva ozonizzato va bene ,ma i risultati “sorprendenti” dipendono dalla qualità del processo di ozonizzazione e da quanto acido azelaico e quanti ozonidi si sono eventualmente formati.

  4. posso confermare che dopo aver iniziato queste routine del cavolo coi latte detergenti affini e non affini etc..oltre a spellarsi la pelle, in un caso la pelle si è irritata lasciando macchiette solari che non vanno via…ma la buon cara vecchia acqua pure ecologica? molte inorridiscono quando dico che lavo la faccia solo con l’acqua (del loro parere me ne sono sempre fregata poi ho voluto cambiare per mia scelta e provare) io mi lavavo cosi fino ad un anno fa, poi è vero ho i punti neri, ora un pochettino di meno ma non so quanto ne è valsa e ne vale la pena!

  5. Mi chiamo Antonella e vorrei farti una domanda che mi sta molto a cuore.
    Ok per i detergenti basici.
    Ma cosa ne pensi delle creme, maschere e peeling lievemente basici ( 7.4 ) ?
    Così scrive un produttore di una linea cosmetica ( bio) con pH 7.4 , peraltro già produttore di decine di linee cosmetiche “tradizionali” cioè con PH seboaffine: ” … considero la pelle come un organo..i cosmetici acidi reprimono il processo metabolico con un accumulo di scorie nel tessuto connettivo. La cosmesi acida non lega gli acidi secreti, diversamente da quella basica che favorisce in modo mirato il meccanismo fisiologico di regolazione biofisico e biochimico della pelle”.
    Mentre ovunque si legge che i cosmetici neutri o basici sono aggressivi perchè disidratano e interferiscono con la difesa acida della pelle.
    Personalmente mi trovo molto bene con questi prodotti basici ma ho anche necessità di usare cosmetici che hanno delle funzioni mirate. E mi chiedo:
    E’ possibile usare una detersione, una crema o una maschera con pH 7,4 la sera e al mattino mettere invece sieri e creme con pH seboaffine o acido ( come un siero con acido ascorbico ),
    Grazie in anticipo e complimenti per gli articoli: sono davvero interessanti.
    Antonella M.

    • 7,4 cioè molto lievemente basici… molte delle acque minerali con molti carbonati hanno pH simili-

      La tesi di salificare (legare) gli acidi secreti con soluzioni a pH 7,4 è valida solo per acidi liberi, catena corta, ecc. ecc.. il meccanismo d’azione per cui il bicarbonato deodora….ma non è valida per esteri, trigliceridi ecc…quindi per la maggioranza delle secrezioni lipidiche della pelle. 7,4 è un pH troppo “debole” per legarsi.
      Quindi per la detersione non c’è assolutamente problema a lavorare a pH 7,4 ( praticamente neutro ) come in effetti il problema dei saponi alkalini è più legato al potenziale irritativo che al semplice pH a volte molto alkalino .
      Diverso il discorso per prodotti leave-on. Questi trasferiscono sulla pelle un film che interagisce con la pelle , la sua flora batterica ecc.. Bisogna studiare il complesso della formulazione per comprendere se è effettivamente efficace. Il pH è solo uno dei fattori.
      Comunque la cosmesi “acida” ha documentate e valide ragioni per essere utilizzata in trattamenti specifici.
      Mi piacciono le routine che alternano in momenti diversi della giornata pH leggermente alkalini , a pH leggermente acidi… ma è molto più importante tutto il resto della formula, il pH è solo un fattore dell’azione cosmetologica.

      • Grazie per la spiegazione.

        Ho capito che non c’è un paramentro “chiave” per valutare l’azione cosmetologica, ma ahimè così è assai più complicato per un semplice, anche se interessato fruitore.

        Per questo è molto utile poter disporre degli approfondimenti delle persone preparate che si trovano in rete.

        Grazie ancora

        Antonella M.
        P.S. chiedo scusa se rispondo così, ma non sono riuscita a inviare il commento sulla pagina del sito. Leggo molto ma “posto” pochissimo perchè ho poca dimistichezza nell’ uso attivo del mezzo web… peccato perchè mi piacerebbe partecipare più attivamente.

        Il giorno 29 luglio 2013 09:46, Disqus ha scritto:

      • Perché suggerisce un pH alkalino per la sera ed uno acido per la mattina?

      • il pH alcalino del sapone per la pelle non è un tragedia, visto che in pochi minuti-ore viene ripristinato il mantello acido.
        Ma pensando ad un utilizzo continuo e sistematico del sapone alkalino per la detersione meglio una routine dove questa detersione avviene alla sera, prima di coricarsi e dove il ph cutaneo viene ripristinato-riequilibrato prima di esporsi allo stress ed alle “aggressioni” della giornata.

      • E se la sera, dopo una detersione alkalina, mettessi una lozione con acido salicilico, manderei in tilt la mia pelle?

      • Una lozione all’acido salicilico ( concentrazione e pH fanno comunque la differenza ) è in genere un trattamento per specifici inestetismi della pelle. Non centra molto con la detersione…
        La detersione con sapone alkalino , prima di coricarsi non richiede un immediato riequilibrio del pH che comunque in poco tempo la pelle ripristinerebbe, quindi l’applicazione immediatamente dopo la detersione di una lozione acida è una scelta di trattamento che dipende da quello che si vuole ottenere…

  6. Grazie dell’articolo, ora è tutto più chiaro. Ma è vero che in presenza di acque particolarmente dure, sempre a causa dell’alcalinità del sapone, si possono formare sali di calcio e magnesio che si depositano sulla pelle, occludendo i dotti delle ghiandole pilosebacee?

    Potrebbe interessarti:http://www.my-personaltrainer.it/cosmetici-categorie/sapone.html

    • Conosco il sito, molto ben informato. Se non sbaglio collaborano alcuni ricercatori dell’Università di Ferrara.
      La questione dei sali di calcio e magnesio è vera e non ci pensavo prima che tu me la ricordassi.
      Si formano saponi con metalli bivalenti , quindi insolubili in acqua.
      In realtà, come per lo zinco stearate , magnesio stearate e calcio stearate non sono così occludenti. La frase corretta per me è “potrebbero occludere”.
      Essendo comunque parzialmente solubili in oli potrebbero occludere comunque meno di una qualunque altra polvere .
      Non a caso per varie ragioni formulative i saponi bivalenti sono un ingrediente comune in molte emulsioni W/O..

    • Caro Moreno, non è vero, o almeno non è vero cosi.
      Quello è vero che il sapone sciolto in acqua forma una specie di sale che può
      depositarsi sui tubi di scarico, cosi ogni tanto è consigliato fare una bella
      pulizia con bicarbonato e aceto.
      Quello invece non è vero che questo sale farebbe male alla pelle. Da cc. 4 anni
      che faccio in casa e usiamo sapone. La mia esperienza personale, e anche
      l’esperienza di tanti saponai è che il sapone purifica profondamente i pori
      della pelle, ma sciacquandolo via, non alterna il pH della pelle. E
      dall’esperienza di mio Marito che ha una bella ciste sulla schiena e usa questi
      saponi, posso dirti che la ciste dopo l’utilizzo del sapone non si è riempito
      più, che successo molte volte con i detergenti comuni.

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Choose a Rating