HAZARD: olio di mandorle !!

HAZARD: olio di mandorle !!

Non penso sia casuale il fatto che alcuni allarmi, fondati o meno, sulla pericolosità di alcuni ingredienti cosmetici abbiano una enorme diffusione, mentre altre discussioni e ricerche su fattori di rischio a volte ben più rilevanti restino in un ambito scientifico e professionale particolarmente ristretto.

Nel settore alimentare da anni si stanno valutando i rischi connessi al potenziale allergenico dei frutti a guscio: nocciole, mandorle ecc.. Sia la FDA americana , sia la commissione europea classificano mandorle, nocciole, arachidi, anacardi, karitè, macadamia, pistacchi, ecc. tra i maggiori allergeni alimentari.

L’incidenza di queste allergie alimentari è statisticamente in aumento specie tra i minorenni.
In letteratura sono citati molti casi di decesso da shock anafilattico.
Nel paese della Nutella, dei gianduiotti e dei dolci a base di pasta di mandorle ( l’Italia è prima al mondo nel consumo domestico di nocciole ) l’incidenza di queste allergie alimentari è molto alta.

La difficile valutazione del rischio nel settore alimentare ha spinto molte aziende a riportare sulle confezione dei loro prodotti la avvertenza ” il prodotto potrebbe contenere tracce di frutta in guscio o semi” o vista la vaghezza del termine “tracce” il più generico “alimento prodotto in stabilimenti che usano frutta a guscio”.
Visto il rischio di esito letale e la crescente diffusione di queste allergie anche per il cosmetico si è cominciato a valutare i potenziali rischi.
Infatti alcuni diffusissimi ingredienti cosmetici sono derivati da frutti a guscio , in particolare: mandorle dolci, karitè, macadamia . Per non fare inutile allarmismo si deve precisare :
1-Il rischio di reazione allergica , fino allo shock anafilattico con esito letale, lo corrono solo i soggetti allergici e sensibilizzati.Chi non lo è non corre alcun rischio.
2-Il rischio allergico è legato alla esposizione ad allergeni , proteine, contenute nei frutti a guscio. Eventuali ingredienti cosmetici derivati da frutti a guscio completamente privi di proteine non comportano alcun rischio allergico.

3- la maggioranza degli allergeni da frutta a guscio hanno un peso molecolare relativamente alto >15 kDalton quindi una probabilità di penetrazione della barriera cutanea relativamente bassa. Resta comunque il rischio di ingestione ( rossetti, prodotti di igiene orale, il neonato che si succhia le dita dopo il massaggio), di esposizione attraverso pelle “lesa” , come peraltro avviene nel test allergologico dello Skin Prick Test, o il rischio inalazione di cosmetici nebulizzati o in aerosol. In letteratura vengono riportati episodi di sensibilizzazioni o allergie da contatto , fino all’anafilassi, con proteine anche di peso molecolare superiore 30kDalton .
4- i più comuni ingredienti derivati da frutti a guscio : olio di mandorle, olio di macadamia, burro di karitè, se raffinati accuratamente presentano tracce di proteine e potenziali allergeni in concentrazioni oltre 100 volte inferiori a quelle riscontrabili in oli “crude” ( non raffinati), cold pressed ( spremuti a freddo ) o cosidetti “organic” ( con processi di estrazione e raffinazione non chimici ).
Gideon Lack , MD ,London UK,
Conclusione:
se si soffre di una severa allergia da frutti a guscio ( nut tree ) si deve portare sempre con se un rimedio per il rischio anafilattico e si devono evitare oltre ai cibi anche i cosmetici che contengono ingredienti derivati da frutti a guscio ( nut tree ).
La moda cosmetica di utilizzare oli di mandorle o macadamia , poco raffinati o spremuti a freddo (cold pressed), introduce un rischio per la salute non giustificato.
Se non viene verificata e certificata la assenza di potenziali allergeni dal produttore , utilizzare un olio di mandorle spremuto a freddo per il massaggio del neonato, non mi sembra una genialata.

Rodolfo Baraldini
pubblicato 20 settembre 2012

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12 Commenti

  1. Domandona:
    non è il componente proteico dei frutti secchi che puo essere il responsabile delle reazioni allergiche?
    Un olio vegetale contiene acidi grassi e non proteine quindi in teoria non dovrebbe contenere allergeni.

    • un olio vegetale contiene in genere: trigliceridi, digliceridi, monogliceridi, acidi grassi, cere ed esteri cerosi, steroli, fosfolipidi, fenoli ecc. ecc. anche acqua.
      Il rischio allergico è legato principalmente ad eventuali tracce proteiche normalmente irrilevabili in oli altamente raffinati. ma vista la soglia di sensibilità bassissima in alcuni soggetti, vista la possibile anafilassi e vista la moda degli oli “grezzi”, spremuti a freddo ecc. il rischio allergico in oli da frutti a guscio se si considera una possibile ingestione, va considerato.

      • la frazione proteica di alcuni oli vegetali è così bassa (circa 1 mg su un Kilo di olio) che per l’uso topico non dovrebbero dare grandi problemi.

      • la maggioranza degli oli raffinati comportano un rischio allergico praticamente inesistente. Ma alcuni soggetti in alcune allergie sono sensibili anche a meno di 1 ppm dell’allergene specifico. Penso che per questo in varie ricerche si è evidenziato che il rischio comunque c’è. Ne posto solo alcune:

        Journal of Allergy and Clinical Immunology
        Volume 99, Issue 4, Pages 502–507, April 1997 Abstract
        Background: No information is available on allergenicity of tree nut oils, and information on peanut oils has been conflicting. Many of the nut oils now on the market undergo minimal processing and may contain residual antigen. Objective: This study was carried out to determine whether several of the new “gourmet” tree nut oils, as well as peanut oils, contain residual proteins that could bind IgE from sera of patients with allergy. Methods: Several brands of walnut, almond, hazelnut, pistachio, and macadamia nut oils were examined. Peanut oils, both unrefined oils (which have been shown to contain allergenic proteins) and refined oils (without previously demonstrable allergens), were also examined to confirm reproducibility of immunoreactivity as reported by other investigators. Oils were extracted with 0.2 mol/L ammonium bicarbonate, and protein concentrations in the aqueous extracts were measured. IgE binding was assayed by slot-blot and Western immunoblotting. Pooled sera from patients with a history of systemic reactions to various tree nuts or peanuts were used as appropriate. Results: The oil extracts known to be from oils that had undergone less processing at lower temperatures tended to demonstrate qualitatively greater IgE binding and higher protein concentrations.
        Conclusion: Tree nut and peanut oils may pose a threat to patients with allergy, depending on the method of manufacture and processing. (J Allergy Clin Immunol 1997;99:502-6.)

        Allerg Immunol (Paris). 2000 Oct;32(8):309-11.
        [Percutaneous sensitization to almond oil in infancy and study of ointments in 27 children with food allergy
        Guillet G1, Guillet MH.
        Abstract
        A five month old child with atopic dermatitis developed contact dermatitis to almond with positive patch test, positive prick test, and class 4 anti-almond IgE. Focal lesions of persistent eczema were correlated with application of almond oil for 2 month on cheeks and buttocks. The child had not ingested almond and her mother did not report almond intake during her breast-feeding. This observation points to the problems of possible percutaneous sensitisation to food proteins. The study of skin ointments containing components of food origin in 27 food sensitized atopic patients confirm that the choice of an ointment for lesional skin is of importance.

  2. Diciamo che questo blog mi sta facendo impazzire, ti prego aiutami, non ho più una certezza, non so cosa comprare, cosa mangiare, cosa posso mettere sulla pelle.

  3. Ma scusate,prima dite che solo chi è allergico rischia mangiando prodotti a base di frutta a guscio,poi dite che è una cosa pericolosissima usarne gli olii sulla pelle???
    A parte che la reazione da ingestione è sempre quella più pericolosa,più probabilmente porta shock anafilattico. Allora no all’olio di mandorle per i bambini e sì alla nutella???(e le mandorle sono più raramente causa di shock rispetto a noci e arachidi…nel cui olio magari si friggono le patatine ai ristoranti)

    …Evitare inutili allarmismi e limitarsi ad adottare la procedura standard che si dovrebbe seguire per ogni nuovo cosmetico potenzialmente allergenico che utilizziamo,facendo una prova su una piccola parte della cute e attendendo eventuali reazioni nelle 24 ore successive,no???

    Avere la fobia per gli allergeni mi sembra lo stesso della chemofobia. Di sicuro è importante 1)rendere i consumatori consapevoli dei rischi 2) Riportare sempre e dettagliatamente ogni possibile allergene anche e soprattutto su prodotti “di origine naturale” però pretendere che gli allergeni non siano OVUNQUE sia nei prodotti chimici che naturali mi sembra una cavolata bella e buona.

    • Mai detto o scritto che è pericolosissimo spalmarsi gli oli vegetali sulla pelle , ci mancherebbe.
      Il rischio allergico è un rischio particolare , limitato a chi è allergico. Vale per tutti gli allergeni, ciò che è un pericolosio veleno per un uomo, può essere totalmente innocuo per un altro.Nel caso degli oli derivati da frutti a guscio esiste la problematica del loro utilizzo nei neonati ed infanti visto che la via cutanea o l’ingestione accidentale, visto che non si può impedire ai neonati di mettersi le manine in bocca, può essere una delle vie di sensibilizzazione a questi allergeni.
      La paura delle reazioni anafilattiche a qualche allergene non è propriamente una paura irrazionale, come la chemofobia, in quanto effettivamente una certa percentuale della popolazione può subire danni gravi, fino ad un esito letale, per reazione a un crostaceo, una nocciolina o una puntura di un insetto.
      Per fortuna la percentuale è relativamente bassa e se non si è allergici a crostacei, noccioline e imenotteri, questi non ci fanno praticamente nulla.L’unica tutela è una corretta informazione, quindi far sapere che ci sono questi rischi.
      Sulla nutella come sugli oli, si deve anche considerare che il processo di produzione può ridurre drasticamente il rischio che ci siano reazioni allergiche, anche per questo ho evidenziato come fossero a maggior rischio oli non raffinati o lavorati a freddo.
      L’obbligo di specificare gli ingredienti di un cosmetico, che siano di origine vegetale, animale, petrolifera , di sintesi chimica o altro ha come principale motivazione proprio quella di dare al consumatore la possibilità di individuare sostanza per lui pericolose.
      Non ho mai detto che gli allergeni sono solo tra le sostanze naturali, infatti anche se gli allergeni sono prevalentenente proteine, quindi “naturali” , qualunque sostanza chimica, chiamata aptene, può in particolari contesti legarsi a nostre proteine innescando le reazioni allergiche, come fanno metalli , es nickel, alcune aldeidi ecc.ecc..
      Il rischio allergico è molto difficile da valutare, non a caso al momento, quando non si può definire una soglia di sicurezza nell’alimentare oggi compaiono avvertenze anche se nell’impianto dove sono stati prodotti i cibi sono stati lavorati alimenti classificati come allergeni.

  4. cosa mi dite dei detersivi? e delle certificazioni date ai detersivi? penso che anche lì è ravvisabile questo gioco tra prodotti naturali e chemofobia…quello di cui parla bastiano è il palese limite del biodizionario e del suo forum…una cosa che non ho mai capito è questa: tutto ciò che non è di derivazione naturale ( il che non vuol dire che non sia di sintesi, anzi) ha come base il petrolio tout court?Ma la sintesi anche per i prodotti di derivazione naturale non è in molti casi possibile se non grazie a componenti di derivazione petrolifera? e allora quando ce ne libereremo della dpendenza da questo petrolio anche in questi termni? non è meglio un detersivo che derivi dall’olio di oliva che uno con componenti che derivano direttamente dal petrolio – il mio è solo un esempio non sono una chimica ma spero che il nesso logico sia chiaro?- ormai sulla cosmetica ho gettato la spugna – o meglio non so proprio quale prendere :D - ma per quanto rigaurda i detersivi ancora no. Sia per la cosmetica che per la detergenza casa forse l’unica cosa non è affidarsi al biodizionario – anche se molte aziende piuttosto trasparenti nella comunicazione col consumatore vi fanno riferimento persino in una sorta di comico autogol in alcuni casi – tipo ad esempio alcuni ingredienti dei loro prodotti poi risultano rossissimi – ma al tipo di comunicazione dell’azienda col cliente, e a tutti i parametri a cui fa riferimento Bastiano che sono anche i miei…niente a questo paese piace farsi intortare…:) la stessa cosa vale nel tessile ma sembra che me ne accorga solo io per adesso.

  5. Mi sa che stetti tra prodotti “Naturali” e la chemofobia imperante ci si stia incartando. II marketing spinge da un lato verso prodotti pseudo naturali facendo utilizzare ai produttori materie prime dalla sicurezza dubbia, se non altro perche mancano i dati tossicologici. Dall’altro materie prime strasicure con chilometri di studi tossicologici vengono scartate a priori perchè non sarebbero “naturali”.

    Mi piacerebbe vedere una azienda che si fa pubblicità decantando i controlli fatti sulle materie prime e sul prodotto finito, dichiarando quali studi ha fatto per controllare la sicurezza dei propri prodotti che magari si vanti dell’igiene dei propri impianti o che tenga sotto controllo le segnalazioni di reazioni avverse ai propri prodotti. ma credo che si tratti solo di sogni…

    • Ottime riflessioni che potremmo approfondire.
      In realtà il marketing da alla gente quello che la gente vuole.
      Ho sperimentato anni fa che una comunicazione “diversa” non fa vendere.
      Il sistema però si sta evolvendo verso una maggiore trasparenza , onestà e sicurezza per il consumatore. Anni fa era molto , molto peggio.
      Spero anche con questo sito di dare un piccolo contributo.

      • qual era il tipo di comunicazione che hai sperimentato che non faceva vendere? :) puoi scendere un po’ nei dettagli?

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