Needling, dermaroller, sforacchiarsi: funziona? che rischi ci sono? quale scegliere?

Needling, dermaroller, sforacchiarsi: funziona? che rischi ci sono? quale scegliere?

Sta esplodendo l’interesse per il microneedling e varie tecniche di sforacchiamento della pelle. Al solito la comunicazione al riguardo circonda fatti e ricerche scientifiche con tanto sogno e tanta nebbia, creando aspettative illusorie.
L’ambito è vasto, non solo estetico, ma le ricerche scientifiche pubblicate non sono molte ed il mercato della bellezza, per la sua natura voluttuaria, non è portato ad aspettare conferme scientifiche quando basta qualche foto prima e dopo taroccata per vendere.


L’idea base poi è decisamente vecchia, ma come spesso accade, a chi adotta una star strategy pubblicitaria, il nome “dermaroller” è improvvisamente diventato ampiamente visibile e conosciuto. È stato sufficiente riciclare la storia del rimedio segreto delle star, per produrre un decollo verticale delle vendite ed una visibilità impensabile per un “gadget” che i cinesi cercavano di vendere da una decina anni. Oggi se ne parla molto, molte video-blogger lo presentano entusiasticamente e le rare voci di esperti che sollevavano qualche perplessità restano inascoltate. Ho notato tra l’altro che proprio in questi giorni la pagina della Paula Begoun: Is Micro-Needling Worth It? (trad: Micro-needling: ne vale la pena? ) non è più accessibile. Non che fosse una feroce stroncatura, sollevava solo qualche perplessità, ma se non venisse ripubblicata la cosa farebbe pensare.

Micro-needling: Cosa è, la sua Storia

Conosciuta per lo più col nome “Dermaroller”, che non mi risulta sia un marchio registrato valido, la tecnologia consiste in un sistema di molti microaghi che perforano la pelle. Correttamente si deve parlare di micro-needling, visto che non tutti sfruttano la soluzione del rullo (da cui in inglese roller) rivestito di aghi da far “rotolare” sulla pelle. Gli aghi possono avere una lunghezza che va, nei prodotti in commercio da 0,02 a 3 mm. Il diametro in genere da 70 a 300 µm è superiore al diametro per di un ago per epilazione, più flessibile, ma inferiore ai normali aghi per iniezioni ipodermiche. Lo sforacchiamento può essere manuale, facendo rotolare i rulli del dermaroller sulla pelle, o motorizzato con manipoli, chiamati rispettivamente dermapen ( marchio registrato da una azienda australiana ) se hanno una testina tonda con pochi aghi, o dermastamp se hanno una testina più ampia, dove è possibile regolare la frequenza e la profondità delle penetrazioni. Da una decina di anni questi oggetti sono diventati interessanti per le produzioni in larga scala cinesi; costo al trading per piccole serie di micro-needling manuali è dell’ordine di 3 € al pezzo, per quelli motorizzati da 20 a 100€. Alcuni produttori orientali forniscono materiali con un adeguato supporto di certificati di sicurezza, ma molte produzioni rientrano più nella fascia del “gadget” piuttosto che in quella di un dispositivo medicale. Volendone fare la storia, senza risalire all’agopuntura ed alle vergini di acciaio o ai letti dei fachiri, l’idea di sforacchiare la pelle con finalità prevalentemente estetiche è maturata con un razionale percorribile dopo l’introduzione del laser frazionale (fraxel) nelle tecniche di ringiovanimento e resurfacing. La tesi che il resurfacing prodotto da tanti piccoli fori anziché da una superficie continua sottoposta all’ablazione termica del laser o chimica dei peeling, poteva rivelarsi altrettanto efficace, con molte meno reazioni avverse o con tempi di recupero molto più rapidi, ha trovato conferme sia nella pratica sia nella ricerca scientifica. Il concetto che arrecando tanti piccoli danni alla pelle si stimolino i suoi processi riparativi coinvolgendo anche i tessuti circostanti non danneggiati ha un buon razionale.
In realtà già nel 1997 alcuni ricercatori avevano pubblicato un paper sull’utilizzo delle penne per tatuaggi, senza pigmenti per realizzare la cosiddetta “needle dermabrasion” e alcune tecniche di subcisione, con aghi/bisturi sottocutanei erano state sperimentate con successo negli anni ’90. Oltre alla millenaria agopuntura cinese e koreana varie tecniche hanno previsto la perforazione con sottili aghi senza iniettare nulla, come nel fisioterapeutico dry-needling, per la riduzione del dolore.
Le microlesioni cutanee pare stimolino i processi di proliferazione e differenziazione cutanea preposti alla riparazione delle lesioni.
Nell’utilizzo estetico la tecnica del needling ha assunto anche il nome altisonante e medicalizzato di “Collagen Induction Therapy” e la tendenza attuale cerca di distinguere l’atto medicale da quello estetico in funzione della profondità della penetrazione degli aghi ed in funzione della registrazione come farmaci o dispositivi medici dei materiali utilizzati.

Assetto regolatorio

In un paese dove a parte qualche regolamento regionale chiunque, magari dopo un corso di 12 ore, può improvvisarsi tatuatore o fare dei piercing, il micro-needling non è chiaro come possa essere regolamentato legalmente.
Mentre se è indubbio che quando viene comunicato per finalità terapeutiche il suo utilizzo compete solo a personale medico o infermieristico, il suo utilizzo per finalità estetiche non è chiaramente inquadrato.Poi ha preso piede l’idea di un suo utilizzo domiciliare, dove ovviamente all’utilizzatore non è richiesta alcuna competenza specifica.
Purtroppo non ci sono norme e regolamenti molto chiari sulla faccenda e la distinzione tra atto medicale o atto estetico sembra che venga presa arbitrariamente da chi vende gli strumenti per praticare il micro-needling o i trattamenti. Da dovuti ma scarsi controlli è emerso che la maggioranza degli strumenti per micro-needling sul mercato sono privi della registrazione medicale al punto che a seguito di una lettera di warning della FDA
la commercializzazione del Derma Pen in USA nel 2015 è stata bloccata. Da noi la nebbia è ancor più fitta e molti strumenti per micro-needling sul mercato oltre a non essere registrati dal Ministero della salute come dispositivi medici non hanno neppure il CE medicale classe II.

Funziona?

Domanda semplice, funziona? Risposta semplice: SI, funziona dipende però molto da come si usa e da che aspettative si hanno.
Purtroppo promotori e venditori vantano molteplici effetti positivi, in contesti diversi, quando sforacchiare a certe profondità fino al sanguinamento e sforacchiare solo lo strato corneo hanno effetti e reazioni avverse molto diverse. La pubblicità sfrutta spesso le solite foto prima e dopo taroccate, che sfidano la creduloneria ed intelligenza dei consumatori.
Inoltre molti trattamenti con micro-needling richiedono, per dare risultati significativi, l’azione combinata di altri agenti: radiofrequenza, peeling, attivi cosmetici e farmacologici senza i quali i risultati per specifici inestetismi sono più che scarsi.
Non ultimo fattore da considerare, quando si parla di funzionalità ed efficacia, sono il protocollo operativo ed il modo d’uso. L’utilizzo del micro-needling da parte di professionisti può dare risultati notevoli, improbabili nell’utilizzo domiciliare o da parte di incompetenti.

Microneedling e permeabilità

Il micro-needling compromette la barriera cutanea ed agevola la penetrazione transcutanea ed assorbimento sistemico. L’aumento rispetto ai normali flussi e parametri della penetrazione follicolare è dovuto all’aumentata, più che raddoppiata, superficie dei fori nello strato corneo ma anche al fatto che il foro prodotto dall’ago nell’epidermide e nel derma non è rivestito dall’epitelio che normalmente circonda i dotti follicolari e ghiandolari della pelle.
Considerando poi che il primo letto capillare può trovarsi ad una profondità di solo 30 µm, un ago anche corto può facilmente creare una via di contatto con il sangue.
La maggiore penetrazione ed assorbimento dipendente dal micro-needling ha destato grande interesse e sono stati pubblicati molti paper in ambito farmacologico, prevedendo varie procedure: applicazione topica dopo lo sforacchiamento, applicazione topica prima dello sforacchiamento, utilizzo di aghi pre-impregnati nel farmaco, utilizzo di aghi biodegradabili ecc..

Microneedling e ringiovanimento

Intendendo con ringiovanimento cutaneo, la minor visibilità dei tipici segni di invecchiamento cutaneo, ci sono vari paper scientifici che confermano un effettivo miglioramento soprattutto nell’apparenza delle rughe, anche se, come spesso accade quando fanno ricerche a margine del mercato dell’estetica e della cosmesi, è facile individuare qualche carenza metodologica.
Non ci sono dati per stimare l’efficacia confrontandola con altri trattamenti di resurfacing o peeling. Nell’utilizzo domiciliare, normalmente con aghi che penetrano molto meno, non c’è neppure un confronto con l’effetto esfoliante, “ringiovanente” della rasatura quotidiana o altri blandi peeling meccanici. Anche la tracciatura delle rughe o una frizione pesante con le dita sulla ruga può produrre un leggero sanguinamento come quello dei micro-needling più profondi. Come effetto sulla lassità dei tessuti, fattore non secondario nell’invecchiamento, il micro-needling ha un razionale nel effetto plumping, rimpolpamento, dovuto alla reazione, a volte infiammatoria, ai micro danni cutanei. Manca invece l’effetto tensore del laser frazionale, dove si può osservare una contrazione (accorciamento) anche del 10% nelle aree trattate. Un effetto tensore/lifting ottenuto con solo micro-needling è improbabile e sostenuto da un razionale particolarmente debole. Molte ricerche, per compensare la cosa, hanno abbinato il micro-needling alla radiofrequenza in modo da sfruttare la contrazione del collagene dovuta alle alte temperature.

Microneedling e lesioni acneiche

La riduzione delle lesioni acneiche è l’ambito dove, almeno inizialmente, il micro-needling ha dato maggiori speranze. Sia nell’utilizzo clinico sia nelle ricerche è evidente un sostanziale miglioramento, dipendente però molto dalla modalità, profondità di penetrazione e combinazione con attivi che grazie al micro-needling penetrerebbero o agirebbero più rapidamente. I risultati migliori sono riportati su cicatrici atrofiche o lesioni ipotrofiche.

Microneedling e smagliature

Le smagliature, presenterebbero come varie cicatrici e lesioni atrofiche, una disposizione delle fibre di collagene più ordinata. La cosa spiegherebbe come siano normalmente più lucide e chiare indipendentemente dalla distribuzione di melanina. Normalmente si vedono risultati parziali trattando le smagliature rosse con retinoidi e peeling chimici. Le ricerche scientifiche a supporto di una efficacia del micro-needling sulle smagliature sono scarse e l’aumentata proliferazione e motilità cellulare non spiegherebbe una riorganizzazione nell’architettura delle cutanea tale da ridurre la visibilità delle strie chiare. Una azione combinata dove il micro-needling agisce prevalentemente come penetration enancher è comunque un ragionevole tentativo di trattamento.

Microneedling e macchie cutanee

Non c’è alcun razionale per cui il micro-needling dovrebbe ridurre melasma e iperpigmentazioni. Al contrario si alza il rischio di iperpigmentazioni post-infiammatorie. Ma se il micro-needling agisce come permeabilizzante in grado di aumentare penetrazione ed assorbimento di specifici agenti depigmentanti ci si può attendere una buona efficacia.

Microneedling e alopecia

Lo studio che ha dato il via ad una eventuale funzionalità del micro-needling nel trattamento dell’alopecia e calvizie prodotto dal dipartimento di dermatologia del L.T.M. Medical College e General Hospital in Sion, Mumbai, India ha rivelato un relativo miglioramento dei risultati nell’utilizzo del minoxidil associato al micro-needling rispetto al minoxidil da solo.
A parte alcune carenze metodologiche di questi studi, non c’è un razionale a supporto del fatto che il micro-needling da solo possa ridurre calvizie o alopecia. Dei due, come per le macchie cutanee, ci sono più elementi che collegano le lesioni cutanee ad un peggioramento, quindi riduzione nel numero e crescita dei peli. Al momento non ci sono dati certi sull’interferenza, positiva o negativa, che il micro-needling può avere con le staminali cutanee, senza le quali non ha senso parlare di ricrescita dei peli.

Microneedling e cellulite

Al contrario della subcisione il micro-needling provocando fori ortogonali alla superficie cutanea, non può destrutturare i setti fibrosi che sottendono i buchetti della cellulite. Inoltre i dismorfismi sottocutanei della cellulite possono essere ad una profondità che normalmente gli aghetti del micro-needling non possono raggiungere. Un effetto plumping/turgore/rigonfiamento di origine presumibilmente infiammatoria può temporaneamente migliorare l’apparenza della cellulite, applicando il micro-needling in modo adeguato, ma, anche ipotizzando una funzione come permabilizzante cutaneo, considero improbabile una efficacia del micro-needling sulla cellulite.

Perplessità

La tesi che arrecando un danno limitato e controllato poi la pelle si ripari migliorando il suo aspetto a sostegno del micro-needling e di altre tecniche di resurfacing o peeling ha una sua validità anche se resta sempre opinabile il rapporto rischio-beneficio per definire quale è il limite nel danno che si può arrecare. Tradotto in parole semplici: sforacchiarsi si, ma quanto sforacchiarsi? Il fatto che utilizzato correttamente possa essere efficace non risolve il dilemma di chi si domanda se ne vale la pena. Oltre al disagio o dolore per lo sforacchiamento ci sono altri rischi di reazioni avverse o complicanze da considerare. Il modello che parla di stimolare la produzione di collagene III è decisamente semplicistico. I processi riparativi della cute comportano cambiamenti nell’espressione di alcuni tipi di collagene, ma anche dell’acido ialuronico, delle metalloproteasi e via di seguito senza considerare l’aumento della motilità cellulare e potenziali interazioni con le staminali cutanee. Gli equilibri che si vanno a modificare sono complessi e gli studi scientifici a supporto sono scarsi.
La diffusione di strumenti domiciliari consigliati da qualcuno per un utilizzo quotidiano solleva notevoli perplessità. Più il needling è superficiale per ridurre i rischi di reazioni avverse, più la sua efficacia “ringiovanente” è analoga a quella di un leggero peeling, per nulla o meno doloroso, o della rasatura.
Un’altra grande perplessità la solleva la comunicazione sulla lunghezza degli aghetti. Premesso che non è detto che un ago di 0,2mm perfori la pelle fino ad una profondità di 0,2mm questa lunghezza viene in genere considerata sicura quando i primi capillari possono trovarsi a 0,03 mm sotto la superficie.
Si deve anche considerare che la perforazione facendo rotolare un rullo comporta l’inserimento ed estrazione con una leggera rotazione dell’ago con conseguente allargamento del diametro della lesione.
In un paese dove senza problemi si può praticare un piercing alla lingua di un minorenne può sembrare assurdo, ma la poca chiarezza normativa su come sia classificato il micro-needling è fonte di perplessità sia per il suo utilizzo professionale che domiciliare.
Mentre nell’ambito medicale è evidente che si considerano sterili e sicuri solo i micro-needling monouso (usa e getta), in ambito estetico e nell’utilizzo domiciliare il fatto che la sanitizzazione di oggetti che nell’uso corrente o inappropriato possono provocare sanguinamenti sia lasciata a incompetenti, che siano professionisti o consumatori, non è rassicurante.
Il fatto che il micro-needling aumenti la penetrazione transcutanea è potenzialmente un grande vantaggio, ma comporta anche un rischio significativo dove oltre al profilo tossicologico dei prodotti che si vuole far penetrare si deve considerare che una barriera cutanea compromessa per tempi più o meno lunghi dopo il trattamento può non proteggerci adeguatamente dalle esposizioni anche casuali a tossine.
Un ultimo pensiero va alle dilaganti sensitizzazioni ed allergie a metalli, l’allergia da contatto al nickel è tra le più diffuse e comuni, dove tutti questi sforacchiamenti con aghi metallici non sono proprio il massimo.

Quale scegliere

A fronte di molte ragionevoli perplessità le varie tecniche di micro-needling sono relativamente efficaci, per specifiche problematiche, ma soprattutto sono molto economiche, specialmente, se confrontate con procedure di resurfacing come il laser frazionale.
Nonostante la moda ed i proclami entusiasti che circolano nel web si dovrebbe riservare grande attenzione alla scelta dello strumento con cui praticare il micro-needling. Sono comunque preferibili strumenti registrati come dispositivo medico e con il marchio CE medicale.
Attenzione ai materiali! gli aghetti devono essere sterili e realizzati in materiali che non comportano l’esposizione a metalli allergenici o tossici. Molte placcature comportano più passaggi galvanici con metalli diversi e spesso il primo passaggio viene fatto con il nickel.
Inoltre nel caso di aghetti non monouso si deve considerare che a seconda dei materiali, dopo qualche utilizzo, la penetrazione peggiora sensibilmente.
Nell’utilizzo professionale è certamente preferibile adottare sistemi motorizzati dove gli aghetti non si trovano su una superficie ricurva e dove è possibile regolare la profondità e frequenza di perforazione.
Le “testine” con gli aghetti possono essere sterili mono-uso o sterilizzabili con procedure adeguate.
Il professionista può poi combinare i trattamenti, abbinando peeling chimici, attivi cosmetici o farmaceutici, ponendo grande attenzione ai rischi connessi alla maggiore penetrazione dei prodotti applicati topicamente.

Spessore relativo dell'epidermide, clicca per ingrandire

Nell’utilizzo domiciliare, con molti più rischi e minor probabilità di risultati rispetto all’utilizzo professionale, adottare solo micro-needling con aghetti molto corti, inferiori a 0,2 mm (vedi lo spessore dell’epidermide) da applicare avendo cura di evitare qualunque sanguinamento. Anche se l’applicazione di micro-needling molto superficiali ha effetti analoghi a quelli di un normale peeling è comunque preferibile ridurre i rischi di reazioni avverse. Non dare retta a chi parla di applicazioni quotidiane o procedure fisse di applicazione; nell’utilizzo domiciliare è fondamentale “ascoltare” ed osservare la propria pelle.
La frequenza, la pressione e la velocità con cui si applicano gli aghetti sulla pelle possono fare una grande differenza ed ognuno deve trovare la sua misura.
Comunque si devono adottare procedure di sanitizzazione o sterilizzazione adeguate. Una risciacquatina nell’alcol o in qualche disinfettante non garantisce affatto la sterilità.
Come tante altre mode del genere, abbiamo sentito vantare miracoli dei pannetti in microfibra o delle spazzole motorizzate, solo il tempo dirà se la relativa efficacia nell’utilizzo domiciliare bilanciata da un certo fastidio nell’uso e dai costi a volte irragionevoli verrà alla lunga preferita a corrette routine cosmetiche e di peeling.

Rodolfo Baraldini

Riferimenti bibliografici

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9 Commenti

  1. @Gabriella.
    Ricordo anni fa solo una marca nell’estetica professionale italiana che promuoveva il needling associato ai suoi prodotti o apparecchiature facendo anche corsi, non mi risulta nessun riconoscimento. La docente con cui ho collaborato so che fa corsi di una giornata presso alcuni istituti nel nord Italia, se ti interessa posso inviarti il suo contatto privatamente.

    • Volentierissimo a nuovaesteticavenere

  2. Se le regolamentazioni non sono chiare in riferimento al trattamento, può eseguirlo un estetista? Se si esiste qualche docente o scuola che insegni la tecnica con tanto di riconoscimento? Grazie

    • Bella domanda a cui servirebbe una risposta approfondita.
      Le regolamentazioni non sono chiare e definire se una estetista può eseguire il needling è opinabile. L’estetista può infilare aghi anche profondi 7 mm nella pelle per epilare, ma si considera un inserimento nell’alveo pilifero, senza perforazione. Può dermo abradere, ma nessuna legge dice che può sforacchiare. Nel vuoto normativo si rischia che chiunque interpreti la faccenda a sua discrezione. Nel dubbio, se fossi una estetista che vuole fare il needling mi premurerei di fare i corsi di 30-60 ore che fanno le regioni per abilitare la professione del tatuatore piercing. Sono ridondanti, visto che nella qualificazione per la professione di estetista le norme di sicurezza quando si tratta la pelle dovrebbero essere acquisite. Ma la perforazione del tatuaggio o del trucco semipermanente è quanto di più simile al needling che c’è .

      • Grazie sei stato molto esaustivo. Ammetto che mi piacerebbe tanto provare e fare questa tecnica, ma ovviamente non improvvisandomi o guardando dei tutorial su You tube! Se sei a conoscenza di qualche scuola che insegni questa tecnica mi puoi mandare le informazioni! Grazie

  3. Praticamente le persone continuano a credere in un falso proverbio
    che tutti conosciamo:
    “per essere belli si deve soffrire”.
    E così ci sono masse di idioti che si procurano volontariamente
    dolori , e forse anche danni cutanei, perché convinti che qualcosa
    che faccia male, bruci e faccia sanguinare poi produca un beneficio…

    • i meccanismi psicologici e sociali si riconducono al mito per cui una medicina deve essere amara per funzionare.
      Nel caso dell’epidermide , un tessuto in continua rigenerazione, è comunque vero che un “danno” limitato e controllato stimola i meccanismi riparativi e rigenerativi. La misura del “danno” sopportabile per avere un presunto beneficio estetico è molto soggettiva e non penso siano “idioti” quelli che fanno questo tipo di scelte, anche se personalmente non mi farei mai un tatuaggio o un piercing.

  4. Grazie per le informazioni, come sempre ben documentate anche nei link consultabili tra i riferimenti. Per favore non ridurre i contenuti degli articoli, quando sono troppo tecnici chi non è interessato passa oltre, ma per chi è interessato sono veramente utili. Ad esempio: l’immagine con lo spessore dell’epidermide è il tipo di informazione molto utile che è difficile però è trovare.Una sola nota: dermaroller è un marchio registrato e nelle etichette compare la R cerchiata.

    • Nel link al database internazionale dei marchi la parola “dermaroller” non risulta, così come nel database italiano. Una registrazione di Liebl in Usa sospetto che si sia scontrata con problemi di eligibilità del marchio, considerato nome generico. La stessa ragione per cui nessuno può oggi registrare il termine “computer”. Sempre in Usa dovrebbero esserci state azioni legali in merito. La ® può riferirsi a un marchio figurativo che comprende il nome dermaroller, ma il nome in quanto tale non mi risulta che sia proprietà di nessuno.

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