LA BUFALA: dei profumi senza allergeni.

LA BUFALA: dei profumi senza allergeni.

Moreno mi chiede: “…esiste il profumo senza allergeni, così come dichiarato in certi prodotti cosmetici?”
La risposta sintetica è

NO

.
Gran brutto CLAIM, effettivamente sempre più diffuso.
Il claim PROFUMO SENZA ALLERGENI, “non essendovi sostanze sicuramente non allergiche per tutti i soggetti”( circolare n.66 del 11.08.1980, Ministero della Salute ), può essere scorretto, ingannevole o fuorviante per almeno 5 ragioni.
1° Si crea l’impressione che il consumatore che soffre di particolari allergie, magari gravi, può stare tranquillo.
2° Il termine “allergeni” si riferisce a sostanze che sono in realtà “potenziali allergeni” in quanto non esiste una sostanza che scateni reazioni allergiche a tutti, così come non esiste una sostanza che non possa scatenare una reazione allergica a chiunque.
3° Il termine “senza” induce a pensare che di una sostanza potenzialmente allergenica non ci sono neppure delle tracce. Come si può fare per il Nickel o per gli allergeni alimentari, si dovrebbe dichiarare che il prodotto è analizzato perché l’eventuale allergene sia sotto una certa concentrazione; non che è “senza”.
4° Il claim “profumo senza allergeni” potrebbe riferirsi ingannevolmente ad una norma che oggi obbligherebbe i produttori di cosmetico ad esplicitare in etichetta la presenza di 26 note sostanze potenzialmente allergeniche. Questo solo se superano la concentrazione di 100ppm nel cosmetico rinse-off ( a risciacquo ) o 10ppm nel cosmetico leave-on.
Quando uno dei 26 potenziali allergeni cosmetici è presente ma è sotto la soglia per cui scatta l’obbligo di segnalarlo in etichetta, è sbagliato considerare il prodotto “senza”
La richiesta di profumi dove i 26 potenziali allergeni, oltre ad essere sotto la soglia che farebbe scattare l’obbligo di indicarli in etichetta, sono analiticamente non rilevabili si scontra con oggettive difficoltà tecniche ( compreso il discorso sulle tracce fatto prima ).
Tutti gli altri potenziali allergeni non sono regolati dalla norma e quindi non solo non vengono dichiarati, ma neppure ne controllano la eventuale presenza.
Un cosmetico che contiene limonene sotto ai 10 ppm , ma l’1% di cloroatranolo potrebbe venir dichiarato come “senza allergeni” quando il cloroatranolo è un allergene così potente ( statisticamente ) che se ne sta proponendo il bando totale dal cosmetico.
Oggi sono state individuati ben 56 nuovi potenziali allergeni che si possono trovare normalmente nei profumi. Per questi “nuovi” potenziali allergeni si sta discutendo di come informare il consumatore del rischio collegato alla loro presenza, senza redigere etichette chilometriche e con nomi chimici irriconoscibili.
5° Anche la semplice definizione IPOALLERGENICO è considerata fuorviante ed è stata contestata dagli organi regolatori del cosmetico ( sia in Europa che in USA ).
Infatti può indurre una errata sicurezza e confidenza in chi soffre di allergie anche gravi . Inoltre il prefisso IPO non comunica rispetto a cosa il prodotto sarebbe “poco allergenico”.

Concludendo :
Vantare la presenza di un “profumo senza allergeni” può essere ingannevole o fuorviante e comunque è una affermazione che può indurre in errore il consumatore.
Eventuali asterischi e note dovrebbero chiarire con evidenza che comunque si tratta di “potenziali allergeni” oppure di “sostanze classificate come allergeni dalla normativa cosmetica” oppure che “tracce sotto la concentrazione definita dalle normative possono essere presenti”

Rodolfo Baraldini

articoli correlati:

 Hazard : Allergie cosmetiche.

Hazard: Olio di Mandorle.

 Vietato l’ingresso alle profumone.

 

 

Pubblicato il 10 ottobre 2013

(2853)
I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

4 Commenti

  1. Pensavo che le profumazioni sintetiche fossero meno allergizzanti proprio perché credevo che venissero eliminate le sostanze considerate tali, ovvero quelle che col tempo hanno dato problemi a molte persone. Di sicuro le sostanze allergizzanti sono tante e, volendo, potenzialmente tutte. Però tra queste ne sono state individuate alcune che lo sono particolarmente perché parecchie persone hanno riscontrato allergie postume al loro uso. Certo, pensare di poter eliminare completamente qualsiasi sostanza allergizzante è impensabile vista la soggettività delle eventuali reazioni alle sostanze. Però, domando: tra un olio essenziale come ad esempio quello di bergamotto e la sua essenza sintetica, quale tra i due, in generale, darebbe meno problemi di allergie, posto che in generale potrebbero esserlo entrambi?

    • grazie per aver posto la questione. Penso di approfondire l’argomento con un articolo. La risposta in breve è : se la composizione è uguale o simile, avranno un uguale rischio di indurre allergie, indipendentemente dal come sono stati prodotti . Sostanza di sintesi non significa sostanza più pura o sicura, come non lo significa per le sostanze cosiddette “naturali”.

  2. Questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Ma sono un po’ confuso. Se su un prodotto si indica che la profumazione è priva di allergeni perché sintetica vale lo stesso discorso?? Grazie mille

    • La definizione “senza allergeni” è ingannevole in ogni caso.
      Essere poi, più o meno, di sintesi non ha alcuna rilevanza sul potenziale allergenico di una sostanza.

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Choose a Rating