Procedure Cosmetiche: La Detersione Viso e Corpo

Procedure Cosmetiche: La Detersione Viso e Corpo

 

Elena mi chiedeva di parlare delle “best practices” cioè delle migliori routines di bellezza, o meglio di cura cosmetica della propria pelle. Quindi, risalendo all’etimologia greca di Kosmetikòs, parlerò di procedure atte a sistemare o abbellire. Volevo anche preparare dei brevi tutorial filmati ma non ho trovato la “testimonial/cavia” disponibile. Non esistono procedure valide per tutti, ma c’è una regola fondamentale da rispettare a monte:

I Comandamento: Voletevi Bene.


L’efficacia dei trattamenti cosmetici dipende molto dal volersi bene e dalla predisposizione a curarsi . A parità di condizioni e di cosmetico utilizzato la persona che si ama di più ottiene migliori risultati.

Infatti l’intento terapeutico, la voglia di curarsi, modifica sostanzialmente il risultato finale. Innanzi tutto si dedica più tempo all’autocura. Poi si ottimizzano i trattamenti evolvendoli in funzione dei risultati ottenuti. Non esistono procedure cosmetiche efficaci per chi si trascura e non è predisposto all’autocura . Dopo questa fondamentale premessa, un po’ intimistica, passiamo ad argomenti un po’ più tecnici. La prima fondamentale procedura cosmetica è la detersione. Visto che in rete si trovano migliaia di pagine di consigli, video, enciclopedie sull’argomento preferisco sinteticamente illustrare gli argomenti meno scontati e più originali.
II Comandamento: Non esiste una detersione ottimale per tutti e per tutti i tessuti.


Si tratta sempre di rimuovere lo “sporco”, ma a seconda del tipo di sporco e dell’area da pulire e del come siamo fatti noi, si deve scegliere la detergenza migliore..

Il meccanico utilizzerà la pasta lavamani, sui capelli utilizzeremo gli shampoo, se abbiamo pelli grasse e acneiche utilizzeremo gel , soluzioni micellari* o tonici, se abbiamo pelli mature o disidratate preferiremo una detersione restitutiva o per affinità ecc… ( * Nota: qualunque tensioattivo idrofilo, anche un normale sapone alcalino, sopra una certa concentrazione forma in acqua una “soluzione micellare” )
III Comandamento: Sporco, microbi, batteri, tossine è sufficiente rimuoverli, non è indispensabile “ucciderli” o distruggerli.


A parte specifici contesti dove è necessaria la sanitizzazione, la normale detersione basta e avanza.

La moda della detersione antimicrobica non porta particolari vantaggi, neppure con problematiche di pelli impure, acneiche o di maleodori ascellari.
IV Comandamento: la detersione tende ad indebolire il mantello protettivo cutaneo.


La detersione ottimale dovrebbe essere selettiva; dovrebbe infatti rimuovere con un solo e semplice passaggio lo sporco ed i microorganismi patogeni senza alterare il naturale mantello idrolipidico e la naturale flora cutanea. E’ praticamente impossibile e si è obbligati a trovare soluzioni di compromesso che ottimizzino il risultato.

Quando la detersione altera il pH e l’equilibrio idrolipidico del mantello cutaneo è sempre meglio che venga fatta alla sera prima di coricarsi, in modo da lasciare alla pelle il tempo di ritrovare i suoi equilibri e ricostruire le sue difese. Di giorno, quando dopo la detersione la pelle può essere esposta a agenti chimici o fisici che la possono danneggiare ( inquinamento, sbalzi termici, raggi UV ecc.. ecc.. ) è preferibile utilizare procedure di detersione che non riducano la funzione barriera ed i meccanismi di difesa della pelle.
V Comandamento: sfregare, massaggiare, strofinare


Per la pelle, l’ “ammollo biologico” non è particolarmente efficace. Se  troppo prolungato può essere controproducente.

La azione meccanica o per sfregamento o per risciacquo molto abbondante e energico è fondamentale per ottenere una buona detersione. Maggiore è l’azione meccanica , minore è la quantità di detergenti da utilizzare. Una prolungata esposizione all’acqua può indurre sia desquamazione che irritazione della pelle, quindi anche se può essere utile mantenere sulla pelle per pochi minuti una soluzione micellare, prolungando il tempo possono essereci effetti indesiderati.
VI Comandamento: La detersione RIMUOVE


Tutti gli attivi lenitivi, tonificanti, addolcenti, seboregolanti, peeling, lifting, vasoprotettori, astringenti, condizionanti  ecc. contenuti in un prodotto per detersione se vengono poi rimossi dal risciacquo e non restano sui tessuti ( pelle , capelli, mucose ecc.. ) abbastanza tempo ed in sufficiente quantità per agire, non servono assolutamente a nulla ( a parte a far vendere il cosmetico ).

Preferire uno shampoo perché contiene tracce infinitesime di cammomilla o di ginko biloba è come preferire un cacciavite perché ha il manico colorato di giallo.

Linee guida per scegliere la propria detersione ottimale.

La parola chiave è EQUILIBRIO.O si utilizza una procedura di detersione che modifica poco ed in meglio gli equilibri cutanei, o si adotta una procedura complessa dove alcuni passaggi di finitura ristabiliscono gli equilibri che la detersione ha turbato. Dopo un sapone o detergente alcalino è preferibile applicare una lozione ( in genere un tonico ) o una crema a pH acidulo. Meglio una crema se il sapone ha “sgrassato” profondamente la pelle.

Più la procedura di detersione pulisce bene, cioè rimuove , meno lascia eventuali attivi funzionali di qualunque tipo.

Più la detersione rimuove parte del mantello protettivo della pelle, più può agevolare risposte irritative. La detersione se non è restitutiva o per affinità tende sempre a perturbare pesantemente gli equilibri del mantello idrolipidico cutaneo. Se si utilizzano di giorno latti detergenti poveri di oli, gel detergenti, soluzioni micellari, tonici, saponi ( solidi o liquidi ) è consigliato poi applicare una buona crema idratante . Alla sera prima di coricarsi vale il principio che la pelle riposando e non esponendosi ad ulteriori stress nel periodo del sonno , naturalmente ristabilisce i propri equilibri. Se si hanno pelli molto grasse, impure o acneiche è preferibile ,ma non necessario, privilegiare detergenti senza oli. La rimozione di lipidi cutanei in eccesso avviene benissimo  anche con emulsioni e latti detergenti , se non sono formulati per avere una azione restitutiva. E’ sufficiente che il risciacquo sia abbondante.

Il sebo non rimbalza, ovvero non è vero che sgrassando molto si stimola la pelle a produrre più sebo. Al contrario sgrassando molto si induce una secchezza e disidratazione che la pelle impiegherà più tempo a recuperare.

Suggerimenti cosmeticamente disturbati per la detersione viso e corpo

Detergere significa RIMUOVERE, ma rimuovendo si possono alterare alcuni equilibri e indebolire la barriera cutanea. Alcuni espedienti nella detersione possono ridurre queste effetto indesiderato in particolare riducendo la quantità ed aggressività dei tensioattivi.

1° Privilegiare la azione meccanica - Una pezzuola o un piccolo asciugamano bagnato con acqua calda se sfregato energicamente rimuove lo sporco anche se i tensioattivi ( detergenti ) sono pochissimi o assenti. Solo nel caso di pelli irritate o infiammate ( acne, rosacea ecc.. ) si deve evitare o ridurre l’azione meccanica . Maggiore è l’azione meccanica applicata, minore è la concentrazione e la forza dei detergenti da utilizzare. Ovviamente ci sono aree dove un energico sfregamento va evitato, visto che può fare dei danni.

2° Allungare i tempi di posa - Senza una qualche azione meccanica non c’è rimozione, per questo l’”ammollo” non basta. Ma l’azione detergente dei tensioattivi , degli assorbenti o dei solventi dipende dall’esposizione dei tessuti . A parità di concentrazione allungando il tempo di esposizione si aumenta l’azione detergente. Usando sempre una piccola pezzuola, la si può imbibire con acqua calda e applicarla sulla pelle del viso dopo aver applicato un po’ di tonico o di soluzione micellare. Lasciata in posa almeno 1 minuto prima di rimuovere il tutto sfregando e massaggiando . Questa pratica è vantaggiosa anche con maschere ad azione assorbente o con cosmetici ad azione restitutiva/solvente.

3° Privilegiare la detersione per affinità o restitutiva -Anche i makeup long lasting possono essere rimossi per affinità con un “olio”. La detergenza per affinità sfrutta l’azione solvente ( forze coesive ) . Lo sporco “lipofilo” aggrappato al mantello lipidico della pelle si disperde e dissolve nel “olio” detergente. Rimuovendo l’olio aggiunto si rimuove anche lo sporco. Il vantaggio è che non si “sgrassa” la pelle e non si indebolisce la barriera cutanea. Nel trattamento di pelli mature si ottiene anche una buona idratazione residua. Trovando il giusto equilibrio tra l’apporto di emollienti lipidici e tensioattivi che agevolino il risciacquo si ottiene di non lasciare la pelle surgrassata e untuosa. Questo si ottiene, ad esempio, utilizzando come detergenti delle creme (olio in acqua). Non potendo utilizzare creme appositamente formulate per questo tipo di detergenza, si possono utilizzare:

  • creme olio in acqua, ricche, cioè con una abbondante fase olio dove l’emulsionante idrofilo funge anche da detergente,
  • oli saponificati solo parzialmente,
  • miscele di oli e tensioattivi
  • ecc. ecc.

A parte pochi prodotti ( oli detergenti doccia della Nivea e altri, un recente sapone/crema a marchio Dove ed alcune creme detergenti di marche minori ) la detersione restitutiva per viso e corpo non è molto comune. La principale ragione è che, a parte il sapone parzialmente non saponificato, prodotti del genere sono più costosi dei detergenti standard a fase acquosa ( saponi liquidi, bagni schiuma, bagni doccia ecc.. ). Inoltre non fanno schiuma, cosa che soprattutto nella detersione corpo può non piacere.

Se correttamente formulati aumentando la concentrazione di oli, molti latti detergenti potrebbero rientrare nella classe della detergenza restitutiva o per affinità.

4° In caso di seborrea o pelli molto grasse sfruttare occasionalmente la detersione per assorbimento - Sempre per non eccedere con i tensioattivi , nei casi di eccesso di sebo , all’occorrenza di può aggiungere alle tecniche abituali di detersione, la detersione per assorbimento. Si tratta di utilizzare polveri, per varie ragioni preferisco gli amidi o finissime fibre vegetali alle argille . Possono essere applicate sotto forma di polvere, maschera o  pasta . Visto che anche un dischetto di cotone idrofilo è composto da finissime fibre vegetali è evidente che la detersione per assorbimento si ottiene anche applicando il cotone sulla pelle. Ma come indicato precedentemente, pelli acneiche , infiammate e molto seborroiche è preferibile che non siano “massaggiate” energicamente, per non accentuare eventuali risposte infiammatorie . Quindi maschere o polveri posso essere preferibili. La percezione di quanto è “grassa” la propria pelle è molto spesso errata. Molte persone si lamentano di avere la pelle troppo grassa quando questo non è assolutamente vero. Visto il ciclo vita delle cellule sebacee e la diffusione passiva del sebo  dai dotti alla pelle, queste procedure per ridurre ulteriormente il sebo, nei casi di pelli deterse regolarmente sono superflue.

Non sprecare prodotto Molte procedure di detersione prevedono alcuni mezzi ( l’acqua della vasca, spugne, pezzuole, dischetti di cotone, ecc. )  con cui applicarsi e poi rimuovere il cosmetico detergente. A dispetto delle indicazioni più comuni, il prodotto è preferibile che sia applicato con le dita direttamente sulla pelle per poi sfregarlo, massaggiarlo e rimuoverlo con i vari mezzi, l’acqua o diversi materiali imbibiti d’acqua. Versando un tonico  su un dischetto in cotone o versando il bagno/shampoo/doccia nell’acqua della vasca , se ne spreca la massima quantità. Sta nel formulatore ottimizzare la viscosità e la concentrazione di tensioattivi perchè sia pratico e semplice applicarlo direttamente sulla pelle da detergere. Ridurre lo spreco non ha solo un fine economico ( non sono 0,2€ di prodotto che ci porteranno in rovina ) o ecologico. Applicando il prodotto direttamente sulla pelle si acquisice l’esatta percezione di quale è la concentrazione e quantità ottimale per la nostra pelle da utilizzare.

La detersione è un ottima opportunità per praticare l’auto-massaggio Sia con acqua calda che fredda ( meglio sarebbe con entrambe in sequenza per attivare la pompa vascolare periferica ) il tempo necessario per una buona detersione può essere utilizzato anche per una benefica routine quotidiana di automassaggio.

Concludendo:

Non esiste la detersione ottimale per tutto e tutti.

Ognuno deve sapersi scegliere le migliori procedure e prodotti.

Potendo scegliere sono preferibili prodotti per la detersione viso e corpo che non turbino eccessivamente gli equilibri cutanei, quindi con una loro azione restitutiva dei lipidi cutanei.

Adottando rituali di detersione che permettono di dedicare tempo e cura alla pelle tutte le mattine e tutte le sere si hanno i migliori risultati. Lasciando in posa per pochi minuti e massaggiando e sfregando poi, anche energicamente, si possono avere più soddisfazioni anche con concentrazioni di attivo detergente inferiori. 

Ho sempre pensato che chi si spignatta cosmetici autoprodotti abbia grandi possibilità di sviluppare cosmetici su misura superperformanti. Visto che a livello di cosmetici autoprodotti ho visto fare cose egregie mi permetto di lanciare una idea facilmente esplorabile da spignattatori esperti e curiosi.

I prodotti per detersione sono normalmente, anche a  livello industriale “poveri” , cioè con un basso margine di contribuzione. Questa è una delle ragioni per cui la detersione per affinità non ha ancora preso piede. Visto che il rapporto tra lipidi da apportare e tensioattivi per il risciacquo è faccenda delicata da interpretare in base a esigenze e gusti soggettivi non riporto le formule di una crema detergente e di una pasta detergente particolarmente piacevoli e delicate.

Solo alcuni consigli: Utilizzare come emulsionante idrofilo ( quello con maggior potere lavante ) il SODIUM STREAROYL LACTILATE,  Il pH finale diventa ottimale. Utilizzare come polvere lavante e seboassorbente l’amido di riso. Utilizzare oli con alto contenuto di acido linoleico. Non è necessario essere una grande industria per riuscire a formulare la crema detergente in modo che il costo formula sia inferiore o dell’ordine di  grandezza di  1 €/Kg.

Rodolfo Baraldini

Pubblicato 13 novembre 2013

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12 Commenti

  1. X Miriam

    Mai smettere di sognare. Il problema è saper realizzare i propri sogni.

    Nel caso dell’aggiunta di oli e profumi al sapone, come sempre è la dose che fa il veleno o il rimedio.
    Visto che la detersione rimuove, si devono aggiungere dosi adeguate perché qualcosa resti sulla pelle in modo significativo. Un 3% di olio in più in un sapone che viene poi abbondantemente rischiacquato non lascia quasi nulla sulla pelle … un 30% invece …..
    Il bello dell’autoproduzione è che sulla propria pelle si possono sperimentare le soluzioni ottimali.

  2. Ho letto con interesse questo articolo trovato in rete per caso e ora non lascio più questo bel sito. Non mi è chiara una cosa della detersione restitutiva. Se faccio un sapone autoprodotto con uno sconto e quindi lascio un olio non saponificato, posso parlare di detersione restitutiva? In caso affermativo, mettiamo il caso di un sapone 100% oliva, l’olio che resta libero in qualche modo farà qualcosa alla mia pelle o vale la regola che leggo ovunque che un sapone lava e basta? Leggo di correnti di pensiero diverse: chi dice che lo sconto serve solo a render più delicato un sapone e chi dice che l’olio usato, magari messo al nastro, possa avere qualche effetto positivo per la pelle (per questo mi è venuta in mente la frase sulla detersione restitutiva. Mi piacerebbe sapere il tuo pensiero su questa pratica.
    Ps: uso sapone autoprdotto da qualche anno e anche per il viso mi trovo benissimo, questo giusto come testimonianza :)

    • Credo di averne parlato. Il sapone lava/rimuove e questo è il suo effetto positivo sulla pelle. L’olio è un emolliente e questo è il suo effetto positivo sulla pelle. I due effetti sono antagonisti in quanto più il sapone lava , meno emolliente resta sulla pelle. Questo in genere si risolve applicando i 2 prodotti in tempi diversi.
      Formulando con sconti importanti si può cercare un difficile equilibrio dove il sapone mentre lava rilascia anche emollienti sulla pelle. L’aggiunta di olio influenza l’aspetto/cristallizzazione del sapone, che per avere una forte azione restitutiva assume l’aspetto di un lipogel/pasta.

      • Grazie per la risposta. Quindi possiamo smettere di sognare che usando un olio particolare al nastro possiamo ottenerne qualche effetto sulla pelle che non sia il lavaggio. Stessa cosa vale per gli oli essenziali usati? Teoricamente si peró avverto alle volte ancora il profumo di questi sulla pelle una volta lavata, quindi mi domandavo: se resta qualche molecola profumata non potrebbe restarne anche qualcuna benefica tanto da fargli esplicare la sua funzione? Magari in un sapone a caldo in modo che non sia intaccato dall’idrossido di sodio

  3. buongiorno! a parte la detersione restitutiva che reputo ardua da individuare in commercio con le mie conoscenze, non è considerata una buona pratica per la pelle l’applicazione di una crema idratante? oltre alle varie funzioni antiqualcosa credo sia utile per mantenere uno stato ottimale della pelle.. se la pelle si secca e screpola a causa del vento, sole ecc…poi mi faccio una doccia restitutiva? :) ne approfitto per chiederti se sei interessato a parlare della detergenza dei capelli ( a meno che nn mi sia sfuggito!), il tema capelli mi affascina e inoltre non ne so molto ma i tuoi passati articoli sono stati graditissimi! grazie e buona giornata

    • Tra oli detergenti corpo, doccia come quelli Nivea, o capelli come Restivoil e bifasici o oli per struccarsi, la detersione per affinità o restitutiva ha ormai molte proposte ed offerte. Non posso sapere se sarebbe una opzione adatta alla tua pelle molto reattiva. Certe reattività a volte sono innescata dalla semplice acqua e conta più come ci si asciuga che come ci si lava. Meglio farsi dare una occhiata da chi ne capisce, specie se ci sono dubbi di rosacea. In ogni caso soluzioni di compromesso come le creme detergenti possono dare risultati sorprendenti.
      Ho già parlato spesso dei capelli, ma penso di approfondire l’argomento visto il crescente interesse per shampoo e condizionanti .

      • grazie dei consigli :) in realtà era una domanda dettata dal fatto che nell’articolo hai parlato di detergenza come prima procedura cosmetica e mi sorge spontaneo chiederti..e la seconda? l’uso di altri cosmetici come le creme è quindi superfluo per la salute della pelle? o anche senza parlare di salute diciamo di comfort..

  4. Salve! Seguo con molto interesse il suo sito. Sono una spignattatrice di lunga data anche se il mio approccio è stato quasi sempre quello della sperimentazione piuttosto che dello studio… Molto esaustivo questo articolo, complimenti. Avrei qualche domanda da fare… io ho una pelle difficile, molto grassa specie sulla fronte ma anche molto irritabile e sensibile alla temperatura. Non riesco a capire se ho solo la couperose o proprio la rosacea. Mi scontro quindi quotidianamente con la dolorosa esigenza di pulire a fondo e contemporaneamente rispettare l’equilibrio di una pelle troppo reattiva e a volte fallisco miseramente. A volte mi capita che dopo la detersione la pelle non solo tiri ma abbia, specie ai lati del naso, una lieve desquamazione. Avevo comprato un pannetto in microfibra che puliva meravigliosamente ma ho notato che usandolo tutti i giorni mi sembrava che pelle fosse ancora più sensibile del solito. Le basti sapere che una minima emozione mi fa arrossire (cosa veramente odiosa) non parliamo poi di sbalzi di temperatura, a volte mi capita di avere la pelle più rossa (ma solo nella zona lati del naso la classica zona ad ali di farfalla) anche dopo mangiato… Quindi non riesco più a capire quale potrebbe essere la soluzione più idonea per togliere di mezzo tutto quel sebo e lo sporco e contemporaneamente non dare fastidio alla mia pelle… Grazie!

  5. Molto interessante. Ho dei dubbi però:
    1) Quando dice che l’emulsionante ha un potere lavante intende per la sua doppia affinità lipofila/idrofila? In questo senso un qualsiasi emulsionante si comporta come un tensioattivo?
    2) quindi non serve aggiungere un tensioattivo vero e proprio (che so, sarcosinato o betaina…) ad un latte detergente autoprodotto?
    3) A che concentrazioni consiglia il sodium stearoyl lactilate? In accoppiata con qualcosa?
    Grazie dell’attenzione e per tutte le preziose informazioni

    • 1) Senza considerare le emulsioni che si possono formare senza emulsionanti, tutti gli emulsionanti sono tensioattivi o surfactanti, cioè modificano la tensione superficiale . Tutti i tensioattivi solubili in acqua svolgono una azione detergente in quanto hanno potere distaccante, bagnante ed emulsionante. In questi termini tutti i tensioattivi sono emulsionanti e viceversa.

      Diverso il comportamento dei tensioattivi/emulsionanti solubili in olio.

      2) la distinzione tra “tensioattivo vero e proprio” ed emulsionante idrofilo mi è incomprensibile.

      3) please diamoci del tu. La cosmetologia è stata rovinata dalle “formule fatte” .

      Le concentrazioni devono essere trovate dopo aver studiato. Facendo una normale crema con sodium stearoyl lactilate e dopo averla utilizzata come detergente si possono variare le percentuali di oli e di emulsionante idrofilo in modo da aumentare l’azione detergente o l’azione emolliente.

      Per stabilizzare maggiormente l’emulsione, perché no ,un po’ di lecitina.

      acqua
      olio alimentare
      sodium stearoyl lactilate
      lecitina
      avremmo una crema detergente composta tutta da ingredienti food grade.

      • Grazie per la risposta.
        Tempo fa ho preparato una crema/latte con sodium stearoyl lactylate, glyceryl stearate, lecitina, oli vegetali e ovviamente acqua; avevo deciso di usarla come crema detergente ma aggiungendo una miscela di tensioattivi, dato che non sapevo che anche i soli “emulsionanti veri e propri” (mi fa comodo chiamarli così per distinguerli dai tensioattivi con cui preparo shampoo e docciaschiuma) svolgessero un’azione lavante. Mi pare di capire che se bilancio bene la quantità di emulsionante con quella di oli posso ottenere un prodotto che per affinità col sebo ne rimuova l’eccesso.
        Scusa se insisto, è la prima volta che leggo una cosa del genere e sono molto interessata!

      • la tua formulazione probabilmente è già odonea per una crema-detergente-restitutiva. puó essere migliorata aggiungendo amido e regolando quantità e rapporto tra oli e SSL.
        L’aggiunta di tensioattivi schiumogeni non è necessaria.

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