↑↑    MYTH-BUSTER : Olio di Argan

↑↑ MYTH-BUSTER : Olio di Argan

 

 

NON E’ VERO CHE DIETRO AD OGNI MITO O MODA COSMETICA SI NASCONDA UNA BUFALA….. BHE ! DICIAMO: NON SEMPRE.

Oltre 40 anni fa in Marocco, meta di viaggi giovanili e di fughe hyppies, mi capitò di trovare in un villaggio berbero ai margini del Sahara alcuni alberi pieni di CAPRE. Si! proprio così le capre erano tutte arrampicate sui rami nodosi e spinosi degli alberi e mangiavano dei frutti, simili ad olive, di cui erano ghiotte ( comunque anche non ne fossero state ghiotte, da quelle parti non c’era molto altro da mangiare ) .
Scoprii che l’albero chiamato del pane o della vita era una delle poche piante che riusciva a crescere in quel clima arido e che le popolazioni berbere raccoglievano dalle feci delle capre i noccioli del frutto per farne OLIO.
40 anni dopo mi sono trovato un flacone di un cosmetico con un preziosissimo olio ed ho finalmente imparato il nome botanico di quel particolare albero delle capre : ARGANIA SPINOSA.

Al solito il consumatore del cosmetico non è molto informato sulle effettive qualità e virtù di un ingrediente cosmetico. Quello che conta e che fa vendere tanti cosmetici ed a prezzi alti è l’emozione, il sogno evocato da un ingrediente un po’ esotico ed un po’ misterioso.

Analizziamo sinteticamente il mito dell’OLIO DI ARGAN.
1°- Tutti gli oli vegetali sono essenzialmente ( oltre il 95% ) miscele di lipidi, soprattutto trigliceridi.
2°- Cosmetologicamente l’emollienza di praticamente ogni olio vegetale è analoga, variando principalmente in funzione della temperatura di fusione ( o meglio il pour point, punto di scorrimento ) e della viscosità.
Questo significa che oli vegetali con analoga distribuzione lipidica ( percentuale di acido stearico, acido oleico, palmitico ecc.. ) hanno cosmetologicamente una emollienza sostanzialmente uguale.
3° – La distribuzione lipidica dell’olio di Argan è sostanzialmente analoga a quella di molti altri oli ad alto contenuto di acido oleico: soja, arachidi, girasole, brassica ad alto oleico , oltre che riso, mandorle dolci ed un’altra ventina di oli VEGETALI con una distribuzione di acidi grassi all’interno del seguente range:
ACIDO OLEICO 35-60%
ACIDO LINOLEICO 25-45%
ACIDO PALMITICO 8-20%.
4° – Oltre ai trigliceridi in un olio vegetale possono essere presenti steroli o insaponificabili di alto valore cosmetologico (normalmente sono in minima percentuale rispetto ai gliceridi ) , ma questi possono essere rimossi dall’olio con il processo di estrazione e raffinazione. L’Inci con cui viene descritto un olio vegetale all’interno di un cosmetico non permette di capire o sapere se questi steroli ci sono ed in che quantità. Più un olio vegetale è estratto e raffinato chimicamente, decolorato e deodorato, più e probabile che questi steroli siano stati rimossi.

Dove potrebbe stare la bufala?

Striscia la notizia ha trasmesso un servizio sui rischi bufala collegati all’olio di Argan.
Striscia la Notizia – Video sull’olio di Argan

Nel servizio si intuisce ma non si evidenzia il fatto che la analisi per scoprire un olio vegetale sofisticato può essere molto complesse, infatti tutti gli oli vegetali sono essenzialmente miscele di lipidi, soprattutto trigliceridi e se si considera solo la frazione lipidica trigliceride questa può essere sostanzialmente simile a quella di altre piante ( o miscele di oli di altre piante ) e non identificabile certamente.

Non penso sia un caso che nel servizio di Striscialanotizia il chimico del laboratorio abbia evidenziato che non si trattava di olio di Argan in quanto si trovavano al suo interno componenti tipiche dell’olio di jojoba.
Infatti queste sono facilmente riconoscibili in quanto l’olio di jojoba in realtà non è un olio, ma una cera , quindi con lipidi diversi dai trigliceridi.

Concludendo
1°: potenziale BUFALA per rischio TAROCCO.
Importante notare che il rischio TAROCCO è presente sia in Marocco ( rima involontaria ) dove si produce la materia prima, sia dove si produce il cosmetico e si può inserire un qualunque altro olio o miscela di oli simile al posto di quello di Argan ( inserire cera di jojoba o esteri non trigliceridi, facilmente riconoscibili, al posto dell’olio di argan non è una genialata ).

2°: potenziale bufala in quanto a seconda del processo di raffinazione l’olio di Argan può perdere gran parte della frazione insaponificabile che lo contraddistingue.

A seconda delle analisi e delle lavorazioni questa può essere vicina all’1% dell’olio ed è composta da
Sitosterol 54.60
Campesterol 4.30
Stigmasterol 39.30
Δ7-Stigmastenol 1.90
oltre che vari tocoferoli(

(il campesterol sembra essere inferiore negli oli spremuti a freddo )

Anche questi steroli sono facilmente rintracciabili in tanti altri oli vegetali pertanto una sofisticazione/adulterazione dell’olio d’argan che misceli opportunamente le componenti lipidiche e insaponificabili di alcuni oli darebbe un olio “identico” all’olio di argan.

La potenziale BUFALA relativa al rapporto prezzo/costo segnalata da Striscialanotizia invece è fuorviante.
E’ assolutamente possibile che un olio puro ( ma anche un altro ingrediente TOTEM ) sia venduto sul mercato a oltre 600 Euro al KG e che possa avere costi industriali 50 volte inferiori. Nella vendita di un cosmetico si vende anche un sogno, ed i sogni non hanno prezzo.

IMPORTANTE: non avevo alcuna intenzione di demolire l’Olio di Argan , che è e resta un ottimo olio vegetale, faccio notare solo che è cosmetologicamente molto simile ad altri oli non alla moda.
La storia dei noccioli d’argan estratti dalle feci delle capre, ovviamente non viene ricordata dal marketing cosmetico che deve vendere l’olio a 600 euro al kg. ma è vera ed è rintracciabile su internet ricercando produzioni popolari e tradizionali di olio di argan.
Oggi che è diventato di moda e si cerca di realizzarne una produzione intensiva ovviamente i processi di estrazione sono più puliti.

Vista la valenza cosmetologica relativamente normale, cioè come altri oli vegetali, è doveroso ricordare che comunque il consumo di olio di argan nell’industria cosmetica ha avuto un importante impatto “solidale” per le poverissime popolazioni sud sahariane. che grazie a questa moda cosmetica hanno avuto negli ultimi anni importanti fonti di reddito.

Comparativa tra Olio di Olive, Argan e Girasole

Analisi comparativa di diversi lotti di olio di Argan

Charrouf Guillaume Phytochemical Study of Argania Spinosa Nov 1998

tecniche di analisi per scoprire l’adulterazione degli oli

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2 Commenti

  1. Le certificazioni non contano gran che, visto che, escludendo il settore bio nell’alimentare, non esiste una norma legale o uno standard , non privato, che definisca cosa si sta certificando. Conta di più la marca e la serietà di chi mette il prodotto sul mercato. Conosco Flora da anni e ricordo che in anni di cosmesi selvaggia con vendita di oli essenziali taroccati e male etichettati era una delle poche aziende serie che informava correttamente il consumatore . Questo fatto, non garantisce a priori il prodotto “olio d’argan” visto che la filiera di fornitura di questa materia prima è particolarmente problematica. Colossi come L’Oreal per garantirsi la qualità dell’olio d’argan che utilizzano lo comprano da BASF… Ma fa ben sperare sul livello di controlli e qualità che il produttore ha adottato.

  2. La maggior parte delle aziende cosmetiche italiane non effettua nessun tipo di saggio per l’identificazione delle materie prime (pigrizia? ignoranza? …..).  Visto che in giro ci sono dei veri e propri “pusher” , può benissimo  capitare che qualcuno metta in commercio olio d’Argan tarocco….. in buona fede.

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