L’EFFETTO NOCEBO

L’EFFETTO NOCEBO

L’effetto NOCEBO viene descritto nell’aneddotica medica come quello di chi muore per il morso di un serpente che poi si scopre che non era affatto velenoso.
Di fronte a tanti approfonditi studi sull’effetto PLACEBO, ben poco si sa del NOCEBO , ammesso che esista.
Certo è che per molti anni gli esperti di cosmesi hanno considerato il placebo come il principale attore dell’azione cosmetica.
Erano gli anni in cui nei corsi di farmacologia si teorizzava che attraverso la pelle “non passa sostanzialmente nulla”.
Oggi invece si sa bene che qualcosa passa e che una buona formulazione , farmacologica o cosmetologica, può interagire con la fisiologia umana.
Ciò nonostante , l’efficacia ed il business cosmetico, sono ancora pesantemente influenzati dall’effetto placebo.
Nell’analisi dei comportamenti dei consumatori del cosmetico , il profumo e la marca del prodotto restano i principali fattori di acquisto e fidelizzazione.
La forza del placebo in cosmesi si traduce anche nella percezione di efficacia associata ad un ingrediente cosmetico di cui il consumatore non sa quasi nulla e che nel cosmetico potrebbe essere in tracce irrilevanti.
Eppure, l’arretratezza del marketing cosmetico , continua a investire sulla comunicazione degli ingredienti emozionali, i TOTEM , che valorizzano il cosmetico.
Così si vende ancora la crema al xxx e lo shampoo al yyy.
La nascita di riflesso degli ingredienti TABU’, quelli che ci si vanta di non avere all’interno del cosmetico , apre la necessità di una riflessione .
Se l’efficacia degli ingredienti TOTEM era spesso solo un effetto PLACEBO, non è che tutta questa comunicazione, propaganda e pubblicità sugli ingredienti TABU’ stia innescando un incontrollabile effetto NOCEBO ? Tutte le volte che sento e leggo in rete commenti su come la paraffina di certe creme seccasse la pelle o sul come il silicone di certi condizionanti inaridisca i capelli , mi sorge questo dubbio.

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2 Commenti

  1. al di là del tuo legittimo dubbio, non pensi che questi commenti (negativi) su alcune sostanze come paraffina & co. siano venuti fuori grazie all’esistenza di internet (e prima sappiamo che prima non esisteva un mezzo così potente di comunicazione e certe cose “rimanevano in silenzio”) e grazie alla maggiore accortezza e maggiore attenzione verso la propria pelle da parte del consumatore?

    • La enorme diffusione delle informazioni dovuta ad internet ha sicuramente accelerato il fenomeno. Ma la mia tesi è che l’arretratezza implicita della comunicazione cosmetica porta ad “amare” o “odiare” ingredienti che assumono ruoli simbolici; per questo ho scomodato il riferimento ai freudiani: Totem e Tabù.. Una vera ossessione verso sostanze di cui si dimentica che comunque: è la dose che fa il veleno o il rimedio.
      Non esistono sostanze “peggiori” o “migliori” di altre. Peggiore o migliore può essere solo il loro “utilizzo”.
      Ho pubblicato un articolo di Rigano che accenna alla cosa e penso di tradurre un pezzo di Tisserand, che da una posizione completamente diversa, arriva alle stesse conclusioni.

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