MYTH BUSTER: L’ARGENTO

MYTH BUSTER: L’ARGENTO

 

 

Parlando del ritiro dal mercato del deodorante Neutral della Unilever facevo notare che praticamente tutti i metalli, non solo quelli pesanti, hanno una loro relativa “tossicità” che si può tradurre anche in un effetto antimicrobico.
Gli effetti antibiotici o antimicrobici di alcuni metalli possono essere più rilevanti di altri. Non è poi detto che un metallo in grado di inibire un certo ceppo batterico sia in grado di agire anche su diversi ceppi batterici. L’eventuale attività antimicrobica dei metalli varia molto anche in funzione di come si presentano e di come sono complessati.
Tra i metalli che mostrano una discreta tossicità verso alcuni batteri patogeni ed una relativamente bassa tossicità per l’uomo ci sono: Argento, Rame e Zinco.

Di questi, al momento, solo l’argento ha un suo fascino culturale, che può essere sfruttato dal marketing.
Gli e-rumors che circolano in rete sugli incredibili benefici dell’argento sono cresciuti quando una 20na di anni fa l’assunzione di argento colloidale è diventato un segno distintivo della cultura new-age americana.
Non che non circolino bracciali o monili di rame che vantano effetti taumaturgici. Ma solo l’argento, assunto per via orale come fosse una medicina guariscitutto , è diventato un fenomeno rilevante dal punto di vista socio-culturale oltre che sanitario.Il fenomeno ha contagiato altri paesi ed in quelli dove sono minori i controlli e le sanzioni per le comunicazioni ingannevoli è nato un vero business dell’argento terapeutico.

Già nel 1999 la FDA americana dovette intervenire http://www.fda.gov/ohrms/dockets/98fr/081799a.txt .. “all over-the-counter (OTC) drug products containing colloidal silver ingredients or silver salts for internal or external use are not generally recognized as safe and effective and are misbranded.” .  Da allora la maggioranza dei prodotti basati su alluminio colloidale venduti in USA sono classificati come integratori alimentari e possono venir sanzionati quando nella pubblicità vantano virtù terapeutiche.

In Europa , apparentemente più sensibile alle problematiche per la salute derivate dal dilagante utilizzo di nanopolveri e nanomateriali, anche l’utilizzo alimentare è stato messo in discussione. L’ EFSA, l’agenzia per la sicurezza degli alimenti, si è pronunciata dichiarando non sufficienti le informazioni fornite per valutare il rischio dell’argento colloidale negli alimenti.

Se è quasi sempre vero che è la dose che fa il veleno o il rimedio , nel caso dell’argento si può dire che è la dose che fa il PUFFO. Infatti l’insensata assunzione di argento per finalità pseudosalutistiche o parareligiose può portare all’argiria, che si manifesta nei casi più gravi con  una colorazione blu-grigio della pelle di tutto il corpo.  Non è stata calcolata la dose giornaliera di argento che può provocare l’argiria e si presume  dipenda da soggetto a soggetto oltre che dalla biodisponibilità .

Diverse tragiche testimonianze
 fanno pensare a consumi continuativi tali da creare nel tempo un accumulo dell’ordine di vari grammi.
Un caso famoso di argiria , il politico americano Stan Jones  durante il suo discorso al senato del 2003. Convinto assertore dell’autocura con argento colloidale al posto degli antibiotici pare che abbia perso vari confronti elettorali più per l’aspetto inquietante che per la sua teoria di una cospirazione guidata dalla Unione Europea per creare un governo comunista mondiale.

La WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità, considera sicuro l’argento se se ne assume meno di 10 grammi nell’arco di tutta la vita. Da questo dato stimato, le linee guida e gli standard per l’acqua potabile prevedono che l’argento sia < 0,1 mg/litro.
Al di là delle bufale colossali che circolano e del rischio di diventare blu come un puffo, la potenziale azione antimicrobica dell’argento e dei suoi sali è effettiva.

L’azione antimicrobica dell’argento dipende molto dalla sua forma chimico-fisica.

Le “migliori” performance antimicrobiche si hanno con sali di argento e acidi che già di loro hanno una qualche azione antimicrobica.

Benzoico, salicilico , ma anche altri idrossiacidi con o senza anello benzoico.

Sono riconosciuti nell’inventario europeo gli INCI: SILVER SALICYLATE, SILVER BENZOATE, SILVER LACTATE, ma è possibile anche utilizzare con una discreta azione antimicrobica sali di argento con l’acido mandelico , lattobionico ecc.

Il regolamento europeo classifica come conservanti solo 2 ingredienti cosmetici con argento:

SILVER CHLORIDE  nella forma Silver chloride deposited on titanium dioxide, un biossido di titanio rivestito da un 20% di AgCl, con precise restrizioni nel dosaggio:”<0.004% (as AgCl)” e nell’uso:” Not to be used in products for children under 3 years of age, in oral products and in eye and lip products”.

CITRIC ACID (AND) SILVER CITRATE , con analoghe restrizioni: “0,2% corresponding to 0,0024% of silver , Not to be used in oral products and eye products”.

Nella valutazione del rischio connesso ai sali di argento in una formulazione cosmetica non si potrà non tenere conto delle restrizioni fissate per i conservanti con argento: massima concentrazione in argento 0,0024% , utilizzo proibito nei prodotti per uso orale e oculare, ecc.

Limitazioni così stringenti nel tenore di argento comportano che il sistema conservante possa essere formulato con questi ingredienti solo in sinergia con altri antimicrobici privi di argento.

Inoltre si deve considerare la sostanziale reattività dell’argento; molti sali sono fotoreattivi e incompatibili  a sali di alluminio, fosfati e solfati, ai cloruri , forti chelanti , ma anche ioni calcio, tipici di acque molto dure.

Insomma, non è semplicissimo formulare un cosmetico con solo un sistema conservante basato sull’argento.

La forma metallica non svolge una qualche pratica azione antimicrobica a meno che non sia di nanodimensioni.

Anche in forma nano, come dovrebbe essere tipicamente l’argento colloidale, INCI: COLLOIDAL SILVER, l’azione antimicrobica dipende molto dal rapporto superficie/volume e dalla forma, quindi è più antimicrobico un nanoparticolato di piccole dimensioni e con superfice irregolare, molti spigoli e punte, mentre un nanoparticolato più grande e di forma sferica o cilindrica, rods,  svolge una azione antimicrobica più limitata.

La norma europea impone che in sintonia con l’approccio precauzionario alle nanopolveri la lista ingredienti notifichi al consumatore che l’argento colloidale è NANO.

In forma insolubile e non di nanodimensioni, l’argento ed altri suoi complessi possono essere utilizzati nel cosmetico come pigmenti o coloranti, con la restrizione paradossale relativa   al SILVER NITRATE utilizzabile per colorare le ciglia anche al 4% ma con l’avvertenza che impone di scrivere che il prodotto “contiene silver nitrate” e deve essere risciacquato immediatamente se entra a contatto con gli occhi. ”Rinse eyes immediately if product comes into contact with them ”.

La moda dell’utilizzo dell’argento come antimicrobico alternativo e come alternativa ai sistemi conservanti o agli antibiotici, non tiene conto del fatto che alcuni batteri sono in grado di sviluppare una resistenza ai metalli analoga alla resistenza agli antibiotici e nel dubbio sia le commissioni scientifiche europee, sia le associazioni ecologiste come Friend of Earth ritengono che il crescente utilizzo di argento in forma nano possa diventare un problema ambientale.

 

Rodolfo Baraldini

pubblicato 23 febbraio 2015

Articolo correlati:

HAZARD/CONCERN: Nanopolveri e nanomateriali

Riferimenti:

Nano-silver Repor Friend of Earth: EXTREME GERM KILLERS PRESENT A GROWING THREAT TO PUBBLIC HEALTH

Opinion SCCS 2009 on Citric acid (and) Silver citrate

Silver as_an_Antimicrobial_Agent

SCIENTIFIC OPINION Inability to assess the safety of a silver hydrosol added for nutritional purposes as a source of silver in food supplements and the bioavailability of silver from this source based on the supporting dossier.

Federal Institute for Risk Assessment tedesco, 2010: Nanosilver has no place in food textiles or cosmetics

Journal of Chemotherapy: Report on The Increasing Use of Silver based Products

SCENIHR Opinion on Nanosilver:  Safety, health and environmental effects and role in antimicrobial resistance

Comitato Scientifico Europeo: Are silver nanoparticles safe? Implications for health, the environment and microbial resistance

Bacterial resistances to toxic metal ions – a review

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