Hazard/Concern: Formaldeide (allergia).

Hazard/Concern: Formaldeide (allergia).

MB. mi scrive: Sono … abituata a fare ricerche nella letteratura utilizzando pubmed, mesh ecc.. Sono risultata essere molto allergica alla formaldeide che non so però come evitare in quanto mi è stato detto sia impossibile. Può farmi capire come mi posso informare in letteratura su formaldeide e cessori in modo che possa capire quali siano e come evitarli almeno nei cosmetici? Non essendo grande esperta di chimica non saprei come cercarli anche se sono molto abituata a leggere articoli scientifici…

A chi vuole pubblicare qualcosa sui limiti della conoscenza scientifica proporrei il caso “formaldeide”.
Ancora oggi tantissimi, chimici e non, laureati e non, considerano la comune formalina una soluzione al 37% di formaldeide in acqua anziché una soluzione al 59% di glicole metilenico, dove di formaldeide libera non ce ne sta quasi nulla.
La formaldeide nel cosmetico è stata oggetto di una esemplare campagna di disinformazione e demonizzazione.

Esemplare in quanto chi la promuoveva, nonostante a volte vantasse competenze o studi di chimica ad un qualche livello, neppure  distingueva il fatto che la formaldeide è un gas che nel cosmetico non può entrare come ingrediente neanche volendo, visto che in acqua immediatamente reagisce formando glicole metilenico.

La formaldeide è tossica, cancerogena e allergenica - Lo è anche il nostro alito?

Visto che decine di studi nel passato cercando di individuare il profilo tossicologico della formaldeide in realtà erano condotti con glicole metilenico e suoi multipli, quando pochi anni fa si è cercato di disambiguare la faccenda i vari comitati scientifici per la sicurezza del cosmetico hanno introdotto il concetto di “equivalenza”, molto controverso. Insomma, il profilo tossicologico della formaldeide, gas, e del glicole metilenico, liquido, sono assunti come equivalenti, nonostante che vie di penetrazione e reattività siano evidentemente diverse.

Questa noiosa premessa parlando di reazione allergica alla formaldeide in quanto quasi certamente il test allergico è stato condotto non con la formaldeide ( gassosa ) ma con formalina, quindi una soluzione di monomeri (il glicole metilenico) e polimeri idrati della formaldeide; soluzione  stabilizzata in genere con quantità significative ( 8-15%) di alcol metilico, che a sua volta proprio bene non fa.

Questo può spiegare perché è così complesso definire chiaramente la cosiddetta allergia alla formaldeide.
Evitare la formaldeide è praticamente impossibile. È ubiquitaria, cioè si trova proprio dappertutto già in natura, quindi in presenza di acqua con cui reagisce anche il glicole metilenico si trova dappertutto: nel nostro sangue, nell’aria che espiriamo, nel fumo della legna che brucia, nella frutta.
La reattività ed i legami che può formare il glicole metilenico con le proteine è la probabile causa delle reazioni allergiche ed in certi casi delle specifiche IgE che sono state individuate. Test più accurati possono essere condotti con l’albumina umana modificata in formalina ma molte altre proteine possono legarsi o modificarsi in presenza di glicole metilenico. Materia molto complessa dove anche i pochi esperti in allergologia molecolare non hanno pubblicato gran che per chiarire i tanti paradossi e incongruenze che si incontrano trattando la cosiddetta allergia alla formaldeide.

I normali test allergologici con la formalina danno spesso sia  falsi positivi che falsi negativi. Visto che oltre che nel sangue e nel nostro fiato si può trovare in concentrazioni significative in centinaia di frutti o vegetali non solo non è semplice evitare l’esposizione al monomero idrato della formaldeide ed ai suoi multipli ma è anche difficile prevedere che sostanza e a quale concentrazione è effettivamente causa della reazione allergica in chi è sensibilizzato. Per l’esposizione alla forma gassosa oltre alle esalazioni di alcune resine o prodotti di uso comune o domiciliare si deve considerare che chi fuma 20 sigarette al giorno, il fumare è considerata la principale fonte di formaldeide per l’uomo, o chi è esposto ai gas prodotti nella combustione della legna ( tipico il caminetto ) un po’ di  formaldeide volente o nolente ne inala.

Nella forma non gassosa, la sensitizzazione oltre che da cosmetici può essere frequente in ambiti occupazionali nel settore sanitario, tessile e della lavorazione legno.

Nominata “allergene dell’anno: 2015″ dalla American Contact Dermatitis Society chi è gravemente allergico deve considerare tutte le sostanze congeneri associate alla formaldeide ed ai suoi monomeri o polimeri idrati ma anche dialdeidi come il GLYOXAL che con le proteine possono legarsi in modo simile. Paradossalmente sono registrati anche casi di allergia a sostanze che cedono formaldeide in soggetti non allergici alla formalina.
Visto che la formalina è un ottimo conservante antimicrobico si può trovare in molti cosmetici. Ma visto che è il prodotto di molte reazioni si può trovare anche in molti cosmetici che non hanno la formaldeide, la paraformaldeide, il glicole metilenico o loro cessori in formula.

La quantità di formaldeide o di suoi complessi idrati rilasciata dai cosiddetti cessori in un cosmetico può essere inferiore di quella che si trova in una mela, pertanto la loro presenza in etichetta non comporta automaticamente che chi è sensibilizzato possa avere reazioni allergiche.
Alla fine gli unici test che hanno dato risposte evidenti di reazione allergica a specifici cosmetici sono stati quelli condotti con procedure ROAT, Repeated open application tests dove ogni singolo cosmetico, che dichiari in etichetta formaldeide o suoi cessori, oppure che non lo dichiari, può dare reazioni a chi è allergico.
Il consumatore gravemente allergico può solo evitare tutto ciò che potrebbe rappresentare un rischio significativo di reazioni allergiche anche sapendo che la presenza di queste sostanze nel 70% e oltre dei casi non ha conseguenze cliniche e testare ogni nuovo cosmetico su una piccola area cutanea prima di adottarlo.
Nell’etichetta cosmetica possono comparire come ingredienti:
FORMALDEHYDE
METHYLENE GLYCOL
più 2 alcoli denaturati anche con formaldeide:
ALCOHOL DENAT. SD ALCOHOL 38-C
ALCOHOL DENAT. SD ALCOHOL 38-D

ci sono poi conservanti inseriti nel cosmetico proprio per liberare lentamente formaldeide/glicole metilenico, i  “conservanti cessori di formaldeide”  :

BENZYLHEMIFORMAL
DIAZOLIDINYL UREA
IMIDAZOLIDINYL UREA
DMDM HYDANTOIN

questi nel 2010 si potevano trovare nel 15% dei cosmetici sul mercato ed il loro utilizzo è in calo. Di questi alcuni,  come il  BENZYLHEMIFORMAL ,  alle massime concentrazioni ammesse cedono quantità molto basse.

Altri conservanti che agiscono con meccanismi diversi o ingredienti con funzioni anche diverse da quella  antimicrobica possono rilasciare formaldeide

2-BROMO-2-NITROPROPANE-1,3-DIOL (noto come Bronopol)
5-BROMO-5-NITRO-1,3-DIOXANE
SODIUM HYDROXYMETHYLGLYCINATE
TRIS-HYDROXYMETHYLNITROMETHANE
POLYQUATERNIUM-15

Il rilascio di formaldeide è molto minore che nei “conservanti  cessori di formaldeide” ma escludendo il Bronopol, registrato come conservante, sono ingredienti che non hanno restrizioni nelle concentrazioni massime con cui possono essere inseriti nel cosmetico. L’utilizzo del POLYQUATERNIUM-15 è problematico nella UE visto che non ne è stato definito il livello di sicurezza.

La formaldeide/glicole metilenico può migrare da alcune plastiche del contenitore, allo stesso modo anche alcuni ingredienti cosmetici, resine e polimeri, hanno questo rischio. La cessione di formaldeide in questi casi è possibile ma la probabilità e eventuale quantità è molto bassa:

ACETYLENEDIUREA/FORMALDEHYDE/TOSYLAMIDE CROSSPOLYMER
METHOXYPOLYOXYMETHYLENE MELAMINE
HYDROGENATED ACETOPHENONE/OXYMETHYLENE COPOLYMER
FORMALDEHYDE CYCLODECYL METHYL ACETAL
FORMALDEHYDE/MELAMINE/TOSYLAMIDE COPOLYMER
FORMALDEHYDE CYCLODECYL ETHYL ACETAL
EUGENIA CARYOPHYLLUS EXTRACT/ FORMALDEHYDE
DMHF
CALCIUM POLYOXYMETHYLENE PYRROLIDONE
BUTYLATED POLYOXYMETHYLENE UREA
BENZOGUANAMINE/FORMALDEHYDE/MELAMINE CROSSPOLYMER
ZINC FORMALDEHYDE SULFOXYLATE
TOSYLAMIDE/FORMALDEHYDE RESIN
SODIUM POLYNAPHTHALENESULFONATE
SODIUM OXYMETHYLENE SULFOXYLATE
ROSIN/FORMALDEHYDE COPOLYMER
POLYOXYMETHYLENE CYANOGUANIDINE UREA
POLYOXYMETHYLENE MELAMINE UREA
POLYOXYMETHYLENE UREA
OXYMETHYLENE/MELAMINE COPOLYMER

Varie indagini hanno rilevato formaldeide o glicole metilenico in molti cosmetici che non avevano nessuno di questi ingredienti dichiarato in etichetta e qui nasce la difficoltà maggiore per chi soffre di allergie gravi alla formaldeide e suoi congeneri.

Infatti la formaldeide “non dichiarata” è frequente e questo allarga il significato di “ubiquitaria”.

Infatti può essere presente nel cosmetico come conservante non dichiarato. Alcune materie prime utilizzate per produrre il cosmetico possono essere stabilizzate con formalina. Anni fa i produttori di materie prime, neppure lo dichiaravano. Oggi, anche se lo dichiarano, il produttore del cosmetico può “dimenticarsi” di indicarlo in etichetta. Il consumatore allergico non può farci nulla. Legge in etichetta il nome di un comune tensioattivo e non può sapere se chi ha prodotto il cosmetico ha utilizzato come materia prima una soluzione al 30% stabilizzata con formaldeide o congeneri. Al solito la corretta redazione delle etichette cosmetiche dipende dalla onestà e competenza del produttore e non è che l’Italia brilli per controlli e sanzioni sulla faccenda.

Ma può essere presente anche come prodotto di reazione all’interno della formula cosmetica o tra la formula ed il contenitore plastico. Alcuni etossilati ossidando formano perossidi e formaldeide nel tempo, alcuni ingredienti reagiscono con acidi formando formaldeide e via di seguito. Insomma può essere nel cosmetico, normalmente in quantità minime, anche senza colpa o dolo del produttore del cosmetico che non la dichiara.

Con queste premesse una dichiarazione “Formaldehyde Free” in un cosmetico è perlomeno problematica.

In fondo una sintesi dei riferimenti bibliografici utilizzati per redigere questo articolo.

Rodolfo Baraldini
pubblicato 15 gennaio 2016

La allergia è una malattia, le informazioni ed opinioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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Riferimenti
Contact allergy to formaldehyde Diagnosis and clinical relevance
CDC: What You Should Know about Formaldehyde
WHO/EURO, 2000, Air Quality Guidelines for Europe
WHO GUIDELINES FOR INDOOR AIR QUALITY, 2010, Selected pollulants
SCCP: THE DETERMINATION OF CERTAIN FORMALDEHYDE RELEASERS IN COSMETIC PRODUCTS SCCNFP/586/02, final
SCCP: A CLARIFICATION ON THE FORMALDEHYDE AND PARA-FORMALDEHYDE ENTRY IN DIRECTIVE 76/768/EEC ON COSMETIC PRODUCT SCCNFP/587/02, final
SCCS: OPINION ON the safety of the use of formaldehyde in nail hardeners,SCCS/1538/14
SCCS: OPINION ON Methylene glycol,SCCS/1483/12
SCCS: OPINION ON Quaternium-15 , SCCS/1344/10
Cir:Amended safety assessment of formaldehyde and methylene glycol as used in cosmetic.
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