Pulirsi la faccia con le Microfibre.

Pulirsi la faccia con le Microfibre.

 

Daniela mi scrive : Ciao Rodolfo! A proposito di detersione profonda, coSa ne pensi dei pannetti in microfibra che vanno tanto ultimamente( i più noti sono di Longema, il fisio soft, e di Assimedica)? Soprattutto visto il costo piuttosto alto che hanno, tra i 15 e i 20 euro. Longema sostiene che detergano alla perfezione e strucchino anche solo con acqua, senza ausilio di detergenti. Dov’e la magia, nel tessuto? Perché a me sembrano semplici ritagli di asciugamani.
…………….
Ciao Rodolfo, ti aggiorno con un mio parere, assolutamente personale sottolineo,su questi pannetti ( io avevo preso il fisio soft Longema). Non riesco assolutamente ad usarli per la tanto decantata funzione struccante anche con semplice acqua, devo “scartavetrare” la pelle per togliere il trucco, e sugli occhi è pressocchè impossibile, e anche aggiungendo un po’ di latte detergente devo grattare comunque davvero troppo. Quindi dopo la normale detergenza del viso li uso per una pulizia un po’ più profonda, sulla pelle comunque già perfettamente struccata, ma a questo punto lo stesso effetto lo ottenevo già con un semplice telo in lino inumidito. Inoltre se “calco la mano” col pannetto il viso si irrita a dismisura.Aspetto un tuo parere…

Bel argomento e interessante Case History sul successo marketing di un prodotto.

I tessuti in microfibra sono tessuti dove le fibre che li compongono sono ultrafini, anche 1/20 della seta.
Le fibre plastiche molto più sottili hanno un rapporto superficie/volume maggiore e possono “attrarre” e “trattenere” la polvere con forze elettrostatiche. La maggiore capillarità permette anche di “trattenere” i liquidi, anche l’acqua, nonostante le plastiche di cui sono fatte siano per lo più idrofobe ed impermeabili.

Concetti semplici di cui è facile dimostrare l’efficacia, soprattutto per asciugamani o  pannetti utilizzabili per pulire e spolverare mobili e casa.

Dopo un buon successo in Svezia, oltre 20 anni fa, per le pulizie domestiche, in Germania si pensò di adottare questi materiali per la detergenza della pelle. Con una brillante acrobazia marketing , in paesi ad alta sensibilità ambientalista, si è anche riusciti a posizionare questi prodotti nel segmento GREEN, non solo colorando di verde le confezioni.
Nacque un marchio, “Claroderm”, https://www.facebook.com/Claroderm, che cercò di lanciare un utilizzo cosmetico delle microfibre, sponsorizzando anche ricerche scientifiche sulla loro efficacia. Il marchio registrato dalla TVS Textilveredelungs- und Service GmbH mi risulta non sia più attivo anche se in alcuni paesi viene ancora utilizzato.
Non è chiaro perché, quando il mercato ha cominciato a premiare l’idea inventiva, i primi ad aver creduto nell’utilizzo delle microfibre per la detersione della pelle non abbiano rinnovato la registrazione dei loro marchi commerciali.

Oggi che molti vendono pannetti in microfibra per la detersione viso, si fa quasi sempre riferimento a quelle ricerche tedesche per convalidarne l’efficacia.

Queste ricerche esistono davvero e sono state fatte all’interno di uno degli istituti di eccellenza nella ricerca dermatologica in Germania.

Ricerca sull’utilizzo delle microfibre nei casi di seborrea non grave

Lo stesso gruppo di ricercatori, guidato dal direttore della clinica dermatologica dell’Università di Bochum, Peter Altmeyer ha pubblicato un report più completo con test sull’effetto peeling del CLARODERM.

http://www.micropeeling.com.hk/pdf/test_report.pdf

Il tessuto del pannetto Claroderm  era composto da 86% Polyestere e 14% Polyamide.

La promozione dei pannetti in microfibra sfrutta spesso una immagine molto persuasiva del come agiscono, come quella affianco.

Il consumatore è indotto dal disegno a pensare che le microfibre si comportino come delle microfrese.

In realtà, visto che la fibra non ruota su se stessa la capacità di rimuovere e trattenere micropolveri o liquidi è dipendente da fattori chimico-fisici diversi.

Capillarità ed attrazione elettrostatica possono trattenere polvere o liquidi anche senza la struttura a spicchi, cioè con estrusioni composite anziché coniugate.

Molto simili ai modelli originari Claroderm le microfibre attuali, ma con una più moderna conformazione. I tessuti odierni hanno spesso una struttura a spicchi, coniugata, che si evolve in un trefolo disordinato con anche 20  sottofibre di spessore submicron.

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MA FUNZIONA DAVVERO ?

Il razionale come acchiappapolvere c’è tutto. Il maggior rapporto superficie/volume, l’attrazione elettrostatica e la maggiore capillarità giustificano una efficacia superiore a tessuti in fibre vegetali o fibre plastiche non ultrafini.
La combinazione di più materiali o specifici coating “bagnanti” possono far si che l’assorbimento capillare sia alto sia per gli oli che per l’acqua, anche se per questa funzione le fibre naturali ( cotone), carte assorbenti, miscele complesse come quelle utilizzate nei pannolini ( viscosa, cotone, fibre e microfibre plastiche o di cellulosa ) possono avere valori di assorbenza ottimi anche superiori a quelli delle sole microfibre plastiche.

Burgeni and Kapur, “Capillary Sorption Equilibria in Fiber Masses”, Textile Research Journal.

La ricerca tedesca , correttamente , evidenzia che “Kritisch erwähnt werden muss, dass inunserer Studie kein Therapievergleich mit anderen textilen Fasern oder Papiertüchern vorgenommen wurde.” cioè che l’effetto sebo-assorbente dei pannetti in microfibre c’è , ma non è stato comparato con quello di altri sistemi assorbenti, come potrebbe essere un  batuffolo di cotone idrofilo o un fazzolettino di carta.

La struttura fibrosa di una carta assorbente permette un elevato assorbimento capillare anche se non è un tessuto.

Un vantaggio delle microfibre plastiche è che è molto più alta la velocità di assorbimento, fattore che porta a sperimentare come asciugamani in microfibra si asciughino prima e come sia in grado di assorbire bene anche dopo essere stati bagnati e strizzati.
Questo comportamento rende controindicate le microfibre a diretto contatto della pelle dei neonati nei pannolini, visto che può indurre irritazione.
La capacità di assorbimento del sebo , documentata nella ricerca tedesca non è significativamente maggiore di quella di altri tessuti o non tessuti con assorbimento capillare, ma quando c’è potrebbe essere la causa della risposta irritativa segnalata da Daniela.

EFFETTO PEELING
Nel 2000 quando si tentò di lanciare CLARODERM il peeling era di moda e molti claims cosmetici vantavano effetti esfolianti o dermoabrasivi.
L’utilizzo di pannetti in microfibra anche negli studi tedeschi non ha una specifica efficacia esfoliante e con la dovuta pressione e velocità anche sfregando con un dito o una spazzola la pelle si ottiene “sempre” una qualche esfoliazione “meccanica”.
Difficile comparare a parità di condizioni l’esfoliazione prodotta dai pannetti in microfibre con quella prodotta con altri sistemi.

La dermoabrasione dipende dalla velocità, pressione e durezza dell’agente esfoliante. La configurazione  in microfibre non modifica sostanzialmente nessuno di questi fattori rispetto ad una analoga tessitura in cotone.

Una maggiore capacità di ritenzione, assorbenza, delle polveri e dei liquidi di alcune microfibre ( non sono tutte uguali ) può effettivamente tradursi in una maggiore “detergenza” e “seboassorbenza”.

In alcune condizioni, è documentata anche una maggiore capacità di “catturare”  batteri e microbi, cosa che può essere considerata un bene, ma anche un male se si pensa al riutilizzo.

La differenza rispetto a tessuti e non tessuti in fibre vegetali ( cotoni , salviette in carta ecc..) potrebbe non essere tale da giustificare un costo molto maggiore.

Una prestazione interessante si ottiene associando il pannetto in microfibra alla detersione per affinità, cioè con cosmetici oleosi.

I vantaggi ecologici sono molto relativi. Con una corretta procedura, effettivamente, chi vuole, può ridurre il consumo di detergenti sulla pelle. Cosa peraltro ottenibile utilizzando anche altri materiali non in microfibra.

Ma non si capisce come si possa vantarne il basso impatto ambientale complessivo.
Comunque sono necessari detersivi per rilavare i pannetti in microfibra e vista la maggiore capacità di ritenzione, probabilmente se ne consuma di più.
Inoltre molte microfibre plastiche sono non riciclabili e sono i potenziali precursori dei particolati plastici di cui ho parlato qui: WARNING/CONCERN AMBIENTALE: microsfere plastiche

Concludendo:

non tutti i pannetti in microfibra sono uguali ed hanno sensibili vantaggi rispetto a tessuti e non tessuti tradizionali utilizzabili per la detersione.

La maggiore assorbenza di acqua, olio o polveri può esserci ma spesso non giustifica i costi molto più alti.

Se si è sensibili alle tematiche ambientali ed ecologiste, volendo adottarli al posto di tessuti o non tessuti di origine vegetale, che almeno si scelgano quelli in polypropilene , visto che altri materiali plastici come poliestere e poliamide non sono neppure riciclabili.

Per la detersione viso, si può utilizzare un qualunque tessuto assorbente in microfibre che costa un quinto ? NO COMMENT.

 

Rodolfo Baraldini

pubblicato 9 maggio 2014
Come le usa Clio.


Confronto tra assiamedica ed un nomale pannetto in microfibra ( filmato aggiunto l’ 11 maggio 2014 ore 9,55 )

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14 Commenti

  1. IO USO KABEBO E LO TROVO ANCHE AD 8 EURO.
    FORSE L’AZIENDA GIAPPONESE E’ STATA TRA LE PRIME A PRODURLO. E’ UN INVESTIMENO CHE DURA ANCHE PIU’ DI SEI MESI.
    MAI E POI MAI SULLA FACCIA MICROFIBRA CHE E’ STATA STUDIATA PER I PAVIMENTI

  2. Anche io da un po’ uso il panno in microfibra, ma ne ho trovati al super di morbidi che anche se sarebbero per la pulizia della casa, li trovo ottimi anche per il viso. 18 euro mi sembrano troppi. Come sempre tutti ci marciano quando una cosa diventa di moda. Li uso per asportare il latte detergente, poi li lavo con acqua calda e sapone dopo ogni utilizzo e ogni settimana li butto in lavatrice. Ultimamente non disdegno le classiche spugnette tonde gialle da viso. Io non noto grandi differenze tra queste e la microfibra…forse perché non ho una pelle così problematica.

    • Grazie per la testimonianza, mi hanno chiesto più volte di riparlarne, anche per meglio capire se utilizzando fibre o microfibre non per uso cosmetico possono esserci problemi… in attesa di un approfondimento penso di dover segnalare che alcune microfibre per la pulizia dei mobili/pavimenti ad esempio sono additivate di sostanze non proprio idonee all’utilizzo sulla pelle… leggere attentamente le indicazioni e volendo adottare rimedi autarchici con microfibre economiche adottare eventualmente quelle di cui comunque è previsto l’utilizzo sulla pelle…ci sono asciugamani in microfibra e pannetti che possono andare benissimo.

  3. Ti porto la mia testimonianza al riguardo. Tengo da più di 15 anni dei
    corsi di automaquillage e una delle mie fisse principali è far capire a
    donne grandi e piccole l’importanza della detersione mattutina e dello
    strucco serale. Ho iniziato a far utilizzare un guantino in microfibra
    per lo strucco fin dal 2006. Se calcoliamo una media di 50 donne
    all’anno a oggi si fa presto a far statistica. Siamo
    passate da una manopolina di Clinians (ormai da un pezzo fuori
    produzione) costo storico 5,00 euro, all’attuale manopola della Carone
    srl, di produzione tutta italiana, costo 6,00 euro. Ti indico i prezzi
    perché da qualche anno è nata una concorrenza esagerata di prodotti
    simili (li hai citati) che io ho testato personalmente non trovando
    alcuna differenza di efficacia nello strucco, a parte il prezzo.
    Problemi di arrossamenti e irritazioni in tutti questi anni non ne ho
    mai rilevati in alcuna pelle, nemmeno fra le più fragili e delicate. Ho
    rilevato invece con l’uso quotidiano una maggior luminosità della pelle e
    un’attenzione maggiore nella cura della persona da parte delle allieve.
    Noi tutte ne siamo entusiaste, sia come risultato che come risparmio
    effettivo sul detergente cosmetico (di questi tempi…) perché se ne
    utilizzano solo due all’anno (li faccio cambiare quando le fibre
    induriscono e ingrigiscono) e dopo l’uso “topico” diventano il panno
    magico per la casa! Personalmente li uso per pulire di tutto e ancora
    non ne ho buttato uno. Sono utilissimi per pulire scarpe, scarpe da
    ginnastica, borse in materiale sintetico, rivestimenti di divani,
    poltrone e tappezzeria in genere; li uso per ripulire i colletti e i
    polsini di cappotti e piumini (allungando i tempi di invio in pulitura) e
    ci pulisco pure il cane. Vabbe’ non voglio tediarti ma solo per dirti
    che sì, sono cosciente che buttati inquinano come tutte le fibre simili,
    ma prima di buttarli sono usati fino all’ultima… fibra. ^__^

  4. Io ho preso un guanto in microfibra (dal prezzo abbordabile) e non riesco ad utilizzarlo con sola acqua perchè mi fa “troppo attrito” e quindi tende ad irritarmi la pelle. Va meglio se lo utilizzo col detergente. Ho notato che si sporca molto facilmente e lo devo lavare ogni 4 giorni. Ora ho capito che è a causa dei batteri che rimangono intrappolati nelle microfibre! Comunque, da un po’ di tempo l’ho abbandonato e utilizzo con soddisfazione il classico dischetto di cellulosa che costa poco, è ecologico e, a quanto ho capito, è anche più igienico!

    • Grazie per la testimonianza. La durezza delle microfibre, da cui dipende in parti l’attrito, può essere selezionata dal produttore. Ci sono sul merctao anche microfibre suoer soffici. La forma a guanto fa pensare più ad un prodotto per scrub doccia che ad un prodotto per detersione viso.
      Il problema della ritenzione di polveri e batteri è reale, ritengo debbano fornire istruzioni chiare per la detersione di questi materiali .

  5. Io uso da più di un anno i pannetti per asciugare il viso e rispetto agli asciugamani normali vado molto meglio perchè quelli mi irritavano il viso lasciando chiazze rosse. Ho sempre utilizzato quelli per la polvere(non spenderei mai 15-20 euro per quei pannetti) e ne provato due tipi: quelli “ruvidi” da entrambi i lati e quelli che da un lato sono lisci e dall’altro “ruvidi”(non trovo un termine adatto, diciamo meno lisci, comunque non mi graffiano il viso come facevano quelli normali) e trovo che questi ultimi siano l’ideale per me, poi dopo averli usati li metto ad asciugare. Non so se sono a contatto con batteri, se contengono antibatterici, so solo che mi ci trovo troppo bene!

  6. Sembrava abbastanza scrauso, anche per questo ho evitato marchi più importanti, quindi immagino non avesse nulla.

  7. Da un po’ di tempo conoscevo questa moda del pannetto ma non avevo modo di sperimentare in quanto usavo un altro tipo di spugna. Adesso dovendola cambiare, e sotto il consiglio di un’amica, sto provando un semplice panno in microfibra per la pulizia di casa ( costo 1,30€ 32×32 cm) che ho ritagliato in 4 parti. Vedremo come andrà. Finora non mi ha irritato, basta usarlo con la giusta delicatezza. Non avendo makeup da rimuovere l’operazione che faccio è di insaponare il viso, passo il panno e sciacquo abbondantemente.

    • Attenzione ai pannetti per utilizzi diversi . Ce ne sono alcuni caricati di antibatterici.

  8. Ho letto in giro per i blog vari…. che questi pannetti hanno anche provocato delle dermatiti e brufoli da paura!!!

    • Purtroppo le opinioni rimbalzate sulla rete vanno prese con le pinze.
      è ragionevole che un “eccessivo” sfregamento possa indurre irritazioni e reazioni varie, difficile dimostrare che questo avviene con un pannetto anziché un altro.
      La maggiore sebo-assorbenza e la possibile ritenzione batterica di alcuni pannetti in microfibre sono fattori da considerare per valutare possibili reazioni avverse, ma ritengo che le diverse modalità di utilizzo siano determinanti.

  9. Grazie Rodolfo!Buona giornata!

    • Grazie a te per la testimonianza e per avermi segnalato l’argomento.

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