“Non Testato Su Animali”: pubblicità ingannevole

“Non Testato Su Animali”: pubblicità ingannevole

Ho già più volte detto cosa penso dello sfruttare questo claims per vendere i propri cosmetici.
Recentemente l’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria si è pronunciato contro  Saponificio Gianasso spa per la pubblicità televisiva dei cosmetici ” I Provenzali”.

 

Dispositivo
«Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è in contrasto con l’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione commerciale, limitatamente al claim ‘non testato sugli animali’.»
Art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole

Rodolfo Baraldini

pubblicato 8 novembre 2014

articoli correlati:

COSMETICO CERTIFICATO COME NON TESTATO SU ANIMALI: BUFALA O BUONE INTENZIONI ?

Cosmetici Cruelty Free: un marchio di successo.

I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

5 Commenti

  1. Ma perché è stato sanzionato ? Lo usano tutti , perché se la sono presa con loro ?

    • Non è vero che lo usano tutti, lo usa solo chi non considera scorretto pubblicizzare un merito che essendo obbligatorio per legge hanno anche tutti gli altri cosmetici, oppure chi non è abbastanza grande…..

      • intanto il Saponificio Gianasso è uno tra i pochi produttori italiani che sono certificati cruelty-free e adottano fixed cut off date, quindi va oltre gli obblighi di legge e si impegna con il consumatore a non inserire nei propri prodotti alcun ingrediente testato per scopi diversi dalla cosmetica(sì,la legge permette di inserire nei cosmetici ingredienti testati ad esempio a scopo farmaceutico)…per questo sarebbe proprio uno dei pochi che davvero avrebbe davvero diritto di dichiarare i propri prodotti non testati (cosa che fanno infiniti altri produttori che non applicano fixed cut off date e che glissano o prendono in giro il cnsumatore con giri di parole se si chiede di applicarla).
        Davvero una gran vittoria prendersela con chi realmente un impegno ce lo mette e non alzare un dito verso chi ci prende in giro.

      • Una azienda proprio perché è più attenta a queste tematiche dovrebbe saper comunicare correttamente i suoi valori…. evidentemente non l’hanno fatto e questo è ancor più grave in quanto: se anche i “migliori” sbagliano, che dobbiamo pensare di tutta questa pubblicità animalista?

      • Il divieto di sperimentazione animale riguarda la conformità al regolamento 1223/2009 e vale per l’unione europea.

        Nessuno può impedire che si faccia sperimentazione animale su sostanze usate nei cosmetici se queste vengono usate anche per fini diversi (farmaceutico, biocidi, ausiliari chimici, ricerca ……. militare… chi più ne ha più ne metta) Ovviamente i protocolli non faranno cenno al regolamento sui cosmetici.

        Quindi certificazioni di questo tipo in realtà certificano ben poco dicono solamente che i prodotti non sono testati su animali e che, ai fini del reg 1223/2009, le materie prime non verranno più testate su animali (ribadiscono quindi degli obblighi di legge). Non possono certo garantire che le sostanze non stiano o non verranno testate su animali per scopi diversi. A meno che non sussista l’obbligo di informare gli enti certificatori delle sperimentazioni, cosa che francamente non mi risulta.
        A mio modesto parere bene fa il giurì a sanzionare chi si fa bello per il mero rispetto di un obbligo di legge.

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Choose a Rating