DENTIFRICI SBIANCANTI

DENTIFRICI SBIANCANTI

Moreno mi chiedeva:.. potresti dedicare un po’ di tempo ai dentifrici sbiancanti? Si è discusso molto della loro scarsa (per non dire nulla) efficacia. A tal proposito ricordo un bel numero della rivista Salvagente che ne parlava, ma vedo che continuano a imperversare sugli scaffali dei negozi. Alcuni vantano l’uso dell’ossigeno attivo, altri dei pirofosfati, altri della perlite, ecc. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu.

Ho già parlato in questi articoli dei rimedi autoprodotti per  ”sbiancare”  i denti Rimedi e trattamenti di autocura per sbiancare i denti. e di trattamenti e rimedi professionali  COSMETICI E TRATTAMENTI PER SBIANCARE I DENTI.

Non ho parlato dei dentifrici “sbiancanti” forse proprio perché è fin troppo documentata la loro scarsa efficacia . Scarsa non significa che siano completamente inefficaci.
L’eventuale effetto maggiormente sbiancante rispetto a normali dentifrici non è proporzionato al prezzo, spesso, molto , molto più alto e ritengo che in questo sostanzialmente si possa indurre in inganno il consumatore.

Linko il numero del Salvagente a cui penso si riferisca Moreno.

Il-Salvagente-n-5-31-Gennaio-7-Febbraio-2013
Il Salvagente si riferisce a test e ricerche non fatte da loro , ma in Francia ed in Inghilterra . Ricordo anche qualche pubblicazione del OEKO TEST tedesco sull’argomento. Tutte le valutazioni dei dentifrici conclamati con effetto WHITENING hanno dato risultati più che opinabili. In sostanza l’effetto sbiancamento non c’è o se c’è è veramente minimo.
Il sistema di misura e test utilizzato sia nei test delle riviste sia dalle aziende produttrici è discutibile e manca spesso di accuratezza scientifica.

Non si può affermare che tutti i dentifrici sbiancanti siano una bufala, ma alcune delle osservazioni e critiche evidenziate da il Salvagente sono valide.

L’ingiallimento e le macchie possono essere intrinsechi o superficiali.
In ogni caso lo sbiancamento-whitening si considera superficiale.

Per realizzare un muro bianco non sono necessari mattoni bianchi.

Questo razionale contrasta con alcuni dei commenti pubblicati dal Salvagente in particolare quelli del vicepresidente dell’Associazione nazionale Dentisti italiani. Infatti tutti i trattamenti sbiancanti, domiciliari o professionali che siano, partono dalla superficie del dente ed agiscono prevalentemente sulla superficie del dente.

Non escludo che in alcuni dentifrici sbiancanti dove in formula è presente   un silicone e biossido di titanio il seppur minimo e temporaneo effetto schiarente sia dovuto all’equivalente di aver passato una mano di vernice bianca sui denti.

In praticamente tutti i dentifrici sbiancanti il principale meccanismo d’azione si riconduce ad agenti abrasivi che rimuovono placca, macchie e patina dalla superficie del dente.

Modulando la granulometria di queste polveri abrasive , in genere silica ma anche alumina, carbonati, bicarbonati perlite hydroxyapatite e simili, si ottiene una diversa capacità abrasiva.

La durezza delle polveri abrasive viene classificata in relazione alla durezza della dentina e solo l’alumina è molto più dura dello smalto e della dentina.

Visto che queste polveri  sono presenti in praticamente tutti i dentifrici, i prodotti sono formulati in modo che quelli sbiancanti siano più abrasivi di quelli standard . Più l’effetto whitening e anti-macchia deve essere forte, come nei dentifrici per fumatori, più è rilevante l’azione abrasiva della formula.

Originale l’idea dei formulatori Johnson&Johnson che hanno introdotto nei dentifrici della linea Rembrandt la papaina, che come altri enzimi proteolitici potrebbe agevolare la dissoluzione di alcune macchie superficiali.

Il meccanismo d’azione ha per razionale lo stesso che porta ad utilizzare alcuni enzimi nella detergenza dei tessuti. Si scontra però con problematiche di stabilità della papaina nelle formulazioni acquose e con problematiche di efficacia visti i dosaggi minimi che si riescono ad utilizzare. Concludendo: l’idea formulativa della papaina mi piace, ma sospetto fortemente che l’efficacia sia solo “commerciale”.

I pirofosfati si comportano anche come chelanti gli ioni calcio e magnesio e quindi svolgono anche una azione previeni-tartaro . Essendo leggermente alcalini ( a certe condizioni anche irritanti ) e di sapore non gradevole vanno formulati con parsimonia.

L’unico meccanismo d’azione di consolidata e dimostrata efficacia sbiancante è legato ad agenti ossidanti.

L’utilizzo di acqua ossigenata, perossido d’idrogeno, perborati,  carbamide peroxide ecc., è limitato dal regolamento cosmetico che ha recentemente introdotto un elemento di “confusione” normativa.

Infatti , apparentemente in contrasto con lo spirito di una  ”famosa” sentenza della corte europea sui cosmetici professionali ¹, le nuove norme introducono limiti di sicurezza per cosmetici di serie A e di serie B. In sostanza la massima concentrazione ammessa di perossido di idrogeno ( acqua ossigenata ) è diversa se il cosmetico è venduto a dentisti .
In alcune formulazioni si può utilizzare anche il Sodium Carbonate Peroxide che unisce l’azione abrasiva del carbonato di sodio a quella ossidante del perossido, ammesso che i livelli equivalenti di perossido restino all’interno dei limiti prescritti.

Il regolamento europeo limita nell’uso orale ( dentifrifi e colluttori) la concentrazione di H2O2 ( perossido di idrogeno, ) presente o rilasciato allo 0,1%. Sempre per l’uso in bocca è ammessa una concentrazione superiore , fino al 6% a condizione che:

  • il cosmetico non sia utilizzato da persone con meno di 18 anni,
  • che sai venduto solo a dentisti,
  • che per ogni ciclo d’uso la prima applicazione sia fatta dal dentista o sotto sua diretta supervisione se si assicura un equivalente livello di sicurezza,
  • solo dopo queste condizioni , il cosmetico con concentrazioni di H2O2 superiori allo 0,1% può essere fornito al consumatore per completare il ciclo.
  • Una concentrazione equivalente di perossido di idrogeno inferiore allo 0,1% è sostanzialmente inefficace, in termini di sbiancamento.

    Non si rileverebbe una riduzione della intensità del giallo o della macchia sul dente, neppure lasciando in posa per giorni il prodotto sul dente.

    Figurarsi nel normale utilizzo come dentifricio, con spazzolamento e risciacquo dopo poche decine di secondi.

    Per vedere un qualche effetto sbiancante del perossido di idrogeno sui denti è necessario esporli per almeno 1 minuto ad acqua ossigenata a 10 volumi, che equivale ad circa un 3% di perossido di idrogeno.

    Ricordo che il rimedio casalingo dei risciacqui con acqua ossigenata a 10 volumi comporta l’esposizione delle mucose e delle gengive con conseguenti rischi di infiammazione.

    E’ per eliminare questi rischi che il comitato scientifico europeo ha limitato le concentrazioni di perossidi nei dentifrici allo 0,1%.

    Concludendo:
    L’effetto sbiancante dei dentifrici in libero commercio è molto limitato essendo molto limitata la concentrazione di agenti ossidanti, cioè di perossido di idrogeno presente o rilasciato, che la norma permette di utilizzare. Molti dentifrici venduti come sbiancanti, neppure contengono agenti ossidanti.
    L’azione abrasiva e detergente può essere molto simile a quella di qualunque altro dentifricio.
    Il consumatore può essere indotto a pagare un costo esageratamente più alto per dei dentifrici venduti come WHITENING, ma che di WHITENING hanno soltanto il nome.

     
    Nota sull’articolo del Salvagente:
    dispiace notare come, senza fornire alcuna informazione sensata, alcune riviste del consumerismo italiano partecipino e contribuiscano al marketing della paura con la solita “tifoseria calcistica” pro o contro alcuni ingredienti. Mentre è evidente l’interesse delle aziende cosmetiche a cavalcare la moda del “senza questo o quello” per vendere qualche cosmetico in più, non capisco perché una rivista che dovrebbe pensare solo agli interessi e salute del consumatore si sbilanci con incongrui ed irrazionali allarmismi.
    Essere contro l’utilizzo del sodium lauryl sulfate in un dentifricio, ma vale per qualunque altra tifoseria pro o contro degli ingredienti di cui non si sa la concentrazione ne la funzione o scopo formulativo, dimostra una conoscenza della cosmetologia molto molto limitata.
    Il sodium lauryl sulfate è un tensioattivo molto efficace, lava e fa la schiuma, può essere irritante ( può significa che dipende da come è formulato e applicato ), ma ha anche una collaterale azione antiplacca che altri tensioattivi non hanno.
    Dire che “sodium lauryl sulfate, ingrediente indesiderabile solo perché può incidere sul pH rendendolo eccessivamente alcalino” a chi ha un minimo di competenze formulative appare grottesco se non ridicolo.

    LE SCHEDE PUBBLICATE DAL SALVAGENTE
    MARCA PREZZO PARABENI INGREDIENTI NON DESIDERATI ALLERGENIZZANTI
    PARODONTAX Whitening 3,80 euro NO NO limonene, linalool
    COLGATEMax White One 2,29 euro NO peg, sodium lauryl sulfate limonene
    AZ 3DWhite Luxe Bianco Shock 2,49 euro NO sodium lauryl sulfate, diossido di titanio limonene, linalool
    SENSODYNEGentle Whitening 2,24 euro NO peg, diossido di titanio NO
    MENTADENTWhite Now 2,49 euro NO peg, sodium lauryl sulfate, diossido di titanio limonene
    BLANXWhite Shock formula 5,85 euro NO NO NO
    PASTA DEL CAPITANOOX-Active Whitening 1,19 euro NO diossido di titanio eugenol, geraniol, limonene
    ANTICA ERBORISTERIA Sbiancante con minerali 1,29 euro NO peg, sodium lauryl sulfate, diossido di titanio limonene
    ACQUAFRESH Intense White 1,99 euro NO peg, sodium lauryl sulfate, diossido di titanio limonene
    IODOSANWhitening 2,49 euro NO peg, sodium lauryl sulfate, diossido di titanio limonene
    L’ANGELICA Sbiancante naturale 0,99 euro methylparaben, ethylparaben peg, sodium lauryl sulfate, imidazolidinyl urea, diossido di titanio limonene

    Note:
    ¹
    …the restriction to professional use can be considered as a ‘concretisation’ of Art. 2
    Cosmetics Directive which sets out the basic principle that “a cosmetic product put on the market
    within the Community must not cause damage to human health when applied under normal or
    reasonably foreseeable conditions of use, taking account, in particular, of the product’s presentation, its labelling [and] any instructions for its use […]

    Riferimenti

  • 0602/02 – Opinion concerning Hydrogen (Carbamide, Zinc) Peroxide in Tooth Bleaching/Whitening Products
  • 0844/04 – Opinion on Hydrogen Peroxide in Tooth Whitening products
  • 0974/06 – Guidance document on Epidemiological and clinical studies on Tooth Whitening Products
  • 1129/07 – Opinion on Hydrogen peroxide, in its free form or when released, oral hygiene products
  • 0058/98 – Opinion of concerning Hydrogen (Carbamide) Peroxide in Tooth Whitening Products
  • 0158/99 – Opinion concerning Hydrogen Peroxide and Hydrogen Peroxide releasing Substances used in Oral Care Products
  • 0200/99 – Clarification on Hydrogen (Carbamide) peroxide in Tooth Whitening Products
  • 1249/09 – Opinion on Boron compounds
  • 1345/10 – Opinion on Sodium Perborate and Perboric Acid
  • 0025/98 – Opinion on Boric acid, Borates and Tetraborates
  • Linee Guida europea per le restrizioni sull’utilizzo professionale dei cosmetici
  • Rodolfo Baraldini

    pubblicato 6 marzo 2014

    [post_view]

    I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

    1 Commento

    1. Bell’articolo grazie! Anch’io trovo le informazioni del Salvagente un po’ allarmistiche a volte. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più dei conservanti cessori di formaldeide.

    Commenta

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    *

    Choose a Rating