Phenoxyethanol e cosmetici per baby

Phenoxyethanol e cosmetici per baby

 

 

 

Irina nel blog mi chiedeva:”Mi consenta una curiosità: ma lei la lascerebbe usare una crema con il phenoxyethanol a sua figlia?
Ho risposto:”…volente o nolente mia figlia 28 anni e mio figlio di 7 anni potrebbero venir esposti al phenoxyethanol cosmetico e come centinaia di milioni di altre persone che sono state esposte non avranno nessun danno o effetto avverso generico. ( escludendo sempre dal discorso i rischi di reazioni allergiche e di sensibilizzazione soggettive )….”
La preoccupazione di Irina è comprensibile.
Quando a Maggio 2012 l’agenzia francese per la sicurezza dei medicamenti ASNM ha pubblicato una sua valutazione del rischio dovuto all’utilizzo del fenossietanolo ( INCI= phenoxiethanol ) nel cosmetico la notizia è immediatamente rimbalzata sui mezzi di comunicazione sempre a caccia di un mostro da sbattere in prima pagina. Ne avevo parlato qui  http://www.nononsensecosmethic.org/?p=42759 .

A ben leggere la valutazione della ASNM e i commenti della UNIPRO sembrava proprio che non fosse il caso di sollevare allarmismi. Barbara poi mi segnalò alcuni articoli sull’argomento.

l'allarmismo sul fenossietanolo ha fomentato campagne per la sua sostanziale messa al bando nei cosmetici per infanti - immagine tratta da IL SALVAGENTE

Purtroppo l’informazione che circola sui cosmetici , anche su mezzi di comunicazione in qualche modo vicini alle associazioni per la tutela dei consumatori( salvagente-altroconsumo ecc. ) , sono spesso distorte e fuorvianti. Niente al confronto delle baggianate che molta pubblicità cosmetica vorrebbe propinarci. Ma proprio perché certa informazione dovrebbe aprire gli occhi ai consumatori è inaccettabile che si fomenti allarmismo irrazionale.
Ambientebio: Fenossietanolo un conservante potenzialmente dannoso per i bambini: la lista dei prodotti
Il tutto senza aver verificato se magari le concentrazioni sul mercato siano già sostanzialmente più basse di quel 1%, considerato comunque sicuro, ma che hanno proposto di ridiscutere per i cosmetici destinati ad infanti.
Dopo aver messo all’indice gli “avvelenatori” dei nostri bambini ed aver lanciato campagne per la messa al bando della sostanza è evidente che si lascino molti consumatori nel dubbio che gli organi di controllo non sappiano fare il loro lavoro e che un “potenzialmente” pericoloso veleno sia in circolazione.

La ricerca francese che è stata utilizzata come spunto per questa campagna contro il phenoxiethanol dichiara molto chiaramente:

À ce jour, et en l’état actuel des connaissances, excepté quelques rares effets indésirables locaux rapportés, il n’existe pas de publication de cas d’effets systémiques attribuables au phénoxyéthanol
consécutivement à l’utilisation de produits cosmétiques chez l’Homme.

per poi aggiungere dopo la proposta di portare a 0,4% la massima concentrazione nei cosmetici per infanti (< 3 anni).

La commission de cosmétologie attire l’attention sur le fait que toute limitation de la concentration finale en phénoxyéthanol dans les produits cosmétiques devra toutefois être compatible avec l’efficacité microbiologique attendue pour un conservateur.

Quindi si sa che nonostante centinaia di milioni di persone di ogni età siano state esposte cosmeticamente al phenoxiethanol non è stato riportato un solo caso di reazione sistemica e che l’abbassamento precauzionario della sua concentrazione nei cosmetici per infanti non dovrà compromettere l’efficacia antimicrobica del conservante.

Nell’Unione Europea abbiamo uno dei sistemi per la salute dei consumatori ed in particolare per il cosmetico tra i più efficienti, che molti paesi ci invidiano ed in molti casi copiano.

Il caso del phenoxyethanol sollevato dalle ricerche francesi, visto che non ha carattere di urgenza o di grave pericolo seguirà una procedura consolidata.

La commissione DG SANCO ( a memoria significa Direzione Generale Salute dei Consumatori, o qualcosa di simile ) chiederà un parere al comitato scientifico europeo SCCS dopo una consultazione pubblica che terminerà agli inizi di dicembre 2013.
Le industrie cosmetiche hanno creato un consorzio che dovrebbe raccogliere tutta la documentazione scientifica da presentare.
Al momento l’SCCS ha già espresso perplessità per l’utilizzo di procedure di QRA ( quantitative risk assessment ), non validate scientificamente, nella valutazione di questi rischi.
Non è affatto scontato che il comitato scientifico SCCS decida di abbassare a 0,4% le concentrazioni massime di phenoxyethanol nei cosmetici per infanti. Sono calcoli complessi dove i fattori di rischio ed i margini di sicurezza vengono stimati incrociando molti dati. Micca possono prendere dei neonati, applicargli per 2 mesi creme con concentrazioni di phenoxyethanol 10 volte superiori a quelle normalmente utilizzate, per vedere se e quando compaiono reazioni avverse.

Il problema è strettamente connesso al fatto che neonati ed infanti non hanno perfettamente formato il sistema immunitario ed anche la funzione barriera cutanea. Quindi ciò che è sicuro per un adulto o un ragazzo, potrebbe non esserlo per loro.

Il Consiglio d’Europa, con una delibera particolarmente avanzata, si è già espresso sulla problematica dei cosmetici per infanti.

Resolution on safety criteria for cosmetic products intended for infants – Comitato dei Ministri – Consiglio d’Europa

La ricerca francese sul phenoxyethanol non fa altro che applicare quanto deliberato dal Consiglio d’Europa:
4.1 When assessing risk, the exposure scenario should account for long-term toxicity and, as far as possible, cumulative daily exposure to the same ingredients originating from different sources.

4.2 On the basis of the toxicological data or in the absence of sufficient data, additional uncertainty factors proportionate to the degree of potential risk should be applied if there is reasonable cause for assuming higher sensitivity of an infant to a given substance.

Concudendo:
1-anche il consumerismo cosmetico viene influenzato da allarmismi, campagne d’opinione e meme ingannevoli e fuorvianti.
2-In merito al phenoxyethanol ci si scontra con il paradosso che: più una sostanza conservante è efficace e sicura, più viene impiegata e diffusa nei più svariati settori industriali e più è probabile che emergano reazioni avverse e controindicazioni.
3-Forse per quanto appena detto, il phenoxyethanol sta emergendo come uno dei potenziali sensibilizzanti cosmetici.
4-Una revisione dei parametri formulativi dei cosmetici destinati ad infanti alla luce della risoluzione del Consiglio d’Europa è un provvedimento ragionevole, ma vale per tutti gli ingredienti cosmetici , anche per l’olio di mandorle, non solo per il phenoxyethanol.

Rodolfo Baraldini

pubblicato il 1 novembre 2013

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3 Commenti

  1. Buona sera quindi in conclusione i prodotti detergenti per neonati che contengono Phenoxyethanolo si possono usare? Io ho comprato propio oggi dei prodotti Aveeno per il mio piccolo in arrivo pensando che fosse il migliore ma mi sono accorta che tra gli ingredienti c’è il phenoxyethanolo lei cosa mi consiglia??

  2. mi pare che ci sia stata una bella multa per provocato allarme per i Francesi a livello europeo, me lo può confermare?

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