COSMETICI SOLARI: 2a parte- LA BUFALA DEI SOLARI FISICI E CHIMICI, BUONI E CATTIVI

COSMETICI SOLARI: 2a parte- LA BUFALA DEI SOLARI FISICI E CHIMICI, BUONI E CATTIVI

Tutti i filtri solari sono CHIMICI, in quanto tutte le sostanze esistenti , l’acqua, l’emoglobina, la clorofilla ecc.. sono sostanze chimiche.

Tutti i filtri solari sono FISICI , in quanto il fenomeno FISICO di assorbire, diffondere e/o riflettere le radiazioni elettromagnetiche  è comune a tutte le sostanze.

L’utilizzo di una errata definizione e distinzione tra filtri CHIMICI e FISICI  non è solo  il frutto di eccessiva semplificazione o ignoranza.

Si vorrebbe far intendere, appoggiandosi ad una sotterranea diffusa chemofobia, che alcune sostanze sono BUONE  ed altre, CATTIVE.

Triste notare come questa esigenza marketing di promuovere un cosmetico in funzione di qualche suo ingrediente, si sia evoluta, anche in consumatori che vorrebbero essere più consapevoli, in una vera ossessione per gli INGREDIENTI che porta a demonizzarne alcuni anzichè altri.

La valutazione del rapporto rischio/beneficio di un cosmetico per protezione solare, è molto più complessa rispetto ad un “normale” cosmetico.
Non a caso la FDA americana, classifica i solari più come farmaci o parafarmaci, che come cosmetici.

Il problema semantico.
Assodato che la distinzione/definizione FILTRI CHIMICI / FILTRI FISICI è insensata, come è un nonsense negativizzare tutto ciò che è chimico, vediamo come li si potrebbe denominare.
Alcuni hanno introdotto la definizione FILTRI MINERALI per l’ossido di zinco ed il biossido di titanio e tutti gli altri filtri, NON MINERALI o chimici.
Anche questa definizione non è corretta e vorrebbe far intendere che OSSIDO DI ZINCO (ZnO) e BIOSSIDO DI TITANIO (TiO2) sono frutto di una semplice attività estrattiva/mineraria che non comporta complesse lavorazioni chimiche.
Peccato che anche il petrolio e l’OLIO MINERALE (appunto!) , sono frutto di “semplice” attività estrattiva e che le lavorazione per produrre l’OSSIDO DI ZINCO ed il BIOSSIDO DI TITANIO utilizzati come filtri solari sono lavorazioni chimiche complesse, non molto più semplici e meno inquinanti di quelle utilizzate per raffinare o trasformare dei derivati petroliferi.
Qualche esperto ha pensato di definirli FILTRI ORGANIC e INORGANIC ( ORGANICI e INORGANICI ).
Questa definizione è corretta, se fa riferimento alla distinzione tra CHIMICA ORGANICA e CHIMICA INORGANICA.
Peccato che crei una enorme confusione visto che sul mercato americano, e non solo, ORGANIC vengono definite tutte le sostanza derivate da agricoltura biologica ed in italia sono chiamati ORGANICI i rifiuti biodegradabili.
CHE CONFUSIONE !! Si capisce perchè sui solari circoli tanta cattiva informazione e spesso tante BUFALE.
Per fare chiarezza, personalmente utilizzerò d’ora innanzi, solo definizioni inequivocabili:
FILTRI METALLICI e NON METALLICI oppure
FILTRI SOLUBILI o NON SOLUBILI se SI CONSIDERA IL POSSIBILE EFFETTO SCATTERING.

Lo scattering
wikipedia: Diffusione_ottica

Un teorico vantaggio nell’azione filtrante di ZnO e TiO2, come in tanti altri filtri metallici, sta in un possibile effetto scattering sulla pelle.
La radiazione ultravioletta con molteplici riflessioni, RIMBALZANDO TRA LE PARTICELLE, viene in gran parte riflessa o assorbita .
Sapendo che lo scattering è un fenomeno reale che può realizzarsi in particolari condizione , forzando un po’ le leggi dell’ottica, da qualche anno un grande fornitore di materie prime per la cosmesi ha fatto approvare e commercializzato un filtro solare non METALLICO che vanta tra le sue azioni una capacità di filtrare gli UV , anche per scattering.
Si tratta del Tinosorb M, cioè nanoparticelle di Methylene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbutylphenol disperse in acqua.

Il Methylene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbutylphenol ha un buon assorbimento degli UV, ma in più è INSOLUBILE, quindi si può ipotizzare che restando in dispersione le nanoparticelle diffondano caoticamente ( sparpaglino ) la radiazione UV che le attraversa.
Ha un peso molecolare di 658,88 ma essendo insolubile si presenta in agglomerati-particelle dai 50 ai 200 nm.
In una adeguata dispersione potrebbe effettivamente realizzare lo scattering una volta applicato sulla pelle.
La teoria che i FILTRI INSOLUBILI siano maggiormente efficaci per lo scattering si scontra con il fatto che una volta applicato sulla pelle il cosmetico crea uno strato con uno spessore medio, non uniforme, di circa 5-8 um destinato a dimezzarsi in poco tempo a causa dell’evaporazione dell’acqua. Si potrebbe avere un rilevante effetto scattering solo se le particelle filtranti sono tante e di dimensione molto piccola (nano o quasi-nano) rispetto allo spessore del film di cosmetico applicato dopo che è evaporata l’acqua ( o l’alcohol o i siliconi volatili ).

la potenziale phototossicità di una particella di ossidi metallici, come in questo particolare ossido di zinco, è anche legata oltre che alla dimensione, alla forma e superficie, che il consumatore e spesso il produttore del cosmetico non possono conoscere. Si è cercato di risolvere questi problemi rivestendo, coating, le particelle.

L’energia dei fotoni che vengono assorbiti dai filtri solari , tutti i filtri solari, può innescare effetti indesiderati che vanno dalla photoinattivazione e photoinstabilità del filtro stesso, alla photoreattività e generiche azioni photocatalitiche rispetto alle sostanze e tessuti circostanti.
Per ridurre sia la photoinstabilità, sia la photoreattività sono indispensabili vari accorgimenti formulativi, non semplici.
Infatti la photostabilità dei diversi sistemi filtranti è influenzata anche dagli altri ingredienti del cosmetico: gli emollienti, i conservanti, eventuali antiossidanti .
Le problematiche relative alla photostabilità e photoreattività dei sistemi filtranti non sono normate, quindi il consumatore non può sapere se e cosa ha fatto il produttore del cosmetico per risolvere questi problemi.
Visto che una sostanza chimica può, per assorbimento di raggi UV-A e UV-B, cambiare la sua configurazione molecolare o essere trasformata in una sostanza chimica diversa, le procedure per l’approvazione di nuovi ingredienti cosmetici finalizzati alla protezione solare sono lunghe e complesse. Capita poi spesso che ingredienti approvati in alcuni paesi in altri non siano considerati sufficientemente sicuri.

Alcuni ingredienti solari sono classificati come molto tossici per ambiente e fauna acquatica, fare il bagno con tanto solare sulla pelle può avere un pessimo impatto ambientale

La tossicità per l’uomo di tutti i filtri solari ammessi dalla normativa europea è molto bassa. Esistono comunque dei rischi di reazioni cutanee, specialmente per i filtri solari che possono penetrare la barriera cutanea. Molti filtri SOLUBILI ( i cosidetti CHIMICI ) sono derivati da molecole prese dal mondo vegetale ( acido paraminobenzoico, acido salicilico, acido cinnamico ). Alcune di queste, in grandi quantità, potrebbero realizzare interferenze endocrine. Alle difficoltà nella valutazione del rischio/beneficio dei diversi filtri solari, si aggiungono altri fattori .
Come tutti gli ingredienti cosmetici anche i filtri solari non sono assolutamente puri. Le impurità di processo sono comuni.
Alcune contaminazioni, come quella del piombo nei filtri metallici, sono veramente comuni. Questo spiega anche perchè è così difficile trovare rossetti completamente privi di piombo .
Alcune sostanze, come l’ossido di zinco, sono considerate nocive per l’ambiente acquatico.In genere si può dire che tutti i filtri metallici non possono avere un buon impatto ambientale e che non sono biodegradabili o biocompatibili.

Se non bastassero tutte queste problematiche poi il miglior sistema filtrante i raggi UV potrebbe risultare assolutamente inutile se non si garantisse la sostantività , cioè che il filtro solare, una volta applicato, resti sulla pelle a lungo e non possa essere facilmente rimosso dal sudore o altro.
Anche questo parametro non è normato e non esistono test se non per i prodotti per protezione solare che si dichiarano water resistant o waterproof.
Comunque ho l’impressione che il numero di test realizzati in laboratori qualificati sia molto inferiore del numero di prodotti per protezione solare che si vedono sul mercato e che da quando sono stati introdotti i test in vitro e i simulatori matematici, molti SPF sul mercato siano stati calcolati senza neppure eseguire il test in vivo secondo le norme COLIPA.
Concludendo:
La materia è complessa e la valutazione dei rapporti rischio/beneficio è ardua anche per gli esperti.
Tutti i filtri solari autorizzati dalla severa normativa europea presentano contemporaneamente vantaggi e svantaggi e possono essere valutati come BUONI e CATTIVI nello stesso tempo.
Al momento l’ossido di zinco non è autorizzato da direttiva e regolamento europeo come filtro solare.
Il consumatore, anche informato e consapevole, difficilmente può capire molto di queste problematiche cercando di interpretare una etichetta ed una lista di ingredienti.
Controlli complessi e costosi come quello sui possibili contaminanti delle materie prime, o sui rischi di photoreattività e photoinstabilità, è più probabile che siano stati svolti per formulazioni destinate a grandi produzioni di cosmetici solari piuttosto che per piccole produzioni.

Prossima puntata: COSMETICI SOLARI 3a parte – SI PUO’ FORMULARE UN COSMETICO SOLARE GREEN, CON SOLO FILTRI SOLARI BIOLOGICI ?

Rodolfo Baraldini
pubblicato 8 giugno 2013
(22870)

(68)

Riferimenti:

  1. SCCNFP opinion ZnO,anno 2003
  2. sccs opionion ZnO nano , anno 2012
  3. Sccs opinion TiO2 nano
  4. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19456910
  5. http://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2010/pp/b9pp00180h
  6. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21277959
  7. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3212221/?tool=pubmed
  8. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15560736
  9. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1831786/?tool=pubmed
  10. http://www.nanoarchive.org/762/1/000098701.pdf
  11. http://www.ualberta.ca/~csps/JPPS10_1/MS_1112/1112.html
  12. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12566826
  13. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2855360/?tool=pubmed
  14. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2726300/?tool=pubmed
  15. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17015167
  16. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20088711
  17. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21504696
  18. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22036989
  19. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9414101?dopt=Abstract&holding=npg
  20. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9922017?dopt=Abstract&holding=npg
  21. http://www.nature.com/jidsp/journal/v14/n1/full/jidsymp200914a.html
  22. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8648199
  23. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10554104?dopt=Abstract&holding=npg
  24. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1240241/pdf/ehp0109-000239.pdf
  25. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15908756
  26. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2453157/?tool=pmcentrez
  27. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16433806
  28. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11823001
  29. http://www.nature.com/jid/journal/v123/n1/full/5602391a.html
  30. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16456071/
  31. http://cancerres.aacrjournals.org/content/69/22/8784.long
  32. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1240951/pdf/ehp0110-000797.pdf
  33. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1581076/
  34. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21656222
  35. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22209580
  36. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20043640
  37. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22112499
  38. http://toxsci.oxfordjournals.org/content/88/2/514.long
  39. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20809599
  40. http://toxsci.oxfordjournals.org/content/123/1/264.long
  41. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10461093/
  42. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1241575/pdf/ehp0111-001202.pdf
  43. http://toxsci.oxfordjournals.org/content/113/2/422.long
  44. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18992307/
  45. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11720074
  46. http://www.docstoc.com/docs/73348448/Anaphylaxis-caused-by-topical-application-of-sunscreen
  47. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19856938
  48. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10759815

 

 

 

I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

15 Commenti

  1. Buongiorno,
    seguo con interesse questo blog perché mi sembra molto obbiettivo nel chiarire alcuni problemi legati alla cosmesi ecobio. Ho letto i vari articoli inerenti i solari e sono molto confusa! Mi piacerebbe trovare un solare il più possibile rispettoso dell’ambiente (ho capito che sostanze veramente “green” non esistono…), quindi quali potrebbero essere i filtri solari meno dannosi per le persone e l’ambiente?

  2. salve,
    a proposito dei filtri solari nonché degli ingredienti titanium e zinc oxyde, cosa ne pensa dei filtri contro i raggi HEV – luce blu del computer? E’ vero, secondo lei, che lo zinc oxyde potrebbe avere un’attività di protezione anche dagli hev? Ha mai letto qualcosa sul recente filtro “melanin” specifico per gli hev? Ti faccio tante domande perché ho letto pochi articoli in proposito (alcuni su riviste e siti di bellezza che però sono un copia-incolla l’uno dell’altro).

  3. Buongiorno! ho una figlia di 7 mesi..mi chiedevo….questa estate le metto la crema solare oppure no? se si quale? Grazie!!!

    • Le raccomandazioni scientifiche e medicali in genere semplicemente escludono di esporre neonati e baby alla luce solare diretta. vestitini occhialini ombrelli, cappellini ecc.. Se proprio non si riesce a proteggerli così, si può adottare un solare formulato specificamente per baby, confidando che il produttore abbia adottato formulazioni e test idonei. In parte ne ho parlato qui: http://www.nononsensecosmethic.org/scegliere-la-miglior-protezione-solare-per-bimbi/

  4. No, in Europa non si può dichiarare un SPF superiore a 50+ ed anche gli Usa si stanno adeguando alla regola. Possono essere prodotti vecchi, fondi di magazzino o prodotti importati non conformi .

    • La ringrazio per la risposta….Temo che ci stanno riprovando a fare i furbi.
      Non cito le marche, ma penso che stanno riscrivendo scemenze…

    • Mi scusi ma io vedo in farmacia creme solari con filtro 100+!
      Proteggono realmente un pochino più delle 50+?

      • la responsabilità della correttezza delle comunicazioni nel cosmetico fa capo solo a chi li mette sul mercato, quindi se le dichiarazioni sono veritiere e corrette lo sanno solo loro, fino a prova contraria. La FDA americana e la commissione europea hanno proposto/raccomandato di considerare il valore 50+ come massimo SPF in quanto non ci sono prove che valori maggiori comportino effettivamente una protezione maggiore.

        Alcune aziende cosmetiche che comunque hanno deciso di commercializzare solari con SPF superiori a 100 giustificano la cosa dicendo che si deve considerare che nell’uso normale il consumatore può applicare quantità molto inferiori di quelle con cui viene calcolato l’SPF. Ne ho parlati in vari articoli, in particolare qui :
        http://www.nononsensecosmethic.org/spf-300-sono-piu-furbetti-300-pubblicitari/

  5. Scusate, ma ho un dubbio….Sapevo che da anni il massimo che si poteva dichiarare era Spf 50+. Ora vedo un rifiorire di filtri 60 o addirittura Spf 100.
    Ma è possibile?

  6. Grazie, grazie, grazie! E’ una boccata d’aria fresca leggere qualcosa scritto da chi ha cognizione di causa! Sono una studentessa di ingegneria chimica e alimentare, super appassionata di alimentazione e cosmesi, ma passo ore a cercare di far capire che non esistono componenti “naturali” e componenti “chimici”, perché tutto è chimica!
    Comunque sono ufficialmente una nuova fan del sito!

  7. Da chimico che lavora nella ricerca e da appassionata di cosmesi non posso che fare un sentito applauso a questo post (e a tutto il sito direi)! Tutto il mondo è CHIMICA!

    • Io comunque proporrei la distinzione filtri ad assorbimento (gli “organici”) e a riflessione (/scattering)

      • Grazie per l’applauso.
        Una delle nuove frontiere nella ricerca cosmetologica è utilizzare filtri solubili ibridizzandoli in dispersioni non molecolari, quindi come se fossero insolubili…avremmo così sostanze ad assorbimento che riflettono.

  8. Davvero molto interessante questo articolo – non son riuscito a trovare la terza parte adoperando il search, tuttavia!

    Ne approfitto per complimentarmi per la sua iniziativa, fa piacere leggere scritti chiari e critici in materia di “cosm-etica” e di scelta critica.

    _

    Mi chiedevo se fosse possibile un approfondimento a proposito di un passaggio trattato nel suo post, quando parla della stabilità di un filtro solare in dipendenza della formulazione complessiva del prodotto. Ad esempio, in alcuni solari sono presenti ingredienti come Oryza sativa, Daucus carota – i cui oli dovrebbero contenere molecole dal potere antiossidante. Potrebbe essere una buona strategia per limitare la fotoreattività?

    Ancora, in alcuni video disponibili in rete (di cui pure ha già trattato in altri articoli) in cui si demonizzano siliconi e quant’altro, vi sono anche delle aspre critiche nei riguardi dell’avobenzone o “Butyl Methoxydibenzoylmethane”. Mi riferisco in particolare a CarlitaDolce, che menziona la particolare instabilità di questo filtro e l’effetto peggiorativo che deriva dalla sua combinazione con l’etil-metossicinammato.
    Le risulta sia vero? O comunque, che sia solo uno dei tanti possibili casi di fotoinstabilità, in un mare di possibili rischi?

    Grazie dell’attenzione – la seguo con molto piacere!

    • Non posso commentare tutto ciò che si racconta in rete, ma sono sempre stato contrario alla autoproduzione di solari e penso che ne parlerò.

      Ho parlato molto dei solari , perché è meglio non sovrapporli, cosa è l’effetto booster, ma la terza parte dell’escursus sui solari era riferita ai solari GREEN: http://www.nononsensecosmethic.org/?p=43635

Trackbacks/Pingbacks

  1. 5 Top Links da Nononsensecosmethic | Kenderasia - [...] COSMETICI SOLARI: 2a parte- LA BUFALA DEI SOLARI FISICI E CHIMICI, BUONI E CATTIVI [...]

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Choose a Rating