Fornitori materie prime per autoproduzione

Fornitori materie prime per autoproduzione

L’articolo sulla Faciloneria e Sicurezza dei Cosmetici Autoprodotti ha sollevato molto interesse e molte domande sui fornitori di materie prime per autoproduzione cosmetica.

Qui ne riporto alcune

Patrizia Garzena: Tra le cose che mi lasciano perplessa circa la crescita esponenziale della cosmesi casalinga (di altre ti ho già detto in precedenza), c’è anche il parallelo massiccio sviluppo di un’offerta di prodotti “professionali” o pseudo tali che vengono distribuiti prima di tutto attraverso internet. L’argomento deve già essere emerso sul forum di Lola (non lo seguo, quindi relata refero) con qualche comprensibile preoccupazione circa l’effettiva qualità di quanto siti diventati popolarissimi come AromaZone o Gisella Manske mettono in commercio. Una preoccupazione che condivido. C’è gente, anche solo nel mio gruppo di Fb, che ordina fragranze e pigmenti per sapone come se fossero noccioline e ogni tanto mi viene il dubbio di capire chi produce quelle cose (che Aromazone et altri semplicemente rivendono), dove e in che modo.

Lucia :… ho letto con interesse soprattutto la parte relativa ai conservanti , molte persone che si avvicinano a questo hobby pretendono di spignattare senza conservante , vittime probabilmente del mercato che spesso ci propone prodotti senza conservanti siano essi alimentari che cosmetici. Sempre sul tema della sicurezza mi piacerebbe una sua opinione relativamente ai contenitori in cui vengono confezionati e quindi conservati i cosmetici autoprodotti, a parte l’igiene e la pulizia , qual è l’importanza del materiale con cui sono fabbricati? Vedo che sempre più spignattatori fanno man bassa di contenitori acquistati da siti cinesi o nei bazar – sempre cinesi – ormai molto diffusi nelle nostre città, mi chiedo che grado di sicurezza garantiscano questi vasetti e flaconi per i quali non viene certamente rilasciata alcuna certificazione o dichiarazione di conformità all’uso. Grazie Lucia

Maria: … Finora però sono sempre stata molto in dubbio proprio sulle questioni relative alla sicurezza dell’auto-produzione. Non avendo conoscenze scientifiche adeguate, e leggendo di tutto e di più in rete, sono molto in dubbio di quanto possa “avventurarmi” nella formulazione di una crema o uno shampoo. A questo proposito, mi domandavo che cosa pensassi del sito Aroma Zone, che sicuramente avrai avuto modo di conoscere frequentando il forum di Lola. Oltre a vendere materie prime per l’autoproduzione, nel sito sono disponibili delle sorte di “schede tecniche” sugli ingredienti e delle ricette ( a titolo esemplificativo: qui la scheda tecnica della vitamina E, in fondo alla stessa pagina una ricetta di uno scrub: http://www.aroma-zone.com/arom…. Le informazioni riportate su questo sito sono attendibili? Seguendo le loro indicazioni è possibile riuscire a spignattare in sicurezza, o devo proprio rinunciare a meno che non mi prenda una laurea in chimica?

Marcello:…volevo sottoporti una cosa che mi ha lasciato di stucco. A cena tra amici una sera della scorsa settimana mi hanno presentato una ragazza che in casa fa autoproduzione di prodotti cosmetici, e fin qua niente di strano, quando mi ha detto che poi tali prodotti li vende nei mercatini la cosa mi ha un po’ allarmato, ma dopo le dovute avvertenze ho lasciato correre, la cosa che mi ha un po’ sconvolto è quando ho chiesto dove si procurasse le materie prime, pensando che qualche amico farmacista gliele passasse sottobanco, mi ha detto che semplicemente le reperisce sul web da un’azienda milanese. Curioso le ho chiesto il nome e mi ha passato il link : http://www.glamourcosmetics.it/it/ Da quel poco che ne so è vietato vendere materie prime a dei privati, tanto meno travasarle dai loro contenitori primari e metterle in vendita! Oltretutto guardando il sito ho trovato questo ingrediente: http://www.glamourcosmetics.it/it/solubilizzante-biosolv Leggendo l’INCI ho riconosciuto la sostanza che pure io utilizzo e che in realtà è il Symbio del Dr. Straetmans.

Sara :Salve, io non ho capito la frase “mi sorprende che i fornitori di materie prime…. … non abbiano creato un prontuario operativo con chiare ed esplicite regole di sicurezza… ” cioè che vuol dire? Che anche un venditore di cacciaviti o di vernici deve creare un “protocollo operativo con chiare ed esplicite regole di sicurezza”? Cioè deve creare un protocollo sul fatto che il cacciavite deve essere utilizzato in questo e in quel modo e che se invece viene usato per bucare un cranio può fare danno? Le regole di sicurezza non vanno scritte sulle etichette con anche dei simboli? (Non mi è chiaro il fatto del perchè è il venditore che deve creare questo protocollo, la mia è solo curiosità!! =D ) Grazie mille!!! Sara =)

Non mi è facile rispondere. Infatti io da questo tipo di fornitori non ho mai acquistato nulla e non mi piace giudicare un servizio sulla base del sentito dire.

Ho segnalato qui, La Surprise Chain Cosmetica , come tutta la filiera della chimica per la cosmesi industriale abbia sofferto per anni per un “preoccupante pressapochismo” e di come l’industria cosmetica sia stata costretta in alcuni casi a dotarsi di procedure di analisi e verifica delle materie prime in accettazione.

Materie prime conservate con conservanti non dichiarati, livelli di impurezze tali da compromettere la qualità e profilo di rischio del prodotto finito, shelf life incompatibili con la normale produzione cosmetica.
Per non parlare poi , uscendo dai tecnicismi, delle materie prime taroccate o promosse con claim funzionali mirabolanti.

La funzione principale di un Ingrediente Cosmetico è:
Far vendere il cosmetico. Pensiero ZEN 16di101

Una volta superati feticistici innamoramenti o paranoiche fobie per una qualche sostanza chimica, la principale ragione per cui la si introduce o la si evita in una formulazione cosmetica industriale dipende da quanto alla fine farà preferire il prodotto finito.

Considerati i limiti e le difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime cosmetiche , anche per la grande industria, non posso che sospettare che la distribuzione al dettaglio per chi si vuole autoprodurre un cosmetico sia ancor più problematica .
Per ragioni di affidabilità, qualità e costo non ho mai utilizzato i servizi di chi vende materie prime a chi si autoproduce cosmetici, ma una opinione su quello che si vede nei loro siti la posso dire.

Non mi risulta, come insinua Marcello, che sia illegale vendere materie prime chimiche al pubblico. In alcuni paesi europei effettivamente esistono liste di sostanze proibite di cui è specificata la proibizione alla vendita a utenze non professionali.
Dal poco che leggo negli aggiornamenti della Federchimica – Gruppo materie prime per l’industria cosmetica e additivi per l’industria cosmetica e farmaceutica (Mapic) non ci sono specifiche proibizioni per la vendita al pubblico di ingredienti cosmetici.
Storicamente, la reperibilità di sostanze chimiche per utilizzo privato non è mai stata agevolata, anche se non specificamente interdetta.
Potendo accedere ad alcune sostanze non è necessaria una laurea in chimica per assemblarsi un esplosivo o un potente veleno o “semplicemente” la sostanza dove dissolvere il corpo di qualcuno che ti sta antipatico, magari perchè su internet scrive cose che non condividi.
Ricordo che dopo l’11 settembre alcune aziende si videro controllare i movimenti di alcune comunissime materie prime che potenzialmente potevano rappresentare un rischio se utilizzate a fini terroristici.
La legge regolamenta a vari livelli il rischio chimico, che, per rispondere a Sara, è più alto ed articolato del rischio del cacciavite o della vernice.
Ritengo che la decisione di vendere o meno al pubblico sostanze chimiche , anche per utilizzo hobbistico, ricada in una calcolo di rischio beneficio che ogni azienda può fare. Resta il fatto che i principali produttori e distributori evitano comunque la vendita al dettaglio e Sigma-Aldrich leader mondiale della fornitura chimica anche in piccole, piccolissime quantità, specifica che comunque :” Sigma-Aldrich tratta sulla base che i prodotti siano forniti per uso commerciale e non per qualsiasi uso o consumo privato.”
Come dire che se volete 30 gr di cloruro di sodio, normale sale da cucina classificato come non pericoloso secondo la regolamentazione (CE) N. 1272/2008. e secondo la Direttiva 67/548/CEE, a voi come privati, proprio non li forniscono.
Quindi fino a poco tempo fa, come ricorda Marcello, l’unico espediente per procurarsi qualche ingrediente cosmetico era quello di passare attraverso qualche farmacia disponibile.
Oggi la crescita dei consumi per autoproduzione ha portato alla nascita e crescita di piccole realtà distributive disposte a fornire ingredienti cosmetici , anche on line, a privati.
Questo per sostanze che possono essere classificate come pericolose comporta l’assunzione di una serie di precauzioni e procedure di sicurezza complesse e onerose.
Visto che i regolamenti per le sostanze pericolose sono particolarmente severi e prevedono anche sanzioni per chi non fornisce le schede di sicurezza agli operatori professionali, sono rimasto molto perplesso nel vedere che alcuni fornitori on-line di ingredienti cosmetici forniscono le MSDS o SDS solo su richiesta, la maggioranza dei siti neppure le rendono disponibili on-line.
In alcuni filmati on line di Carlitadolce poi ho intravvisto che le norme sul packaging e sulla etichettatura sono palesemente trascurate.
Un sito redatto correttamente per la vendita al dettaglio di ingredienti cosmetici, dovrebbe esplicitare fin dalla pagina di presentazione di un ingrediente la classificazione di pericolo, la scheda di sicurezza, le frasi e pittogrammi di pericolo e regolatorie .
Solo pochissimi tra quelli che ho visitato lo fanno, almeno parzialmente. Curiosamente ho trovato una maggiore disponibilità di informazioni di sicurezza in siti USA piuttosto che in siti Europei.
Alcuni distributori al dettaglio hanno adottato l’escamotage normativo di considerare gli ingredienti come semilavorati cosmetici ad alta concentrazione, assemblati in un laboratorio cosmetico , quindi regolamentati nella vendita al pubblico come cosmetici.
La norma sulle sostanze pericolose prevede che i cosmetici non vengano accompagnati da schede di sicurezza o MSDS.

Non ho idea di quanto questo escamotage normativo possa superare eventuali controlli e contestazioni, ma in ogni caso l’utilizzo di cosmetici che comportano un rischio sovraesposizione, che in questo caso dipenderebbe dalle concentrazioni,  dovrebbe essere accompagnato da schede , con formule frame ed indicazioni di rischio e sicurezza , non obbligatorie nel normale cosmetico.

Una pratica analoga è stata introdotta per i cosmetici destinati all’utilizzo professionale.

Per il resto la qualità ed esattezza delle informazioni, a parte i siti che praticamente non forniscono alcuna informazione, sembra strettamente dipendente dalle informazioni fornite dai fornitori a monte dei fornitori al dettaglio.
Visti i volumi ridotti probabilmente i distributori al dettaglio comprano da distributori intermedi come Brentagg, Acef o simili e non direttamente dalle aziende produttrici.

Il flusso di informazioni tecniche, nonostante frazionamenti e confezionamenti da parte del distributore al dettaglio dipende dalla filiera amonte.

Quando le materie prime sono conservate ad esempio con Formaldheyde o altro (come alcuni Texapon della Cognis o Zetasol della Z&S) non dichiarata in INCI , anche i distributori al dettaglio non la esplicitano .
Non ho neppure valutato i consigli formulativi, anche perché mi sembrano la ricetta di una carne in scatola presentata come un libro di alta cucina.

Tra tutte le materie prime che ho visto offerte on line per l’autoproduzione cosmetica, quelle che mi hanno più perplesso sono profumi e fragranze. Come fa notare Patrizia Garzena vengono comprati come fossero noccioline , ed io faccio notare che vengono venduti come noccioline , nonostante siano tra gli ingredienti più problematici e difficili in un cosmetico.

La gente non sa quasi nulla di cosa c’è dietro l’industria dei profumi ed aromi. I leader mondiali , quelli che fanno i trend ed investono centinaia di milioni in R&D e sicurezza sono irraggiungibili e spesso sconosciuti oltre che al mercato, ai piccoli produttori e distributori di ingredienti cosmetici. Le conoscenze e competenze per definire la sicurezza di una fragranza sono veramente complesse.  Senza considerare le emergenti problematiche regolatorie dei VOC . composti organici volatili , non so proprio come commentare questa moda di prendere una fragranza concentrata di cui non si sa nulla e di cui il fornitore non fornisce informazioni chiare, per farsi poi profumi o cosmetici sovra-profumati.
Con un po’ di tempo parlerò di: FACILONERIA PROFUMIERA.

SITI CONSULTATI:
http://www.glamourcosmetics.it/
http://www.dadalindo.it/
http://www.farmaciavernile.it/
http://www.camelis.it/
http://www.kolorowka.com/
http://www.zrobsobiekrem.pl/
http://www.aromantic.co.uk/
http://www.dragonspice.de/
http://www.behawe.com/
http://www.gracefruit.com/
http://gisellamanske.com/
http://www.personalformulator.com/wvss/
http://www.makingcosmetics.com/

Rodolfo Baraldini

pubblicato 11 aprile 2014

 

Riferimenti:
DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2003, n. 65
Attuazione delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi.

Adeguamento al progresso tecnico e scientifico, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele

 

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5 Commenti

  1. Sin duda en el articulo he encontrado unos buenos consejos. Gracias

  2. Che ne pensi del bicarbonato che vendono nei supermercati? Pensavo di usarlo in combo con un latte detergente o con semplice acqua per fare uno scrub al viso.

  3. mi autoproduco “cosmetici” e saponi da un bel po di anni ed un grosso problema è sempre stato l acquisto di materie prime “sicure”!! Attualmente ci sono molti ottimi siti dove comprare in sicurezza! in Italia compro esclusivamente da Farmacia Vernile e Glamour Cosmetic ne ho provati moltissimi ma preferisco questi due, all’estero c’è sempre il problema della spedizione, ma sono competitivi con i prezzi, bisogna sempre controllare data di produzione e di “scadenza” Aromazone in Francia su questo è precisissima, anche i siti tedeschi lo sono
    Lucia

    • Come fai a sapere che sono “sicuri” ? Fanno fatica anche i grandi gruppi cosmetici a saperlo. Analizzi le materie prime che ricevi? ricevi schede di sicurezza e tecniche complete? L’etichettatura è a norme? Il confezionamento?
      Dal poco che ho visto visitando diversi siti, per me c’è molto da fare per creare un efficiente canale di fornitura per chi si vuole autoprodurre cosmetici. Molti siti visitati non pubblicano neppure pittogrammi ed avvertenze obbligatorie per sostanze pericolose.

  4. …premettendo che non sono prezzolata …io ho trovato ben fatto il sito di camelis dove le schede tecniche sono disponibili E abbastanza dettagliate. Mi sembra ben fatto e chiaro. Sulla qualita ‘ poi di quanto ricevuto, non posso garantire non avendo la possibilita’ di controanalizzare quanto ricevuto … E in effetti questo mancato controllo da parte dell’acquirente non professionale senz’altro puo’ indurre in tentazione.
    Questo pero’ vale anche per i prodotti finiti …sullo scaffale e destinati al consumatore.
    Roberta p

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