GLI SCRUB  alias: L’Esfoliazione Meccanica

GLI SCRUB alias: L’Esfoliazione Meccanica

La foto  non è sbagliata.
Infatti i maschietti hanno nella routine della rasatura un indiretto beneficio per la cura della pelle del viso. Ogni mattina si fanno una esfoliazione meccanica.
Nella comunicazione cosmetica si dice che :

  • L’esfoliazione promuove il turn-over cellulare.
  • Stimola la produzione di collagene ed elastina.
  • Facilita l’assorbimento di altri principi attivi sulla pelle applicati subito dopo il trattamento con prodotti esfolianti.
  •  
    Paradossalmente l’ultimo punto , tradotto in termini diversi da quelli comuni al marketing cosmetico, potrebbe essere descritto come: abbassa la barriera cutanea e riduce le difese della pelle.

    Il meccanismo biologico per cui rimuovendo corneociti “morti”,  da qualche giorno, dalla superficie della pelle si stimolerebbe la produzione di nuovi corneociti non è stato ancora compiutamente elicitato.

    C’è una sostanziale evidenza nel fatto che una routine di esfoliazione sul viso “funziona” e nella maggioranza dei casi migliora l’aspetto della pelle. Questo vale per l’esfoliazione sia chimica che meccanica . Se nell’esfoliazione meccanica si possono immaginare anche interazioni vascolari ed endocrine con il massaggio e la frizione, nell’esfoliazione chimica i meccanismi d’azione, dipendenti solo da reazioni biochimiche e di segnale ( i famosi TGF , EGF ecc.. ) in realtà non sono ancora ben compresi.
    Quindi: non si sa bene perché, MA FUNZIONA.

    I cosmetici per esfoliazione meccanica sono spesso chiamati SCRUB e sono stati anche un grande successo in Italia.
    sito Collistar

    Il caso SCRUB della Collistar

    L’idea formulativa è un classico della cosmesi professionale, cioè dei cosmetici per Istituti di bellezza . E’ talmente vecchia che 15 anni fa quando formulai uno scrub con oli e sale, dovemmo chiamare i prodotti all’halite, per svecchiare ed impreziosire il prodotto . L’halite è sempre e solo cloruro di sodio. Il primi scrub al sale erano in realtà una rilettura , non detergente della “pastalavamani” il comune sapone per meccanici e officine. Le prime formulazioni prevedevano semplicemente sale della giusta granulometria immerso in paraffina o oli simili opportunamente colorati e profumati.

    I sali precipitavano sul fondo e si trattava di pescare dal vasetto il sale per applicarlo. Solo successivamente si è cercato un effetto pasta dove il sale non precipitava sul fondo del vaso. Effetto peraltro facilmente ottenibile con oli e burri vegetali anzichè paraffina.

    Questa idea di prodotto, passata dal mercato professionale al retail con un marchio prestigioso come Collistar ha fatto vendite e numeri da paura. Sospetto che il prodotto sia uno dei best sellers della marca. Il prodotto che sembra semplicissimo è in realtà cosmetologicamente complesso.

    Se si utilizzano oli vegetali il rischio irrancidimento è altissimo ( Collistar riesce a dichiarare un PAO di 24 mesi, chapeau !!! ).

    La viscosità di questi unguenti-pasta varia molto con la temperatura ed il prodotto dovrebbe avere una analoga applicabilità in estate ed in inverno.

    Progettare la tenuta del packaging non è banale, i vasi non sono fatti per tenere oli che possono diventare liquidi. Più altre problematiche del genere . Ma se il prodotto si immagina per l’autoproduzione è veramente semplice realizzarlo.

    nota: molto bello lo scrub con pagliuzze oro di Collistar A cosa serve l’oro in un cosmetico ne abbiamo parlato qui Comunque nell’inci del prodotto , l’oro non c’è.

    Ingredienti Esfolianti

      Ingredienti Esfolianti Meccanici Si tratta sostanzialmente di polveri abrasive con una adeguata granulometria e rugosità in modo da non graffiare eccessivamente la pelle.

    • Sale o Zucchero
    • Polveri insolubili ottenute dalla macinazione di SEMI-NOCCIOLI di albicocca/mandorla/pesca/noce o qualche esotica pianta amazzonica ecc…
    • Fibra estratta dalla LUFFA o dalla pannocchia del mais
    • Polveri minerali come Silica o sabbie silicee, carbonato di magnesio, carbonato di calcio ( marmo ), allume di rocca, pomice ecc..
    • Caolino, argille, bentonite, montmerillonite ecc…
    • Microsfere, beads prodotti con cere ad alto punto di fusione , sul mercato degli ingredienti cosmetici si è quasi sempre parlato di cera jojoba, ma è possibile realizzarle anche con altre cere: carnauba, riso ecc.. Gli esfolianti più delicati si caratterizzano per la granulometria più fine e per la superficie più liscia dei granuli. Inoltre con cere , sali e zuccheri si può ottenere un effetto fusione o soluzione progressiva dei granuli. In sostanza nell’applicazione le sferette-beads di cera possono rammollirsi con la temperatura della pelle , mentre sale e zucchero possono parzialmente sciogliersi con il lavaggio in acqua.

     
    Ho sempre pensato che chi si spignatta cosmetici autoprodotti abbia grandi possibilità di sviluppare cosmetici su misura superperformanti. Visto che a livello di cosmetici autoprodotti ho visto fare cose egregie mi permetto di lanciare una idea, facilmente esplorabili da spignattatori esperti e curiosi.

    PARACELSOAP+SCRUB3: saponificare i fondi di caffè. Rispetto a precedenti idee è tecnicamente più complesso. Innanzitutto si parla di fondi di caffè da moka, la polvere di caffè residuo di estrazione dell’espresso da bar ha ceduto troppi grassi ( che sono poi quelli che formano la crema ). Il residuo grasso del fondo da caffè da moka va dal 12% al 20% ( ovviamente dopo che si è seccata ) . Visto che l’estrazione può essere complessa meglio saponificare la polvere direttamente integrandola in un sapone vegetale.
    Si ottiene un sapone con granuli , quindi scrub , tutto vegetale.

    Aiutino: nonostante l’acido carnubico il numero di saponificazione dei grassi nei fondi di caffè è 135 in NaOH.

    L’olio di caffè che si trova in commercio si comporta diversamente . Questo è un processo molto più impegnativo rispetto ai soliti spignatti ma ho visto anche saponi autoprodotti di grande complessità.

    Formule esatte e processi non posso fornirli altrimenti Menone si arrabbia.

    Rodolfo Baraldini

    pubblicato il 17 Luglio 2013

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