Report: Belli da Paura

Report: Belli da Paura

Report resta uno dei migliori programmi giornalistici e di “denuncia” della TV italiana.
Ha i suoi limiti, cavalcando a volte campagne d’opinione dove circolano informazioni fuorvianti, ma nel complesso, considerando anche il resto di quello che ci passa la TV, è una eccellenza.

Recentemente Report in una puntata ha sfiorato il business della bellezza.
Per chi non l’ha visto qui la trascrizione:Trascrizione della puntata: Belli da paura – Report
e per chi sopporta 30 secondi di pubblicità in fondo alla pagina c’è anche il video.
Non si è parlato di cosmetici se non di sfuggita.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Ma come faccio a sapere se questo smalto permanente non è tossico?
UMBERTO BORELLINI – COSMETOLOGO
Se applica un prodotto acquistato da un distributore o da un produttore italiano non
può esistere nessun tipo di problema. Perché a livello cosmetico le sostanze tossiche
sono vietate, ovvero ci sono dei controlli a monte.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
La legge europea del 2013 ha imposto ai produttori la trasparenza sulle formule di
fabbricazione del cosmetico. E l’obbligo di scrivere la lista degli ingredienti.
GIOVANNA BOURSIER
Il consumatore come fa a sapere che fra tutte quelle sostanze non ce n’è una nociva?
UMBERTO BORELLINI – COSMETOLOGO
È il comitato scientifico di controllo europeo che raccoglie tutti quanti i file di tutte
quante le etichette dei prodotti. Per cui quando vede presenza di una sostanza vietata
blocca e quindi il prodotto non può essere messo in commercio.

Posso non concordare con alcuni dettagli nella risposta di Borellini ma condivido al 100 % il senso:
Nella UE il sistema che deve garantire la sicurezza del cosmetico è tra i più avanzati ed efficienti al mondo e certi allarmi e paure che circolano per ingredienti tossici nel cosmetico sono insensati.

Solo un’altra nota personale sulla discussione in merito alla cosiddetta “medicina estetica”:

GIOVANNA BOURSIER
Forse questa cosa qua andrebbe cambiata?.
MARCELLA MELINO – DERMATOLOGA
Secondo me sì. Andrebbe fatto un regolamento. Magari non restrittivo però, non so,
un odontoiatra può iniettare dei filler, per me può ricostruire quello che è parte dalla
bocca, però la pelle di un viso è compito di un odontoiatra o di un dermatologo? .
MAURIZIO VIGNOLI – CHIRURGO PLASTICO
Allora: manca il regolamento perché non esiste una definizione di medico estetico,
manca un regolamento perché non esiste una definizione di chirurgo plastico, chirurgo
estetico, manca un regolamento perché non esiste la definizione per legge di dove
devono essere eseguiti gli atti medici. .
GIOVANNA BOURSIER
È mica poco quello che lei sta dicendo. È grave..
MAURIZIO VIGNOLI – CHIRURGO PLASTICO
Però è la verità. .
GIOVANNA BOURSIER
Verrebbe anche da dire che sarebbe meglio fare entrare la medicina estetica dentro la
medicina? .
MAURIZIO VIGNOLI – CHIRURGO PLASTICO
Assolutamente sì. Dentro all’ufficialità delle specializzazioni di chirurgia e di medicina.

NO INVECE, ASSOLUTAMENTE NO !!! Lo so di farmi un bel po’ di nemici, ma ho una idea un po’ rigida della professione del medico e della medicina: curano le malattie non gli inestetismi.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 5 novembre 2015

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5 Commenti

  1. Veramente da brivido

  2. Ho visto il servizio in tv e mi si è raggelato il sangue. Medici che hanno attentato alla vita di tante persone che ancora esercitano liberamente. Meno male che mai ho pensato e mai ho desiderato ricorrere a ritocchi estetici.

  3. Sono d’accordo che un medico si debba occupare di malattie, ma una laurea breve in questo settore non sarebbe una cattiva idea. Il mio dentista prossimo alla pensione, per fare il dentista ha dovuto prima laurearsi in medicina e poi specializzarsi. Poi hanno inventato la laurea in odontoiatria. Una specializzazione che non sia quella di un’estetista secondo me ci vuole.

    • hanno inventato tanti nuovi corsi di laurea ma non ho l’impressione che il livello di competenza degli operatori sia effettivamente aumentato. E’ un discorso molto complesso ed articolato dove su cosa significhi una laurea in Italia ho idee confuse.

      • Sono d’accordo. In generale credo che il livello di preparazione in generale sia peggiorato nel corso degli anni. Da esami complessi con grande sforzo mnemonico e di comprensione si è passati ai compitini per far sfornare laureati in tempi brevi. Questo accadeva nella mia facoltà 14 anni fa. Non so ora…

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