“FAKE FREE”: scorrettezza e ignoranza dei cosmetici FREE (SENZA) .

“FAKE FREE”: scorrettezza e ignoranza dei cosmetici FREE (SENZA) .

E’ ora di dire basta a tutti questi cosmetici FREE ( che in questo caso significa “LIBERO DA” cioè “SENZA” ).
Queste dichiarazioni e claims che vantano l’assenza di qualcosa, dal cosmetico, possono essere per lo più scorrette, spesso ingannevoli e fuorvianti, quasi sempre sostenute da una sostanziale dilagante ignoranza tecnico normativa.

CRUELTY FREE

Può essere un claim scorretto in quanto genera detrimento verso tutti quelli che non lo utilizzano. Implicitamente si fa intendere : “Io non sono crudele verso gli animali mentre gli altri lo sono”. Può essere un claim fuorviante in quanto vanta una qualità che hanno tutti i cosmetici commercializzati nell’Unione Europea. Può essere un claim che si sostiene sulla ignoranza del fatto che tutti i cosmetici non sono testati su animali, mentre praticamente tutti gli ingredienti cosmetici sono stati testati su animali . Può essere ingannevole in quanto, anche se non fosse stato commissionato alcun test su animali da chi si vanta di essere “Cruelty free”, comunque vengono sfruttate le informazioni sulla sicurezza ed efficacia acquisite da test su animali fatti in passato . Approfondimento

CHEMICALS FREE

E’ un claim ridicolo e assurdo. Tutte le sostanze sono chimiche e non esiste un ingrediente cosmetico che possa essere definito “non chimico”. Può essere fuorviante in quanto talmente assurdo che chiunque può attribuire al claim il significato che più gradisce : dall’inspiegabile “senza ingredienti non naturali” al più probabile “senza ingredienti di sintesi”. Può essere ingannevole e sostenuto dall’ignoranza tecnica del consumatore in quanto spesso gli ingredienti presentati come non “di sintesi” in realtà lo sono . E’ il caso del conservante DEHYDROACETIC ACID, certificato Ecocert e presente in moltissimi cosmetici bio-eco, assolutamente di sintesi. Approfondimento

NICKEL FREE

Vale anche per COBALT CHROMIUM, ed altri elementi metallici conosciuti come potenzialmente allergenici o tossici. Può essere fuorviante ed ingannevole ed infatti oggi, in Europa, è stato sostituito dal claim NICKEL TESTED in quanto è impossibile dimostrare che un prodotto è assolutamente senza Nickel o qualche altro elemento metallico. Inoltre la sensibilità di chi è allergico in certi casi può essere superiore alla sensibilità della strumentazione analitica .

GLUTINE FREE

Se non fosse che si sfrutta una malattia per vendere dei cosmetici, qui ci starebbe bene la vignetta con lo sghignazzo. Non esiste alcuna correlazione tra l’esposizione topica al glutine e la celiachia. Solo se il glutine viene ingerito esiste un rischio per il celiaco. Anche la dermatite erpetiforme che manifesta a volte nei celiaci non è minimamente correlata all’applicazione sulla pelle di cosmetici con glutine. Quindi ha senso per un celiaco ( e solo per lui ) non ingerire alcun cosmetico che contenga glutine. Escludendo dentifrici, colluttori e rossetti di cui è possibile l’ingestione accidentale, la dichiarazione “glutine free” è solo una markettata. Può essere un claim scorretto in quanto genera detrimento verso i prodotti che non lo utilizzano. Implicitamente si fa intendere : “Il glutine è pericoloso , questo cosmetico non ne contiene quindi è più sicuro, mentre gli altri non lo sono”. Può essere un claim fuorviante quando si associa ad una comunicazione che attribuisce al cosmetico funzioni, paraterapeutiche, che non sono sue. Infatti può essere un claim sulla salute affermando, suggerendo o sottointendendo l’esistenza di un rapporto tra il cosmetico o un suo ingrediente e la salute o la malattia. Può essere un claim ingannevole, visto che non esiste una norma che definisca la applicabilità nel cosmetico del claim “Glutine free” e che la maggioranza degli ingredienti cosmetici comunque non potrebbero contenere glutine . Nell’alimentare ( dove effettivamente il glutine è un rischio per i celiaci ) visto che la celiachia non ha le problematiche di sensibilità di tipiche delle allergie, viene considerata GLUTINE FREE una quantità inferiore a 20 ppm . Concludendo: La stragrande maggioranza dei cosmetici non contiene glutine ne ingredienti che potrebbero contenerlo. I cosmetici che possono contenere amido o proteine del grano, molto difficilmente avrebbero più di 20 ppm di glutine al loro interno . Quand’anche avessero più di 20 ppm di glutine , rappresenterebbero un rischio per i celiaci solo in caso di ingestione. Approfondimenti

ALLERGENS FREE

Già da tempo la dichiarazione “senza allergeni” è stata contestata per il semplice fatto che non esistono sostanze che non possono produrre un qualche allergia. In ogni caso poi si dovrebbe parlare solo di “potenziali allergeni” in quanto anche sostanze “notoriamente” allergeniche non scatenano allergie sempre e a chiunque. Oggi anche il claim “ipoallergenico” è controverso e contestato sia dagli enti normativi sia dalle associazioni dei produttori cosmetici. Già in una vecchia circolare (n.66 del 11.08.1980) il Ministero della Salute sconsigliava nelle pubblicità l’uso dei termini “anallergico”, ritenuto inaccettabile non essendovi sostanze sicuramente non allergiche per tutti i soggetti, e “ipoallergico”, scrivendo che il termine appare inopportuno . Anche la FDA americana ha fatto notare come ci sia un sostanziale equivoco nel termine ipoallergenico, innanzi tutto in quanto non si specifica “ipo” rispetto a cosa . La dichiarazione di ipoallergenicità, può indurre una errata sicurezza nel consumatore sensibilizzato, e non tiene conto del rischio di dermatite irritativa da contatto ( molto più frequente ).

ALUMINIUM FREE

L’alluminio normalmente non è un vero e proprio ingrediente cosmetico. Si dovrebbe parlare di suoi sali o esteri. In quanto elemento chimico, in particolare metallico , vale quanto detto per il nickel ed altri elementi chimici, vista l’impossibilità analitica di dimostrare l’assoluta assenza anche solo di loro tracce , ad esempio nell’acqua. In più può essere un claim scorretto nella misura in cui genera detrimento verso i prodotti che hanno sali di alluminio tra i propri ingredienti. Implicitamente si fa intendere : “L’alluminio è un ingrediente pericoloso , questo cosmetico non ne contiene quindi è più sicuro, mentre gli altri non lo sono”. Può essere fuorviante ed ingannevole in quanto alimenta il concetto di “Ingrediente pericoloso” senza considerare che l’eventuale rischio chimico per il consumatore è comunque sempre legato all’esposizione, quindi soprattutto al dosaggio e confonde il consumatore parlando di alluminio e riferendosi invece a suoi sali tra loro anche molto diversi.

Approfondimento

SLS, SLES, SULPHATES o SULFATES FREE

Può essere un claim scorretto nella misura in cui genera detrimento verso i prodotti che contengono questi ingredienti . Implicitamente si fa intendere : “Sono ingredienti pericolosi , questo cosmetico non ne contiene quindi è più sicuro, mentre gli altri non lo sono”.Può essere fuorviante in quanto alimenta il concetto di “Ingrediente pericoloso” senza considerare che l’eventuale rischio chimico per il consumatore è comunque sempre legato all’esposizione, quindi soprattutto al dosaggio. Nel caso degli SLS, SLES c’è l’aggravante della bufala ( hoax ) che continua a circolare che attribuisce a questi ingredienti un sostanziale rischio cancerogeno in realtà inesistente.

PARABEN FREE

Può essere un claim scorretto nella misura in cui genera detrimento verso i prodotti che contengono questi ingredienti . Implicitamente si fa intendere : “Sono ingredienti pericolosi , questo cosmetico non ne contiene quindi è più sicuro, mentre gli altri non lo sono”. Può essere fuorviante in quanto alimenta il concetto di “Ingrediente pericoloso” senza considerare che l’eventuale rischio chimico per il consumatore è comunque sempre legato all’esposizione, quindi soprattutto al dosaggio. Può essere ingannevole in quanto da varie indagini è emerso che in realtà anche tracce “involontarie” di parabeni sono rilevabili in molti cosmetici formulati-dichiarati paraben free. Può essere doppiamente ingannevole quando il cosmetico dichiarato come “paraben free” contiene sistemi conservanti alternativi basati su estratti vegetali che contengono sostanze analoghe o congeneri ai parabeni , come gli estratti di LONICERA ricchi di parahydroxybenzoic acid.

Approfondimento

PEG FREE

Può essere un claim scorretto nella misura in cui genera detrimento verso i prodotti che contengono questi ingredienti . Implicitamente si fa intendere : “Sono ingredienti pericolosi , questo cosmetico non ne contiene quindi è più sicuro, mentre gli altri non lo sono”. Può essere fuorviante in quanto alimenta il concetto di “Ingrediente pericoloso” senza considerare che l’eventuale rischio chimico per il consumatore è comunque sempre legato all’esposizione, quindi soprattutto al dosaggio. Può essere un claim che si sostiene sulla ignoranza tecnico scientifica, infatti pochissimi consumatori sanno e comprendono cosa sono i PEG ( gli etossilati ). Vantarsi di non contenerne è un po’ come dire al consumatore che il cosmetico non contiene Bosoni di Higgs . Visto che esiste un rischio reale di contaminazione da 1-4 dioxane degli etossilati ( PEG ) al massimo, per informare e rassicurare il consumatore, sarebbe corretto dichiarare che i cosmetici sono “1-4 dioxane tested” . Approfondimento

ALCOHOL FREE

Forse si tratta di qualche rigurgito di “proibizionismo” o dell’adeguamento a mercati islamici integralisti, altrimenti le motivazioni marketing per questo claim risultano veramente incomprensibili. E’ noto da moltissimi anni che l’alcohol etilico ad alti dosaggi può essere irritante sulla pelle ed in effetti fino a una decina di anni fa compariva solo nelle formulazioni di profumi e deodoranti , solventi per unghie e colluttori . Da quando è partito il trend del cosmetico “green”, cosiddetto “naturale”, l’acohol etilico ha trovato centinaia di nuove applicazioni formulative, a dosaggi relativamente bassi; fino ad un sempre più diffuso impiego nei solari . Può essere un claim scorretto nella misura in cui genera detrimento verso i prodotti che contengono questi ingredienti . Implicitamente si fa intendere : “E’ un ingrediente pericoloso , questo cosmetico non ne contiene quindi è più sicuro, mentre gli altri non lo sono”. Può essere fuorviante in quanto alimenta il concetto di “Ingrediente pericoloso” senza considerare che l’eventuale rischio chimico per il consumatore è comunque sempre legato all’esposizione, quindi soprattutto al dosaggio. Senza contare poi che l’alcohol etilico sulla pelle evapora rapidamente, pertanto è comunque difficile avere una esposizione cosmetica “prolungata”. Può essere ingannevole in quanto con il termine chimico alcole si definiscono centinaia di ingredienti cosmetici ( glicerina, mentolo ecc.. ) e la dizione INCI: “ALCOHOL” compare in centinaia di ingredienti , soprattutto alcoli grassi come il CETEARYL ALCOHOL, che possono comunque venir impiegati in cosmetici ALCOHOL FREE. Se la dizione ALCOHOL FREE si riferisce poi solo all’etanolo ( alcohol etilico ) non si considerano e specificano altri alcoli simili come l’ ISOPROPILIC ALCOHOL normalmente utilizzati dall’industria cosmetica.

PARAFFINE, PETROLATUM, DERIVATI DEL PETROLIO FREE

Può essere un claim scorretto nella misura in cui genera detrimento verso i prodotti che contengono questi ingredienti . Implicitamente si fa intendere : “E’ un ingrediente pericoloso , questo cosmetico non ne contiene quindi è più sicuro, mentre gli altri non lo sono”. Può essere fuorviante in quanto alimenta il concetto di “Ingrediente pericoloso” senza considerare che l’eventuale rischio chimico per il consumatore è comunque sempre legato all’esposizione, quindi soprattutto al dosaggio. Può essere un claim ingannevole in quanto fa intendere che non è stato utilizzato nessun derivato del petrolio, quando moltissime reazioni , produzioni ed estrazioni di ingredienti: cosiddetti “naturali” o di sintesi utilizzano reagenti o solventi derivati dal petrolio. Ad esempio i conservanti diffusissimi tra cosmetici “green”, ORGANICS o bio-eco : SODIUM BENZOATE e POTASSIUM SORBATE escono per lo più da produzioni petrolchimiche e moltissimi oli di semi, sono estratti utilizzando l’hexane.

FRAGRANCE FREE

Può essere un claim fuorviante quando si associa ad una comunicazione che attribuisce al cosmetico funzioni, paraterapeutiche, che non sono sue. Così la formulazione “senza profumo” caratterizza cosmetici indicati per pelli atopiche, irritate o irritabili, con rosacea ecc.. Può essere ingannevole quando tra gli ingredienti del cosmetico sono presenti sostanze volatili in grado di dare una fragranza o mascherare gli odori di fondo . Tipico il caso dei prodotti reclamizzati come “fragrance free” ma che contengono oli essenziali , acqua di rose oppure altri ingredienti volatili come mentolo, phenoxyethanol o phenetyl alcohol che conferiscono una fragranza al cosmetico. Nel caso del “Fragrance Free”, ritengo che sia controverso considerarlo a detrimento dei cosmetici che non utilizzano questo claim. La mancanza di un profumo, riduce talmente tanto l’apprezzamento e la fidelizzazione del consumatore verso il cosmetico che questo claim difficilmente può delinearsi come pratica scorretta a danno di chi non lo utilizza. E’ come pubblicizzare un auto dicendo che non ha il servosterzo e che viene fornita con la carrozzeria non verniciata. Approfondimento

L’effetto NOCEBO

Rodolfo Baraldini

Pubblicato il 24 luglio 2012

[post_view]
[post_view time="week"]

I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

13 Commenti

  1. Buongiorno Rodolfo,

    grazie per aver scritto commenti chiari, seri e scientifici a tutela dei consumatori.

    Ho un dubbio e vorrei una sua opinione.

    Mi hanno appena diagnosticato un’allergia al metilcloroisotiazolinone e isotiazolinone (kathon) ma, pur avendo controllato attentamente le dichiarazioni in etichetta per evitarlo, tutti i cosmetici che uso mi danno problemi.

    Dapprima ho pensato di essere allegica a tutto, ma poi mi è venuto un dubbio: le aziende che producono cosmetici dichiarati “senza conservanti”, e che forse non introducono i conservanti più pericolosi nei prodotti, come conservano le materie prime?
    E’ possibile visto il largo impiego degli isotiazolinoni che “nessuna” crema ne sia completamente priva?

    Grazie e complimenti per il blog

  2. Buongiorno Rodolfo. Sempre su questa linea, potrei chiederle un suo cortese parere su quei solventi per unghie chesi dichiarano “acetone free”? Ho notato che fra gli ingredienti triportano acetato di etile, può essere questo meno dannoso (intendo a livello estetico, cioè nell’indebolire le unghie) dei solventi a base di acetone o si tratta di una pura trovata di marketing (come sospetto)?? grazie per il suo lavoro contro la disinformazione cosmetica :)

    • condivido il tuo sospetto. Il profilo tossicologico del cosmetico non dipende dalla presenza o assenza di un singolo ingrediente a concentrazioni sconosciute. Considerare l’acetone un pericoloso veleno e l’etile acetate acqua fresca è una sciocchezza.

  3. Grazie!!! finalmente un blog con opinioni documentate e fonti scientifiche consultabili.
    Mi interessava molto l’argomento Gluten Free, ma il link nell’articolo non si apre.

  4. Ciao Rodolfo, ti vorrei domandare quindi se un cosmetico che presenta uno o più di questi claims ma che presenta una buona formulazione, efficace magari anche originale secondo il tuo parere sarebbe da provare o scartare e non fidarsi della serietà del produttore.
    Che poi come faccio io nella mia impotenza ed ignoranza da consumatrice senza approfondite conoscenze a riguardo capire se una formula è buona non lo so..altro interrogativo.
    Di sicuro alla fine bisogna diciamo fidarsi e basta di un certo prodotto non potendo eseguire test per conto nostro purtroppo se non quello marginale di provarlo sulla nostra pelle.
    Avrò di sicuro molte altre considerazioni e domande da fare in futuro visto il mio interesse e proporzionale ignoranza per questi temi quindi considera di aver acquisito una nuova spina nel fianco! D’altronde ho praticamente divorato i tuoi articoli uno dopo l’altro. Grazie fin da ora per il tempo che impiegherai solo per leggermi. Buona giornata!

    • I prodotti cosmetici possono essere funzionali, ottimi e sicuri indipendentemente dallo stile di comunicazione che una azienda adotta.
      Personalmente dovendo affidarmi ad una azienda-marca preferisco sempre evitare a priori i raccontaballe o chi per vendere comunica in modo scorretto o fuorviante . Senza neanche considerare quelli che palesemente non conoscono o rispettano le regole. Se “barano” nella comunicazione quanto possono “barare” nella formulazione ?
      Non penso si possa scartare tutto a priori, ma aumentando la consapevolezza dei consumatori anche le aziende dovrebbero adeguarsi.
      La cosmesi è un business, un business con alti margini di contribuzione.Le marche bianche, verdi , rosse o nere, esistono per vendere prodotti cosmetici. Finche venderà di più, chi racconta più balle non se ne esce.

      • grazie della tua tua opinione, domanda tecnica..dove si può reperire una lista di ingredienti cosmetici che sono approvati per legge e che siano quindi sicuri per la salute umana e per l’ambiente? se esiste..da questo blog sono venuta a conoscenza del fatto che l’ossido di zinco è ittiotossico e io che pensavo di aver scelto un solare attento all’ambiente…-.-
        Ho acquistato questa sostanza anche tramite il sito francese aromazone che ho notato non essere stato inserito tra i vari siti per spignattatori provetti come me (so che non me ne vorrai poi non sono seguace di youtubers cosmetologhe e osservo un po più di attenzione e precisione di dosaggio nelle mie preparazioni a mia discolpa! sono vittima dell’ecoterrorismo però..)
        Se ti può interessare dargli un’occhiata ti comunico che è abbastanza conosciuto anche in Italia e mi piacerebbe avere una tua opinione. Per quanto sia un sito pieno zeppo di prodotti bio e di origine naturale non comunica il pericolo per l’ambiente acquatico di questo prodotto in vendita. Ho dubbi anche su altri prodotti in vendita…tra l’altro da poco hanno lanciato lanciato l’idea estiva dell’olio di karanja…

      • Non esiste un lista positiva degli ingredienti cosmetici. Anche l’inventario INCI ( oltre 18000 INCI ) che puoi trovare facendo una ricerca avanzata nel database nonosensecosmethic non è una lista degli ingredienti che possono essere utilizzati ; infatti anche se molti non lo sanno, possono essere utilizzati anche tutti gli altri ingredienti non elencati nel l’inventario. Esistono solo liste negative, di ingredienti che non possono entrare e liste di restrizioni o ingredienti che possono entrare solo per certi usi a certe concentrazioni.
        La legge è chiara: la responsabilità della sicurezza del cosmetico fa capo al produttore del cosmetico o a chi lo mette sul mercato ed un cosmetico deve essere sicuro a priori, indipendenetemente da cosa contiene. Non è responsabilità dello stato definire quali ingredienti ci possono entrare.
        Solo in pochi paesi dove lo stato ha centralizzato la responsabilità della sicurezza cosmetica, come la Cina, esistono liste positive. Questa centralizzazione statale della responsabilità della sicurezza del cosmetico è poi anche la ragione per cui in Cina sono ancora obbligatori i test su animali, sia sui cosmetici importati, sia sugli ingredienti che vogliono registrarsi nella lista positiva cinese.

        Per i fornitori di materie prime per autoproduzione confermo quanto ho segnalato, pochissimi siti forniscono informazioni adeguate sia per la sicurezza nell’uso che per l’impatto ambientale delle sostanze vendute. Nell’articolo http://www.nononsensecosmethic.org/?p=51730
        non l’ho citato per distrazione o dimenticanza, ma è uno di quelli che racconta tante belle cose per vendere i suoi prodotti ma che non ha in rete uno straccio di scheda di sicurezza o di indicazioni obbligatorie, frasi e pittogrammi che da quello che ho potuto vedere non mettono neppure sugli imballi dei prodotti.

        Una scheda di sicurezza, MSDS o SDS , ben redatta contiene anche le informazioni sul rischio ambientale delle sostanze chimiche. Il ministero dell’ambiente ha comunque in rete un ottimo Database Ecotossicologico sulle Sostanze Chimiche con le quasi 700 sostanze più pericolose per l’ambiente che può essere liberamente consultato. Visto che anche per l’ambiente è la dose che fa il veleno, le sostanze elencate sono quelle che hanno un rischio connesso alla quantità globale che viene trattata e smaltita.
        Troverai l’ossido di zinco qui: http://www.dsa.minambiente.it/SITODESC/Show.aspx?Id=236

        Rodolfo

      • Grazie mille informazioni e strumenti utilissimi..in quanto a liste negative specie per quanto riguarda l’impatto ambientale ne esistono anche altre per curiosità?
        Inoltre vorrei chiederti dove o come è possibile avere notizie e prove certe (quindi test) delle proprietà degli ingredienti cosmetici e anche il loro grado “grado” di compatibilità ambientale per sapere se si tratta di una bufala quando ne incontro uno dato che è difficile per i mortali ricavare informazioni sicure..:) spesso sono anche molto contadditorie e soprattutto non verificate..
        Se sei interessato ti vorrei indicare qualche marca pubblicizzata come ecobio e non per avere la tua recensione; ho visto che ne hai pubblicate varie..:)

      • Anche se moltissimi su internet cercano consigli per gli acquisti , personalmente non amo affatto fare recensioni di cosmetici. Preferisco evidenziare quello che nella comunicazione del cosmetico non mi torna o non condivido.

        Per quanto ne so io, il cosmetico comunicato più scorrettamente ed ingannevolmente potrebbe essere ottimo e sicuro.

        Sul tema consapevolezza e ecologia c’è in giro una gran confusione e visto che mi preme l’obiettivo finale, non vorrei aumentarla. Alcuni lettori del blog hanno cominciato a discuterne…“Il dilemma triangolare” di Alessandro Comità :

        http://www.nononsensecosmethic.org/?p=44147

        Graditi Contributi ed opinioni.

      • forse non si è capito che intendevo dire che vorrei avere la tua recensione anche su delle marche non ecobio..la punteggiatura fa la differenza..

Trackbacks/Pingbacks

  1. 5 Top Links da Nononsensecosmethic | Kenderasia - [...] “FAKE FREE”: scorrettezza e ignoranza dei cosmetici FREE (SENZA) [...]

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Choose a Rating