MYTH BUSTER: Ossigenare la pelle

MYTH BUSTER: Ossigenare la pelle

Un altro concetto ambiguo che circola nella pubblicità del cosmetico è quello di “ossigenare la pelle”.

Vari prodotti e trattamenti sono reclamizzati con questo claim, dove per il consumatore non solo è praticamente impossibile verificare se davvero il tenore di ossigeno nella pelle si alza, ma anche non è neppure chiaro se farebbe davvero bene o se porterebbe uno qualunque dei benefici estetici vantati.

Il marketing sfrutta un diffuso stereotipo cognitivo: “ossigeno = buono” oppure “l’ossigeno fa bene” su cui ci sarebbe molto da discutere.
Con “ossigenare” si intende e fa intendere che si fornisce più ossigeno alla pelle dando per scontato che fornendo più ossigeno all’esterno della pelle attraverso un cosmetico, ma vengono commercializzate anche apparecchiature per “soffiarlo” in forma gassosa, questo poi sia assorbito e raggiunga i tessuti che ne abbisognano.
Il claim “ossigenare la pelle” in parte si sovrappone a quelle pubblicità del cosmetico che si riferiscono alle cosiddette “pelli asfittiche” di cui ho già parlato qui: MYTH BUSTER: Pelle Asfittica. In più ci sarebbero presunti benefici specifici dovuti all’ossigeno.

Ma definire i benefici dell’ossigeno è veramente complesso. È vero che l’ossigeno è il principale attore nella respirazione mitocondriale delle cellule, ma è anche vero che aumentandone le concentrazioni aumenta la possibilità di formazione di specie reattive dell’ossigeno. Questa reattività interferisce con i sistemi biologici, inattivandoli oppure distruggendoli.

definire l'efficacia di un attivo o di un cosmetico in funzione della dose è faccenda complessa

Le specie reattive dell’ossigeno fanno parte della grande famiglia dei radicali liberi. Il disequilibrio tra lo stato ossidante e quello disossidante nei sistemi biologici è chiamato “stress ossidativo” . Allo stress ossidativo si possono imputare varie alterazioni cellulari: della membrana, del nucleo, del reticolo endoplasmatico. L’interazione tra l’ossigeno e diversi sistemi biologici il più delle volte può essere descritta dell’ennesima curva a U .

L’eventuale beneficio in funzione della dose aumenta fino ad un certo punto per poi calare. Questa risposta alla dose non lineare, come il concetto di ormesi in tossicologia, complica notevolmente la valutazione del danno o del beneficio che l’apporto di ossigeno può dare alla pelle.

L’ossigeno è il comburente per eccellenza. Una atmosfera arricchita di ossigeno, è sufficiente un 23% anziché l’attuale 21%, comporta un importante aumento del rischio di incendi.

I pazienti sottoposti a ossigenoterapia possono respirare atmosfere arricchite di ossigeno, anche iperbarico, per molte ore, ma non mancano importanti controindicazioni e rischi di reazioni avverse ed effetti indesiderati. Insomma, può essere utile, ma va certamente maneggiato con grande, grande, cautela.

Ma se nei pazienti che soffrono di insufficienza respiratoria o di ipossiemia è evidente che un maggiore apporto di ossigeno può essere utile, nessuno spiega chiaramente perché dovrebbe produrre qualche beneficio alla pelle sana. Nella cosmesi, ma anche nella alimentazione, da molti anni, la “la moda antiossidante” fa vendere attribuendo agli antiossidanti molteplici benefici non facilmente dimostrabili specialmente come anti-age.

A sostegno dei presunti effetti nel contrasto ai segni dell’età degli antiossidanti esiste un buon razionale supportato da molte ricerche scientifiche sui potenziali danni prodotti dai radicali liberi dell’ossigeno.

Al contrario, a sostegno dei benefici che deriverebbero dall’ossigenare la pelle viene offerto un razionale traballante sostenuto da ricerche che soffrono di significative carenze metodologiche e che traggono conclusioni ambigue o contrastanti.

Il primo, non irrilevante, fattore di incertezza sta nel fatto che non è per nulla semplice definire e misurare correttamente il tenore e flusso di ossigeno nella pelle. La pelle è relativamente permeabile ai gas che compongono l’aria, ma non è un organo respiratorio. L’apporto di ossigeno al nostro corpo che potrebbe avvenire attraverso la pelle è irrilevante, 5 per mille, massimo 1 %, rispetto all’ossigeno captato attraverso i polmoni.

Il principale apporto di ossigeno agli strati vitali della pelle lo da il sangue che riceve ossigeno nei polmoni. L’esposizione della pelle ad una atmosfera arricchita di ossigeno o a prodotti in grado di donare ossigeno contribuisce solo frazionalmente all’apporto di ossigeno appena uno o pochi decimi di millimetro sotto la superficie cutanea.

Ossigeno nella pelle - Misurando la concentrazione di ossigeno a diverse profondità è evidente un minimo attorno ai 100 microns.

Solo negli strati più superficiali della cute l’equilibrio tra l’ossigeno apportato dal sangue e quello che proviene dall’esterno si può spostare a favore di quest’ultimo. L’equilibrio tra l’ossigeno che si diffonde nella pelle dall’esterno e quello portato dal sangue è inoltre fisiologicamente regolato. Calando (ischemia) il flusso sanguigno , aumenta la diffusione di ossigeno atmosferico; calando l’ossigeno atmosferico ( “succhiotto” ) aumenta il flusso sanguigno.

Tutto da dimostrare poi che nella pelle sana, ammesso che questo ossigeno in più arrivi dall’esterno ai tessuti interessati, comporti un significativo beneficio . Le poche ricerche scientifiche pubblicate, molte riguardano la problematica delle lesioni croniche o delle piaghe da decubito dove la causa principale pare essere il ridotto apporto di ossigeno sanguigno, giungono a conclusioni ambigue, a volte contrastanti se riportate a trattamenti di pelle sana.

Il tenore di ossigeno nei tessuti cutanei influenzerebbe la motilità dei cheratinociti, che aumenterebbe in caso di ipo-ossia, quindi calando l’ossigeno. Ma anche questa evidenza è messa in discussione visto che pare dipendere dall’età del soggetto. In pratica sembrerebbe che i cheratinociti delle pelli anziane si comportino diversamente da quelli delle pelli giovani riducendo l’ossigeno.

Anche se nella pubblicità dei cosmetici e trattamenti ossigenanti la pelle si parla spesso di aumento del metabolismo e della rigenerazione dei tessuti, al contrario varie ricerche hanno concluso che un tenore di ossigeno superiore a quello atmosferico inibisce la crescita dei fibroblasti.

Concludendo: il claim “ossigenare la pelle” utilizzato da vari cosmetici e trattamenti non ha il supporto di dati sull’effettivo aumento del tenore di ossigeno nella pelle e su quali strati cutanei e tessuti sono coinvolti. Neppure è chiaro se questa presunta “ossigenazione della pelle” produce effetti positivi o negativi .

Ammesso poi che questo aumento dell’apporto di ossigeno ci sia, non si capisce se è superiore o più efficace di quello che si può produrre aumentando la circolazione sanguigna superficiale ad esempio con un massaggio o aumentando l’idratazione cutanea.

Rodolfo Baraldini

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Riferimenti:

Permeability of the Skin to Gases

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