NIVEA solare bimbi ed i “filtri comici”

NIVEA solare bimbi ed i “filtri comici”

 

 

Mentre scrivevo Scegliere la miglior protezione solare per bimbi non potevo non dare una occhiata ad uno dei prodotti leader di mercato in Italia: Nivea.

È straordinario come su internet ci siano decine di recensioni, pagine e video che parlano di cosmetici che a fatica vendono qualche migliaio di pezzi l’anno  mentre  quelli che vengono comprati ed utilizzati  100 volte di più nessuno se li fuma….

Milioni di prodotti significano milioni di consumatori che in rete sembrano non avere voce.

Misteri della NUOVA DEMOCRAZIA DIGITALE.


Tutti i filtri solari sono CHIMICI, in quanto tutte le sostanze esistenti , l’acqua, l’emoglobina, la clorofilla ecc.. sono sostanze chimiche.

Tutti i filtri solari sono FISICI , in quanto il fenomeno FISICO di assorbire, diffondere e/o riflettere le radiazioni elettromagnetiche  è comune a tutte le sostanze.

Qualche filosofo particolarmente addentrato nei labirinti semantici del linguaggio pubblicitario può aprire una lunga discussione su cosa è un filtro chimico.

 

Nel frattempo scopro che il Latte solare protettivo bambini, SPF50+ della NIVEA  NON CONTIENE FILTRI CHIMICI.

http://www.nivea.it/Prodotti/Linea-Solari/For-Kids-Protezione-Bambini/latte-solare-protettivo-bambini


Ho subito pensato ad un errore di stompa. Forse volevano scrivere “filtri comici”.
Chi lavora nella cosmesi si sarà domandato perché i giganti del mercato non hanno a catalogo solari con solo Biossido di Titanio come filtro solare. Sono relativamente semplici, piacciono, costano relativamente poco .
Tra le risposte più probabili:
1-Gli amministratori delegati dei primi 20 gruppi della cosmesi mondiale hanno deciso congiuntamente di boicottare quello della Du Pont ( leader mondiale del Biossido di Titanio ) perché li batte sempre a golf.
2-Il Biossido di Titanio non viene adottato come unico filtro solare nei cosmetici più venduti in quanto interferisce con le scie chimiche.
3- Per non pagare le royalties alla repubblica di san Marino per i riferimenti al monte Titano.

NIVEA BABY Latte Solare Protettivo
Prima ancora di leggere la lista ingredienti mi sorge qualche dubbio quando leggo:
•Non contiene filtri chimici
e due righe sotto
•Con combinazione di filtri UV contenente filtri minerali

Quindi abbiamo una combinazione di filtri UV contenente filtri minerali e che non contiene filtri chimici.
Al confronto la antinomia del bibliotecario di Russell è più chiara.

Nella lista ingredienti,
Aqua, Octocrylene, Butylene Glycol, Titanium Dioxide, Butylene Glycol Dicaprylate/Dicaprate, C12-15 Alkyl Benzoate, Butyl Methoxydibenzoylmethane, Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine, Glycerin, Dicaprylyl Carbonate, Glyceryl Stearate Citrate, Glycine, Panthenol, Hydrogenated Coco-Glycerides, Myristyl Myristate, Tocopheryl Acetate, Stearyl Alcohol, Xanthan Gum, VP/Hexadecene Copolymer, Sodium Acrylates/C10-30, Alkyl Acrylate Crosspolymer, Trimethoxycaprylylsilane, Magnesium Sulfate, Zinc Sulfate, Ethylhexylglycerin, Phenoxyethanol, Trisodium EDTA, Methylparaben, Propylparaben, Citric Acid, Sodium Citrate-

spiccano 3 filtri minerali, Octocrylene,  Butyl Methoxydibenzoylmethane, Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine,  che proprio non conoscevo.

Mi domando:

Dove sono le miniere di Octocrilene ?

Sicuri che l’estrazione di Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine non abbia un impatto ambientale negativo ?

ed il  Butyl Methoxydibenzoylmethane non aumenta l’effetto serra ?

PS. In realtà non credo si tratti di un errore di stampa,
ma faccio sempre più fatica a capire il marketing delle marche di eccellenza.
La qualità nella comunicazione è sempre più scollegata dalla qualità del prodotto.
Siete proprio sicuri che i furbi debbano avere la meglio?

Rodolfo Baraldini

pubblicato 23 maggio 2015

 

Riferimento:

http://www.nivea.it/Prodotti/Linea-Solari/For-Kids-Protezione-Bambini/latte-solare-protettivo-bambini


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13 Commenti

  1. Caro Rodolfo, tempo addietro ti avevo riferito di voler aprire un’azienda cosmetica con un capitale molto molto ingente. Ci rinuncerei, ora anche con 25.000.000 è ridicola la situazione, non è possibile vendere onestamente dei prodotti. Sono tutti zuppi di spesso inutile acqua che diluisce i costi tanto quanto le creme che poi vengono raddensate e questo è il meno. Sei un grande ad avere il coraggio di continuare a scrivere qui e in qualsiasi modo io possa ti sosterrò sempre. In fondo non mi hai fatto prendere una strada completamente non etica, quella della cosmesi moderna figlia della pubblicità ingannevole e della semantica viscida… A proposito dove ci si può iscrivere al sito? Si può in qualche modo?
    Cordialmente Matteo A. Osso

    • Il sito è free, non richiede iscrizioni, sulla pagina facebook si può

  2. Ciao. Come si dovrebbero chiamare in modo esatto allora i filtri non fisici? Grazie

    • ne ho parlato qui

      http://www.nononsensecosmethic.org/cosmetici-solari-2a-parte-la-bufala-dei-solari-fisici-e-chimici-buoni-e-cattivi/
      a me piace la definizione “solubili” e “insolubili” , comunque definire ossido di zinco e biossido di titanio filtri metallici o minerali ( anche se la vaselina è un olio “minerale” ) è comunque più corretto che filtri “fisici”.

      • Grazie mille. Da oggi li chiamo minerali e solubili. . Cmq non mi sembra molto errato dire che fisicamente impediscono il passaggio delle radiazioni.

      • è assolutamente corretto, infatti tutti i filtri solari lo fanno. La differenza potrebbe esserci tra quelli che lo fanno solo per assorbimento e quelli che lo fanno anche per riflessione o scattering. Peccato che riflessione e scattering sono possibili anche con filtri non minerali, a meno che non si voglia discutere di come tutti i derivati del petrolio sono in fondo di origine … minerale.

      • Ok Tutto chiaro adesso. Grazie ancora delle delucidazioni.

  3. incuriosita da questo post ho fatto un giro sul sito nivea e dando uno sgardo a tutte le linee solari ho notato che nella linea pure&sensitive presentata con claims come “formula senza profumo, senza coloranti o conservanti e con alto fattore
    protettivo. Massima protezione UV con un’attenzione specifica alle pelli
    più sensibili” sia presente il titanium dioxide (nano)! chiaramente sono stata piacevolmente sorpresa della specificazione non fra le indicazioni o i consigli d’uso ma nella lista degli ingredienti, ma non so se a ragione sono sorpresa della scelta dell’uso di questo ingrediente nella forma nano! ho spesso letto della poca chiarezza che c’è intorno a questo tipo di lavorazione di questo ingrediente! cosa ne pensa a riguardo? sia della lavorazione in se di questo ingrediente, del suo utilizzo, e della scelts di inserirlo in una linea per pelli sensibili ed anche targettata per bambini! grazie in anticipo per la risposta! Ginevra

    • L’indicazione/avvertenza (nano) nella lista ingredienti è oggi imposta dal regolamento se una dimensione della particella è inferiore a 100 nm. Non è che tutti rispettano alla lettera questo obbligo e l’interpretazione se considerare le particelle o gli aggregati è controversa .

      http://www.nononsensecosmethic.org/hazardconcern-nanopolveri-e-nanomateriali/ ma penso di riparlarne per aggiornarmi su questo ed altri aspetti controversi dei filtri solari.
      I prodotti Nivea sono notevoli e interessanti anche per l’occhio di un formulatore. Un sistema filtrante UVB e UVA, SPF misurato maggiore di 60 con solo 4 filtri ed il biossido di titanio a concentrazioni inferiori al 10% teoricamente visto l’assorbimento dei singoli filtri è possibile, ma ci sono notevoli problemi di fotostabilità e fotoreattività. – C’è sempre da imparare dai gruppi che investono milioni di euro in R&D.

      • Avevo letto il post sulla nanofobia trovandolo come sempre molto interessante! Ma da consumatrice che tenta di unformarsi e fare scelte il più possibile pensate, e non allarmistiche, ancora non riesco a valutare se scegliere o meno un prodotto con nanoparticelle! Ecco la fotostabilità è una cosa di cui chiaramente dovrebbe essere molto importante e di cui ancora non riesco a fondo a comprendere la logica! Aspetto con interesse futuri post sui solari, in cui magari si parli appunto di solari con nanoparticelle e su come “valutare” nei limiti di un consumatore l’aspetto della fotostabilità ! Grazie ancora per la disponibilità

  4. Approvo e concordo su tutto, unica precisazione, ma forse la frase era ironica, confermo che esistono fotoprotettori di grandi aziende con solo diossido di titanio.
    Saluti!

  5. Grazie per la spiegazione: finora ho sempre creduto che i filtri fisici fossero biossido di titanio ed ossido di zinco mentre i filtri chimici tutti gli altri (capra! capra! capra!). Quindi un prodotto solare che ha come unico filtro il biossido di titanio oppure ossido di zinco (solo ossido di zinco si può?!) si definisce un solare con filtro minerale o metallico (ma è comunque un filtro sia chimico che fisico). È corretto?

    • Si tratta di convenzioni del linguaggio comune . Combatterle è come combattere i mulini a vento, Ma è giusto farlo quando le convenzioni nascondono o alimentano comportamenti ed atteggiamenti sbagliati. La chemofobia è frutto tossico di ignoranza e pregiudizio . C’è voluto 20 anni per ridurre l’utilizzo comune del termine “negro”.

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