Cosmetici al veleno d’api

Cosmetici al veleno d’api

 

Finalmente al Cosmoprof  ho potuto incontrare un produttore di cosmetici al veleno di api.
Max su facebook mi aveva segnalato mesi fa la “nuova” moda, con creme a prezzi stratosferici che contenevano , o meglio vantavano, il “nuovo” miracoloso ingrediente.
Inutile dire che in Fiera se provate a fare qualche domanda tecnica mettete nel panico i poveri venditori che al massimo riescono a ripetere come un disco rotto le solite 4 spiegazioni pseudoscientiche che gli hanno inculcato . Credo che sia per questo, cioè per il fatto che può rompersi o incantarsi, che con sottile ironia viene chiamato dai markettari: DISCO VENDITA.

L’idea di utilizzare veleno d’api nel cosmetico non è affatto nuova. Ricordo primi timidi e tentativi negli anni 90, addirittura prima che esplodesse la bufala dei cosmetici BOTOX-SIMILI.

Ecco alcune marche che ne vantano l’utilizzo:
MANUKA DOCTOR
DONG SUNG A.C. CARE KOREA
HEAVEN BY DEBORAH MITCHELL
RODIAL

In alcuni casi , per differenziarsi si parla di API NERE o di imenotteri diversi (vespe o altro).

Cosa è il veleno d'api

Il veleno d’api o apitossina è il tipico secreto animale che verrebbe classificato dal REACH ( il sistema europeo per la classificazione del rischio chimiico ) come UVCB; quindi: sostanza di composizione variabile o sconosciuta, ottenute  con processi complessi o da materiale biologico .

Questo comporta che la definizione di efficacia e sicurezza di una sostanza venduta come “veleno d’ape” richiede una grande prudenza.

E’ il tipico veleno animale di natura proteica. Contiene un mix complesso di proteine/enzimi e peptidi . Sono state riconosciute oltre 60 molecole e di queste alcune sono a basso peso molecolare.

La proteina principale, la melittina supera i 2 kdalton quindi per diffusione passiva avrebbe una piccola possibilità di penetrazione transdermica senza contare che normalmente si “polimerizza” formando molecole con peso molecolare superiore ai 18kdalton.

(Tratto da Wikipedia)

La melittina è il componente principale dell’apitossina poiché rappresenta il 52% dei peptidi del veleno. La mellittina è un potente agente anti-infiammatorio che induce l’organismo alla produzione di cortisolo. Previene anche la distruzione delle cellule in caso di forte infiammazione.

L’apamina accresce la produzione di cortisolo nelle ghiandole surrenali. L’apamina agisce anche come neurotossina.

L’adolapina rappresenta il 2-5% dei peptidi, agisce come anti-infiammatorio e analgesico in quanto blocca la cicloossigenasi.

La fosfolipasi A2 rappresenta il 10-12% dei peptidi ed è l’elemento più distruttivo dell’apitossina. È un enzima che riesce a degradare i fosofolipididi cui sono composte le membrane cellulari. Provoca anche una riduzione della pressione sanguigna ed inibisce la coagulazione del sangue. Fosfolipasi A2 attiva anche l’acido arachidonico che viene metabolizzato nel cicloossigenasi formando prostaglandine. Le prostaglandine regolano la risposta infiammatoria del organismo. Il veleno delle vespe contiene fosfolipasi A1

La ialuronidasi rappresenta l’1-3% dei peptidi, provoca la dilatazione dei capillari che a sua volta è la causa l’allargamento dell’infiammazione.

Le istamine rappresentano lo 0,5-2% ed è coinvolta nel meccanismo di risposta allergica.

Le dopamine e noradrenaline rappresentano l’1-2% e provocano l’aumento della frequenza cardiaca.

proteasi-inibitori rappresentano il 2% e agiscono come anti-infiammatorio e provocano l’arresto del flusso sanguigno.

 Inutile dire che per descrivere come verrebbe estratto, senza urtare la sensibilità animalista di una quota importante di consumatori, mi hanno raccontato buffe storielle, quasi quanto quelle che raccontano per descrivere l’estrazione della bava di lumaca.


Cosa raccontano che farebbe nel cosmetico

Il claim implicito è quasi sempre il solito effetto botox-simile.  Ovviamente senza siringhe ed iniezioni.

Il veleno d’api sarebbe un ottimo anti-rughe botox-simile !!

Peccato che con tanti complessi effetti del veleno d’api manca proprio una qualche interazione con l’acetilcolina e le snap.

Quindi fa male, brucia, irrita, forse riduce i reumatismi o ha altre azioni farmacologiche, ma bloccare i muscoli proprio non lo fa. Honey bee venom is used to fool the skin into thinking it has been lightly stung with the toxin melittin. This causes the body to direct blood towards the area, stimulating the production of collagen and elastin. Visto che devono far intendere ma senza dirlo esplicitamente che ha effetti botox-simili, le varie marche che hanno lanciato cosmetici con veleno d’api si sbilanciano con argomentazioni tanto surreali quanto spassose.

Il veleno d’api sarebbe un “ottimo idratante” infatti contiene Hyaluronidasi !! L’acido hyaluronico è fondamentale per l’idratazione profonda e quindi evocare una molecola con un nome simile ci sta bene nel disco vendita.

Peccato che la hyaluronidasi non sia affatto acido hyaluronico, bensì l’enzima che lo scassa.

Non esiste alcuna prova scientifica nè alcuna ragionevole spiegazione della sua azione idratante.

Il veleno d’api sarebbe un “ottimo antiacne” !! L’acne è legata ai batteri , i veleni “uccidono” … quindi il veleno d’api uccide i batteri dell’acne…

Non esiste alcuna prova scientifica nè alcuna ragionevole spiegazione della azione antimicrobica verso il proprionoacni o verso il corinebacteri, nè alcun test che individui l’eventuale dosaggio per cui tale azione si svilupperebbe . ( Normalmente si valuta la MIC, cioè la concentrazione che inibisce la crescita batterica )

Ma la più spassosa è questa:

Il veleno d’api sarebbe un “ottimo anti-danni-da-menopausa-sul-viso ” !! Visto che dichiarano che è “clinically proven”, cioè provato clinicamente; per pudore mi risparmio di valutare il peso della ridicolaggine. “Bee venom is clinically proven to halt the damaging effect of the menopause on the face. The range is developed with an advanced formula that revitalises and renews for naturally younger looking skin.It works in synergy with a unique complex of plant stem cells to help visibly improve skin tone and elasticity. ” Premesso che la eventuale efficacia di un ingrediente cosmetico non comporta automaticamente  che il cosmetico sia efficace,  resta il fatto che l’eventuale funzionalità della apitossina in un cosmetico sottostà alla legge che dice: E’ LA DOSE CHE FA IL VELENO O IL RIMEDIO.

E’ ragionevole il sospetto che le concentrazioni  di veleno d’api nel cosmetico siano marketing* o al massimo omeopatiche. *: chiamasi “concentrazione marketing” una concentrazione infinitesima utile solo a far comparire in etichetta un ingrediente.

Ma il veleno di api è anche un potente allergene che può indurre in una fascia relativamente ampia di popolazione reazioni gravi .

Quando in paesi come gli Stati uniti d’America si parla di 30-100 decessi l’anno, mi domando che senso abbia, per vendere qualche crema in più, l’introdurre nel cosmetico un ingrediente con questi livelli di rischio e problematiche.
Per avere un idea di quanto sia alto e diffuso il rischio di reazione allergica al veleno d’api incollo i dati USA.

Epidemologia delle reazioni al veleno di imenotteri in USA.

Epidemiology

Frequency

United States

Ants sting 9.3 million people each year. Other Hymenoptera species account for more than 1 million stings annually. Anaphylaxis secondary to Hymenoptera envenomation affects roughly 3% of the general population.[2] Systemic reactions leading to life-threatening manifestations occurs in approximately 0.4-0.8% of children and 3% of adult patients.[3]

Mortality/Morbidity

  • Large local reactions occur in 17-56% of those stung. In one study, 1-2% experienced a generalized reaction, and 5% sought medical care.
  • Individuals with large local reactions have a 5-10% risk of subsequent development of a severe systemic reaction if re-stung.[3]
  • An updated review of animal-related deaths in 2005 determined that Hymenoptera stings accounted for 533 deaths in the United States from 1991-2001. This number represented 70.2% of all venomous animal-related fatalities in the United States during this period.[4]
  • In 1989, 32 deaths were reported from fire ant stings in Texas, Florida, Louisiana, and Georgia.[5]
  • Wasps and bees cause 30-120 deaths yearly in the United States.

Race

No race predilection exists.

Sex

Hymenoptera stings of all types are more common in males than in females, probably because of more frequent exposure.

Age

Although most deaths from toxic reactions occur at extremes of age, frequency of bites is not age dependent. Peak incidence of death from anaphylaxis is in people aged 35-45 years.

Cosmetologia del VELENO D’API.

Lasciando perdere quello che raccontano per vendere le creme in letteratura esistono molti aneddoti e alcuni studi e ricerche scientifiche  sull’utilizzo del veleno d’api come agente terapeutico. Non è rintracciabile alcun dato scientifico sulla sua azione transdermica a seguito di applicazione topica.

Da vari anni esiste una definizione inci per il veleno d’api:  bee venom, che però non è riconosciuta in Europa.

Ho trovato pochi prodotti che lo contengono con lista ingredienti redatta nel pieno rispetto delle norme europee.

Water (Aqua), Cetearyl Alcohol, Kaolin, Mel (Honey), Butylene Glycol, Glyceryl Stearate, Dimethicone, PEG-100 Stearate, Phenoxyethanol, Theobroma Cacao (Cocoa) Butter, Butyrospermum Parkii (Shea) Butter, Propolis Extract, Ribes Nigrum (Blackcurrant) Seed Oil, Royal Jelly, Propylene Glycol, Parfum (Fragrance), Xanthan Gum, Sodium Hydroxymethylglycinate, Tocopherol, Ethylhexylglycerin, Rosa Mosqueta (Rosehip) Seed Oil, Limonene, Sodium Hyaluronate, Linalool, Bee Venom, Sodium Benzoate.
Aqua (Water), Dimethicone, Cyclopentasiloxane, Butylene Glycol, Glycerin, Dimethicone/Vinyl Dimethicone Crosspolymer, PEG-10 Dimethicone, Glycosyl Trehalose, PEG-8, Hydrolyzed Silk, Hydrogenated Starch Hydrolysate, Viscum Album (Mistletoe) Extract, Triethanolamine, Carbomer, Quaternium-18 Bentonite, Lactobacillus/Soybean Ferment Extract, Imperata Cylindrica (Imperata) Root Extract, Caprylyl Glycol, Tocopheryl Acetate, Glyceryl Acrylate/Acrylic Acid Copolymer, Citrus Grandis (Grapefruit) Seed Extract, Dipotassium Glycyrrhizate, Propylene Glycol, Adenosine, Disodium EDTA, Sodium Polyacrylate, Mel (Honey), Camellia Sinensis (Tea) Leaf Extract, Carthamus Tinctorius (Safflower) Oleosomes, Bee Venom, Royal Jelly Extract, Phenoxyethanol, Parfum (Fragrance).

Concludendo:

Ammesso che questi cosmetici davvero contengano veleno di api non si capisce che funzionalità potrebbe mai avere un ingrediente così problematico.

Nel  caso il formulatore  ed il redattore del dossier di sicurezza del cosmetico abbiano inserito davvero veleno di api nel cosmetico,

SI SPERA CHE ABBIANO CONSIDERATO ATTENTAMENTE IL FATTO CHE LA DIFFUSISSIMA ALLERGIA AL VELENO DEGLI IMENOTTERI HA DATO REAZIONI ANAFILATTICHE ANCHE CON ESITO LETALE SU UNA QUOTA NON IRRILEVANTE DI POPOLAZIONE.

Quindi o la dose è veramente minima al punto da non comportare alcun rischio (e probabilmente alcun beneficio) o non si capisce con che logica è stato lanciato un cosmetico con simili profilo di rischio sul mercato.
Rodolfo Baraldini

 

Pubblicato : 14 febbraio 2013

(11924)

 

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10 Commenti

  1. Buongiorno,
    mi era stato consigliato un altro prodotto della ditta Rodial, definito ‘vegan e cruelty free’ a base di ‘dragon blood’ che ho verificato essere di origine vegetale. Per mera curiosità (a parte il costo elevato, il fatto che la stessa azienda abbia una linea con veleno d’ape mi rende più che refrattaria all’acquisto,per motivi etici) è possibile avere un parere prettamente tecnico sugli eventuali effetti/benefici delle varie maschere/creme della linea dragon blood?Grazie.

  2. Buona sera sig.ra Anna, abbiamo la possibilita di vendere il veleno d`api raccolto in Romania, La preghiamo di avvisarci se presenta interesse. Grazie mille !

    • Sono interessata al veleno d’api per produrre una linea cosmetica personalizzata. Come confrontarsi? aspetto vostre info in merito. Grazie e buon lavoro.

      • Ma avete letto sopra? Vi rendete conto? Io non so.
        Se volete fare i vostri commerci in sostanze pericolose per la salute abbiate il buon gusto di non farlo su questo sito che spiega come E’ MEGLIO NON INTRODURLE IN UN COSMETICO.

  3. 1° – Il veleno viene estratto dalle api ma come tutti sanno l’animale muore se perde il pungiglione. Nel caso del veleno utilizzato dalla Beelight l’ape viene spaventata, rilascia il veleno su una lastra appoggiata all’ingresso dell’alveare e continua la sua vita tranquillamente.

    2° – Esiste un peptide (prodotto in laboratorio) che si chiama CICLOPEPTIDE-5 che copia in parte le funzionalità dell’apamina ma rimane comunque un prodotto “copia” ed anche di scarso risutato.

    3° – Il rischio di anafilassi mortale da veleno d’ape non esiste nell’utilizzo topico di un prodotto cosmetico. La percentuale di veleno usato dalla Beelight è formulato in concentrazione non dannosa ma probabilmente è la parola “veleno” che ci spaventa perchè potremmo essere allergici ad un qualsiasi componente del prodotto senza saperlo. A tutt’oggi la nostra Azienda non ha mai registrato casi di gravi intolleranze al prodotto.

    • Ringrazio per le informazioni
      1° sono felice che abbiate trovato un sistema per “spaventare” le api diverso dalla corrente elettrica utilizzata normalmente. Come fate ? Gli fate vedere la foto di un grosso ragno ?
      2° l’apamina è solo un componente del veleno d’ape e parlare di “risultato” senza specificare che dose eventualmente raggiungerebbe i tessuti bersaglio è semplicemente assurdo.
      3° il rischio anafilassi è veramente alto. Il veleno di api ed imenotteri è altamente crossreattivo vista la struttura simile delle fosfolipasi contenute in tanti altri allergeni.
      La percentuale di popolazione che può venir sensibilizzata va dal 15 al 25% , con una maggior incidenza nelle popolazioni rurali con una prevalenza delle IgE specifiche dovuta probabilmente alla maggiore incidenza di punture di api e vespe.
      La reazione sistemica con anche alcuni, non pochi, esiti mortali si riscontra nello 0,15-5% della popolazione.
      Non è vero che il rischio anafilassi non esiste nell’utilizzo topico di un cosmetico sia perché non si può solo ragionare in termini di pelle integra , sia perché alcuni allergeni identificati nel veleno d’ape hanno un peso molecolare dell’ordine dei 3KDa, peso molecolare di cui in letteratura sono riportate reazioni allergiche .

      Di fronte a problematiche così complesse di valutazione del rischio , comunicandomi che a ” A tutt’oggi la nostra Azienda non ha mai registrato casi di gravi intolleranze al prodotto” potete solo convincermi ancor di più di non applicarmi mai e poi mai prodotti del genere , neppure regalati.

  4. allora rispondo sapendo bene che non succede nulla alle api..la Beelight la ditta che produce una crema al veleno d’api con vera apamina fa sapere che le api non vengono in nessun modo maltrattate…

    • Potrei cancellare questa pubblicità , ma preferisco prima chiedere:
      1° cosa intendi per non succede nulla alle api ? non viene estratto il veleno ?
      2° esiste una falsa apamina ?
      3° Come viene gestito il rischio di anafilassi mortale da veleno d’ape ?

  5. ma a parte il fatto che potrebbe fare male , ma alle povere api non pensa nessuno?? che bestie che siamo!

    • come per la bava di lumaca, alcuni produttori di prodotti basati sul veleno d’api si sono assurdamente premurati di comunicare che: le api non soffrono !!!!!!!

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