Perchè  i cosmetici dovrebbero avere una data di scadenza ?

Perchè i cosmetici dovrebbero avere una data di scadenza ?

Ofelia, parlando del semplice Deodorante in polvere  al Bicarbonato mi chiedeva: perché è da conservare per solo un mese?
Chi si autoproduce un cosmetico in genere non  ha le competenze e conoscenze per valutarne la stabilità ed efficacia nel tempo anche  con le formule più semplici.
La prima regola per non introdurre fattori di rischio incontrollabili, oltre che per evitare sprechi, è: autoprodursi sempre la minima quantità necessaria ed evitare lunghi periodi di conservazione.
Quando poi la formula è semplice si può anche parlare di cosmetico “estemporaneo” , praticamente prodotto alla bisogna.
Non è una brutta idea, qualcuno nel marketing ha cominciato a parlare di “cosmetici freschi” e vista la disperata ricerca di argomenti di vendita è probabile che presto ci troveremo a discutere del trend dei “fresh cosmetics”.

Resta il fatto che i cosmetici sono prodotti complessi, per nulla semplici da formulare e produrre.

Anche un prodotto semplicissimo come il Deodorante al Bicarbonato che ho proposto non può garantire efficacia e sicurezza nel tempo, per tutti e in tutte le condizioni .

Vediamo perché.

PARACELSODEO1

Amido 50%

Bicarbonato di sodio 38%

Olio di Cocco 5%

Ossido di Zinco 5%

Tocopherol 1%

OE lavanda 0,5%

OE limone 0,5%


La formula è semplicissima e non sono necessarie competenze di reverse engineering per capire come è stata concepita.
E’ un prodotto sostanzialmente anidro, quindi ha molti meno problemi microbiologici dei cosmetici che contengono acqua.
Ma anche le polveri anidre, specialmente gli amidi possono essere contaminati da muffe .
Si torna al discorso fatto qui: Conservanti nell’amido per bebè?,
dove un semplice amido per bebè richiedeva il sodium proprionate per garantirne la stabilità microbiologica.
In questo caso, il misterioso formulatore ha inserito un sistema antimicrobico per polveri basato su : olio di cocco, ossido di zinco e oli essenziali. Molti componenti , alcoli aromatici, degli oli essenziali hanno una discreta capacità antibatterica.
Quindi il prodotto potrebbe durare ed essere stabile microbiologicamente molto più a lungo.
Premesso che chi si autoproduce un cosmetico non ha le competenze ed i mezzi per verificare se questo è vero,
anche un cosmetologo esperto e preparato dovrebbe considerare quanto sono poco “affidabili” gli oli essenziali.

Per prima cosa sono di composizione variabile ed incerta, quindi non sempre comprando un olio essenziale si sa bene cosa si sta maneggiando.
Poi quand’anche se ne possa analizzare la qualità ( cosa che anche a livello industriale , escludendo i grandi gruppi della cosmesi, fanno veramente in pochissimi ) per loro natura sono estremamente instabili nel tempo.
Vista la grande confidenza e leggerezza con cui vengono commercializzati ed utilizzati sospetto che pochi sappiano che l’olio essenziale di limone , utilizzato nella formula che stiamo valutando, la quantità di limonene presente in un prodotto con lo 0,7% di OE di Limone che viene conservato a 25° e che viene aperto ogni giorno per pochi minuti passa in un anno dal 68,5% al 20,1%.
Degrado dell’olio essenziale di limone nel tempo
Visto che limonene e citral sono fondamentali nella formula per coprire efficacemente i maleodori “solforosi” il prodotto dopo poco tempo, conservato a temperatura ambiente sarebbe sostanzialmente meno efficace.
A questo aggiungiamo che la degradazione degli oli essenziali è spesso associata ad una ossidazione rilevabile significativamente dopo poche ore di esposizione all’aria ed alla luce e che sono spesso attribuiti ai perossidi che si formano molte delle reazioni avverse e di sensibilizzazione da oli essenziali.

Ricerche sull'ossidazione dell'O.E di Limone

Bråred-Christensson J., Forsström P., Wennberg A.M., Karlberg A.T. & Matura M. (2009) “Air oxidation increases skin irritation from fragrance terpenes.” Contact Dermatitis. 60(1),32-40. Abstract. BACKGROUND: Linalool and limonene are common fragrance terpenes that autoxidize on air exposure. The pure compounds are not allergenic but their oxidation products can cause contact allergy. Little has been investigated regarding the irritancy of oxidized terpenes. AIM: The aim of this study was to investigate the irritating effect of pure and oxidized R-limonene and linalool in concentration series and to study the MNIC (Maximum Non Irritant Concentration) of autoxidized linalool and limonene. PATIENTS/METHODS: Patch testing was performed in dermatitis patients and controls with sequentially diluted concentrations of oxidized and non-oxidized linalool, and oxidized and non-oxidized R-limonene. Readings were made with visual assessment and using laser Doppler imaging. RESULTS: The nonoxidized terpenes were non-irritating in all tested concentrations. Both linalool and especially R-limonene were more irritating after oxidation compared with the pure compounds. No difference in response was seen between dermatitis patients and controls. CONCLUSION: Autoxidation of the fragrance terpenes linalool and R-limonene increases irritation. Oxidized linalool is less irritating than oxidized R-limonene. In this study, we found no advantages in using laser Doppler technique compared with visual assessment.

Bråred-Christensson J., Johansson S., Hagvall L., Jonsson S., Börje A. & Karlberg A.-T. (2008) “Limonene hydroperoxide analogues differ in allergenic activity.” Contact Dermatitis 59(6), 344-352. Abstract. Background: The fragrance terpene R-limonene is a very weak sensitizer but forms allergenic oxidation products upon contact with air. Oxidized (ox.) limonene is a frequent cause of contact allergy in clinical testing. Objectives: This study investigates the sensitizing potencies of ox. and non-ox. limonene and of structurally closely related limonene hydroperoxides. The clinical importance of the difference in sensitizing potency of two hydroperoxides in autoxidized limonene was studied. Patients/Methods: Ox. and non-ox. limonene were investigated in the murine local lymph node assay (LLNA). Limonene hydroperoxides were investigated using a modified LLNA involving non-pooled lymph nodes and statistical calculations; patch testing of patients with known contact allergy to ox. limonene was performed. Results: A marked increase in the sensitizing potency of ox. limonene compared with that of pure limonene was observed in the LLNA. One analogue, limonene-1-hydroperoxide, was a significantly more potent sensitizer than the other hydroperoxides and gave more positive test reactions in the allergic patients. Conclusions: The results support that hydroperoxides have a specific reactivity indicating that oxygen-centred radicals are important in hapten–protein complex formation of hydroperoxides. The primary oxidation products of ox. limonene, the hydroperoxides, have an important impact on the sensitizing capacity of the oxidation mixture.

Nguyen H., Campi E.M.,Jackson W.R. & Antonio F. Patti A.F. (2008) “Effect of oxidative deterioration on flavour and aroma components of lemon oil.” Food Chemistry 112(2), 388-393. Abstract. Reactions of five major components (citral, - and -pinene, limonene and -terpinene) of lemon oil in the presence of Cu catalysts and air have been shown to lead to significant oxidation of - and - pinene and -terpinene, even when the catalyst concentration was comparable to that present in copper-plumbed tap water. Addition of commercial antioxidants (BHA and tocopherol) generally led to suppression of oxidation. UV degradation of these compounds in the presence of air was most significant for -terpinene and limonene which gave products similar to those obtained from the Cucatalysed thermal reactions. Citral gave different products, mainly photocitrals, in contrast to the thermal reactions. The sensitivity of lemon oil to temperature and the presence of air was confirmed.

Schieberle P. & Grosch W.(2005) “Potent odorants resulting from the peroxidation of lemon oil” Zeitschrift für Lebensmitteluntersuchung und - Forschung A 189(1), 1431-4630. Abstract. The odorants of a lemon oil sample, which was peroxidized for 120 h at room temperature in the presence of light, were analysed by an aroma extract dilution procedure. On the basis of their FD factors carvone,p-methylacetophenone,p-cresol, 4-acetyl-1-methyl-1- cyclohexene and 4 hydroperoxides were identified as the most intense odorants. Changes in the concentrations of neral, geranial, linalool (odorants of the fresh lemon oil), carvone,p-methylacetophenone,p-cresol andp-cymene (dependent on the storage time) were determined and the odour units for these compounds were calculated.

La normativa autorizza a considerare il cosmetico con scadenza oltre ai 30 mesi eterno, quando ovviamente non lo è.
A giudicare da quanti prodotti con all’interno oli essenziali ed oli vegetali, ricchi di insaturi, dichiarano PAO di 12 mesi ed oltre, evidentemente la penso diversamente da chi mette quei cosmetici sul mercato.

Concludendo:
Tutti i cosmetici degradano nel tempo specialmente se vengono a contatto con l’aria o la luce.
Anche il cosmetico più semplice richiede conoscenze e competenze non indifferenti per valutarne la sicurezza e la stabilità.
Il consumatore che si autoproduce un cosmetico, in genere, non ha i mezzi e le competenze per fare queste valutazioni, quindi dovrebbe sempre produrne la minima quantità necessaria e non dovrebbe lasciar “invecchiare” i suoi prodotti.
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articoli correlati: Come sapere se un cosmetico è sullo scaffale da 10 anni

Rodolfo Baraldini

pubblicato il 3 agosto 2013

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3 Commenti

  1. ciao rodolfo, valutando queste tue oesservazioni mi sono fatta fare da una farmacia galenica una crema molto semplice, 50 ml che mi è arrivata calda in seguito a trasporto. Non so se nei laboratori galenici delle farmacie siano piu
    attrezzati che a casa. Lo sono mediamente? se togliamo ossido di zinco e olii essenziali alla tua formula del deo non regge, vero? con che sarebbe possibile sostuituirlo per chi ha ascelle sensibili? ma l’ acqua satura di bicarbonato non funziona? ma quante domande!!!!!!! -.-”” ah! rifelttevo che anche i burrocacao a base di burro d karite si ossidano a manetta soprattutto i estate! il mio è da buttare secondo me co sto caldo ma ha pao 12 mesi…a quanto ho capito la reazione da ricercare con un prodotto oddidato è il bruciore. Questa era una domanda ma mi sono vergognata a metterci il punto interrogativo e te l’ho fatta determinativa -.- cosi non te ne accorgi.

    • ciao fnac,
      1-la produzione e commercializzazione del cosmetico è regolamentata chiaramente ed oggi non esiste più il “cosmetico galenico” , la farmacia che vende un cosmetico con la propria etichetta o ha un suo laboratorio a norme o si fa produrre da laboratori a norme cosmetici che vende con la propria etichetta. Alcuni di questi laboratori “conto terzi” per le farmacie sono vere industrie, ottimamente strutturate con risorse nella ricerca e nella qualità che il produttore casalingo neppure riesce ad immaginare. Quindi, la prima risposta è si… mediamente sono sicuramente più attrezzati che a casa.
      2-Se utilizzi acqua satura di bicarbonato perdi completamente l’assorbenza delle polveri e di fatto sulla pelle il “deodorante” non resta abbastanza, sia in termini di tempo che di quantità, per agire adeguatamente.
      3-Burro di cacao e di karitè per quanto relativamente stabili ossidano anche loro, in formula devono esserci degli antiossidanti.
      4-I principali segnali di ossidazione si rintracciano nei viraggi di colore e odore . Non è sempre così, ma lo è il più delle volte.
      Il bruciore è una risposta che può dipendere da tantissimi fattori.

      • grazie mille per questo blog, ci stai dando un sacco di dritte utili :) buone vacanze!

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