MYTH-BUSTER: il “cosmetico eterno”

MYTH-BUSTER: il “cosmetico eterno”

Quando alcuni anni fa alcuni esperti di marketing e della comunicazione pubblicitaria decisero di chiamare ETERNITY alcuni cosmetici, alla maggioranza dei consumatori sfuggì la sottile ironia.
Infatti per la norma in vigore il cosmetico è eterno.
La direttiva attualmente in vigore in Europa non prevede che venga comunicata al consumatore alcuna data di scadenza qualora questa sia superiore ai 30 mesi ( dal sito del ministero della Salute ):
“Per i prodotti con durata minima superiore a trenta mesi deve essere riportata un’indicazione relativa al periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore, preceduta dal simbolo rappresentante un barattolo di crema aperto”
quindi a parte il simbolino del PAO , che dice in quanto tempo deve essere consumato un cosmetico una volta aperto, nessuno può sapere se un cosmetico in commercio è stato prodotto 1 o 5 o 50 anni prima.

COME SCOPRIRE SE UN COSMETICO CHE TROVI SULLO SCAFFALE NON HA 4500 ANNI

Non fidatevi della assenza di ragnatele o polvere.

Anche il fatto che i colori siano vivaci non significa molto, basta tenere il prodotto al buio per non subire decolorazioni.

Innanzitutto controllate il contenitore .

Tenendo conto del fatto che la carta ha soppiantato papiro e pergamena attorno all’anno 1000 d.c. se il cosmetico è contenuto in un astuccio, magari con qualche foglietto illustrativo potete stare sicuri che è stato prodotto dopo l’anno 1100 d.c. .
Se poi astuccio e “bugiardino” ( un nome-un programma ) sono stampati possiamo datare con certezza il cosmetico a dopo il 1300.
Essendo fortunati con un po’ di plastica o cellophane nel contenitore permetterebbero di datare il prodotto a dopo il 1860.
A questo punto datare il cosmetico diventa più difficile.

Ci sono prodotti cosmetici lanciati nel 1930 che sia a livello di formulazione che di comunicazione potrebbero essere venduti oggi senza grandi difficoltà.
Un grande aiuto lo può dare la stampa. Ad esempio se il cosmetico ha un codice a barre possiamo essere certi che è stato prodotto dopo il 1974. Purtroppo non tutti i cosmetici hanno il codice a barre.
Ma se compare il simbolo del PAO ( vasetto con coperchio ) possiamo essere sicuri che il prodotto è stato messo sul mercato dopo il 2003 , data dell’entrata in vigore del VII emendamento della direttiva e visto che il PAO da allora è obbligatorio, abbiamo un’altra datazione certa.
Purtroppo questa del 2003 è al momento la più recente “massima data certa” che possiamo attribuire ad un cosmetico che troviamo su uno scaffale.
Chi è abbastanza esperto ed interessato può anche notare come sono scritti gli ingredienti, i cosidetti INCI.
Infatti dal 2007 in Europa l’inventario degli ingredienti cosmetici è stato aggiornato in modo da fornire al consumatore maggiori e più accurate informazioni.
Fino al 2006 in inventario tutti i derivati botanici erano riportati con il nome latino della pianta senza specificare , nè di che natura era la sostanza ricavata dall pianta , nè da che parte della pianta stessa fosse stata ricavata.
In sostanza con l’INCI “GLYCINE SOYA” si poteva intendere polvere di soya, germogli di soya, olio di soya, isoflavoni di soya, insaponificabili di soya ecc.
Dal 2007 se si usa olio di soya si deve adottare l’INCI   ”GLYCINE SOYA OIL”   e per tutti gli altri ingredienti derivati dalla soya esiste il suo “giusto ” INCI.

56. GLYCINE SOJA EXTRACT 84776-91-0 / 8001-22-7 - / 232-274-4
57. GLYCINE SOJA FIBER - -
58. GLYCINE SOJA FLOUR 68513-95-1 -
59. GLYCINE SOJA GERM EXTRACT 84776-91-0 -
60. GLYCINE SOJA HULL - -
61. GLYCINE SOJA LIPIDS - -
62. GLYCINE SOJA OIL 8001-22-7 232-274-4
63. GLYCINE SOJA OIL UNSAPONIFIABLES 91770-67-1 294-853-8
64. GLYCINE SOJA PEPTIDE - -
65. GLYCINE SOJA PHYTOPLACENTA EXTRACT 84776-91-0 -
66. GLYCINE SOJA PROTEIN 9010-10-0 232-720-8
67. GLYCINE SOJA SEED - -
68. GLYCINE SOJA SEED EXTRACT - -
69. GLYCINE SOJA SEED POWDER - -
70. GLYCINE SOJA SEED WATER - -
71. GLYCINE SOJA SEEDCAKE EXTRACT 84776-91-0 -
72. GLYCINE SOJA SPROUT EXTRACT 84776-91-0 -
73. GLYCINE SOJA STEROLS - -

 

QUINDI SE TROVATE SULLO SCAFFALE UN COSMETICO CHE RIPORTA COME INGREDIENTI VEGETALI ANCORA SOLO IL NOME LATINO DELLA PIANTA SENZA SPECIFICARE  DI CHE NATURA E’ IL DERIVATO VEGETALE E/O DA CHE PARTE DELLA PIANTA PROVIENE SIGNIFICA CHE:

O IL COSMETICO E’ STATO PRODOTTO PRIMA DEL 2007

O IL PRODUTTORE NON HA ALCUN INTERESSE AD INFORMARE DETTAGLIATAMENTE ED ACCURATAMENTE IL CONSUMATORE SULLA NATURA DEGLI INGREDIENTI CHE UTILIZZA.

Rodolfo Baraldini
21 giugno 2012

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2 Commenti

  1. Ho dei dubbi sul pasticcio durata minima/PaO.

    M confermi che la durata minima va riferita SOLO al prodotto che è rimasto chiuso una volta venduto?
    Nel CR si dà questa definizione

    “la data fino alla quale il prodotto cosmetico, stoccato in condizioni adeguate, continuerà a svolgere la sua funzione iniziale e, in particolare, resterà conforme all’articolo 3″

    e mi rimane il dubbio su come interpretare “stoccato in condizioni adeguate” da proseguire con “senza essere mai stato aperto”?

    Altra cosa, mi sono fatto questa opinione e vorrei sapere se è logica è corretta: sono meglio in termini di sicurezza ed efficacia i prodotti che riportano la durata minima in quanto, per il Regolamento, significa che hanno una durata minima inferiore ai 30 mesi e che quindi il prodotto è uscito dall’azienda da non oltre due anni e mezzo quando lo trovo sugli scaffali.

    • traducendo durability con durata minima il regolamento può essere frainteso. Se invece parliamo di “massima conservabilità” a me sembra chiaro che si parla di una massima conservabilità , una volta aperto, quando si parla di PAO e di una più generale “massima conservabilità” nella frase “da consumare preferibilmente entro”…..
      Sono 2 dati diversi e possono coesistere. In pratica possiamo avere un PAO di 12 mesi in un prodotto da consumarsi entro il 15 aprile 2020 ( oltre i 30 mesi ). . La definizione di PAO introduce quella variabile dello “stoccato in condizioni adeguate” che dovrebbe essere chiarito, ed alcune aziende in effetti dettano alcune specifiche sulla conservazione del loro cosmetico. mancando queste specifiche per “adeguato” si intende “ragionevole”. Che vuol dire che se stocchi il prodotto su un cassone aperto di un camion che gira per le strade della Sicilia per un anno , forse il PAO di 12 mesi non è garantito :) .
      Da qualche parte dovrebbe esserci scritto che anche il “..da consumare preferibilmente entro…” è condizionato dalle “idonee o normali condizioni d’impiego”.
      Sicurezza ed efficacia di un cosmetico dipendono più dalla competenza ed onesta di chi lo produce e mette sul mercato , che da quello che c’è dentro o quello che ci scrivono sopra.

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