Ingredient Obsession di Robert Tisserand

Ingredient Obsession di Robert Tisserand

Uno dei padri della aromaterapia ed un esperto di oli essenziali da tempo pubblica in rete le sue opinioni su aspetti tecnico normativi relativi agli oli essenziali.

Robert Tisserand è uno dei più documentati conoscitori delle problematiche relative alla loro sicurezza; tra l’altro è co-autore di un vero e proprio classico, il libro “Safety of essential oils”.
Molte aziende cosmetiche che commercializzavano come cosmetici oli essenziali, cosidetti “puri”, negli anni in cui esplose la moda, dell’aromaterapia e dell’ayurveda, avrebbero dovuto leggere attentamente il saggio di Robert.
Mi sono più volte confrontato con lui in rete e ne ho apprezzato la preparazione e curiosità scientifica. Posso non condividere alcune sue posizioni ma ritengo che debba essere divulgata l’opinione di un grande esperto nella sicurezza degli oli essenziali su un tema a me caro, la “Ingredient Obsession”, tesi che lui ha sviluppato parlando di ” Ingredient tunnel vision”.
In Usa, dove Robert ora vive, questa “Ingredient tunnel vision” relativa al cosmetico ha prodotto effetti paradossali.
E’ indubbio che il sistema normativo USA è stato superato da quello europeo.
Ma dopo aver duramente lavorato per promuovere una campagna di opinione per un cosmetico più sicuro in USA, i movimenti ambientalisti, in particolare l’Enviromental Working Group, hanno “scoperto” che gli oli essenziali possono essere pericolosi.

Mi scuso fin d’ora per la traduzione non professionale e per le mie not.trad. ( note del traduttore ) ma ho concordato con Robert di riportare alcuni estratti dal suo articolo e ritengo alcuni flames e battute ironiche dovevano essere riadattate o spiegate.

http://roberttisserand.com/2012/03/ingredient-obsession/

L’Ossessione per gli Ingredienti, di Robert Tisserand

Io non sono contro la trasparenza in etichetta. Penso che sia un argomento che potrebbe generare un sacco di discussioni. Ma io sono contro l’ossessione per l’ingrediente. In una società che permette di acquistare liberamente alcol, tabacco e armi da fuoco , e che chiude un occhio per l’uso diffuso di droghe illegali, perché siamo preoccupati se un prodotto di consumo potrebbe contenere poche parti per milione della sostanza chimica XYZ ? Non dovremmo essere interessati piuttosto del fatto che il prodotto in sé è sicuro?

La visione a tunnel degli ingredienti fa seriamente male alla salute. Ti trasformi in un ossessivo, paranoico, vizioso, sparando anatemi di giusta indignazione. Potrai scrivere sul blog, oppure, sviluppare la gastrite o peggio ancora, perdere il sonno, e morire giovane. E per che cosa? Gli Oli essenziali e loro costituenti chimici sono gli obiettivi più frequenti. Siccome gli oli essenziali contengono sostanze chimiche, e siccome quasi tutti i prodotti chimici sono, per alcune persone, tossici per definizione, molti blogger ambientalisti sono diventati anti-profumo e anti-oli essenziali.

Per un po’ ho pensato che, quando si accorgeranno che il linalolo si trova nell’olio di lavanda, e che il limonene è nell’olio di limone, cambieranno opinione. Mi sbagliavo. La loro infatti è una ossessione che non molla mai. Essa non consente pause, nessuna vacanza, nessuna schiarita. E ‘struggente!

Poiché gli oli essenziali sono stati accusati di contenere “allergeni”, sono anche gli obiettivi preferiti dei regolatori e legislatori, soprattutto in Europa. E, noi in America del Nord sappiamo bene che qualunque cosa accada in Europa deve essere buona, perché gli europei sono più intelligenti. Lo prova il loro accento. (not.trad.:In USA la campagna per un cosmetico sicuro fa spesso riferimento alle norme cosmetiche europee considerate molto più avanzate e cautelative di quelle USA ) Da quando vivo negli Stati Uniti (12 anni) il mio accento è lentamente diventato meno Inglese, più Americano, e le mie facoltà mentali sono detreriorate proprorzionatamente; si vede da come scrivo.

REVISIONI A PERA (not.trad.: la peer-review è una procedura con cui le pubblicazioni scientifiche dovrebbero venir valutate da ricercatori di pari competenza prima di essere pubblicate. Purtroppo queste verifiche non sono sempre così accurate e nell’ambiente scientifico italiano il concetto di peering ( paritetico ) è stato spesso ironicamente  interpretato con ” a pera”  per significare la pochezza scientifica della pubblicazione)

Un nuovo studio finanziato dal Silent Spring Institute, scritto da Robin Dodson ed altri, è stato pubblicato in Environmental Health Perspectives. EHP afferma di seguire le procedure di revisione paritetica ( peer-reviewed ) degli articoli che pubblica, ma se questo rapporto ha un senso, i suoi revisori devono essere comunque sostituiti. In realtà, potrebbero anche non preoccuparsi di controllarlo, in quanto chiaramente il rapporto non conclude nulla. Il documento si intitola: Perturbatori endocrini ed asma-associati nei prodotti di consumo. Le classi di sostanze chimiche che sono stati testate includono i filtri UV, cyclosiloxanes, eteri glicolici, parabeni, ftalati, alchilfenoli e profumi. Tra “le fragranze” testate sono inclusi questi componenti di oli essenziali:

….

La lista di cui sopra dice di rappresentare le” sostanze chimiche asma-correlate”. Questa affermazione non è spiegata da nessuna parte, ma l’articolo inizia con ” studi sugli esseri umani ed in laboratorio fanno crescere i timori riguardo ai disruttori del sistema endocrino e all’asma da esposizione a sostanze chimiche nei prodotti di consumo” e va poi a parlare di ” sostanze chimiche asma-correlate.”

Le sostanze aromatiche non causano asma, ma possono aggravare i sintomi asmatici. Molte sostanze aromatiche hanno questo potenziale perché sono irritanti per la respirazione anche a basse concentrazioni. E’ “la natura della bestia”. Tuttavia citare il limonene, l’acetato di isobornile, il terpineolo ecc, non è utile. Se sei asmatico e tendi a reagire male ai profumi, devi stare lontano dalle fragranze. Montare una nuova campagna per elencare gli ingredienti di una fragranza particolare sulle etichette di beni di consumo non porta a nulla. Non produrrà fragranze significativamente più sicure. Se i consumatori hanno bisogno di un avvertimento che un prodotto è profumato, questo può essere realizzato sia in una sola parola: “PROFUMO”. o con due parole: “CONTIENE PROFUMO”.

Il documento dichiara che, se un composto è “disponibile a partire da materiali vegetali”, è stato descritto come naturale, e quando “comunemente sintetizzato” è stato descritto come sintetico. Ma non c’è nessuna lista! Nessuna classificazione! Quindi non sappiamo che cosa considerano “naturale”, e che cosa ” di sintesi”! Nel testo, il limonene è menzionato come naturale (VERO), l’acetato di isobornile come sintetico (FALSO) e l’ hexyl cinnamaldeide come naturale (FALSO dal momento che è sempre sintetizzata; ed è anche scritto erroneamente in tutto l’articolo. Tanto per dire … ).

Nessuna prova diretta è prevista per gli eventuali effetti negativi sulla salute di uno di questi composti, e non c’è discussione dei fattori coinvolti, anche se vengono citati diverse ricerche: “Profumi, in particolare terpeni come limonene, sono associati a reazioni chimiche secondarie in ambienti chiusi e possono contribuire alla produzione di formaldeide, eteri glicolici, particelle ultrafini e aerosol secondari organici (Nazaroff e Weschler 2004;. Singer et al 2006). L’esposizione a profumi è stata associata con una serie di effetti sulla salute, tra cui dermatite allergica da contatto, asma e di esacerbazioni asmatiche, mal di testa e sintomi delle mucose (Heydorn et al 2003;. Kumar et al 1995;. Steinemann 2009). ”

Dodson e gli amici non parlano di quanto devono essere “moderatamente-alti” i livelli di ozono necessari per queste reazioni , né del fatto che prodotti per la pulizia (che possono anche contenere sostanze volatili come la formaldeide, benzene, toluene e xilene), sono gli unici che sono stati segnalati come in grado di causare problemi di salute reali (Nazaroff e Weschler 2004). Le reazioni ozono-limonene possono produrre radicali idrossile, e questi a loro volta possono contribuire alla formazione di formaldeide (Fan et al 2003). Tuttavia, questo è stato osservato solo in condizioni che non sono tipiche di “ambienti interni non industriali”. L’affermazione poi che i terpeni come limonene possono contribuire alla formazione degli eteri glicolici non è vera. Nazaroff e Weschler (2004) affermano che entrambi ,terpeni ed eteri glicolici sono stati trovati in alcuni prodotti per la pulizia, non che gli uni sono prodotti di reazioni dahli altri! Poi il report dichiara che le particelle ultrafini e aerosol secondari organici sono la stessa cosa. Ora, se io riesco a trovare, senza alcuno sforzo, tutte queste imprecisioni in un documento di ricerca, dove si trova la cosiddetta “peer-review”? E quanto credito possiamo dare alle sue conclusioni?

 Lo studio Kumar et al (1995) ha trovato una esacerbazione di sintomi respiratori nei pazienti asmatici, quando odoravano le strisce profumate-tester, come quello usate nella pubblicità rivista. Altre ricerche dimostrano che se si dà pazienti asmatici profumi forti per inalare, si può reagire negativamente. Lo stesso vale per le persone con sensibilità chimica multipla, ma non è vero per la popolazione generale.

In condizioni estreme terpeni come limonene e pinene possono generare sostanze che sono irritanti delle vie respiratorie. Queste condizioni richiedono (a) una concentrazione di ozono moderata-alta, e (b) i quantitativi notevoli di terpeni dispersi nell’aria. Questi possono essere pericolosi per le persone vulnerabili, come neonati, anziani o persone con asma. Tuttavia, si tratta di un salto logico ritenere che le fragranze causino problemi alla salute. Loro non lo fanno. Una fragranza potrebbe innescare un attacco d’asma in una persona con asma. Ma non può essere causa di asma. In un articolo su Forbes , basato sul report Dodson, Amy Westervelt cita le seguenti righe: “Questo studio rappresenta un chiaro esempio di una ricerca strumentale ad una campagna di opinione”, spiega William Troy, Ph.D., Scientific Advisor International Fragrance Association del Nord America. “E’ un riconfezionamento di vecchie informazioni e la metodologia utilizzata sfida i principi fondamentali e le norme dei protocolli scientifici e di indagine. Il consiglio dato ai consumatori sulla base delle conclusioni dello studio è semplicemente sbagliato “.

“E’ stato fatto molto lavoro sull’esposizione a tali sostanze della famiglia media. Sappiamo che queste sostanze chimiche sono presenti nell’aria e , nella polvere, nelle case della gente. Il CDC [Center for Disease Control] ha dimostrato che le troviamo pure nei nostri corpi “, dice l’autore principale dello studio il dottor Robin Dodson. “Ora stiamo cercando di capire da dove provengono e come le persone sono esposte a loro”.

C’è un certo grado di ingenuità in questa ultima affermazione. Per quanto riguarda i composti profumati, questi ultimi si trovano naturalmente in alcuni alimenti comuni e questa potrebbe essere una ragione per cui esse si trovano nei nostri corpi. Limonene e pinene sono onnipresenti, semplicemente perché tanti alberi li producono. Se avete mobili in legno di pino, probabilmente emettono vapori di limonene e pinene. Se si dispone di colore diluito con trementina, stesso affare, perché trementina è costituito da alberi di pino. Se vivete vicino agli alberi … insomma, se stai respirando, si sta inalando limonene e pinene. Quanto se ne sta inalando, qual è il livello di ozono nell’ambiente , se hai l’asma , sono tutti fattori per cui questi vapori possono rappresentare un pericolo. Alcuni consigli:

  • Se sei asmatico, fai attenzione ai profumi forti.
  • In alta di ozono condizioni (di solito il caldo combinato con esalazioni di fabbrica e / o del traffico veicolare molto) attenti di esposizione ad alti livelli di molecole profumate.
  • Quando si utilizzano prodotti per la pulizia, vernici, colle o vernici, la ventilazione è importante.
  • Si noti che alcuni tipi di apparecchiature per ufficio, quali fotocopiatrici e fax, emettono ozono.

Dodson consiglia di evitare prodotti profumati, cercando quelli con ingredienti a origine vegetale. Gli oli essenziali sono inclusi o esclusi ? Sono sconcertato.

 

Robert Tisserand
Expert in Aromatherapy and Essential Oil Research
Live Seminars Worldwide • Online Video Seminars • Industry Consulting
407 Park Road, Ojai, CA 93023, USA  | (805) 640 9012

 

Rodolfo Baraldini: estratto e tradotto da http://roberttisserand.com/2012/03/ingredient-obsession/ 

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3 Commenti

  1. Si, sono Chimico Cosmetologo e ho anche una piccola azienda di cosmetici. Io purtroppo non riesco a dire quello che la gente vuole sentirsi dire…
    Ha qualcosa per far sparire le rughe? No non sono una Santa ne Beata…non faccio miracoli. L’entropia e’ una cosa seria.
    Ma ci sono sostanze chimiche? certo se no dovrei darle il vuoto assoluto
    Ma gli ingredienti che usa sono stati sperimentati sugli animali? Perche’ io sono contro. Allora deve smettere di mangiare.
    Scusi ma ci sono i parabeni? e’ 100% olio perche’ secondo lei devo mettere una cosa che non mi serve?
    Ma la cosa piu’ grave…. una erborista a cui devo fare il Safety Assessment:
    Io: deve mettere il conservante.
    Lei: Metto il 4% di Grapefruit Extract.
    Io: Non e’ un conservante
    Lei: il sito dove l’ho comprato dice di si
    Io: Un articolo di piu’ di 10 anni fa dice che alcuni estratti di grapefruit erano attivi perche’ c’erano i parabeni dentro!
    ….e’ una battaglia persa!

  2. Il problema e’ che anche molte case cosmetiche usano frasi del tipo: questo prodotto non contiene sostanze chimiche. Mi viene da piangere!!!

    • Capisco la frustrazione per chi come te ha fatto anche ricerca nella cosmetologia ( se non ricordo male ) vedendo che alla fine tutto si riconduce a vendere un bene di consumo. E per vendere si dice alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire, senza pensare a quanto possa essere insensato . L’ignoranza è facoltativa…..sic!

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