Guerra Batteriologica nei Paesi Bassi

Guerra Batteriologica nei Paesi Bassi

Che pH deve avere un detergente Intimo ?

Quelli sotto non sono quadri astratti  ma diagrammi con pH e ceppi batterici rilevati nelle aree vaginali in presenza di vaginite batterica e non.



L’ecosistema vaginale è stato molto studiato per comprendere cause ed effetti di vaginosi e vaginiti.

Dovendo formulare un detergente intimo per un organo tendenzialmente autopulente si devono innanzitutto comprendere i complessi equilibri che si creano nell’ecosistema dell’area vulvovaginale .

La flora batterica che si concentra nella vagina interagisce con il sistema immunitario ed in condizioni normali partecipa attivamente alle difese contro attacchi patogeni.

Dopo il menarca fino alla menopausa il pH vaginale è normalmente acidulo, <4,5 ma si porta a 6/7 durante le mestruazioni.

Il pH nella vulva e nella cervice è normalmente più alto di quello vaginale come più alto è il pH vaginale in età premenarca o post-menopausa.

Come nella pelle questa acidità è prodotta in parte dall’acido lattico metabolita delle cellule epiteliali . Ma nella flora vaginale si concentrano normalmente colonie di lactobacillus che a loro volta producono acido lattico per fermentazione dei saccaridi.

L’alta concentrazione di glicogeno , modulata dagli ormoni, sembra essere la condizione ideale per la proliferazione di questi batteri.

I lactobacillus sono decine e decine di tipi diversi, sono acidofili, nel senso che sopravvivono e possono crescere anche in ambienti acidi .

Tra quelli più presenti nella flora vaginale alcuni lactobacillus  oltre a crescere anche a pH 3,5 rilasciano oltre che acido lattico ed acidi grassi a catena corta, perossido di idrogeno.

Un tessuto colonizzato in superficie da questo tipo di flora non permette facilmente ad altri batteri, funghi o muffe di attecchire.

Inoltre alcune colonizzazioni batteriche consolidano le loro difese in un biofilm, cioè all’interno di una matrice di saccaridi, che non viene facilmente rimosso né da detergenti né da antimicrobici.

Mentre il pH acidulo creato dall’acido lattico  è sufficiente per inibire Streptococci, Estherichia .Coli , Gardnerella vaginalis ed altri potenziali patogeni, la Candida Albicans si sviluppa con grande difficoltà, ma sopravvive anche a pH=2.  Per questo una terapia antibiotica che riduce la densità di lactobacillus in grado di produrre perossido di idrogeno poi può innescare una candidosi , anche se l’ambiente vaginale resta acido.

Tutte le considerazioni che vengono fatte pensando di formulare un detergente intimo dovrebbero poi tener conto del fatto che l’ecosistema della vagina è diverso da quello delle parti più esterne, la vulva .

La distribuzione batterica sulle grandi labbra vede predominare batteri Coryneformi , Staphylococci e lontano dalle mestruazioni Gardnerella vaginalis che possono prevalere sui Lactobacillus.

La miglior crescita di Lactobacillus acidophilus e la produzione di acido lattico avviene in realtà a pH superiori a 6 più o meno nel range di pH dove si ha la miglior crescita della  Gardnerella vaginalis  e della Candida.

Quando le colonie di lactobacillus rappresentano più dell’80% della flora batterica vaginale , viene prodotto abbastanza acido lattico da portare il pH sotto a 4,5. Inoltre alcuni lactobacillus liberano perossido di idrogeno e sviluppano un biofilm che impedisce l’adesione di batteri estranei.  È questo l’ambiente  che inibisce la maggoranza dei patogeni. Il temporaneo abbassamento del pH dovuto al risciacquo con detergenti aciduli non sposta gli equilibri tra le diverse colonizzazioni batteriche.

Concludendo: non esiste a priori un unico valore di pH ottimale per tutti i detergenti  intimi .
In base alle diverse età (pre-menarca, riproduttiva, post-menopausa)  ed alla popolazione batterica che colonizza i genitali femminili si realizzano ecosistemi sostanzialmente diversi.

Se il prodotto ha un basso potenziale irritante l’area vulvovaginale può essere esposta a detergenti con pH anche molto diversi tra loro, dipende da che azioni secondarie ( cioè oltre la semplice detergenza )  si vogliono ottenere.

pH e Odori Vaginali.

I secreto vaginale “sano” è sostanzialmente inodore.

Può assumere odori sgradevoli, prima di marcio, dovuti alla cadaverina e putrefina , poi di pesce dovuti a ethyl aldeide , phenethyl aldeide, trimethyl aldeide ecc..

Cadaverina e putrefina sono dialdeidi prodotte dalla decarbossilazione, rimozione del gruppo acido carbossilico, della lisina e dell’arginina/ornitina. Sono normalmente prodotte nel processo di dissoluzione di tessuti.

Caratterizzano i cattivi odori del cavo orale o vaginale. L’alito cattivo ne contiene in abbondanza.

Le aldeidi biogeniche più volatili e con la nota pesce si possono sviluppare dalla cadaverina e putrefina in ambiente alcalino.

Per questo oltre che una azione per ridurre la carica batterica un detergente tendenzialmente più acido può ridurre i cattivi odori vaginali. Sempre per questo, in particolari casi, sangue mestruale o sperma, entrambe con pH attorno a 7, possono accentuare cattivi odori.

pH e Prurito/Bruciore

Prurito e bruciori nell’area vulvovaginale possono essere indotti da molteplici fattori. Non potendo agire direttamente sulle cause, come farebbe un rimedio terapeutico , il cosmetico può svolgere una azione lenitiva , attenuando i sintomi.

Da tempo si ipotizza che alcuni tensioattivi soprattutto a pH superiore a 7 possano mostrare una blanda azione anti-prurito.

Non so se c’entrino i canali calcio o i recettori nicotinici e vanilloid o i PAR-2, ma sembra proprio che a volte il semplice risciacquo con acqua saponata attenui alcune sensazioni di prurito.

I dati scientifici sono controversi e gli studi su una presunta azione anestetica non hanno fornito risposte certe .

L’industria cosmetica vanta una azione antiprurito del Laureth-7 e del Laureth-9 anche se non sono stati rilevati effetti anestetici..

http://ec.europa.eu/health/scientific_committees/consumer_safety/docs/sccs_o_076.pdf

Il formulatore è già molto se riesce a formulare un detergente intimo che non scateni o accentui bruciore o prurito, per una eventuale azione lenitiva si può formulare con pH neutro o leggermente alcalino e con attivi lenitivi.

Considerato il tempo di esposizione e le minime concentrazioni  normalmente utilizzate di attivi con documentato effetto lenitivo, è difficile dimostrare scientificamente  che un detergente con in etichetta questi attivi sia davvero più lenitivo di detergenti che non li contengono.

Probiotici

Oltre che come integratori delle terapie antibiotiche , l’utilizzo di probiotici basati su lactobacillus hanno dimostrato una qualche efficacia anche nella applicazione topica.

Viste le difficoltà nel industrializzare e commercializzare un cosmetico con alte cariche di lactobacillus vivi, l’idea resta appannaggio di rimedi medicali o pasticciati rimedi casalinghi a base di yogurt .

 

Rodolfo Baraldini

pubblicato 13 ottobre 2014

articoli correlati:

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Detersione antimicrobica, igiene.

 

 

Riferimenti:
Microbial Inhabitants of Humans: Their Ecology and Role in Health and Disease.” Michael Wilson. 2005. Cambridge University Press, Cambridge, UK.

Understanding vaginal microbiome complexity from an ecological perspective

Identification of the pH-inducible, proton-translocating F1F0-ATPase (atpBEFHAGDC) operon of Lactobacillus acidophilus by differential display: gene structure, cloning and characterization

The Human Vaginal Bacterial Biota and Bacterial Vaginosis

The Vaginal Microbiota: What Have We Learned after a Decade of Molecular Characterization

The Microbiota of the Vagina and Its Influence on Women’s Health and Disease

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6 Commenti

  1. Interessante, posso chiedere durante la menopausa che ph dovrebbe avere il detergente intimo? Grazie!!!

    • Post menopausa, se non si è sotto terapia ormonale, cala il glicogeno e la concentrazione di lactobacillus. Il pH vaginale tende a salire sopra 5. In realtà non c’è un unico pH ottimale per i detergenti intimi e anche post menopausa può servire in certi casi utilizzare un detergente a pH più acido.

  2. Grazie, molto chiaro. Se hai tempo/voglia puoi dire qualcosa anche sull’igiene maschile?

    • non c’è molto da dire a parte: se si lavassero più spesso !!!!
      a parte le battute : l’igiene intima maschile è poco studiata in quanto molto meno problematica.
      Sarebbe da smitizzare la storia dello smegma cancerogeno ed altre convinzioni che girano…comunque questa è la settimana dell’igiene intima, quindi qualcosa sui maschietti , nei prossimi post, questa settimana lo metterò.

      • Ciao, a proposito dell’igiene maschile volevo fare un paio di domande che magari possono essere di spunto per un post dedicato (se ancora non lo hai scritto).
        Prima domanda:
        gli uomini che per tutta la vita hanno usato sempre e solo il docciaschiuma anche per l’igiene intima hanno fatto bene perchè a differenza delle donne non hanno esigenze particolari nè di ph nè di altro, è coretto? Seconda domanda:
        spero di non aver capito male, ma dato che la miglior crescita di Lactobacillus acidophilus avviene a pH superiori a 6 e che questi lactobacillus, producendo acido lattico, riabbassano il ph sotto 4.5 creando un ambiente che inibisce la maggioranza dei patogeni, allora avrebbe senso per un uomo lavarsi le parti intime con una saponetta, quindi con un detergente a ph basico? (supponiamo che la saponetta in questione abbia un inci semplice come questo: Olea Europaea Oil, Aqua, Sodium Hydroxide, Citric Acid, Sodium Pyhtate). Grazie per l’eventuale risposta :)

        Giacchè ci sono chiedo anche una cosa in parte correlata: c’è chi consiglia di lavarsi la faccia col detergente intimo perchè questi detergenti sono in genere delicati quindi adatti a non seccare la pelle del viso; ha senso? E in generale ha senso lavarsi la faccia con detergenti su cui non ci sia scritto “oftalmologicamente testato” o si rischia di irritare gravemente gli occhi a lungo andare? (sempre nell’ipotesi dell’uomo che usa il docciaschiuma o la saponetta per tutto quindi anche per lavarsi la faccia).

      • Nell’uomo le problematiche sono diverse e per certi aspetti più semplici. Anche la colonizzazione batterica è sostanzialmente diversa da quella vaginale. Le procedure e prodotti per detersione e igiene del corpo vanno per lo più bene e una buona saponetta fa egregiamente il suo lavoro .

        Sul detergente intimo nella detersione viso, mi sembra una di quelle banalizzazioni che non considera il fatto che non basta dire detergente intimo per dire che sarà delicato sulla pelle del viso. C’è prodotto e prodotto.

        La specifica “oftalmologicamente testato” è consigliabile nei prodotti che possono facilmente finire negli occhi come gli struccanti . Con prodotti non testati oftalmologicamente, non si rischia più di tanto di irritare l’occhio “a lungo andare” , per il semplice fatto che l’irritazione oculare si “sente” molto, in sostanza il prodotto brucia ed è difficile che qualcuno, non baby, se lo applichi nell’occhio volontariamente e ripetutamente .

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