Myth buster : Olio di canapa

Myth buster : Olio di canapa

Anche se l’olio di canapa ha un utilizzo molto marginale nella cosmesi mi piace parlarne perché nel suo emergere in questo mercato si possono individuare alcuni dei fattori tipici che fanno considerare un ingrediente cosmetico un ingrediente emozionale, cioè un ingrediente che può far vendere il cosmetico indipendentemente da quello che il cosmetico può effettivamente fare.

Dell’olio di canapa si fa un gran parlare. In realtà più se ne parla più si alimenta una notevole confusione.
Infatti con olio di canapa si possono intendere 3 sostanze ben distinte.
L’olio ottenuto per distillazione dei fiori: chiamato normalmente olio essenziale di canapa.
L’olioresina ottenuta con solvente dai fiori: chiamata olio di hashish
L’olio fisso estratto dai frutti della canapa: chiamato olio di semi di canapa.
L’olio essenziale è un olio dominato dal myrcene e dal cariofillene, cosa che spiega perché il fumo della marjuana ricordi così tanto il profumo dei chiodi di garofano.
L’oleoresina è un agente psicotropo ricco di tetraidrocannabiniolo e cannabidiolo  di ampio utilizzo come droga e di cui come farmaco sono state parzialmente legalizzati, in alcuni paesi, alcuni utilizzi.
L’olio fisso è un olio vegetale, composto soprattutto da trigliceridi, con uno scarso utilizzo alimentare e cosmetico e che anche nell’utilizzo industriale, specie per le sue proprietà siccative è stato sostituito da oli più economici come l’olio di lino.

L’olio fisso è comunemente chiamato “di semi” quando in realtà è estratto dai frutti della canapa, la granella, che essendo acheni monoseme, la gente confonde con i semi.
Sapere che si tratta di frutti e non di semi non serve solo a far bella figura durante un congresso di filologia botanica. L’olio di semi di canapa, come tutti lo chiamano, rientra teoricamente tra gli oli a rischio per chi soffre di gravi allergie da frutti a guscio, anche se tracce di albumina ed altre proteine sono state rilevate in pochissime analisi ed in letteratura non mi risultano segnalazioni di reazioni allergiche.

Non esistono standard per definire qualità e composizione dell’olio di semi di canapa, adottando range e valori tipici di varie analisi. abbiamo:

Composizione tipica dell’olio di semi di canapa
Notazione Delta concentrazione/(min-max)%
acido palmitoleico 16:1Δ9c 0 – 0,5%
acido palmitico 16:0 5 – 12%
acido stearico 18:0 1 – 4,5%
acido oleico 18:1Δ9c 10 – 16%
acido vaccenico 18:1Δ11c 0 – 2%
acido linoleico 18:1Δ9c12c 45 – 65%
acido α-linolenico 18:3Δ9c,12c,15c 14 – 30%
acido gamma-linolenico 18:3Δ6c,9c,12c 1 – 6%
acido stearidonico 18:3Δ6c,9c,12c,15c 0 – 2%
acido arachico 20:0 0 – 2%
acido gadoleico 20:1Δ11c 0 – 1%
acido eicosadienoico 20:2Δ11c,14c 0 – 0,09%
acido beenico 22:0 0 – 1%
acido lignocerico 24:0 0 – 0,1%

L’olio di semi di canapa può apparire di un colore verde abbastanza intenso se non raffinato. In funzione della quantità di granella immatura che viene lavorata può contenere da 5 a 80 ppm di clorofilla. La produzione con più frutti immaturi, quindi verdi, comporta anche una relativa riduzione delle concentrazioni di acidi polinsaturi.
La frazione insaponificabile può contenere

Cannabidiolo 10 mg/kg
Δ9-tetraidrocannabinolo 0-50 ppm
Myrcene 160 ppm
β-Caryophyllene 740 mg/L
β-Sitosterolo 100-148 mg/L
Campesterolo 25 mg/L
α-Tocoferolo 5-80 ppm
γ-Tocoferolo 94-870 ppm

Visto che nel frutto di Cannabis Sativa L. la presenza di Δ9-tetraidrocannabinolo è normalmente molto scarsa e comunque inferiore a quella di cannabidiolo, si ritiene che nell’olio sostanze psicoattive possano essere rintracciate come conseguenza di contaminazione e le procedure di produzione dell’olio di semi di canapa richiedono il preventivo lavaggio della granella. Finchè le sostanze psicoattive della cannabis saranno illegali, anche una “semplice” gascromatografia per verificare il loro tenore all’interno di un olio di semi di canapa richiede la capacità di superare notevoli difficoltà burocratiche e legali. Nell’olio non raffinato sono rilevabili tracce minime di minerali e proteine di cui i frutti di Cannabis Sativa L. sono particolarmente ricchi.

Concludendo:
La ventilata presenza o assenza di sostanze psicoattive, in fondo basta il solo parlarne, è solo un argomento emozionale adatto ad uno specifico tipo di consumatore che può essere attratto dalla semplice icona eptafoliata.
Si tratta di un olio vegetale relativamente costoso di cui sono relativamente limitati i vantaggi cosmetologici. Deve essere protetto da un adeguato sistema antiossidante.
La clorofilla che può donare agli oli non raffinati un bel colore verde acceso, se freschi, e verde oliva , se  meno freschi, ne aumenta la instabilità ossidativa.
Molto fluido e siccativo può essere utilizzato sia nei prodotti skin care che nei prodotti per capelli. Sulla pelle può svolgere una qualche azione antiproliferativa ed anti-infiammatoria, di cui però non si hanno ricerche scientifiche a supporto.
È particolarmente instabile all’ossidazione
Può essere integrato con altri emollienti in creme per pelli grasse ed impure. Nei capelli non è dimostrata una alta penetrazione, come si avrebbe con l’olio di cocco, ma ha doti siccative che lo possono far utilizzare come sostituto dell’olio di lino.

Forma saponi particolarmente morbidi e cremosi che fanno una buona schiuma.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 26 settembre 2015

articoli correlati:

1ªparte – Oli vegetali nella cosmesi: Emollienza

2ªparte – Oli vegetali nella cosmesi: funzionalità degli acidi grassi.

3ªparte – Oli vegetali nella cosmesi: la frazione insaponificabile

 

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3 Commenti

  1. ti avevo scritto su facebook un messaggio.. :(

  2. Salve doc… anzi ciao prima che mi becco il rimprovero anche io..
    Ti seguo da un pò perchè mooolto interessato alla cosmetica naturale.
    Riguardo l’olio di semi di canapa, posso darti la mia “recensione” riguardo l’azione sia antiinfiammatoria che antimicotica.
    In breve: mio zio ha problemi alle mani, ed essendo che lavora all’aperto svolgendo lavori manuali ho consigliato di strofinarsi quando poteva soprattutto la sera quest’olio … i dolori sono alleviati (sarà perchè li rende la pelle piu morbida? non lo so!)
    Personalmente usando le fasce da box, mi si erano formate delle chiazze (credo micotiche) allora ho usato una pomata (antimicotica-batterica ecc), ma quando smettevo la chiazza ricompariva! Cosi visto che sono un tipo curioso e sapevo anche che l’olio di semi era usato anche per questo, anche se preferisco ingerirlo, ho provato …risultato, chiazza sparita (ahh dimenticavo mi passava anche il prurito, cosa che non succedeva con la pomata)
    …e niente era per dare un contributo all’argomento , se ben accetto..

    Alla prossima!

    • Grazie per la testimonianza. Resta il problema che quando si parla di oli vegetali, quasi sempre si parla di una miscela composta per oltre il 99% di trigliceridi ed è molto difficile dimostrare che una miscela di trigliceridi ha qualche azione diversa da una analoga miscela di trigliceridi estratta però da un altro vegetale.

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