La Vitamina C nei cosmetici

La Vitamina C nei cosmetici

 

La Vitamina C è uno degli ingredienti più studiati per l’utilizzo cosmetico.

Infatti l’acido ascorbico è un buon antiossidante, in grado di neutralizzare i principali radicali ossidanti, tra cui superossido anioni, radicali idrossilici, ossigeno singoletto, perossidonitriti ecc..
Ma soprattutto, è indispensabile in alcuni processi di ossidrilazione della prolina e della lisina ( aminoacidi ) e conseguentemente della formazione del collagene.

L’importante ruolo della vitamina C nella formazione del collagene è uno dei pochi meccanismi cosmetologici di cui esiste una evidenza scientifica inconfutabile ( principio di falsicabilità ), infatti la carenza di vitamina C si manifesta con una patologia, chiamata scorbuto che ha come sintomi: la desquamazione della pelle, emoraggie e perdita dei denti e delle unghie, difficoltà nella rimarginazione delle ferite ecc.. legati alla insufficiente produzione di nuovo collagene funzionale.

Tutte le volte che la pubblicità di un cosmetico anti-age fa riferimento alla rigenerazione, rinnovamento del collagene  di fatto si riferisce ad un processo fisiologico dove l’apporto di vitamina C è fondamentale.

Tutte le volte che pubblicizzano l’efficacia nella “rigenerazione del collagene” di un supertecnologico oligopeptide offerto ai produttori di cosmetici anche a più di 10000 € il kg. l’ingrediente di riferimento ( anche per i test comparativi in vitro ) è l’acido ascorbico, che a livello industriale si può trovare a meno di 4 € al kg. .

E’ evidente che nel mondo dei sogni ( La-la-land ) che circonda la comunicazione cosmetica un misterioso oligopeptide ( penso che meno dell’1% della popolazione sappia cosa è o cosa fa ) evoca un immaginario di innovazione, efficacia e tecnologia che non è possibile evocare, e quindi farsi pagare, con della “normale” vitamina C .
Ma questo fattore “commerciale” da solo non giustificherebbe un costo così alto per degli ingredienti cosmetici che in fondo fanno più o meno quello che farebbe la vitamina C.

Ci sono anche alcune ragioni tecniche.
1-L’acido ascorbico è un ottimo antiossidante, quindi svolgerebbe anche una azione anti-age di contrasto ai radicali liberi.
Ma nel processo di contrasto ai radicali liberi dall’ascorbico si possono generare processi PRO-OSSIDANTI .
2-L’acido ascorbico è poco stabile, senza opportuni e a volte complessi accorgimenti in un cosmetico industriale non anidro degrada in poco tempo.

Quindi da tempo si sono studiati accorgimenti e derivati dell’acido ascorbico che consentano l’utilizzo cosmetico della vitamina C.

Anche il costo industriale dei derivati dell’acido ascorbico che possono assicurare una maggiore stabilità nelle formulazioni cosmetiche acquose è molto ( a volte moltissimo ) più alto di quello del semplice acido ascorbico.

Acido Ascorbico spacciato per NATURALE o addirittura NO-OGM

Il marketing cosmetico ha sempre apprezzato l’utilizzo di ingredienti che possono essere considerati vitamine. Si sfrutta la confusione che si crea nel consumatore facendo intendere che il cosmetico possa in qualche modo esprimere l’efficacia farmacologica delle vitamine . Visto che la carenza vitaminica è una patologia e visto che i cosmetici non possono trattare patologie l’utilizzo di claims ” vitaminici” nel cosmetico può essere considerato border line, nonostante il diffuso utilizzo di riferimenti all’efficacia delle vitamine nella cosmesi come negli alimenti.
L’aspetto più paradossale, un vero e proprio nonsense, è invece il riferimento al NATURALE , ECO-BIO e più specificatamente NO OGM nei cosmetici con acido ascorbico.
Infatti l’acido ascorbico è una delle prime molecole farmacologiche prodotta industrialmente con processi biotecnologici.
Semplificando la molecola viene prodotta dopo varie trasformazioni chimiche partendo dalla fermentazione in un bioreattore carico di microorganismi. Questo processo perfezionatosi negli anni da ormai molto tempo parte da ceppi batterici e microorganismi, mutanti e modificati geneticamente.
Che siano con Gluconobacter oxydans, Erwinia herbicola o Corynebacterium , Zymomonas mobilis,
Escherichia coli o Fusarium oxysporum, le varie bioconversioni che si realizzano in questi bioreattori hanno una resa maggiore quando si utilizzano ceppi geneticamente modificati.
Oggi oltre il 90% della produzione mondiale di acido ascorbico viene da questi processi.

Rodolfo Baraldini

pubblicato il 28 settembre 2013

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3 Commenti

  1. Buongiorno, cerco di leggere con attenzione questi articoli, più che altro tento di capirne i razionali e i concetti generici, mentre non scendo nel “dettaglio tecnico”. Faccio quindi una domanda da profana che spero non irriti nessun esperto: se ho ben capito, la vitamina C ha un provato potere antiossidante ma è anche difficile da inserire nei cosmetici industriali perché si ossida facilmente. Cosa succede se io acquisto acido ascorbico online (ho visto che lo vendono in polvere) e lo spalmo in faccia mescolato ad un po’ di crema idratante? la pelle riesce ad “assorbire” la vitamina oppure non succede nulla o peggio ancora creo qualche reazione avversa?
    Ho letto molto spesso in rete questa procedura suggerita con il Tocoferolo, ma mai con la Vitamina C. Ci sono differenze?
    Grazie mille!!!

    • Perché non c’è risposta alla domanda di Ines del aprile 2014?
      Non sono del settore ma leggendo quello che scrivi tanti dubbi si sono chiariti.
      Ma una domanda mi sorge: quali marche di cosmetici per il viso e per i capelli sono ” onesti ” in rapporto
      qualità e prezzo? Grazie Cinzia

      • Non ho risposto forse perché sono un pasticcione distratto e mi era sfuggita. Il sito non vuole in nessun modo diventare un sito di consigli, tanto meno di consigli per gli acquisti; pertanto le mie opinioni personali su quale è il miglior rapporto qualità prezzo (dato assolutamente soggettivo) faccio di tutto per non farle entrare tra gli argomenti del blog.

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