MORIRE PER UN COSMETICO

MORIRE PER UN COSMETICO

Non mi riferisco alle 2 profumone ingioiellate che si prendono a borsettate, girano con i mattoni dentro la borsa, per accapparrarsi l’ultimo flacone del siero Perricone, ma alla ragione, sconosciuta ai più, per cui le norme che regolano la produzione del cosmetico sono così severe.
Chiunque sia venuto a contatto con le diverse norme che regolano la messa sul mercato di alimenti, cosmetici e farmaci avrà notato quanto siano severe le norme che regolano il cosmetico.
Il cosmetico per secoli ha vissuto sotto l’ala protettrice della convinzione che essendo applicato all’esterno del corpo umano non potesse nuocergli.
Che vuoi che sia ? al massimo , qualche arrossamento !!
In effetti i casi di decesso o danni gravi, dovuti al semplice utilizzo di un cosmetico mal formulato, non sono molti. Soprattutto da quando esistono chiare norme a tutela della salute.

Poster showing before and after images of a woman Lash Lure made blind.

Il poster pubblicato dalla FDA per mettere in guardia il pubblico sui rischi dei mascara contaminati

Nel 1933 , Ms. Brown e un’altra 15na di donne persero la vista per un cosmetico il LASH LURE, una di queste morì per l’aggravarsi dell’infezione.
Questo “incidente” , assieme ad una serie di decessi e intossicazioni attribuite a cosmetici e medicinali¹, convinse il legislatore americano ad intervenire specificatamente sulla sicurezza del cosmetico con un approccio preventivo, regolando la sicurezza dei prodotti che venivano messi sul mercato con il Food, Drug, and Cosmetic Act  1938 .

E’ una storia lunga ma può far capire perché le leggi che regolano la produzione e la messa sul mercato dei cosmetici sono così severe.

Con l’entrata in vigore di  leggi e regolamenti più severi gli “incidenti” dovuti a cosmetici si sono ridotti enormemente ed a parte una piccola epidemia di danni corneali e perdita della vista fino a cecità definitiva dovuta ad infezioni da Pseudomonas Auruginosas negli anni 70, oggi le infezioni gravi da cosmetici sono veramente rare.

Che dire, finalmente abbiamo una legge che funziona.

Ovviamente la legge oggi non può far nulla per prevenire incidenti dovuti all’uso improprio di ingredienti cosmetici o a cosmetici prodotti fuori dalle norme. Robert Tisserand, nel suo libro,  riporta decine di casi di decesso dovuti ad oli essenziali . Personalmente considero uno stupido rischio l’utilizzo di acque che possono essere contaminate microbiologicamente ( acqua demineralizzata o osmotizzata , di quella che si trova al supermercato per i ferri da stiro, o di quella recuperata dai condizionatori ) per l’autoproduzione di cosmetici. È un rischio stupido in quanto può essere facilmente eliminato adottando semplicemente dell’acqua di rubinetto o minerale se non si è in grado di affidarsi a buone pratiche di sterilizzazione e stabilizzazione anti-microbica .

Rodolfo Baraldini

pubblicato il 21 marzo 2014

Note:
¹Drs. Forbes and Blake from Tampa Florida brought to Congress the case of a fatality resulting from use of Lash-Lure. The patient, aged 52, had her right eyebrow “plucked” and the dye applied to the right brow and lashes. This was performed by her daughter, a beautician. Within 30 seconds of application, her eyes, brows, and adjacent tissues began to burn and swell. The pain was so severe, that her daughter would not proceed with the left eyebrow/lash treatment. An hour later she was unable to open her eye. She went to her physician the next day and her temperature was 104oF. Eight days after the onset of the illness, the woman was referred to Forbes and Blake. The skin over the right side of her forehead and cheek was covered with deep sloughing ulcers which were covered with purulent exudate. The conjunctiva also showed deep ulceration and the conjunctival sac was filled with tenacious yellow exudate. The lymph nodes on the right side of the neck were considerably enlarged. The heart sounds were abnormal. Three hours later the woman was dead. Although an autopsy was not obtained, a conjunctival culture showed pure Staphylococcus aureus. The physicians’ conclusion was that septicemia had resulted from the infection superimposed upon the severe necrotizing response caused by Lash-Lure.
MEDICAL JURISPRUDENCE:..the external application of depilatory creams containing thallium acetate. Ramond22 reports the case of a young girl who suffered from abdominal pain, paralylsis of the lower limbs and alopecia after she had used on her face a depilatory cream containing 2.5 per cent of thallium acetate for three months. Mahoney 23 also describes three cases in which three young women
.suffered from retro-bulbar neuritis from the application of the proprietary depilatory, Koremlu Cream, containing 7.18 per cent of thallium acetate, over their faces, arms and legs for a period of one year and a half.

Riferimenti:
Cosmetic Microbiology: A Practical Handbook Di Daniel K. Brannan
Dying to be Beautiful: The Fight for Safe Cosmetics Di Gwen Kay
Robert Tisserand:Challenges Facing Essential Oil Therapy: Proof of Safety
M. V. De Giorgi, Produzione dei cosmetici e tutela della salute, in Giur. comm., 1978, 839.
Wilson LA, Ahern DG. Pseudomonas-induced corneal ulcer associated with contaminated eye mascaras. Am J Ophthalmol 1977;84:112-9.
Thomas ET, Barton SN. The role of eye cosmetic contaminants in the pathogenesis of eye infection: an epidemiologic investigation. Ala J Med Sci 1978;15:246-51.
Reid FR, Wood TO. Pseudomonas corneal ulcer. Arch Ophthalmol 1979;97:1640-1.
Wilson LA, Kuehne JW, Hall SW, et al. Microbial contamination in ocular cosmetics. Am J Ophthalmol 1971;71:1298-302.
Ahern DG, Wilson LA, Julian AJ, et al. Microbial growth in eye cosmetics: contamination during use. Dev Ind Microbiol 1974;15:211-6.
S. B. Forbes, W. C. Blake, Fatality Resulting from the Use of Lash-Lure on the Eyebrow and Eyelashes, in 103 Jama, 1934, 1441-42.

Dr. T. Felix Gouraud's Oriental Cream (1907)[post_view]
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16 Commenti

  1. Quindi potrebbe essere contaminato anche il vapore che esce da un vaporizzatore viso ad uso domestico (per dilatare i pori e favorire la pulizia del viso)? Il mio ha una potenza di 260 Watt e necessita di acqua demineralizzata per funzionare. Dopo pochi minuti dall’accensione, è pronto per emettere vapore. Grazie mille e scusa per la domanda “stupida”.

    • viviamo in un universo probabilistico . Non ho idea del caso specifico. Ci sono microbi pirofili che esposti a vapore non surriscaldato per pochi minuti si fanno delle grasse risate . Comunque la probabilità che il vapore sia contaminato microbiologicamente mi sembra molto molto bassa. Non conosco i vaporizzatori per uso domiciliare, ma ho avuto a che fare con molti vaporizzatori e acqua di rubinetto ed una passata di aceto, meglio l’acido citrico, una volta ogni tanto; funzionavano per anni senza problemi.

  2. Ciao Rodolfo, ho sempre usato acqua demineralizzata per le mie semplici preparazioni cosmetiche/erboristiche, anche a distanza di mesi dopo l’apertura, e finora non è successo niente di spiacevole. Come dici giustamente tu, non sarebbe una grossa fatica cambiare abitudine e usare acqua di rubinetto o acqua minerale con basso residuo fisso. Puoi specificare quanto deve essere il residuo fisso perchè l’acqua minerale sia accettabile?
    Inoltre, l’acqua di rubinetto andrebbe bollita in pentola a pressione per almeno 10 minuti come quella demineralizzata per il ferro da stiro o richiede un trattamento più forte?
    Nel caso in cui l’acqua usata sia non accettabile dal punto di vista microbiologico quali rischi si corrono? (a parte ovviamente veder andare a male i propri spignatti). Grazie
    Daniela

    • il problema è l’impossibilità di valutare il rischio.
      l’acqua distillata venduta nei supermercati, normalmente non è garantito che sia microbilogicamente pura. Dipende da come è prodotta, lavorata e confezionata. Ci sono impianti di deminarilizzazioni da cui l’acqua esce anche microbiologicamente pura, ma anche l’acqua della condensa dei condizionatori ( che tra l’altro non costerebbe nulla produrla ) è demineralizzata, ma può essere molto inquinata microbiologicamente. Non si può sapere e se un’acqua microbiologicamente inquinata è stata conservata in un contenitore a temperatura ambiente per lungo tempo si può formare anche un biofilm difficissimo da rimuovere. Quali rischi si correrebbero se si usasse ? Non si può sapere se non si sa se e come è inquinata. Ma perché si dovrebbero correre dei rischi visto che una volta che si sa del problema la soluzione è semplicissima ?
      Nell’acqua che beviamo per essere considerata potabile devono garantire che non ci siano patogeni, i limiti per le acque in bottiglia sono ancora più stretti.
      Quindi un’acqua potabile di rubinetto è a priori più sicura di un’acqua demineralizzata non microbiologicamente pura. Escludendo alcuni gellanti particolarmente sensibili agli elettroliti, non ci sono grandi problemi a formulare anche con acqua di rubinetto non molto dure, ma dovendo scegliere, se non si deve formulare un cosmetico ricco di oligoelementi, meglio un’acqua con residuo fisso <100 mg/l.

      • Ok, grazie per la risposta!

  3. Quindi l’acqua ideale per lo spignatto è quella minerale, possibilmente poco mineralizzata? Grazie.

    • meno è mineralizzata meglio è, a meno che non si utilizzi per le W/O, va bene anche l’ acqua demineralizzata da supermercato bollita almeno 10 minuti in pentola a pressione.

      • Perché bollita in pentola a pressione?
        Ma questi accorgimenti valgono anche se si fanno prodotti che si sa in anticipo saranno consumati a stretto giro? Grazie per le risposte. Complimenti per il blog.

      • La pentola a pressione comporta un risparmio energetico e consente di raggiungere temperature leggermente più alte.
        Un’acqua molto inquinata microbiologicamente non viene sterilizzata da una semplice breve bollitura.
        Se non puoi sapere se l’acqua che usi è microbiologicamente pura, questi accorgimenti dovrebbero essere utilizzati sempre. Visto che le acque minerali poco mineralizzate si trovano ormai anche a costi molto bassi , perchè rischiare ?

      • Ma quando parla di possibile contaminazione si riferisce sempre a quella demineralizzata, giusto? Io pensavo appunto alle acque in bottiglia, quelle da bere, magari scegliendo la più leggera possibile, tipo la Sant’Anna, o la San Bernardo. E’ corretto utilizzare il residuo fisso come parametro di leggerezza? Grazie.

      • Le acque minerali sono microbiologicamente pure, quindi sicure ed il residuo fisso è un ottimo indicatore di quanto è mineralizzata.

      • Grazie!

  4. mi è tornato in mente un articolo sul sito di Focus che mostrava la pubblicità di una crema per viso a base di uranio (sempre penso anni ’30) che vantava di rendere la pelle bella e luminosa..certo, radiante! a parte gli scherzi, dai suoi articoli viene fuori quanto è stato determinante imparare dagli errori di aziende produttrici di cosmetici e non solo, e che le regole esistono per un unico motivo, la nostra salute. Grazie!

  5. Grande Rodolfo !
    speriamo che le incoscienti e incompetenti che si vantano delle loro lauree scientifiche e che ti accusano di allarmismo sappiano leggere.

    • A quelle che si vantano della loro laurea scientifica e che dicono certe sciocchezze la laurea dovrebbero togliergliela.

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