Olia di Garnier: tanta innovazione e tanti dubbi

Olia di Garnier: tanta innovazione e tanti dubbi

 
Il marketing cosmetico sa bene come la parola OLIO venga percepita con un corredo di valenze extra-funzionali dal grande pubblico. In sostanza rientra nel gruppo di quelle parole dove per vendere , come ripeteva uno slogan pubblicitario tanti anni fa,  ”basta la parola”.

Quando ho visto tanta pubblicità , anche televisiva , su questa tintura per capelli mi sono immaginato  le riunioni e le discussioni per definire il concept. Per il naming, cioè il processo di selezione del nome da dare al prodotto, come spesso accade recentemente , si è andati dritti al punto.

Mi sembra di vederli: “vogliamo agganciarci al trend degli oli …” “chiamiamolo OLIA !!!”.

http://www.olia.it

In realtà non è così semplice: tra benefit percepiti, vere innovazioni tecnologiche, difficoltà formulative, aspettative sempre più evolute della clientela, dietro questa linea di coloranti c’è stata fior fior di ricerca. L’idea di utilizzare tinture a base oleosa e surgrassante è già stata utilizzata da L’Oreal nelle linee professionali ( per parrucchieri ) INOA.

Il prodotto INOA ritirato dal mercato, anche in Italia, di cui parlo qui,  http://www.nononsensecosmethic.org/?p=47712 , per formulazione e metodica d’uso è diverso dai prodotti OLIA.

Il sito italiano non riporta la lista ingredienti .
Non capisco e non mi piace la poca trasparenza delle aziende che non comunicano la lista ingredienti su internet.
Anche se oggi l’ossessione per gli ingredienti cosmetici di alcuni consumatori, più o meno disinformati, che credono di capire la qualità e sicurezza di un cosmetico dalla presenza o meno di un ingrediente è in crescita, la pubblicazione della lista ingredienti, così come le norme che la impongono sul prodotto , sono dovute alla necessità del consumatore di individuare ingredienti a cui potrebbe essere allergico.
Informazione importante , che non ha senso ”nascondere” su internet.

 

Desktop---Homepage---Slider_BG Olia

Vediamo con cosa è formulato prelevando la lista ingredienti dal sito USA di Garnier.

Colorante: Paraffinum Liquidum/Mineral Oil/Huile Minerale, Aqua/Water/Eau, Ethanolamine, Steareth-20, Caprylyl/Capryl Glucoside, Polysorbate 21, Toluene-2,5-Diamine, Steareth-2, Resorcinol, Parfum/Fragrance, M-Aminophenol, 2,4-Diaminophenoxyethanol Hcl, Sodium Metabisulfite, N,N-Bis(2-Hydroxyethyl)-P-Phenylenediamine Sulfate, Ascorbic Acid, Edta, Polyquaternium-67, Hydroxybenzomorpholine, Helianthus Annuus Seed Oil/Sunflower Seed Oil, Limnanthes Alba Seed Oil/Meadowfoam Seed Oil, Passiflora Incarnata/Passiflora Incarnata Seed Oil, Camellia Oleifera Seed Oil, Thioglycerin.

AGENTE ALCALINO: con lo scopo di aprire le lamelle che compongono la cuticola del capello al posto dell’ammoniaca contiene Ethanolamine.
L’ethanolamine, altrimenti detta MEA è una sostanza presente come gruppo in tanti ingredienti cosmetici, dalla lecitina al cocoamide MEA. Molte altre tinture che si vantano di essere senza ammoniaca contengono ethanolamine. Purtroppo , come tante altre amine cosmetiche, se non legata, ”puzza” di ammoniaca. Così tante tinture senza ammoniaca che la utilizzano hanno creato il sospetto nei consumatori e parrucchieri: “dicono che non c’è ammoniaca, ma si sente dalla puzza che c’è”.

OLI: dicono siano oltre il 60% ,  di cui quasi tutto sembra essere: Olio Minerale: Paraffinum Liquidum. Contiene anche, come ingredienti emozionali, alcuni oli vegetali. Con un po’ di licenza poetica li definiscono OLI NATURALI DI FIORI mentre sono evidentemente oli di semi. Visto che oltre ai semi le piante fanno anche il fiore si può considerare una metonimia markettara.

Una abbondante fase oleosa riduce l’evaporazione dell’acqua.

Gli oli vegetali ( Helianthus Annuus Seed Oil/Sunflower Seed Oil, Limnanthes Alba Seed Oil/Meadowfoam Seed Oil, Passiflora Incarnata/Passiflora Incarnata Seed Oil, Camellia Oleifera Seed Oil, ) non possono essere in grande quantità e per varie ragioni , compreso il rischio saponificazione, non devono contenere acidi grassi liberi .

Oltre a ridurre i danni che le normali tinture permanenti producono al capello queste formule a base oleosa hanno il  vantaggio commerciale di attenuare molto l’odore di ammoniaca .

Il claim “colorazione permanente…ATTIVATA dall’olio”  rientra nelle licenze poetiche, visto che un olio “inerte”come la paraffina non interviene in nessuna delle reazioni di riduzione e ossidazione dei coloranti o dei copulanti.

AGENTI RIDUCENTI:  Ascorbic Acid, Sodium Metabisulfite nella complessa reazione per “agganciare” i pigmenti al capello una piccola concentrazione di queste sostanze migliora notevolmente la performance. Questi riducenti possono intervenire nel processo di rottura e ricostruzione dei ponti disulfide della keratina specie in presenza di un agente “lisciante” come la Thioglycerin-

COLORANTI: Toluene-2,5-Diamine, Resorcinol, M-Aminophenol, 2,4-Diaminophenoxyethanol Hcl, N,N-Bis(2-Hydroxyethyl)-P-Phenylenediamine Sulfate, Hydroxybenzomorpholine,

Rientrano nei coloranti e copulanti ossidativi  con restrizioni dell’allegato III. Nei coloranti per ossidazione, in Europa, dovrebbero comparire le avvertenze obbligatorie:

I coloranti per capelli possono causare gravi reazioni allergiche. Si prega di leggere e di seguire le istruzioni. Questo prodotto non è destinato a essere usato su persone di età inferiore a 16 anni. I tatuaggi temporanei all’henné nero possono aumentare il rischio di allergia.

Non tingere i capelli:

— in presenza di eruzione cutanea sul viso o se il cuoio capelluto è sensibile, irritato o danneggiato,

— se si sono avute reazioni dopo aver tinto i capelli,

— se in passato si sono avute reazioni dopo un tatuaggio temporaneo con henné nero.”

Inoltre per alcuni ingredienti con un rischio sensitizzazioni estremo, dovrebbe comparire la avvertenza: “Contiene xxx”  oltre che “Da non usare per tingere ciglia e sopracciglia.”

In alcuni siti in inglese compaiono avvertenze più chiare:

“Haircolor can cause an allergic reaction. Usage advisory-safety warnings. Important: Haircolor can cause an allergic reaction which, in certain rare cases, can be severe. Therefore, you must follow these precautions: Do not use if you have already had a reaction to a haircolor product; you have a sensitive, itchy or damaged scalp. If you have a tattoo, the risks of an allergic reaction may be increased. Perform a skin allergy test 48 hours before each use of this product (see insert). Remember to buy your product 2 days ahead of time. Avoid contact of this product with eyes and skin. If product gets into eyes, rinse immediately. Wear gloves provided in kit. Thoroughly rinse hair after application. Do not use over compound henna or progressive color. Wait at least 14 days after bleaching, relaxing or perming before coloring. Keep product out of the reach of children. Do not apply on children. Caution: This product contains ingredients which may cause skin irritation on certain individuals and a preliminary test according to accompanying directions should first be made. This product must not be used for dying the eyelashes or eyebrows; to do so may cause blindness.”

Purtroppo nel sito italiano di Garnier non hanno ritenuto necessario  renderle disponibili nonostante alcuni dei coloranti utilizzati siano considerati con un potenziale sensitizzazione forte o estremo.

CHELANTE: Edta , un forte chelante è indispensabile oltre che per stabilizzare il prodotto per evitare “interferenze” nelle reazioni ossidative dei coloranti.

CONSERVANTI: con questa formula ed un pH molto alcalino il prodotto è stabile microbiologicamente e nella lista ingredienti non compaiono conservanti.

PROFUMO:  Parfum/Fragrance, è presente un profumo in quanto la formulazione maschera abilmente l’odore di ammoniaca della Ethanolamine . A questo profumo e non agli oli di semi di girasole, passiflora ecc. si deve la profumazione del prodotto.

Rivelatore Ossidante: Aqua/Water/Eau, Paraffinum Liquidum/Mineral Oil/Huile Minerale, Cetearyl Alcohol, Hydrogen Peroxide, Steareth-20, Peg-4 Rapeseedamide, Glycerin, Polyquaternium-6, Hexadimethrine Chloride, Tocopherol, Pentasodium Pentetate, Sodium Stannate, Tetrasodium Pyrophosphate, Phosphoric Acid.

AGENTE OSSIDANTE: Hydrogen Peroxide nei cosmetici per capelli la sua concentrazione non può superare il 12%, ma in prodotti tono su tono ne basta meno della metà. Sono presenti per stabilizzare la soluzione di perossido di idrogeno Sodium Stannate, Tetrasodium Pyrophosphate ed anche il chelante  Pentasodium Pentetate.

OLI:  Paraffinum Liquidum, non sono presenti oli vegetali anche perché incompatibili, inrancidiscono, con il perossido di idrogeno.

CONDIZIONANTI CATIONICI: Polyquaternium-6, Hexadimethrine Chloride . Anche a piccole concentrazioni , la somma dei due è normalmente sotto allo 0,5% , produce un effetto condizionante, antistatico

CONSERVANTI: il prodotto non richiede conservanti per la presenza di perossido di idrogeno.

Condizionante dopo colorazione : Aqua/Water/Eau, Cetearyl Alcohol, Behentrimonium Chloride, Cetyl Esters, Amodimethicone, Parfum/Fragrance, Isopropyl Alcohol, Trideceth-6, Citric Acid, Chlorhexidine Digluconate, Cetrimonium Chloride.

Un condizionante abbastanza “normale” conservato dal Chlorhexidine Digluconate. Visto che i capelli durante la colorazione vengono molto surgrassati , dalla “finitura” dipende molto la resa estetica del trattamento, in  particolare la “luminosità” finale del capello.

COME LO PRESENTANO.

A supporto dei claims il solito test di autovalutazione da cui si ricava :”Le donne affermano: colorazione dopo colorazione, Olia migliora la qualità visibile del capello** ”

Il claims rivela  un apprezzamento generico e non quantificabile della colorazione. fa inoltre pensare alla necessità di più trattamenti.

I benefits vantati si riferiscono alla assenza di ammoniaca, anche in un prodotto domiciliare ed alla capacità di

“coprire il 100% dei capelli bianchi”.

I MIEI DUBBI.

Si tratta di un prodotto veramente innovativo rispetto ai normali sistemi per colorarsi i capelli domiciliari. Ha richiesto sicuramente un grande impegno di ricerca ed utilizza alcuni ingredienti appositamente sviluppati da L’Oreal.

Ma l’obiettivo reale sembra essere non tanto lo sviluppo di un colorante “permanente” senza ammoniaca, visto che con l’ethanolamine  ne esistono ormai da anni, quanto un colorante senza ammoniaca “profumato”.

L’utilizzo di un mezzo oleoso, dovrebbe ridurre parte dei danni che la normale colorazione ossidativa arreca al capello, ma sospetto che la minor penetrazione di un mezzo oleoso rispetto ad al mezzo acquoso possa in certi casi produrre colorazioni meno intense. Da una parte la fase oleosa all’esterno per idrorepellenza “spinge” dentro al capello la fase acquosa, dall’altra gli oli che penetrano la cuticola , in una maschera possono rappresentare il 10/20% del peso del capello, interferiscono con la penetrazione dei coloranti. In sostanza il vantaggio della applicazione di oli ai capelli può comportare anche uno svantaggio nella intensità della colorazione ottenibile, specie se in un prodotto domiciliare le concentrazioni di coloranti sono prudenzialmente inferiori rispetto ai prodotti professionali.

Per spiegarmi utilizzo il solito esempio del legno secco.

Il capello , come un ramo secco esposto all’acqua ed al sole , se immerso in acqua o in olio ne assorbe una certa quantità. Più profondamente riesce a penetrare il liquido più pigmento può depositare nel capello. Per varie ragioni, ma anche semplicemente per la sua viscosità, l’olio penetra di meno, pertanto può impregnare il nostro ramosecco/capello meno profondamente.

Il risultato è che, a parità di concentrazione di coloranti, è molto probabile che un sistema di colorazione dei capelli in un mezzo oleoso richieda più passaggi per ottenere la colorazione che un sistema in un mezzo acquoso ottiene fin  dal primo trattamento.

Personalmente apprezzerei questo approccio  più graduale  alla colorazione dei capelli . Si ottiene una maggiore naturalità nella colorazione e minori stress nei capelli.

Ma io ho spesso opinioni molto personali sui cosmetici. Il mercato , abituato a colorazioni “bomba”, tutto e subito, può non gradire la cosa anche se effettivamente la colorazione oleosa dovrebbe conservare meglio qualità, resistenza e lucidità dei capelli.

Penso che “coprire il 100% dei capelli bianchi”, come dichiarano, non significhi necessariamente : coprire al 100% i capelli bianchi.

Dubbi più rilevanti mi vengono sui rischi che comportano formulazioni in base oleosa.

Quasi tutti i coloranti ossidativi sono collegati ad un rischio allergico più o meno elevato.

La formulazione oleosa comporta una maggiore probabilità di penetrazione transcutanea e anche accidentalmente si alza il rischio allergico, che per quanto relativamente raro con queste sostanze si deve considerare un rischio grave.

Ben fa L’Oreal, come hanno pattuito vari produttori di tinture Europei, a richiedere il test allergico 48 ore prima della colorazione, ma se il trend della colorazione dei capelli in base oleosa crescerà si dovrebbero adottare coloranti con un profilo di rischio allergico più basso.

Nella colorazione permanente dei capelli, per quanto con un odore decisamente sgradevole, la ammoniaca non è certo l’ingrediente più problematico.

Purtroppo nessun estratto vegetale può realizzare tinture permanenti comparabili con quelle realizzabili con i coloranti ammessi dalla normativa, ma l’idea di utilizzare una emulsione per  l’applicazione di erbe tintorie non è affatto malvagia. Quando non si utilizzano agenti alcalinizzanti gli oli vegetali non possono saponificare.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 22 settembre 2014

 

 

I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

33 Commenti

  1. Ho deciso da un anno e dato che ho 60 anni di non tingere più i capelli, i miei boccoli adesso sono sale e pepe. Ma purtroppo sono sempre stati fini, e adesso dopo un grosso intervento ho cominciato a perderli. Avevo fatto anni fa l’hennè, ed effettivamente il capello era ispessito, perchè ho letto che la polvere avvolge il capello, il problema è stato mandare via l’hennè lawsonia!!!!! Ho letto che la cassia non colora, infatti non voglio colorare i miei capelli, ma solo rinforzarli, poi in altri siti leggo che la cassia può dare riflessi dorati, che io non voglio. Domanda : su capelli sale-pepe posso usare la cassia obovata per rinforzarli o può darmi dei riflessi che non voglio? Grazie.

    • Inspessire non significa necessariamente rinforzare il capello… Un capello lasciato a mollo nell’acqua si ingrossa ma non si rinforza, anzi.
      Per rinforzarlo o gli si aggiunge un sottile rivestimento particolarmente resistente e plastico o lo si impregna con sostanze “leganti”. Non conosco nulla che dia risultati stratosferici, ma il semplice impacco con oli semisiccativi, come quello di soia, ha un suo razionale.

      • Impacco con olio di soia? Proverò, grazie.

  2. @ Max. In genere quando un prodotto di una marca seria mostra difetti o performance inadeguate, la cosa migliore da fare è segnalarlo all’azienda, dove il customer care puo fornire risposte molto più pertinenti. Nel caso le risposte dell’azienda siano insoddisfacenti si può verificare con un professionista, ci sono ottimi/e coloristi/e che magari non ne sanno molto di formulazioni ma che, per pratica ed esperienza, di colorazioni che svaniscono prima del dovuto, ne hanno viste tante. Personalmente ho notato che scostandosi dalle istruzioni di ogni prodotto, ad esempio: capelli bagnati, tempi di posa corti ecc. effettivamente il pigmento non penetra e polimerizza adeguatamente. Mi sembrano risposte più probabili al tuo problema di eventuali differenze del tuo capello da quelli della norma.

  3. complimenti ottimo blog e ottime informazioni.

    leggo che ci sono vari esperti, chi mia aiuta, sono uomo (ma i capleli dell’uomo e donna sono diversi ?) e non capisco uso il costosissimo excellence di l’orela, ma anche appena colorati… vicino alle tempire si vedono gia bianchi !

    e peggio, mi durano SOLO neppure 2 settimane, sono alla disperazione e leggendo vari forum vedo che e’ il problema non solo mio !

    mi pare di leggere pure che la colorazioni per casa fai-da-te sono per prudenza MOLTO piu leggere, e che bisognerebbe indirizzarsi verso quelle professionali ?

    un mega epserto che mi possa aiutare, grazie mille

    xxx gli indirizzi e-mail vengono rimossi xxx

    • da quello che so, parliamo di colorazioni standard che usano più o meno gli stessi meccanismi ed ingredienti indipendentemente dalla marca. Se correttamente applicati, mi sembra strano che non coprano i capelli bianchi in tempi così brevi ( a parte il problema crescita che sulle tempie può in 2 settimane rappresentare il 50% di un capello tagliato corto , cioè circa 1 cm. ). Le normali colorazioni permanenti domiciliari o professionali, sono permanenti e, normalmente reggono molto più di 20 lavaggi. Effettivamente le formulazioni domiciliari sono in genere più semplici di quelle professionali, con mix di sostanze coloranti meno complessi, ma la concentrazione di sostanze coloranti non è necessariamente minore, a parità di colore e tono che si vuole ottenere.

      • grazie, gentilissimo…..

        eppure leggo in altri forum e blog che anche altre donne si lamentano come me… quindi o c’e un qualche problema o non capisco, boh ?

        tra l’altro uso come dicevo excellence che costa un botto, quando NON in offerta anche quasi 10 euro, ed e’ appunto permanete gruppo III, bel mistero.

        Non credo sia un problema di capelli diversi tra uomo e donna vero ?

        ma come dicevo la cosa MOLTO strana e’ che mi dura meno di 2 settimane la tinta (a parte la ricrescita) e alcuni bianchi sulle tempie sono rimsati bianche anche dopo la tinta.

        magari sbaglio io , ma in cosa? meglio colorarli a capelli lavati e quindi puliti o sporchi ?sono alla disperazione….. aiutoooo, grazie

  4. in realtà gli “olii” schiarenti esistono da parecchi anni sul mercato e sono una buona alternativa alle classiche decolorazioni ecc questo per quanto riguarda il biondo..Le posso assicurare che funzionano molto bene e lasciano i capelli morbidi
    invece ho trovato veramente poco serio da parte della Loreal l’immissione sul mercato di un prodotto inadeguato e imperfetto, non ho mai apprezzato i loro prodotti comunque perché ci sono tante aziende italiane che producono prodotti professionali per capelli di qualità migliore, basta saper cercare..anche i parrucchieri dovrebbero usare di più prodotti italiani e sicuri di chi punta sulla qualità e non sulla pubblicità

    • Da quel che ricordo i brevetti presentati da l’Oreal erano difendibili e non credo che grandi gruppi si siano messi a violare la sua proprietà intellettuale , con conseguente litigiosità, cause per danni ecc..Alcuni piccoli-piccolissimi produttori si approfittano del fatto che non c’è l’interesse economico di avviare contro di loro una causa legale, ma è una furbata che può reggere solo finchè vendono molto poco. Quindi la anteriorità degli “oli schiarenti” che segnali sospetto che non vada in conflitto con i brevetti L’oreal, forse perché sono solo schiarenti e non coloranti come i prodotti l’Oreal, o perché utilizzano arte nota non coperta dai brevetti. Concordo sul fatto che se la qualità della colorazione non è sufficiente alla lunga non basta dire “olio” per venderla, ma il prodotto sia nel professionale che nel domiciliare sembra decollare, evidentemente molti ritengono la qualità della colorazione adeguata, resto con i miei dubbi.

  5. Sono anni che cercavo spiegazioni chiare e scientifiche , che mi rivelassero il reale funzionamento degli agenti chimici nei prodotti che uso.. eliminando una volta per tutte la confusione derivante dalle fantasiose spiegazioni di venditori e professionisti inconsapevoli..
    Oggi cercavo un orientamento tra le colorazioni per capelli.. (..indecisa se ripetere la colorazione inoa o preferirne ina casalinga..:))
    Ed ho avuto la fortuna d’inciampare in un articolo chiaro, ben scritto, esaustivo , puntuale, rigoroso, consapevole delle differenti questioni in gioco, e nonostante tutto non polemico o facilmente catastrofistico come il suo!! ..anzi , con immenso piacere, Obiettivo! !
    La ringrazio per aver voluto mettere disposizione la sua conoscenza, mi riserverò il piacere di trovare la stessa consapevole obiettività in altri suoi articoli.

    Davvero un lavoro pregevole, complimenti!

  6. Ciao Rodolfo, adesso ti dico come la spiegano a noi parrucchieri quelli de L’Oreal. Considerato che la tecnologia di colorazione Oreal e per tutte la sottomarche satelliti al gruppo è la stessa, secondo loro l’olio rimane esterno al capello e la molecola non ossidata colorante viene attirata all’interno dei capelli in quanto idrofila, per osmosi (???). Non massacrarmi, cosi è come lo spiegano loro……

    • Bella spiegazione. Non è Osmosi ma ci assomiglia. Personalmente vari anni fa l’ho chiamata Osmosi Polare, cioè una tecnica che sfrutta la diversa polarità per trasferire sostanze attraverso tessuti semipermeabili. In pratica semplificando molto un olio idrorepellente all’esterno può spingere una sostanza idrofila all’interno se il tessuto è più idrofilo dell’olio. Sono idee che lancio Wiechers e l’utilizzo di un olio non polare come la paraffina al posto di oli vegetali si spiegherebbe.

  7. Ciao Rodolfo, continuo a spulciare il tuo interessante blog. Ho letto la tua opinione sull’interazione tra tinta e olii, e la condivisibile spiegazione su come gli olii potrebbero ostacolare la colorazione. Ciò detto però io ho un’esperienza pratica diversa. Io uso da anni l’henne, lawsonia senza picramato, fine perché qualità da tatuaggio (non in paste preconfezionate). Ho provato diversi mix, all’inizio senza olii e avevo una copertura discreta. Dal momento che la posa mi portava una certa secchezza ho tentato ad aggiungere olii al mix (proporzioni approssimative 100g di lawsonia, 400-500g acqua, 1 cucchiaio olio girasole, inserito subito prima della posa), e il risultato è stato molto superiore, da allora faccio sempre così. La spiegazione “empirica” che mi sono data, nella mia ignoranza, è che l’olio rallenti l’asciugatura dell’impasto, rendendo il lawsone disponibile per più tempo al legame con la cheratina del capello. Può essere così? Altrimenti beh, non è vero ma funziona è l’unica altra risposta che mi resta! Ciao!

    • Grazie per la testimonianza.
      Da qui non posso che fare vaghe congetture.
      La tua spiegazione mi sembra ragionevole anche considerando i diversi meccanismi d’azione e procedure di applicazione di coloranti come la lawsonia rispetto al prodotto Olia . Io considererei anche come un residuo sottile film oleoso migliori comunque l’ottica ( lucentezza ) del capello, ma le variabili sono troppe e senza vedere esattamente cosa succede potrei dire cose insensate.

  8. Ciao Rodolfo, innanzi tutto complimenti per l’articolo davvero completo!! Io ho una domanda da porti :)

    Sono incinta al 4to mese, sono giovane ho 27 anni ma purtroppo sin da quando ne ho 20 ho capelli bianchi qui e la sopratutto nella parte “alta” della testa (ovvero proprio sopra!). Inizialmente ero castana chiara con le punte bionde, ma ad ottobre 2014 mi ero annoiata ed avevo fatto una tinta castano scuro con riflessi rossi, ora dopo mesi ovviamente è scomparsa da quasi tutti i capelli lasciandomeli praticamente tricolore! Ricrescita castano/cenere con qualche capelli grigio, riflessi rossi (che odio!) nella parte centrale, e punte castane (perchè ovviamente il rosso da li se n’è andato!).

    Ora.. l’idea è tornare castana con magari in futuro le punte più chiare, ma per ora mi accontento con avere i capelli di un unico colore hehehe. Cosa mi consigli??? Mi faccio fare una tinta “normale” quindi con ammoniaca, oppure uso una tinta come questa? Dici che me li copre i riflessi rossi?? Quale farebbe meno “danno” a livello di assorbimento? (dicono che le tinte in gravidanza ora si possono fare… boh!). Gradirei un tuo consiglio visto che mi sembri molto esperto :)

    Grazie mille!!!

    • Tutti i cosmetici, anche tutte le tinture, vengono messi sul mercato “presupponendo” che siano sicuri, ma purtroppo è una responsabilità a priori che si assume chi produce e commercializza il cosmetico. Sta nel consumatore affidarsi più o meno .
      Nelle tinture non è certo l’ammoniaca la sostanza con un profilo tossicologico più inquietante, ma il rischio di assorbire qualcosa che fa male se si applicano correttamente i prodotti è molto limitato. Solo ciò che entra a contatto della pelle dello scalpo e per tempi idonei o ciò che si respira può fare dei danni.
      Il calcolo del rapporto rischio beneficio quando si è in cinta è particolarmente complesso e personalmente, nel dubbio, mi terrei i capelli tricolore ancora per qualche mese.
      Volendo comunque tingersi i capelli , adotterei una tintura di una grande marca dove espressamente ed esplicitamente “scrivono” che è utilizzabile anche in gravidanza. Almeno so che c’è qualcuno che si assume questa responsabilità e che presumibilmente ha verificato idoneamente questo complesso aspetto della sicurezza cosmetica.

      • Ti ringrazio per la tua celere risposta Rodolfo. Io credo che, anche se non amo i miei capelli in questo momento, per il mio piccolo posso benissimo attendere qualche mese :) Ti ringrazio ancora per il tuo feedback!

  9. Partendo dal presupposto che tutte le tinture chimiche aprono le squame, colorano i capelli e le richiudono, trovi che questa tinta contenendo olio minerale (che avvolge i capelli, come tutti gli oli) protegga di più i capelli?
    DIciamo tra una tinta con ammoniaca, una senza ammoniaca e una a base oleosa come questa c’è qualche differenza?

    • è in corso di revisione un articolo sugli oli da utilizzare nei capelli, penso che il vantaggio per il capello di una colorazione oleosa sia reale.
      Il meccanismo della pigmentazione, ossidazione-riduzione-allagamento squame e quant’altro non cambia, ma la colorazione oleosa residua una pellicola protettiva-condizionante che effettivamente può migliorare il capello. da approfondire.

  10. Ti ho appena scoperto (non mi sono mai occupato di cosmetici) e finisci dritto dritto nei mie preferiti :)

  11. Concordo con tutto l’articolo e confermo le sue perplessità! Personalmente l’ho provata e non copre granchè, anzi, a tintura ultimata si vedeva ancora il colore che cercavo di coprire. Devo riconoscere che, rispetto ad altre tinte, non rovina il capello, ma ovviamente questo non può bastare in un prodotto tintorio. Magari sui capelli bianchi e con un maggiore tempo di posa potrebbe avere una migliore resa. Di certo è da rivedere!

    • grazie per la testimonianza, Sospetto che si voglia portare il mercato ad una scelta: capelli più morbidi , ma tinture in più passaggi. Non so se il mercato delle tinture domiciliari gradirà, anche perché a casa farsi qualche impacco con olio non è un gran problema.

    • Caspita quindi non copre il colore sotto.. :(

  12. Sarei curiosa di sapere quale tintura per capelli sia la meno peggio

    • argomento vasto. i coloranti per capelli ammessi dalla normativa sono tutti ” sicuri” alle condizioni specificate, ma alcuni sono certamente più “problematici” . Mi è stato chiesto di parlarne, ma non posso dare risposte sintetiche. Cosa è meno peggio dipende poi molto dalle aspettative del consumatore.

  13. Mi incuriosiva molto sapere come funzionasse in linea di massima questo tipo di tinture la cui pubblicità invadeva costantemente la televisione fino a qualche tempo fa. Decisamente siamo nell’era dell’olio, l’olio che ripara e protegge i capelli e questa tintura conferisce un senso di protezione al cliente della serie “Mi sto trattando i capelli ma mi sto proteggendo con l’olio”. Dalla mia modesta esperienza ho anche capito che molti prodotti che un tempo venivano venduti come cristalli liquidi ora vengono venduti come oli straordinari. Interessante la questione del MEA. Molto spesso al barbiere si sente parlare dell’odore di ammoniaca in tinture “senza ammoniaca” e gli esperti rispondono “Sono dichiarate senza ammoniaca ma un po’ devono contenerne”. Non riesco a capire perché aggiungere quel minimo di gocce di olio vegetale in un prodotto dove potrebbero causare dei rischi di formazione di nuove reazioni. Molto interessante comunque, grazie!

    • In laboratori di eccellenza come quello L’Oreal i rischi di reazioni chimiche in una formula complessa sono sicuramente valutati, ma direi tranquillamente che gli oli vegetali in questo caso servono solo all’etichetta, a far vendere il prodotto, pertanto le loro concentrazioni possono essere anche veramente minime.

      • Indubbiamente, non è una semplice casa cosmetica ma un vero e proprio istituto di ricerca, così come tante altre marche cosmetiche. Però tutta la questione mi è sembrata un complicare le cose, magari avevano già una formula che funzionava ma hanno dovuto fare delle ulteriori prove per aggiungerci dell’olio per questione di marketing perché i dirigenti l’hanno detto, non so se ho reso il concetto. Dubito fortemente che nella mente dei formulatori che hanno progettato il prodotto non sia passato per la mente il pensiero “Che lo stiamo mettendo a fare?”

  14. Come al solito, chiaro, esaustivo e lucido nel ragionamento. Ottimo!

  15. Grazie e Complimenti, finalmente un blog con informazioni sulla cosmesi utili anche per chi nella cosmesi ci lavora.
    Solo una nota:
    ammine e non amine
    ponti bisolfuri non bisolfiti …

    • Grazie per i complimenti e per le correzzzioni.
      In realtà non sono errori di stompa.
      Visto che non devo passare nessun esame di chimica , dove peraltro probabilmente mi boccerebbero, sono portato a non adeguarmi ad alcune convenzioni italiane .
      Quando tutta la ricerca in inglese li chiama hydrocarbons preferisco la traslitterazione idrocarboni all’italiano idrocarburi, anche perché così si capisce meglio che il carotene non è un combustibile.
      I Disulfite bond o bridge, per me sono ponti disolfiti e non disolfuri e via di seguito con le amine al posto delle ammine e gli alkali al posto degli alcali.
      Questo apparente vezzo linguistico inoltre aiuta quei pochi lettori, cosmetologi e non, che non parlano italiano e che con il traduttore automatico hanno segnalato la difficoltà di tradurre termini tecnici.
      Capisco che chi ha studiato su libri italiani di chimica possa essere disorientato, ma se non capisce a cosa mi riferisco chiamandoli ponti bisolfiti non posso farci molto.
      Su internet in Italia, dove se finisce per -one è un silicone e se inizia con iso- è un prodotto di sintesi, credo di non essere il peggior divulgatore sulla cosmesi.
      A tutti i professionisti della cosmesi che capitano su queste pagine rivolgo comunque l’invito a correggermi o confrontarsi sulle mie argomentazioni che non condividono.

      • Non era una critica, non capivo perché un post così ben informato e dettagliato facesse questi errori di nomenclatura chimica. Per me se li vuoi chiamare ponti bisolfiti va benissimo. Complimenti di nuovo. Lavoro nelle colorazioni e quando si parlerà di coloranti potrei dire la mia.

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Choose a Rating