NONONSENSECOSMETHIC DICE COSE SENZA SENSO

Così ha titolato un suo post Fabrizio Zago nel forum che gestisce.
Il post è stato subito riportato anche nel forum Saicosatispalmi.
Ringrazio chi me l’ha segnalato.
Premetto che non ho nessuna intenzione di rispondere, anche se polemiche e flame su internet fanno audience. Mi sembra un duro attacco al blog e una garbata difesa di una marca cosmetica .
Se è un attacco, non mi interessa ne attrae fare la gara a chi sputa più lontano,  se è una difesa di una marca, non ho nulla da dire considerato che non  mi interessa discutere gusti e opinioni personali . Sono migliaia i prodotti cosmetici che non mi piacciono e che non comprerei , che invece piacciono a milioni di persone… me ne sono fatto una ragione.
Visto invece che credo che il confronto di informazioni reperibili da fonti diverse possa far crescere questo blog, linko,copio e incollo integralmente il post di Fabrizio Zago e invito a leggere cosa argomenta e come lo fa, confrontandolo con quanto ho effettivamente scritto nell’articolo sull’olio di Pongamia.
Se ci sono affermazioni nel mio articolo, non quelle che mi mette in bocca Zago o che lui ha voluto intendere, che non sono chiare o che , alla luce di quanto dichiara Zago, sembrano inesatte, segnalatemelo. Sarò felice di chiarirle o rettificarle.

MYTH BUSTER: Pongamia Oil; filtro solare o ecobufala ?

Rodolfo Baraldini

Pubblicato 6 agosto 2014

tratto da http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=2&t=45361:”

Nonsensecosmethic dice cose senza senso !

Nonsensecosmethic dice cose senza senso !

Messaggioda Fabrizio Zago » lun ago 04, 2014 3:19 pm

C’è un articolo pubblicato su un sito a cui alcuni danno retta. Fortunatamente sono pochi dato che vengono fatte delle dichiarazioni spesso opinabili e che anche i meno esperti possono valutare da soli. Un elemento comune e sempre presente è che se una cosa la dice il Forum di Promiseland, a prescindere da altre considerazioni, si deve dimostrare che non è vero, che si tratta di una bufala. Se c’è una cosa che ho sempre cercato di fare è di non sbilanciarmi per nessuna ditta o per nessuna gamma di prodotti in particolare. Sul tema dei prodotti solari ho recentemente visto delle ricette che mi sono piaciute molto. Quindi, contrariamente a quello che faccio di solito, mi sono sbilanciato sostenendo che fossero delle buone creme. Si tratta dei solari BJOBJ. Ovviamente si sono cercate tutte le maniere per denigrare questo prodotto. Da buon scolaro mi sono messo a reperire i dati necessari per sostenere la mia tesi. Il post in questione è questo:MYTH BUSTER: Pongamia Oil; filtro solare o ecobufala ?Adesso vediamo alcune perle e cerchiamo di commentarle serenamente.Parlando dell’efficacia come filtro UV del Pongamia Oil, si fa questa affermazione: “Perché la Unilever che lo brevettò oltre 25 anni fa , non lo ha utilizzato come filtro solare ?” Il redattore dell’articolo dovrebbe chiederlo a Unilever invece che utilizzare un dato di fatto come prova. Prova di che? Quello invece che il redattore non conosce è che un’altra enorme multinazionale sta comperando l’olio di Pongamia facendone incetta. Questo peraltro sta facendo lievitare i costi della materia prima. Fatture alla mano risulta che l’estratto di Pongamia costi più di 500 euro al chilo. Se questo significa un prodotto economico devo rivedere alcuni miei principi. Se un fabbricante disonesto volesse usare la Pongamia solo come specchietto per le allodole mi chiedo perché spendere tutti questi soldi. Il fatto è che la Pongamia è realmente efficace.Ma andiamo avanti considerando un’altra perla:C’è però un piccolo problemino. La Karanjina e il Pongamol sono le tossine che rendono l’olio di Pongamia inedibile e particolarmente tossico per l’ambiente acquatico. La dose letale LD50 della karanjin risulta 14.32 mg/kg quella del pongamol 17.14 mg/kg . Non sembrano sostanze molto semplici da maneggiare in un cosmetico.Non so se l’autore dell’articolo faccia apposta a creare confusione ma di certo la confusione è tanta. Vediamo di chiarire. Mettere assieme la tossicità acquatica di alcune sostanze presenti nell’olio di Pongamia con la tossicità per gli esseri viventi è quanto meno scorretto.Prima ipotesi: si sta parlando di tossicità per gli organismi acquatici. In questa ipotesi abbiamo qualche esempio da fare: - C12-14 Alkyl polyglycoside 8,7 mg/l 2 volte più tossica - C8-18 Alkyl amidopropylbetaines 0,925 mg/l 16 volte più tossica - C16-18 Esterquats 1,91 mg/l 7 volte più tossica - Acido laurico (normale componente di un olio vegetale) 3,9 mg/l 3,5 volte più tossica Tutte queste sostanze riportano o dovrebbero riportare il simbolo con il pesce morto e l’albero secco. E’ molto facile fare dello scalpore mettendo un disegnino che è invece molto comune nelle materie prime. Quello che conta è la dose, lo dice il blogger stesso ma se lo dimentica quando commenta alcuni prodotti.Mi fermo qui avendo dimostrato con dati provenienti direttamente dalla DID list Europea che karanjin e pongamol sono nettamente più eco compatibili rispetto a molte sostanze universalmente usate per tutti i tipi di prodotto, eco-bio compresi.Ma probabilmente si voleva far riferimento alla tossicità per l’uomo (lo confermerebbe il fatto che l’olio non sarebbe di grado alimentare). Se è così non si capisce l’affermazione: “l’industria chimica e la ricerca indiane hanno svolto centinaia di test su animali per definirne meglio il profilo tossicologico, in modo da verificare una dose letale orale nei topi superiore a 2000mg/kg” insomma si è voluto creare una bel caos per dire, in conclusione, che l’olio di Pongamol NON è tossico (il valore 2000 mg/kg lo conferma). Ma la cosa più grave è che si è voluto cercare un microelemento e farlo assurgere a valore totalizzante. Non è corretto! Se prendo qualsiasi sostanza chimica normalmente impiegata in cosmetica di questi microelementi ce ne sono a migliaia. Non ve li elencherò tutti ma alcuni è doveroso citarli: - Nella cocoamidopropil betaina si trova il del cloro mono acetato: tossicità orale LC50: 95 mg/kg - Nella Cocamide DEA si possono trovare nitrosoamine per le quali viene attribuita la frase: “possibile cancerogeno per l’uomo”. A questo punto mi si dirà che considerano solo sostanze sintetiche. Propongo allora dei valori tipici di alcuni oli essenziali: - Leptospermum petersonii Oral LD50: 1,9ml/kg - Azadirachta indica Oral-Rats LD50: 14ml/kg - Jasminum grandiflorum Oral-Rat LD50 5 mg/kgE allora? Non dobbiamo più lavarci? Non dobbiamo più usare una crema? Certamente le cose non stanno come sono state presentate. La questione è un’altra ed il responsabile dell’articolo citato dovrebbe saperlo o perlomeno averne un’idea. Invece che dire l’uso di questi oli naturali sia una “eco-bufala” si dovrebbe preoccupare della gravita dell’affermazione. Ogni prodotto cosmetico viene valutato da un esperto tossicologo che valuta vari parametri: a chi è destinato il prodotto (bimbo, donna, uomo), la quantità usata per ogni applicazione, la frequenza eccetera. Un elemento fondamentale per valutare la sicurezza di un formulato ovviamente tiene in massimo conto la tossicità espressa come NOAEL ed il conseguente MoS. Quando viene detto che “Non comprerei questo prodotto neanche se costasse un decimo e soprattutto non lo utilizzerei mai per mio figlio.” Si lascia intendere che si tratti, senza mezzi termini, di un prodotto molto pericoloso. A parte quindi consigliare di non usare neppure uno shampoo che contenga alchilpoliglucosidi e betaina, sta mettendo in discussione ed accusando apertamente il valutatore della tossicità di non aver fatto bene il proprio lavoro o di non averlo fatto per nulla. Questa affermazione è molto grave ed ovviamente chi l’ha fatta se ne assumerà tutte le conseguenze. Conseguenze che non spetta a me provocare. In realtà ho letto le varie valutazioni, il PIF ed i test di performance e confermo che il Bjobj protezione 50 è un ottimo prodotto sotto il profilo tossicologico.Infine le considerazioni finali dell’estensore del post:Nella lista ingredienti c’è un solo filtro solare di quelli ammessi dal regolamento europeo , il biossido di titanio , e per di più in ottava posizione dopo l’emulsionante , quindi a concentrazioni non alte. Olio di Pongamia in seconda posizione e Ossido di Zinco in quarta; considero molto improbabile ottenere un SPF 50 in queste condizioni. Ho qui davanti agli occhi e disponibile a tutti, il risultato del test (realizzato in un primario laboratorio) che dichiara un SPF in vitro di 55,3 quindi ampiamente superiore a quanto dichiarato. Anche in questo caso è stato preso un enorme granchio. Prima di fare certe affermazioni ci si dovrebbe informare altrimenti la smentita diventa fin troppo facile.Altra affermazione: Non userei MAI e poi MAI in un solare per BIMBI come filtro solare sostanze come l’olio di pongamia ed il pongamol , ed in realtà anche il gamma orizanolo che può rientrare tra i potenziali disruttori endocrini, di cui la fototossicità e la sicurezza non sia stata testata e approvata dall’ SCCS. Forse sfugge il fatto che l’SCCS non ha valutato TUTTE le sostanze naturali e non, utilizzate in cosmetica. Per il resto vale quanto detto sopra e cioè che il formulato è stato valutato come SICURO da un esperto. L’esperto ha fatto le sue considerazioni con i dati sotto mano e non ad occhio come il responsabile del post. Se quest’ultimo aspetta di avere TUTTE le sostanze valutate dall’SCCS è bene che scelga di andare in montagna e non al mare perché un solare così non esiste e probabilmente non esisterà mai.

Altra ancora: Proprio perché sono sostanze relativamente nuove , di cui solo recentemente sono scaduti i brevetti per l’utilizzo cosmetico , l’industria chimica e la ricerca indiane hanno svolto centinaia di test su animali per definirne meglio il profilo tossicologico, in modo da verificare una dose letale orale nei topi superiore a 2000mg/kg. Test che si trovano facilmente in rete… non mi è mai piaciuto chi per vendere una cremina sfrutta la ignoranza dei consumatori sul problema dei test animali. Ma che sequela di contraddizioni!!! Qui si dice che sono stati fatti molti test per stabilire il profilo tossicologico e sopra che “la fototossicità e la sicurezza non sia stata testata”. Ma come? Prima dice che non ci sono test e poi dichiara che sono stati spesi un mucchio di soldi per farli? Si dovrebbe mettere d’accordo con se stesso, anche se la cosa, alla luce di queste considerazioni mi sembra difficile. Per inciso ho un documento che conferma che il fornitore dell’olio di Pongamia lo ha testato nel 1995 e non “testata su animali recentemente” come asserisce erroneamente l’autore del post.

Infine c’è una frase “Non posso rispondere alla domanda di Marcello: “come fa ICEA a certificare questi prodotti ?” ebbene allora rispondo io: ICEA ha inviato due certificatori qualificati. Questi tecnici hanno preso visione dei PIF, del calcolo della tossicità, delle schede tecniche e di sicurezza dei vari componenti e dei microelementi contenuti, la loro origine e dei test che comprovano l’efficacia cosmetica del prodotto. Lo hanno ritenuto, a fronte di dati e non di chiacchere, un prodotto solare ottimo e degno di portare il logo ICEA. Esattamente quello che penso e sostengo anche io. Già, io non devo rispondere a nessuna multinazionale, non permetto che nel sito biodizionario.it ci sia della pubblicità. Sono libero di dire quello che sento giusto dire. E’ una bella libertà che mi tengo ben stretta. In quanto alla ridicola conclusione: “Peccato!! Sui solari eco-bio, con questo BJOBJ Bimbi SPF50, Germania batte Italia 4 a 1” Si deve leggere così: “Bjobj bimbi SPF 50 batte la malafede 5 a 0 e si conferma ai vertici della classifica come tra i migliori solari eco-bio”.

Fabrizio Zago

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6 Commenti

  1. Concordo con chi ti ha fatto i complimenti per come hai gestito questa discussione e per quello che hai scritto a proposito del prodotto “incriminato”. Mi permetto di sorridere un po’ per il fatto che, nel post di Promiseland, Zago non faccia mai il tuo nome, ma ti indichi insistentemente come “l’autore del blog”.

    Mi fa venire in mente la mia parrocchietta di tanti anni fa quando si cercava di parlar male dell’editore nostro concorrente ma, per evitare di fargli pubblicità indiretta, lo si chiamava “l’altro editore”.
    Buona serata, Innominato, grazie come sempre per il lavoro che fai.

  2. Premetto la mia ignoranza in materia. Quella che segue è l’idea che mi sono fatto nonostante questa ignoranza. I numerini sono importanti: “sacri” nella loro obiettività. Tuttavia, più importante dei numerini, c’è l’uso che se ne fa. Proprio per via della loro assoluta obiettività, i numerini di per sé sono insignificanti. È l’utilizzatore che carica li stessi di significato. Un dibattito a base di numerini evoca in me l’atroce scenario dei diverbi politici dell’ultimo periodo del governo berlusconiano. Numerini su numerini, accanimento numerico, profluvio cifrico, feroce duello statistico – ISTAT a ferro e fuoco. Alla fine del diverbio, tanta confusione. Dentro di me la sensazione: “ridatemi le due ore che ho speso ad ascoltare questi inconcludenti sproloqui!”. Ognuno tira numeri al proprio mulino. I numerini sono come l’acqua: sono vitali, ma non te ne fai nulla senza un adeguato contenitore. Tra l’altro, considerata la mia (premessa) ignoranza in materia, che me ne faccio dei numerini? Come li carico di significato? Semplicemente, non posso. Il mio triste destino è morire di sete.

    Ad ogni modo, la mia perplessità maggiore in realtà risiede altrove. Tramite la “filosofia” dietro al biodizionario, ho imparato a dubitare dei produttori. Ai produttori non sta in nessun modo a cuore la salute dei consumatori – alle aziende basta non essere direttamente imputabili degli eventuali danni causati alla salute delle persone. Valga l’esempio emblematico della paraffina: fino ad una certa concentrazione di impurità, è sicura. Ma chi mi assicura che quella concentrazione non venga, anche per quantità minime, superata? Per il principio cautelativo, evito la paraffina. Vale a dire: per il principio cautelativo, DUBITO DEL PRODUTTORE. Ora. Improvvisamente. Per quale malsana ragione dovrei iniziare a fidarmi del produttore? Per giunta, in merito ad un ingrediente ASSOLUTAMENTE DUBBIO, tanto da non aver ricevuto un’adeguata valutazione-catalogazione da parte degli organi preposti.

    Insomma, la mia impressione è che in questa corsa agli armamenti della consapevolezza, si stia finendo, di propria spontanea volontà, col trincerarsi in una terra di nessuno, un neo-medioevo, una terra barbarica priva di leggi, una wasteland originata non da improvvisi conflitti nucleari, bensì da un lento ma costante, graduale ma inevitabile, avvelenamento dell’ecosistema.

  3. La critica è un diritto fino a prova contraria. Il fatto che si abbiano idee divergenti e contrastanti non giustifica il suo comportamento.Cosa mi rappresenta la frase : “Un elemento comune e sempre presente è che se una cosa la dice il Forum
    di Promiseland, a prescindere da altre considerazioni, si deve
    dimostrare che non è vero, che si tratta di una bufala.” ? E’ forse lei l’ unica fonte valida d’ informazione ? Un poco pretenzioso, non trova?
    E per quanto riguarda il commento del titolare della ditta in questione ,da ignorante quale io sono, nemmeno lo considero, fosse pure il peggior prodotto sulla faccia della terra dubito fortemente che lo dichiarerebbe, o no?

  4. Non capisco perché l’autore di questo blog non risponda, invece di trincerarsi dietro a un no comment. Se ha dati alla mano diversi da Zago che dica pure la sua, sennò pure questo silenzio è un no-nonsense!

    • a me è parsa una difesa di una marca ed un attacco al blog.
      se non mi viene indicato cosa è inesatto o non chiaro nel mio articolo , la discussione si riduce ad un: io credei ch’ei credesse ch’io credetti, di dantesca memoria.

      • Buonasera Rodolfo,
        Io invece ti faccio i complimenti per il blog che è una vera miniera di utilissime informazioni e anche per come hai affrontato questa “polemica”.
        P.S Il tuo articolo è chiarissimo.

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