PUNTI NERI, come toglierli e ingredienti comedogenici.

PUNTI NERI, come toglierli e ingredienti comedogenici.

 

Viola mi chiedeva di affrontare il discorso punti neri : ” ci sono cosmetici per eliminarli ? …. ci sono ingredienti che li provocano ? “.

Di procedure e cosmetici per combattere la formazione di punti neri tutti ne parlano. E’ nota l’importanza e l’efficacia delle diete e dello stile di vita, oltre che della cura e detersione della pelle per “prevenirli”, ma interessa anche il come trattarli una volta che si sono formati .

Procedure estetiche-cosmetiche per rimuovere i punti neri esistono e sono efficaci.

Rimozione dei punti neri.

Le procedure di rimozione dei punti neri sono varie e in certi casi istintive o tramandate da insegnamenti famigliari.
Normalmente li si spreme fuori con le dita ( erroneamente alcuni con le unghie ).
Alcuni ferretti estrai comedoni sono particolarmente efficaci, anche perché possono estrarre i punti neri da aree che con le dita si raggiungono con difficoltà o proprio non si raggiungono (es. il dotto e padiglione auricolare ) .

Allargare anzichè Stringere

 

La spremitura meccanica richiede sempre massima cura nella “sepsi” ovvero massima pulizia anti-microbica.
Ha il difetto di poter infiammare l’area, specie quando si insiste a spremere con insistenza e energia. La forza eccessiva può produrre a volte anche la rottura dei capillari attorno al punto nero.
Potendo, specialmente professionisti come le estetiste , possono ammorbidire la pelle ed il tappo occlusivo del comedone con il vapore.

Scollare e solo dopo Stringere

Pochi sanno, anche tra i/le professioniste, che in caso di tappi particolarmente voluminosi e consistenti, la manovra con le dita che deve precedere la spremitura è la dilatazione del poro . Questa , più che con il vapore si ottiene posizionando le dita ai lati del punto nero, allargando con un movimento alternato in su e giù dei polpastrelli. Questa manovre possono portare all’espulsione del comedone prima ancora che si passi alla “spremitura” , irritando molto meno la pelle.

 

 

L’estrazione cosmetica invece sfrutta delle strip , dei cerotti, frutto di un brevetto Kao-Biorem, commercializzato in Italia da Nivea.
La procedura di estrazione con il cerotto è molto simpatica e francamente, quando uscirono, pensavo che il prodotto avrebbe avuto un grande successo.
Forse perché alcuni modelli strappavano eccessivamente la pelle, forse perché il costo non è percepito come adeguato al risultato ( la rimozione ovviamente non può essere della totalità dei punti neri ) il prodotto vende , ma non “spacca”.
Vediamo come funziona.
L’idea non è particolarmente originale visto che da molti anni alcuni test dermatologici vengono eseguiti rimuovendo la superficie della pelle, ma anche i comedoni, applicando un forte adesivo ( ad esempio un cianoacrilato ) e analizzando cosa resta attaccato alla strip .
Nell’utilizzo cosmetico, il “trucco” è applicare un film che diventa adesivo sul momento aggiungendo acqua.
Nel caso delle ultime strip Nivea il composto principale è un gellante policationico, il Polyquaternium-37.
Questo in pellicola opportunamente dosato con altri ingredienti, torna appiccicoso o gel alla semplice aggiunta di acqua.
L’adesività cationica del gel è garantita dai sali ( ammonio quaternario ) al centro del polimero che caricano negativamente il gel che si viene a formare.
L’effetto di un gel di polyquaternium-37 sulla pelle è sempre piacevole: liscia e setifica come molti gel cationici.
Per questo l’utilizzo dei cerotti rimuovi-comedoni lascia anche una pelle liscia e “bella”.
Sul cerotto, in funzione di quanta acqua si aggiunge e di quanto lo si lascia asciugare, si forma un film adesivo a cui, quando lo si rimuove, restano attaccati i punti neri e un pochino di cellule morte.
La formulazione prevede anche dei tensioattivi siliconici , es. Peg12-Dimetichone, che hanno la funzione di rendere più “gradevole”  e meno doloroso lo strappo.

Si tratta di un bel prodotto con fior fiore di ricerca alle spalle.

Pensando di autoprodursi rimedi del genere con strip spalmate di Colofonia, PVP o Collagene ( colla di pesce ) si ottengono risultati molto molto inferiori se non disastrosi, soprattutto perché manca l’adesività cationica.

Al massimo l’ingrediente per creare un gel policationico/acido che si potrebbe testare in autoproduzione è il chitosano.

Finitura.

Parlando qui, del sebo e del mito dell’effetto rimbalzo, evidenziavo la funzione reservoir dei dotti pilosebacei.
In sostanza tutti i dotti pilosebacei hanno la funzione che in termoidraulica viene chiamata “polmone”, di accumulare sebo che viene prodotto con una velocità sostanzialmente costante e si diffonde passivamente più o meno rapidamente sulla pelle .
Nei comedoni l’accumulo è maggiore a causa del tappo che ha impedito o rallentato il progressivo svuotamento dei reservoirs.
Una volta rimosso il tappo e svuotato gran parte del dotto, l’applicazione e sfregamento di un tonico a base alcolica può indurre l’effetto “rimbalzo immediato” che comporta un maggiore svuotamento dei reservoirs ed una più rapida diffusione del poco sebo rimasto sulla pelle.

Ingredienti Comedogenici

L’argomento meriterebbe un approfondimento VISTO CHE HA POCO SENSO PARLARE DI INGREDIENTI COMEDOGENICI.
Sintetizzando:
La presenza di ingredienti comedogenici non comporta che un cosmetico sia comedogenico.
La maggioranza delle liste che circolano su internet che demonizzano come comedogenici alcuni ingredienti cosmetici mancano totalmente di base scientifica e di riferimenti a ricerche verificabili.
Molti dei vecchi test di comedogenicità fatti su animali ( sulle orecchie dei conigli ) non hanno avuto conferma nei test sull’uomo .

Rodolfo Baraldini

Pubblicato il 20 settembre 2013

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12 Commenti

  1. Ciao. Io ho trovato un prodotto efficacissimo per la rimozione dei punti neri. Si chiama Glicosal della Most ed è una lozione con alte concentrazioni di acido glicolico e salicilico. Applicato prima di andare a dormire, ti fa letteralmente una pelle di porcellana al risveglio. Mi fa un po’ paura però.. sembra aggressivo. Usato per più giorni, la pelle intorno al naso si disquama e secca. Davvero, come dice il produttore, si può utilizzare senza problemi (magari una volta alla settimana), salvo eventualmente una protezione spf in estate? Grazie mille!

    • il Glicosal mi risulta sia registrato come dispositivo medico e non come cosmetico. Sembra una semplice soluzione idroalcolica di acido glicolico e acido salicilico, l’alcol serve a solubilizzare il salicilico che in acqua si scioglie pochissimo.
      Non conosco le concentrazioni degli acidi ed il pH , ma sospetto che siano ai livelli di tutte le miscele esfolianti con AHA, alfa idrossi acidi, che girano da oltre una ventina di anni. Più è alta la concentrazione e più è basso il pH e più esfoliano fino al pizzicore, infiammazioni, frost e tutte le altre reazioni ai peeling molto forti. La protezione dagli UV non è eventuale, ma ultra consigliata. Dal 2000 in USA nei prodotti con AHA è obbligatoria una indicazione/warning:Sunburn Alert: This product contains an alpha hydroxy acid (AHA) that may increase your skin’s sensitivity to the sun and particularly the possibility of sunburn. Use a sunscreen, wear protective clothing, and limit sun exposure while using this product and for a week afterwards.
      Il rischio di insorgenza di macchie cutanee è più alto.
      Come tutti i peeling chimici funziona, ma la risposta è soggettiva e c’è chi sopporta senza problemi concentrazioni e pH che ad altri risultano intollerabili. Volendo utilizzare per i punti neri soluzioni esfolianti, se risultano troppo aggressive è sufficiente diluirle o diradarne l’applicazione.

  2. Come vengono fatti i test che permettono di indicare un cosmetico come non comedogenico? Possono comunque esistere delle eccezioni, cioè persone per cui si può verificare una peggioramento della pelle nonostante il prodotto sia stato testato?
    Ho avuto in passato un’esperienza con un correttore occhi che mi aveva fatto palesemente aumentare i grani di miglio e il disappunto mi aveva fatta cadere nell’intransigenza davanti ai cosiddetti “ingredienti comedogenici”, ma oggi, riguardando le informazioni di questo prodotto, noto che in effetti, a differenza di altri correttori con ingredienti appartenenti alla stessa categoria “del male”, non ha la dicitura di non comedogenicità.
    Grazie.

    • la definizione di comedogenicità è tra le più controverse. Ne ho parlato abbastanza qui http://www.nononsensecosmethic.org/la-vergognosa-bufala-degli-ingredienti-comedogenici/
      Lasciando perdere le inutili e fallaci liste di ingredienti comedogenici oggi un cosmetico può essere testato in vivo su soggetti portati alla formazione di comedoni per vedere se effettivamente non li accentuano.. Ci sono diversi modelli in vivo , ma il test più comune, abbastanza complesso e lungo, si esegue normalmente su soggetti acneici con patch test del prodotto finito, ovviamente non degli ingredienti visto che non dimostrerebbe nulla, per 48 ore ripetuto in un mese 4 volte. Si sono rivelate come effettivamente comedogeniche formulazioni che inducevano anche un po’ di infiammazione, piuttosto che formulazioni che contenevano ingredienti inclusi in qualche famigerata black list di comedogenicità. PS. i grani di miglio tecnicamente non sono comedoni, probabilmente quelli che vedevi erano comedoni chiusi, cosiddetti punti bianchi.

      • Allora cercherò esclusivamente prodotti testati, data la facilità con cui la mia pelle si occlude. Grazie mille.

  3. Ho letto la review sugli ingredienti comedogenici e ho in parte ricevuto la risposta alle mie perplessità riguardo una crema datomi da un dermatologo per la mia acne comedonica ormonale, il cui INCI è:

    Aqua, Cetyl Esters, Glyceryl Stearate SE, Stearic Acid, Ceteareth-20, C 12-20 Acid PEG-8 Ester, Isopropyl Myristate, Glycerin, Octyldodecanol, Papain, Calcium Pantotenate, Xanthan Gum, Caprylyl Glycol, Urea, Magnesium Lactate, Ethylhexylglycerin, Potassium Lactate, Serine, Alanine, Proline, Magnesium Chloride, Sodium Citrate, Chondrus Crispus, Glucose, Sodium Hydroxide, Disodium EDTA, Imidazolidinyl Urea, Sodium Dehydroacetate, Methylparaben , Ethylparaben, Proprylparaben, Butylparaben.

    Ero molto perplessa perchè molti di questi ingredienti, che nella crema suppongo abbiano funzione emolliente, vengono considerati ad alto grado di “comedogenicità” e imputavo a questo la mancata efficacia sulla mia pelle, su cui continuano a proliferare comedoni di tutti i tipi. Gli effetti eventualmente benefici a cosa allora sarebbero dovuti? All’effetto cheratolitico e cheratoplastico dell’urea? Tu pensi che sia utile continuare ad applicarla?

    • Non posso commentare una prescrizione/consiglio medico. Della bufala degli ingredienti ad alto grado di comedogenicità ho parlato qui: http://www.nononsensecosmethic.org/?p=48669
      Nei grandi limiti di quello che si può capire da una lista ingredienti il prodotto sembra assolutamente “normale” con qualche ingrediente di cui , alle dovute concentrazioni, è nota l’azione cheratolitica. Non posso capire dalla lista ingredienti perché è stata consigliata.

      • Avrei voluto lasciare questo commento sotto l’articolo che mi hai segnalato ma non sembrava possibile per la mancanza del form per i commenti. Grazie per la risposta!

  4. Grazie per le informazioni, molto utili…. ma non ha parlato delle apparecchiature aspiracomedoni. Che ne pensa ?

    • Per favore datemi del tu.
      Non ho parlato delle apparecchiature aspiracomedoni in quanto le ritengo una BUFALA. Intendiamoci, possono funzionare, ma visto quanto sono efficaci e poco costosi i ferretti estrai comedoni e visto che il meccanismo d’azione degli aspiracomedoni non è molto diverso da quello dei ferretti, ritengo che la pompa, il vuoto, l’aspirazione e tutto il resto servano solo a far scena.
      Se l’imboccatura dell’aspiratore ha la forma del ferretto e viene manovrata come il ferretto, il comedone esce anche se la pompa di aspirazione è spenta.

      • sto facendo un corso di estetista, la mia insegnante mi ha detto la stessa cosa: l’aspiracomedoni (di cui non sapevo l’esistenza) non serve a niente fa solo scena.

      • Grazie per la testimonianza,
        visto che altri mi sollecitano, presto parlerò più approfonditamente dei punti neri. Sempre meglio conoscere le cause di un problema se si vuole trovare un rimedio.

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