Ospiti graditi e sgraditi sulla nostra pelle.

Ospiti graditi e sgraditi sulla nostra pelle.

Viviana e Caronte chiedevano di approfondire il discorso sull’azione antimicrobica di sapone e cosmetici.

 Il discorso è partito dall’efficacia dell’igiene acqua e sapone e dei deodoranti anti-microbici.

Dietro questi discorsi si nasconde il business enorme della detersione antimicrobica, dove il marketing da anni sfrutta le paure più o meno motivate di malattie ed epidemie per vendere prodotti per sanitizzazione   al posto di quelli per normale detersione.

Come tutti i business che si rispettino sono stati creati anche siti che supportano attività di lobby
oltre che di divulgazione a favore della detersione anti-microbica, come questo:

Fight Germs Now – Combatti i Germi Ora

Il problema è che mentre la sanitizzazione, cioè l’abbattimento drastico della carica batterica può essere necessaria in alcuni contesti ( sale chirurgiche, nosocomi, ambienti sanitari, somministrazioni e produzioni alimentari, cosmetiche o farmaceutiche  ) sulla nostra pelle nella pratica quotidiana non è affatto detto che sia utile e che per assurdo non sia controproducente o semplicemente meno efficace in termini di igiene della normale detersione  acqua e sapone.

Ne ho già parlato qui: http://www.nononsensecosmethic.org/?p=44264
Nonostante il solito marketing della paura che ad ogni epidemia influenzale consiglia di dotarsi di gel o prodotti antimicrobici non esiste nessuna evidenza del fatto che l’utilizzo generalizzato nella normale igiene quotidiana di prodotti sanitizzanti o detergenti con specifici attivi anti-microbici abbatta efficacemente l’incidenza di patologie trasmesse da batteri o virus.

Al contrario stanno emergendo dubbi e sospetti sull’effetto che l’utilizzo dilagante di questi attivi antimicrobici possono avere. Infatti non si trovano solo nei cosmetici e nei prodotti per sanitizzazione. Li mettono nei filati e nei tessuti, nelle vernici, nelle parti in plastica che possono entrare a contatto di più persone (packaging, maniglie, braccioli ecc.. ). Questi attivi antimicrobici sono talmente diffusi che come per altre sostanze di cui si sta monitorando l’impatto ambientale e la bioaccumulazione, si lamenta che poi si possano ritrovare anche dove non le si vorrebbe ( es. il latte delle puerpere ) .

La generale e diffusa esposizione alla loro azione antimicrobica si sospetta inoltre che possa interferire con la resistenza dei batteri patogeni agli antibiotici. In sostanza i batteri obbligati al contatto con attivi antimicrobici alla lunga possono evolversi sviluppando anche una resistenza ai più comuni antibiotici utilizzati a fini terapeutici.
Di alcuni dei più diffusi attivi antimicrobici ( come il Triclosan ) si sta discutendo per una eventuale messa al bando o maggiori restrizioni nell’utilizzo.

Il vero problema è che eliminare tutti i batteri sulla pelle non è la soluzione. Infatti tra noi e la nostra flora batterica esiste un rapporto mutualistico .

A contatto e dentro al nostro corpo vivono e prolificano milioni di microorganismi ( ATTENZIONE in certe aree si parla di milioni/cm2 !!!)  questi non sono necessariamente nocivi o patogeni. Anzi in certi casi sono proprio loro la prima linea di difesa contro agenti patogeni ( batteri o virus estranei )

Immaginando il nostro corpo come un ecosistema complesso si deve considerare che le cellule prokariote ( quelle che compongono normalmente microbi e batteri residenti) sono 5 – 10 volte di più di quelle eukariote ( le nostre cellule ).

La pelle  non è  il terreno ideale per una colonizzazione batterica ( ambiente poco idratatato e per di più leggermente acido ) ciò nonostante un ecosistema fatto di batteri, muffe, funghi convive e prospera con noi.

La flora batterica “normalmente” rintracciabile sulla pelle

  • Staphylococcus epidermidis
  • Staphylococcus aureus
  • Micrococcus specie
  • Nonpathogenic neisseria
  • Alpha-hemolytic streptococci
  • Nonhemolytic streptococci
  • Diphtheroids specie ( Coryneform )
  • Propionibacterium specie
  • Peptostreptococcus specie
  • Candida specie
  • Bacilli Gram-negativi , tra cui Enterobacter, Klebsiella, Escherichia coli, Proteus, Acinetobacter specie
  • Clostridia specie
  • Pityrosporum ovale
  • Aspergillus, Penicillium, Cladosporium, Mucor ( rintracciabili specialmente nelle unghie )
  • Il ruolo mutualistico di questa flora cutanea non è stato ancora perfettamente compreso. In realtà le ricerche di pochi anni fa neppure avevano esattamente individuato i meccanismi di colonizzazione competitiva tra i diversi microbi e  batteri della nostra pelle.

    Eppure il dubbio doveva porsi visto che il Propiono-acne , la cui iperproliferazione  è associata all’acne vulgaris, si chiama così perchè rilascia acido propionico, che è un buon antimuffa, utilizzato anche dall’industria come conservante.  Allo stesso modo Corynebaterium, Micrococci, Staphilococcus Epidermis e tanti altri residenti e commensali della nostra pelle rilasciano peptidi con attività antibiotica verso altri batteri con cui veniamo occasionalmente a contatto.
    Inoltre questa variegata popolazione convive con noi fin dalla nascita e pare abbia un ruolo nella formazione e specializzazione del nostro sistema immunitario.

    Della microflora cutanea sono noti solo una decina  di residenti; quelli rintracciati più frequentemente o che possono associarsi a patologie, ma si parla di centinaia di diversi micro-organismi.
    I residenti più studiati sono stati quelli che in particolari condizioni possono scatenare infezioni opportunistiche, ad esempio: il comune Staphilococcus Epidermis normalmente non è un agente patogeno, ma può diventarlo quando si rompe l’equilibrio che ne limita la crescita e la proliferazione.

    Per certi aspetti curioso e divertente il progetto scientifico che cerca di individuare  la biodiversità normalmente residente nel nostro ombelico: Betty Button Biodiversity.
    http://www.wildlifeofyourbody.org/?page_id=1307

    Il normale sapone alkalino non contiene attivi con specifica azione anti-microbica, quindi non colpisce indiscriminatamente qualunque batterio presente sulla pelle.
    Ma per il pH e per l’azione tensioattiva, la detersione acqua e sapone interferisce con i complessi meccanismi di adesione dei batteri alla pelle e con i processi di formazione dei biofilm, riducendo la crescita e proliferazione dei batteri normalmente residenti ed ostacolando o rimuovendo i turisti sgraditi ( è efficace anche verso i virus ).

    I normali detergenti antimicrobici contengono sostanze in grado di interferire con la crescita dei batteri, per lo più “indebolendo” la membrana cellulare dei batteri, a carica negativa sia nei gram positivi che nei gram negativi.
    Inibiscono la crescita o “uccidono” tutti i batteri, anche quelli normalmente residenti.

    Né la normale detersione acqua e sapone, né l’utilizzo di attivi anti-microbici riescono a colpire le colonie annidate nei dotti sebacei e piliferi che in poco tempo possono ripopolare la nostra superficie cutanea.


    Concludendo:
    non esiste evidenza scientifica sul fatto che l’utilizzo generalizzato per l’igiene quotidiana di detergenti con attivi anti-microbici riduca l’incidenza statistica di malattie a trasmissione batterica o virale più della normale igiene acqua e sapone.

    Allo stesso modo non esiste evidenza scientifica che l’utilizzo generalizzato di attivi antimicrobici e detergenti che li contengono agevoli la formazione di ceppi resistenti agli antibiotici, anche se esiste un ragionevole sospetto in merito.

    L’ipotesi che l’eccessiva detersione antimicrobica sia concausa nell’aumento dell’incidenza delle allergie non ha riscontri scientifici.

    Ho sempre pensato che chi si spignatta cosmetici autoprodotti abbia grandi possibilità di sviluppare cosmetici su misura superperformanti. Visto che per quanto controverso, l’utilizzo di gel anti-microbici è comunque utile quando non è disponibile la normale detergenza,mi permetto di suggerire una idea formulativa per autoproduzione, facilmente esplorabile da spignattatori esperti e curiosi.

    PARACELSANIGEL1
    gel alcolico : è fondamentale che il gellante sia cationico in modo da perturbare ( ma anche attirare ) con la sua carica positiva le membrane cellulari dei batteri caricate negativamente.
    L’ideale è il chitosano , ma con qualche difficoltà maggiore nel processo è possibile utilizzare anche la Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride.

    Chitosano 1%
    Acqua 48,2%
    Acido Salicilico 0,8%
    Alcohol buon gusto 50%

    Al solito non descrivo nel dettaglio sequenza e procedura.

    Il processo per “sciogliere” bene il chitosano richiede di acidificare l’acqua anche se l’acido salicilico è pochissimo solubile in acqua.
    L’utilizzo di acido lattico o citrico in alternativa al salicilico rende più semplice la preparazione ma meno anti-microbico il prodotto finale.
    La Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride al posto del chitosano comporta una maggiore incompatibilità con l’alcohol e quindi una maggiore difficoltà nell’utilizzo del’acido salicilico.
    L’ACIDO SALICILICO OLTRE AD AVERE UNA AZIONE ANTIMICROBICA E’ UN BUON CHERATOLITICO e ovviamente non può essere utilizzato in caso di allergie o reazioni ai salicilati.

    Rodolfo Baraldini

    Pubblicato il 15 Settembre 2013

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    Riferimenti:

    http://www.scq.ubc.ca/microbes-and-you-normal-flora/

    THE BACTERIAL FLORA OF THE SKIN: FACTORS INFLUENCING THE GROWTH OF RESIDENT AND TRANSIENT ORGANISMS

    Anti-Microbial Soap: Effective or Just Risky?

    Call for a ban on household antibacterial products- Associazione dei Medici Canadesi

    http://nizetlab.ucsd.edu/publications/bjd-microbiota.pdf

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    4 Commenti

    1. bell’articolo davvero. Sulla resistenza agli antibiotici aihme ne so qualcosa e sui medici che ne prescrivono a fiotti pure. Ancora non me ne capacito. C’è un’ignoranza incredibile sull’argomento soprattutto nella classe medica. Di solito bombardano come in siria poi i risultati sono quelli che tutti sappiamo. Il paragone da parte mia non è affatto esagerato.

      • Grazie per i complimenti all’articolo.
        Non si può generalizzare, oggi ci sono anche medici che non ti prescrivono un antibiotico neppure se li supplichi in ginocchio.
        In realtà la materia è complessa e neppure i microbiologi hanno tutte le risposte. Neppure le conoscenze genetiche dei batteri sono riuscite a spiegare come si sono formate e soprattutto come si possono combattere alcune resistenze agli antibiotici che stanno emergendo. Per questo il solo dubbio, non ancora verificato che molecole come il diffusissimo triclosan possano avere una loro parte di responsabilità è sufficiente a mettere sotto stretta osservazione il fenomeno, e quindi anche il mercato dei detergenti antimicrobici.

        • Dipende dal problema. Il mio problema è diffusissimo la prima cosa che fanno è bombardarti. Ero all’oscuro del vastissimo mondo degli integratori e poi mi fidavo dei medici, generici e specialisti e delle analisi che prescrivevano. Dopo moltissimi anni da sola ho trovato l’integratore giusto scrollandomi di dosso lo scetticismo dei dottori di uno in particolare che era a conoscenza di questo intergratore ma mi diceva che a suo prere non vi erano abbastanza ricerche scientifiche sulla sua efficiacia – risolvendo il mio problema. Nle frattempo i numerosi antibiotici e farmaci presi hanno minato il mio organismo e ora mi ritrovo a dover scontare danni collaterali estremamente pesanti. In italia questi integratori si stanno sdoganando tipo ìn usa agendo sul piano della comunicazione sul tema della paura o della bellezza in tv o su internet. Non c’è una comunicazione corretta. I medici – ne ho girati tantissimi – prediligono la roba più forte, gli ammazzatutto, certamente non si preoccupano di ristabilire quell’equilibrio di cui parli, tante volte “basta” solo quello. Fin quando i medici sarnno legati a filo doppio alle industrie e informatori farmaceutici, o alle loro teorie che sia integratore o meno, i pazienti ne verranno sempre penalizzati. Cmq poi qualche medico che lo prescrive per quei problemi l’ho trovato ma a Bolzano! qui è arrivato quakche anno fa.

        • ah :) a scanso di equivoci per “da noi” intendo “in Italia” che Bolzano è un’altra nazione e in Italia ho girato dappertutto. Hanno anche protocolli diversi d’analisi. Giusto per non alimentare lo stereotipo del Nord funzionante e Sud- casino supremo, lo stesso ragionamento che vale per la mafia. Siamo una nazione e dovremmo migliorarci tutti

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