L’EFFETTO ORMESI: è la dose che fa il veleno e il rimedio.

L’EFFETTO ORMESI: è la dose che fa il veleno e il rimedio.

La visione a tunnel del cosmetico come mero assemblaggio di ingredienti non considera un assunto fondamentale: benefici o tossicità di una qualunque sostanza sono legati tra loro in una funzione dose-risposta .
Questa funzione che intuitivamente si assume come lineare , in realtà è spesso a U.
Così abbiamo ottimi antiossidanti cosmetici che possono diventare “pro-ossidanti” e sostanze con alta tossicità, che applicate a piccole dosi svolgono una qualche azione benefica.
L’ORMESI è il fenomeno di dose-risposta di una sostanza che ha un effetto benefico a bassa dose e un effetto tossico a dose elevata.
Ne risulta una curva dose-risposta o a forma di J o di U invertita. Una sostanza ormetica, quindi, invece di non avere alcun effetto a basse dosi, come nel caso di molte tossine, produce un effetto positivo rispetto ai soggetti non trattati.

Questo possibile effetto banalizza tutta la comunicazione sugli ingredienti emozionali del cosmetico: TOTEM e TABU’.
Vantare la presenza o l’assenza di un ingrediente in un cosmetico, non dice al consumatore assolutamente nulla della qualità ed efficacia del cosmetico.

Approfondimento Tossicologia

 

Rodolfo Baraldini

pubblicato 30 luglio 2012

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2 Commenti

  1. la eventuale pericolosità soggettiva, specie per reazioni allergiche, ad un ingrediente cosmetico viene contrastata dalla norma generalizzata ( con alcune assurde eccezioni come in  USA per i cosmetici professionali) che impone di elencare TUTTI gli ingredienti del cosmetico, in modo che il consumatore, cosciente e consapevole delle proprie allergie, possa precauzionalmente  evitare di esporsi a questo rischio. Al contrario la generica sicurezza del cosmetico è regolata da un complesso di norme, che cambia da paese a paese e che nella maggioranza dei casi si riconduce alla responsabilità del produttore o di chi immette sul mercato il cosmetico.In questo caso i possibili ingredienti cosmetici sono dai 15 ai 20 mila.
    Quando questa responsabilità ricade totalmente o parzialmente su enti governativi, la lista di ingredienti ammessi per la produzione del cosmetico è molto limitata: come in Giappone prima della deregulation cosmetica degli anni 90, o come sta accadendo ora in Cina dopo il regolamento del 2010. In questi casi i possibili ingredienti cosmetici non superano le 3000 referenze.
    Che la sicurezza del cosmetico sia responsabilità del produttore del cosmetico o che sia responsabilità governativa, la presenza di un ingrediente nel cosmetico, senza conoscerne il dosaggio, la purezza  ed altri fattori tossicologicamente significativi  non dice gran che in termini di sicurezza  al generico consumatore. Il quale, a parte ovviamente il soggettivo rischio allergico, non ha nessuna reale possibilità di discriminare la sicurezza del prodotto che compra se non affidandosi al produttore o a chi immette il  cosmetico sul mercato.
    L’attuale comunicazione cosmetica che evidenzia la presenza o l’assenza di un ingrediente cosmetico è solo una esigenza commerciale di segmentare l’offerta per aumentare le vendite. Nè più nè meno che offrire automobili dello stesso modello ma di colori diversi.
     

  2. Efficacia no… ma pericolisata’ si

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