Ossido di zinco – Perchè non è autorizzato il suo utilizzo come filtro solare?

Ossido di zinco – Perchè non è autorizzato il suo utilizzo come filtro solare?

Gianfranca mi scrive:
.. scrivo per chiedere info su un filtro solare,l’ossido di zinco. Di norma si può usare nei solari!? Pensavo non fosse possibile….
L’ossido di zinco non solo non è un filtro solare autorizzato, ma il regolamento recita esplicitamente (art.14) che i prodotti cosmetici non possono contenere Filtri UV diversi da quelli elencati nell’Allegato VI .
Non a caso, per quanto ne so, nessuna grande impresa commercializza nella UE cosmetici solari basati sull’ossido di zinco. Inoltre l’efficienza filtrante cioè il rapporto tra concentrazione e SPF dell’ossido di zinco è molto inferiore a quella del biossido di titanio, quasi la metà; quindi per realizzare SPF molto alti con solo l’ossido di zinco se ne dovrebbe mettere concentrazioni altissime, roba da fango semisolido, altroché latte o crema.

La questione finisce qui, visto che non sono richieste approvazioni prima della messa sul mercato di un cosmetico, le aziende che decidono di commercializzare solari basati sull’ossido di zinco lo fanno assumendosi rischio e responsabilità per la sicurezza del prodotto e conformità al regolamento.

Ma la domanda che magari interesserà solo poche menti cosmeticamente disturbate è:

perché non è tra filtri solari autorizzati nel cosmetico, cioè nella lista dell’allegato VI del Regolamento ?

È uno dei pochi ingredienti cosmetici che può vantare l’utilizzo e quindi test su centinaia di milioni di persone e per centinaia di anni.
Filtra sia gli UVA che gli UVB. È autorizzato in molti paesi USA, Canada, Giappone, Australia ma da noi la severa commissione che valuta gli effetti sulla salute dei diversi ingredienti cosmetici non l’ha inserito nell’allegato VI del Regolamento.
L’industria chimica e cosmetica europea da anni sta cercando senza successo di farlo inserire nella lista dei Filtri Solari autorizzati.

La commissione che decide quali ingredienti inserire negli allegati si è sempre rifiutata di farlo. Vediamo cosa succederà ora che, ormai 17 mesi fa, il comitato scientifico SCCS si è pronunciato:

” the use of ZnO nanoparticles with the characteristics as indicated below, at a concentration up to 25% as a UV-filter in sunscreens, can be considered not to pose a risk of adverse effects in humans after dermal application.”

Tra le caratteristiche dell’Ossido di zinco oggetto di questa opinione scientifica c’è anche in un apposito addendum
“ZnO nanoparticles that are either uncoated or coated with triethoxycaprylylsilane, dimethicone, dimethoxydiphenylsilanetriethoxycaprylylsilane cross-polymer, or octyl triethoxy silane. Other cosmetic ingredients can be used as coatings as long as they are demonstrated to the SCCS to be safe and do not affect the particle properties related to behaviour and/or effects, compared to the nanomaterials covered in the current opinion “.

Da notare che l’SCCS considera sicuro l’ossido di zinco usato come “colorante” in ogni altro cosmetico e che:
“Any cosmetic products containing ZnO particles (nano or non-nano) with coatings that can promote dermal penetration will also be of concern.”

Va chiarito che sono ben diversi i ruoli della commissione che decide e legifera e del comitato che esprime opinioni scientifiche.

Sul perché ci sia una così grande resistenza alle pressioni della industria chimica e cosmetica che chiede di inserire l’ossido di zinco tra i filtri solari, l’unica risposta corretta è:

non lo so.

La domanda può essere posta anche in altri termini:
Cosa hanno trovato che non va nell’ossido di zinco quelli della commissione europea che invece non hanno trovato analoghi organi regolatori americani, australiani o giapponesi ?
Risposta analoga.

Posso fare solo congetture.

- Il comitato scientifico è molto più sensibile alle problematiche ambientali di tanti nostri guru dell’ecologia e marche che cavalcano con gioia e profitto il “greenwashing”.

Le ragioni per cui l'ossido di zinco debba essere considerato un ingrediente eco-bio vanno ricercate negli imperscrutabili meandri del marketing cosmetico

L’ossido di zinco è altamente tossico per gli organismi acquatici e può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico.

La tossicità su organismi di altre specie non comporta la tossicità per l’uomo, che infatti è relativamente bassa, è comunque indicativa del fatto che non va maneggiato con leggerezza.

ECHA – RISK ASSESSMENT REPORT : ZINC OXIDE

I filtri solari metallici sono semiconduttori, ottimi fotocatalizzatori ed hanno una notevole fotoattività, cioè irraggiati possono “stimolare” molte reazioni radicaliche .

Qui però si dovrebbe capire perché il TiO2, per certi aspetti un fotocatalizzatore ancor più efficiente, è autorizzato mentre il ZnO no.

L’ossido di zinco è anfotero, reagisce diversamente in ambiente acido e basico. Se non ricordo male anche il TiO2 lo è, ma la sua reattività al pH cutaneo è molto inferiore. In sostanza le reazioni dell’Ossido di zinco sono più probabili, la sola esposizione all’umidità e anidride carbonica dell’aria può formare carbonato di zinco.
Se lo metti a contatto con acidi grassi e una molecola d’acqua saponifica , nelle lozioni dermatologiche con idrocortisone e prednisolone può reagire e “degradarli”.

Come altri ossidi metallici è normalmente contaminato da altri metalli.
La questione delle tracce “inevitabili” di metalli tossici nel cosmetico non è chiaramente normata.
In paesi come il Canada le massime concentrazioni di metalli tossici nei cosmetici sono definite chiaramente, non così nell’Unione europea dove il problema si riconduce alla responsabilità ed alle buone procedure della produzione (GMP) ed ad eventuali, rarissimi, controlli sul mercato.
Già nella fase estrattiva dello zinco ( galena + blenda ) il piombo ed altri metalli sono presenti .
Anche l’ossido di zinco di maggior purezza può contenere più di 10 ppm di piombo.
Il fatto che la materia prima risponda ai requisiti della farmacopea europea non garantisce che le tracce di piombo siano molto inferiori.
Visto che il piombo è uno dei metalli tossici la cui presenza nel cosmetico produce più preoccupazioni ( vedi piombo nei rossetti ) le sue tracce devono essere attentamente monitorate quando si utilizza un ingrediente che le contiene.
Le lavorazioni per realizzare ossido di zinco in forma nano possono comportare una riduzione delle tracce di altri metalli tossici ma chi produce cosmetici con questo tipo di ossidi metallici dovrebbe monitorare attentamente la presenza di metalli tossici.
Penso che la commissione europea sia particolarmente sensibile al problema non normato delle impurità nocive che possono trovarsi in un ingrediente cosmetico, altrimenti non si spiegherebbe l’inserimento del petrolatum e affini nella lista delle sostanze “proibite”.

L’ossido di zinco può penetrare ?

L’argomento penetrazione cutanea è il più controverso.
Nello studio più recente, 2014, su animali ( faccio notare la cosa visto che tanti consumatori comprano i cosmetici influenzati dall’ingannevole claim: NON TESTATO SU ANIMALI ) Dermal absorption and short-term biological impact in hairless mice from sunscreens containing zinc oxide nano- or larger particles si è notato che penetra, anche di forma non nano.

Ci sono ricerche in vitro e su animali, umani e non, che dicono che penetra, che non penetra, che penetra solo un po’, che penetra solo se è nano, che penetra se formulato in una certa maniera ecc.
Non ho certo le competenze per discutere questa valanga di dati in parte contrastanti.

La mia opinione è che Lo zinco, in forma ossido, agisca prima di tutto come barriera, visto che è un metallo la chiamerei “armatura”, ma che un po’ penetri anche, magari non in forma ossido. Visto che la possibile penetrazione è ampiamente sotto la soglia per cui è considerato sicuro come micronutriente, non mi preoccuperei molto delle possibili reazioni.
L’ossido di zinco è un patrimonio secolare della cosmesi.
È insensato far la guerra alle sostanze così come amarle.
Tutto dipende da noi e da come le utilizziamo.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 29 maggio 2015

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21 Commenti

  1. Segnalo la recente pubblicazione del regolamento UE 2016/621 della Commissione (21 aprile 2016) che modifica l’allegato VI: la Commissione ritiene che l’ossido di zinco in forma nano e non-nano dovrebbe essere autorizzato per l’impiego come filtro UV nei prodotti cosmetici. Entrambe le forme (nano e non-nano) della sostanza dovrebbero essere autorizzate a una concentrazione massima del 25 %.
    L’ossido di zinco si trova ora inserito nella LIST OF UV FILTERS ALLOWED IN COSMETIC PRODUCTS http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/cosing/index.cfm?fuseaction=search.results&annex_v2=VI&search

  2. Come sempre notevole ! Grazie per i link ai riferimenti scientifici.
    Le schede tecniche fornite con le impurità delle materie prime sono spesso lacunose.
    Potendo verificare la presenza di metalli tossici tu che soglie adotteresti ?

  3. Ciao Rodolfo, articolo veramente interessante grazie. Ora mi sorgono spontanee due domande: se l’ossido di zinco è vietato come filtro solare devo ritenermi truffata visto che ho appena comprato un solare(di marchio italiano) dove viene indicato l’ossido di zinco come filtro ? Seconda domanda: parlando di contaminazioni con gli altri metalli c’è il rischio di contaminazione con il nichel? E se si possiamo fidarci del nickel tested riportato in etichetta? Il che però mi porta (mi scuserai) a una terza domanda: ho sempre sentito dire che in Italia i cosmetici hanno delle restrizioni severe sulla presenza di metalli pesanti nei cosmetici e che quindi anche per noi allergici al nichel non dovrebbero esserci problemi ma ora mi pare di capire che non è così. Dunque noi allergici dobbiamo per forza di cose scegliere cosmetici testati? Io tante volte non ho rezioni a cosmetici anche non dichiaratamente testati quindi vado un po’ “a pelle” nella scelta dei cosmetici! Scusa se ti ho tempestato di domande e grazie per questo blog!

    • Tra le mille cose che non sono, non sono un avvocato.
      Visto che l’allergia al nickel è probabilmente l’allergia cosmetica più diffusa il problema delle impurità di nickel presenti nel cosmetico è tra quelli più monitorati. Fidarsi o non fidarsi dipende dalla affidabilità del sistema dei controlli e dall’onestà del produttore. In caso di allergia al nickel è comunque preferibile un cosmetico che dichiara di aver fatto questi test anche se tantissimi cosmetici , specialmente non make-up, hanno comunque tenori di nickel minimi. La dichiarazione dei test è comunque una sicurezza in più.

  4. ciao Rodolfo!
    Grazie per i sempre interessanti articoli!
    Ho un dubbio.. l’ossido di zinco non è autorizzato come filtro solare.. però molto spesso capita di vederlo ugualmente nelle composizioni di solari affiancato ovviamente dal biossido di titanio.. questo perché è pur sempre un ingrediente cosmetico ammesso… quindi .. alla fine della fiera non cambia nulla?

    • non ho competenze legali .
      In assenza di controlli e sanzioni su questa materia ho la netta impressione che ogni azienda possa fare quello che vuole. Manca una legge nazionale che disciplini chiaramente queste problematiche e non ci sono neppure molti controlli sul mercato. Se lo si vede in giro , ma nessuna grande impresa lo usa, non significa che lo si possa usare come solare. In città c’è il limite dei 50 all’ora se vedo qualcuno che va agli 80 non significa che il limite non c’è.

      • Se non ho capito male c’è proprio anche chi lo indica come filtro solare (Heliocare gel 50+, Difa Cooper):

        “Il complesso filtrante UVA/UVB a base di filtri fisici (come lo Z-Cote
        HP-1, ossido di zinco micronizzato trasparente con elevata protezione
        verso gli UVA lunghi) e chimici garantisce una adeguata protezione dagli UV…”

      • Fare una legge e non farla rispettare equivale ad autorizzare la cosa che si vuole proibire….

  5. Dopo aver letto questo articolo mi è sorto un dubbio per quanto riguarda le pomate all’ossido di zinco. Ne faccio uso abbastanza spesso in quando soffro di follicolite e per ora è uno dei prodotti che mi danno maggior beneficio, ma se l’ossido di zinco può essere contaminato da altri metalli, come il piombo, è sconsigliato l’utilizzo di queste pomate?

    • L’ossido di zinco è normalmente contaminato da piombo ed altre tracce di metalli . La dimensione di queste tracce dipende dal grado di purezza. Le pomate farmaceutiche rispettando le indicazioni della farmacopea hanno limiti ben precisi delle possibili contaminazioni di metalli non voluti. La soglia fissata dall’FDA per il piombo che può trovarsi nei pigmenti dei cosmetici è 20 ppm, quella canadese , a memoria 10 ppm, significa che tracce di piombo di quell’ordine di grandezza sono considerate sicure.
      Non posso certo sconsigliare le pomate all’ossido di zinco, che tra l’altro anch’io uso massicciamente. Posso però consigliare di affidarsi a marche e laboratori “seri”…in giro , per me , c’è un po’ troppa faciloneria.

      • ma come fanno i consumatori inesperti (cioè quasi tutti) a stabilire se una marca è seria oppure no? in base a quali parametri?

      • come si fa con chiunque , ognuno valuta la serietà dell’interlocutore dalle informazioni che ha su di lui e da come si presenta e comunica. E’ evidente che i grandi gruppi hanno maggiori risorse da investire in qualità e sicurezza, ma questo non significa che le piccole imprese non possano produrre pari livelli di qualità e sicurezza , se non superiori.
        Nella cosmesi è talmente diffuso il raccontare frottole o utilizzare argomentazioni altamente improbabili per promuovere la vendita che per me un buon indicatore di serietà è il tasso di ingannevolezza e imprecisione nella comunicazione che accompagna il cosmetico..

  6. Ciao Rodolfo, altro interessante articolo! Ho letto che è vietato l’utilizzo di ossido di zinco in forma nano. Ti risulta?

    • L’ossido di zinco , nano o non nano , da regolamento , non può essere contenuto come filtro UV in un cosmetico europeo. Non ho idea di chi sconsiglia la forma nano, al momento sia per l’ossido di zinco che per il biossido di titanio le forme nano sono considerate sicure. Personalmente nei cosmetici per baby ( <3 anni) non utilizzerei mai ingredienti in forma nano, neppure le nano argille.

      • Mi sono ricordata dove l’ho letto: in un post del 2009 nel forum Promiseland.
        “L’ossido di zinco NON è affatto vietato nei solari. Anzi. Un solare può essere fatto anche con solo ossido di zinco. E’ consentito fino al 25% (ergo, le paste all’ossido di zinco per bebè sono ottimi solari).
        Annotazione mia: l’ossido di zinco è comunque molto, ma molto, ma moooolto più sicuro e tranquillo per la pelle del biossido di titanio (confermatomi da biochimico studioso dei fenomeni lipoperossidativi cutanei). Il titanio biossido deve essere rivestito.
        Quello che è attualmente sotto indagine in colipa è l’ossido di zinco micronizzato in forma nano – la cui sicurezza d’uso è effettivamente molto dubbia e controversa (IMHO non è dubbia e controversa: semplicemente il nanozinco non va usato).”

      • ognuno può valutare l’affidabilità delle informazioni che girano su internet. la lista dei filtri solari ammessi dal regolamento è qui: http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/cosing/index.cfm?fuseaction=search.results&annex_v2=VI&search evidentemente qualcuno ci legge anche l’ossido di zinco e per di più al 25%… gravi problemi di lettura o qualche specifico interesse.

        Non escludo che in futuro venga ammesso, ma è un fatto che l’ossido di zinco non è un filtro UV ammesso né nella vecchia direttiva né nell’attuale regolamento europeo…

  7. Ciao Rodolfo, forse ho capito come si fa a commentare nel tuo blog!
    C’è talmente tanta confusione con i filtri che ogni anno si scatena il panico, e il fatto che l’UE abbia preso questa – secondo me – incomprensibile decisione riguardo l’ossido di zinco confonde ancora di più le idee. L’ossido di zinco è permesso nelle creme per il sederino dei bimbi e nei trucchi, e che io sappia non è nemmeno necessario rivestirlo. Chiaramente in un solare si valuta come si comporta colpito dalle radiazioni del sole, mentre in crema culetto e trucco no. Però è incomprensibile comunque. In anni di esperienza ho visto come i filtri fisici siano mediamente meglio tollerati dalla pelle, compresa quella dei bambini. Ricordo anche che Riccarda Serri ha sempre difeso l’ossido di zinco suggerendone l’uso come filtro solare anche per i piccolini, laddove sconsigliava i filtri chimici. Barbara Righini

    • Ciao Barbara,
      le mie sono solo congetture sul perché in Europa con l’attuale regolamento non è permesso utilizzare l’ossido di zinco come filtro solare.
      5 argomenti che in passato e per altre sostanze hanno comportato prese di posizioni simili. Visto che in Europa contrariamente a Usa Giappone e Australia il solare è un cosmetico , non classificato come farmaco, otc o quasi drug, l’utilizzo solo di ingredienti autorizzati è una restrizione fissata a tutela del consumatore.
      Questo non significa che solari con ossido di zinco siano pericolosi o tossici.
      Per me amare o odiare un ingrediente cosmetico è solo marketing o tifoseria calcistica, si deve sempre vedere il prodotto finale.
      Per inciso visto le enormi pressioni dell’industria chimica , in particolare Basf che ha promosso o fatto molte delle ricerche sulla penetrazione e nocività/innocuità dell’ossido di zinco, non mi stupirei che in futuro l’ossido di zinco, magari rivestito con siliconi come il Z-cote, venga inserito nell’allegato VI.

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