Le bloggers cosmetiche da evitare come la peste…

Le bloggers cosmetiche da evitare come la peste…

 

Parlando di disinformazione e cattiva informazione sul cosmetico non si può non affrontare il fenomeno delle blogger cosmetiche . Non è una questione di genere,  mi riferisco a  bloggers maschi o femmina che siano, solo che i maschi  sono talmente pochi che per semplificare non li considero neppure.

La cosmetologia è materia interdisciplinare che richiede conoscenze anche complesse di chimica, fisica, microbiologia, fisiologia, tossicologia, psicologia  ecc…

Alcune materie scientifiche, che so io, la fisica dei colloidi,  sono di quelle dove la maggioranza di quelli che ci vanno a contatto non superano la decima pagina del libro di testo. Eppure capire come, perchè e con che formulazioni si forma e si dissolve una schiuma  oppure come, perchè e con che formulazioni si formano dei cristalli liquidi ecc..dovrebbe tornare utile al cosmetologo.

Il cosmetico è un prodotto di largo consumo e visto che, non si deve essere ingegneri per saper guidare un auto, chiunque può apprezzarlo e valutarlo in funzione dei suoi gusti e della sua conoscenza.

Quindi ben venga la rete che permette di pubblicizzare le opinioni sui cosmetici che si provano.

Peccato che sia diventato un must delle cosmetic bloggers fare sfoggio della propria pseudocompetenza cosmetologica che le porta a sparare sentenze su cosmetici che non hanno provato, in funzione solo della etichetta, della lista ingredienti o del sentito dire.

La cosmetologia è talmente articolata e complessa che anche i professionisti esperti non possono capire tutto di un cosmetico neppure conoscendo quello che c’è davvero dentro, figurarsi poi interpretando quello che qualcuno per finalità marketing o tecnico regolatorie ha scritto in etichetta . Questa precisazione per ricordare che il fenomeno della non esatta corrispondenza tra quello che c’è scritto in etichetta e quello che c’è davvero dentro ad un cosmetico è molto più diffuso di quanto si pensi.

Il livello di conoscenze tecniche e cosmetologiche  di chi si vanta in rete di essere esperta o esperto di cosmetici è spesso talmente basso che vengono lanciati come proclami o allarmi argomenti che generano sdegno o grasse risate tanto sono insensati e infondati.

La tentazione di autonominarsi guru della cosmesi sembra irresistibile anche per l’indubbio successo che hanno avuto alcuni, peraltro rari, “comunicatori” cosmetici.

Tutto cominciò con Paula

In Italia, nel nostro limitato orizzonte, pochi la conoscono.

 Paula Begoun, americana , oggi sessantenne, era una giornalista investigativa che ben prima che internet si diffondesse cominciò ad interessarsi di cosmesi.Cominciò con un libro autoprodotto dal titolo intrigante
“Blue Eye Shadow Should Be Illegal” per poi finire su internet con un sito www.cosmeticscop.com ( lo sbirro dei cosmetici). Con la nascita di una sua marca cosmetica, il suo sito è diventato www.paulaschoice.comal cui interno si può trovare una ricco database prodotti ed ingredienti,

beautypedia.

Paula Begoun ha avuto successo demistificando le più eclatanti incongruenze e assurdità della cosmesi.

Ha un atteggiamento rigoroso, cerca sempre di documentarsi e si rivolge direttamente alle aziende ed a professionisti qualificati per rendere le sue informazioni più accurate e documentate possibili.

Da quando si è messa in gioco con una sua linea cosmetica corre evidentemente il rischio di cadere in un palese conflitto di interessi. Senza contare nei limiti anche legali che emergerebbero in caso di pubblicità comparativa.

Nonostante tutto ciò il suo sito continua ad essere uno dei più documentati ed affidabili. Parlando con professionisti della cosmesi e scienziati in contatto con lei tutti mi hanno garantito che è proprio lei ad essere così, molto rigorosa e corretta.

Resto dell’idea che chiunque intitoli un proprio libro “Bibbia”, necessiti di un lungo percorso psicoterapeutico, ma nonostante “The Beauty Bible” sia il titolo scelto per l’ultima edizione del libro di Paula, se proprio devo dare un voto ( dare voti pare che sia un esercizio obbligatorio su internet ) ai siti ed alla sua comunicazione sul cosmetico, nonostante qualche discutibile opinione quasi-scientifica ed il rischio di conflitto di interessi,  non esiterei a dare un bel

CLIO

CLIO, CHI?

Un giorno mia figlia, tutta entusiasta , mi disse:” Sai che a New York ci siamo incontrate con Clio ” Ed io, in piena crisi di tardume senile : Clio, Chi? Ho conosciuto e a volte lavorato occasionalmente con alcuni tra i migliori professionisti del make-up: Romualdo Priore, Diego della Palma, Gill Cagnè, chi fosse Clio proprio non lo sapevo. Grazie a mia figlia, andai su you tube e poi nei suoi siti a vedere ed a leggere alcuni dei suoi “pezzi”.

Adesso è anche in TV. Mi capita raramente di fermarmi a vedere per intero una sua puntata. Che dire : è un fenomeno. Cioè come internet e la rete possano amplificare l’immagine di una persona è veramente un fenomeno. Penso che chiunque abbia investito milioni di euro in campagne pubblicitarie tradizionali per promuovere un prodotto davanti a fenomeni del genere si sia dovuto porre molte domande.

Parlando con qualche professionista, make-up artist a vari livelli, ho sentito spesso critiche: non sa truccare, è antipatica ! Francamente non ho capito se si trattava di semplice invidia per chi con la sua naturalezza e con la capacità di comunicare ha ottenuto uno straordinario successo. Certamente è giovane ed ha dovuto raffinare conoscenze e tecniche , ma ritengo che oggi sia un fior fiore di professionista.

Mi è capitato di sentire e leggere suoi commenti un po’ approssimativi e poco professionali su cosmetici, con ingredienti “buoni o cattivi” ed altre informazioni superficiali che sembravano pescate su internet. Poi ho visto anche alcune banalizzazioni, con i rimedi autoprodotti, gli impacchi “naturali” ed altre cose del genere. D’altra parte anche la affidabilità del Dr.Oz scivola spesso su rimedi autoprodotti di grossolana ingenuità.

Ma ho visto un video dove Clio ha provato un “gonfialabbra”.

Mi è piaciuto. Può essere solo ingenuità, ma il voler provare anche cose assurde, senza razionale scientifico, con curiosità, nonostante oggi Clio sia ormai una professionista “navigata”, mi è sembrato un gesto sincero e rivelatore di un modo naturale di porsi e comunicare e soprattutto commentare cose che si sono provate .

Dovendo dare un voto, sapendo che la qualità pittorica ed estetica nel make-up si raffinano nel tempo e sperando che non si faccia prendere dalla moda di giudicare un prodotto dall’etichetta il mio voto è

MA CON TUTTI QUESTI “BEI” VOTI, PERCHE’ QUESTO TITOLO AVVELENATO ED ACIDO ? BLOGGER DA EVITARE COME LA PESTE ?
Lo ammetto: si tratta di marketing di bassa lega.
Dopo qualche decennio di tv spazzatura , risse , comizi incazzati , giornalisti spara-fango, sembra che il solo modo per avere audience e seguito sia essere caustici e mordaci, quando non proprio cafoni e rissosi.
Mi è venuta la tentazione di sfogarmi un po’.

Se proprio volete una lista delle bloggers cosmetiche che eviterei come la peste prendete tutte quelle che, senza alcuna cognizione di tossicologia o cosmetologia, seminano allarmismo e consigliano di evitare come la peste un qualunque cosmetico, solo perché in etichetta c’è scritto che contiene questo o quello.

L’ignoranza e la disinformazione sono più nocive di qualunque cosmetico.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 21 febbraio 2014

Video correlati:

(42500) (74)
I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

26 Commenti

  1. Vi ho scoperto per caso e credo sia amore a prima vista per la chiarezza e la competenza con le quali affrontate gli argomenti.

    • Grazie

  2. Ciao Rodolfo, sono uno studente universitario di 21 anni.

    L’anno scorso iniziai ad informarmi per caso sui prodotti cosmetici con un video di Carlitadolce https://www.youtube.com/watch?v=6ATgiXyQIWo

    Ora mi sto informando su questo blog e davvero non riesco ad avere più certezze sui prodotti di cosmetica.

    Ci sono dei marchi che sentiresti almeno di consigliare?

    • Meglio confusi da tanti ragionevoli dubbi che ingannati da tante false certezze.
      Il video che hai linkato mi ricorda che : Amare o odiare una marca o un ingrediente cosmetico è un sentimento molto umano, come amare o odiare una squadra di calcio.
      Io non ho nessuna intenzione di mettermi a dire che squadra di calcio amare o odiare. Mi basta e mi diverto di più a smascherare le corbellerie che vengono dette sulla cosmesi , gialla, rossa o verde che sia.

  3. La differenza è che Clio non si autoproclama paladina di un bel nulla, semplicemente testa i prodotti e ne dà una sua opinione personale… senza pretese

  4. Non è paradossale “promuovere” Clio e bocciare le pseudocosmetologhe incompetenti. La differenza per me è chiara: Clio di danni non ne fa, le altre ci tentano (e ci riescono) molto spesso a fare danni! In riferimento alle creme solari, andare a dire di comprare questa o quella marca “eco-bio”(chissà poi cosa vorrà dire!) con ‘sti benedetti “filtri fisici”, sbandierando una protezione 50+ per i bambini, è molto rischioso, dal momento che vedo difficile che due filtri, (di cui il biossido di titanio non può più essere chiamato filtro solare!) possano produrre una tale protezione. E per me questo tipo di informazioni sono dannose a tutti gli effetti.

    • Non capisco quando scrivi che il biossido di titanio non può più essere chiamato filtro solare.
      Il biossido di titanio è un filtro solare autorizzato dal regolamento europeo e praticamente in tutto il mondo. E’ l’ossido di zinco che non è riconosciuto in europa come filtro solare, anche se l’SCCS ne ha riconosciuto recentemente la sicurezza come filtro solare in forma non nano.

      • L’ultima notizia che mi è giunta da una ditta produttrice è che da quest’anno il biossido di titanio non può più essere dichiarato come filtro solare. Loro hanno dovuto “declassare” un loro prodotto solare che lo contiene. Così mi è stato riferito una settimana fa. Lei ha notizie diverse?

      • per favore diamoci del tu.

        Ho notizie molto diverse e non riesco ad immaginare da che fonte ufficiale possa arrivare la storia che il biossido di titanio non può più essere considerato un filtro solare.
        Anche se si fossero confusi con l’ossido di zinco, i conti non tornano, visto che non è mai stato inserito nell’allegato delle norme europee che elencano i filtri solari.

      • Chiederò sicuramente spiegazioni perché conosco personalmente i titolari dell’azienda e sono persone molto professionali che hanno un consulente apposta in materia di solari. Chiederò delucidazioni sull’argomento, anche perché hanno tenuto da poco una serata di informazione ed è proprio in questa sede che ne sono venuta a conoscenza, siccome io ero rimasta a quello che tu hai scritto poco sopra!

      • ps: grazie mille per la pulce nell’orecchio! Per quanto sia inserita nel campo di studi della chimica, sono ancora all’università e sto tentando di barcamenarmi nel campo della legislazione cosmetica!

    • mi dispiace, ma è paradossale eccome, per me.
      La differenza non è affatto chiara,
      perchè in molti video anche Clio dà consigli “salutistici” sulla skin care
      davvero imbarazzanti e deleteri:
      come promuovere trattamenti antibrufoli, non ultima la solita
      spazzatura markettara come le creme alla bava di lumaca….
      Inoltre i filtri fisici che cita non solo solo efficaci, ma sono anche
      molto più sicuri dei filtri chimici.
      Basta avere l’accortezza di spalmarne una dose generosa
      e di non restare a cuocere sotto il sole per metà giornata
      (cosa che comunque non si può fare in alcun caso, se si tiene alla salute, anche con i prodotti solari chimici..)

  5. Beh… almeno alla fine è stato sincero…

    E’ davvero paradossale che lei “promuova” Clio e faccia invece critiche su “tutte quelle che, senza alcuna cognizione di tossicologia o cosmetologia, seminano allarmismo e consigliano di evitare come la peste un qualunque cosmetico, solo perché in etichetta c’è scritto che contiene questo o quello” , che abbiamo capito tutti a chi lei si riferisca.
    Clio sarà pure una ragazza giovane e simpatica, ma la sua ignoranza è davvero enorme e si nota molto più spesso di quanto non dovrebbe una eprsona con il suo livello di popolarità, onestamente…
    mentre le persone a cui forse allude, nelle quali sicuramente rientra Carlita,
    nonostante l’altrettanta ignoranza in materia, non danno informazioni sbagliate
    e in realtà quello che dicono e le ricette che preparano non sono neanche il frutto del loro ingegno o della loro ignoranza, ma sono frutto del forum di Lola,
    che lei conosce bene.
    Quindi se deve criticare qualcuno deve criticare Lola.
    Secondo me è encomiabile e per nulla criticabile invece, il suo impegno nel diffondere le informazioni sulla cosmesi, sul mondo del biologico e del fai da te,
    e sulle infinite malefatte della cosmesi industriale, e di riflesso, dunque, è encomiabile anche l’impegno e la passione delle blogger come Carlita.
    Meglio le talebane dell’ecobio che le sciocche indifferenti seguaci di Clio ;)

    • Questo blog nasce per smascherare e demistificare la disinformazione e le vere proprie bufale che circolano sui cosmetici. Chiunque le diffonda: industrie, blogger, scienziati ….
      Questo articolo non è stato scritto per criticare Carlita ma gli insensati allarmismi e bufale che circolano in rete. Molti , sbagliando , hanno pensato che mi riferissi a lei e mi hanno chiesto poi di parlarne, cosa che poi ho fatto.

  6. Da talebana ecobio :) attenta all’inci e all’eco non posso che condividere questo articolo. Viaggia troppo terrorismo virtuale e mai supportato da uno straccio di link scientifico. Mi unisco a chi le ha chiesto un articolo sugli spignatti insegnati attraverso un video,sarei interessata alla Sua opinione e credo che un Suo articolo possa portare un po’ di chiarezza. Grazie

  7. Rodolfo, sei ormai indispensabile :)
    Rosanna

  8. La ringrazio della risposta. Puntualizzo che io ero, e sono, interessato ad un suo parere riguardo Carlitadolce, “fenomeno”, non CarlitaDolce persona. La seguo indirettamente attraverso mia nipote, che all’improvviso sembra essere diventata una piccola chimica che parla di sostanze cosmetiche come se le avesse da sempre utilizzate. Un po’ questo mi spaventa. La leggerezza in questo campo preferirei l’avessero solo le mousse.

  9. x Elisa , Davide ed Angie.
    Per una regola del blog e per come sono fatto io, non mi piace che vengano fatti attacchi alle persone. Ho dovuto censurare alcuni commenti su Zago che avevo ricevuto e farei lo stesso su Carlita. Certamente l’argomento spignatto e le colossali baggianate sui cosmetici che circolano sono materia di questo blog e quindi penso di redigere un pezzo dal titolo: Carlitadolce e lo spignatto, ma solo per segnalare eventuali macroscopici errori e rischi, non certo per esprimere un parere su Carlitadolce. Non sono documentato su cosa dice e fa, ma se l’argomento interessa , farò qualche visitina al suo sito/canale.

    • grazie! attendo con ansia il prossimo articolo!

    • Ringrazio anch’io, e naturalmente il mio commento andava in questa direzione. Senza fare polemiche, sarebbe bello sentire il parere garbato di un esimio cosmetologo riguardo a un fenomeno cosí dilagante e ai possibili rischi/allarmismi connessi, non certo riguardo alla persona in sè.

  10. Anche io sarei curiosa di un parere su Carlitadolce. In fondo, tra tutte le blogger, è quella che più ha “invaso”, da profana, il terreno della cosmetologia, diffondendo spesso allarmismi non del tutto giustificato (penso al tema siliconi/paraffina).

  11. Un articolo davvero sagace, complimenti! Lancio una provocazione: perché escludere l’altro fenomeno, Carlitadolce? Lei sintetizza perfettamente quanto dice, oppure non ho colto dell’altro? Tra l’altro mia nipote mi ha informato che sta per uscire anche un suo libro di ricette di spignatti. E io spero di non vedere mia nipote in cucina mentre maneggia niacinamide e caffeina come se fossero zucchero a velo, o che non le venga in mente di preparare un caffè “corretto”! Nulla contro lo “spignattate” in generale, anzi. Ma lei mi pare che abbia un pubblico abbastanza giovanile e non vorrei capitassero spiacevoli incidenti che potrebbero proibire totalmente questo “hobby” anche a persone responsabili, ma non laureate in cosmetologia o farmacia. Argomento astruso.

  12. mi piacerebbe leggere un commento anche sulla ‘famosa’ blogger/videoblogger CarlitaDolce, a suo dire ‘esperta in spignatti’……………

  13. posso commentare solo così: http://www.youtube.com/watch?v=Z8MqKfsLLxs

  14. Ti bacerei, Rodolfo :)

    • Grazie Riccarda, ma così mi fai arrossire :)

Trackbacks/Pingbacks

  1. L’inci non fa il cosmetico | Vivabio.it - [...] La mia riflessione nasce dalla lettura delle mail che mi arrivano ogni tanto sul tema e di Le bloggers ...