Cosmetici a base di paraponzipallina o al coprosturcidolo

Cosmetici a base di paraponzipallina o al coprosturcidolo

Ma quanto ne contiene?

 

 
Un ingrediente diventa un TOTEM quando il semplice dichiarane la presenza in etichetta evoca emozioni positive o idee di efficacia.
L’ingrediente assume valori simbolici più è di moda o  semplicemente più è chiacchierato.
La eventuale efficacia di un ingrediente non comporta che il cosmetico sia efficace e comunque per vendere sono spesso più determinanti gli ingredienti pubblicizzati in etichetta che quelli effettivamente contenuti nel prodotto.
Basta la parola e visto che nessuno è tenuto nella cosmesi a dichiarare le concentrazioni non importa più di tanto sapere se è funzionale o attivo.
Il consumatore non ha modo di dedurre le concentrazioni ed il più delle volte neppure gli interessa.
Potrebbe capitare che alcuni ingredienti emozionali siano nel cosmetico che ne vanta i meriti, in quantità dell’ordine di grandezza di quelle dell’inchiostro necessario per scriverli.

Qualche consumatore più esperto può insospettirsi quando:

Il prodotto è trasparente anche se l’ingrediente emozionale non è solubile ed ha un indice di rifrazione molto diverso dagli altri ingredienti.
 
Dr. Organic – Descritto come: Shampoo a base di olio di cocco, ma l’olio di cocco è insolubile in sistemi acquosi ed ha un indice di rifrazione diverso dall’acqua. Ne basterebbe un 3 per mille in acqua, per produrre un prodotto bianco, non trasparente, come un latte scremato.
L’ingrediente emozionale non è solubile nel solvente.


 
 
Kute Oil – Descritto come :arricchito con acido ialuronico ma l’acido ialuronico è praticamente insolubile in olio.

L’ingrediente emozionale è un forte cromoforo mentre il cosmetico che lo contiene è perfettamente bianco.

 
 
Il Q10 al 1% tinge di giallo le emulsioni, così come tanti flavonoidi ( flavus in latino significa giallo  ) e moltissimi polifenoli che contenuti anche in minime percentuali negli estratti vegetali li colorano marcatamente.  I polifenoli totali di un vino rosso vanno dal 0,05% al 0,37% . Tanti cosmetici che vantano la presenza di questi ingredienti sono perfettamente bianchi o trasparenti.

L’ossessione per gli ingredienti cosmetici è alimentata dalla pubblicità che vanta la qualità dei prodotti cosmetici evidenziando la presenza o assenza di specifici ingredienti emozionali.
La funzionalità , l’efficacia o pericolosità di un ingrediente cosmetico non si trasferisce necessariamente al prodotto finito.
La qualità di un cosmetico dipende più da capacità, competenza e onestà di chi lo produce che dagli ingredienti scritti in etichetta.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 7 novembre 2014

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6 Commenti

  1. e quindi devo diffidare dal complesso botanico unico, a base di Gingko, Shiso giapponese e Timo aromatico con il quale dopo 20 anni di ricerca, “Ultimune (Shiseido) apre una nuova strada nel settore
    delle scienze cosmetiche, con un approccio alla radice del problema: la
    regolazione delle cellule di Langherans chiave dell’immunità cutanea. L’innovativo Ultimune Complex ottimizza le funzioni di queste cellule e,
    di conseguenza, la capacità di difesa multiattiva della pelle, ora e
    nel futuro”??? è terribile, so che devo dififdare ma leggo e mi vedo già tutta liscia e regolata, con le mie cellule tornate alla prima infanzia. sono vittima del sistema credulone non militante ma acritico…grazie sempre per il tuo lavoro

    • non si tratta mai di fidarsi o di diffidare di un INCI, ma di un produttore.
      La qualità di un cosmetico la fanno più conoscenze, competenze ed onestà del produttore, che la lista ingredienti scritta in etichetta. E’ uno dei limiti storici del marketing cosmetico limitarsi ad utilizzare la leva degli INGREDIENTI per convincere il consumatore/trice.

  2. Che dire degli ingredienti totem in negativo? Mi è capitato di recente discutere con un’amica che si professa ecologista, la quale condannava una tal crema corpo contenente siliconi, e la condannava solo per questo motivo (senza averla provata). E’ arrivata a dirmi “Nessuna crema con quei ‘cosi’ dentro può essere efficace” e io testarda a cercare di convincerla che magari la crema non è efficace, ma perchè mal formulata … quando le ho confessato di averla provata mi ha accusata di essere vittima del sistema, quando invece potrebbe essere lei ad esser vittima di un ‘altro’ sistema. Non che io sminuisca gli ecologisti, anzi ne faccio parte, se pur con spirito critico!

    • Gli ingredienti TABÙ sono frutto dello stesso identico sistema credulone.
      Si tratta di vendere qualcosa e influenzare la scelta del consumatore focalizzando la sua attenzione sull’ingrediente , presente o assente, anziché sulla qualità o efficacia ecc.. complessiva del cosmetico. Un sistema che funziona, fa vendere bene ma anche uno dei grandi limiti del mercato della cosmesi, dove il consumatore è molto spesso portato a scelte non razionali.

    • Vorrei aggiungere i Totem nascosti: viene proclamata la presenza di vitamine particolari e poi nell’INCI non ci sono, in quanto naturalmente presenti nell’estratto naturale. A questo punto quante ce ne saranno dentro, dato che pure l’estratto naturale non è presente in chissà quale quantità? Peggio ancora proclamare una crema “alla vitamina C” e scoprire che l’ascorbyl palmitate è il conservante, ultimo dell’inci. Dei Totem nascosti sono campioni i produttori ecobio. Preferisco comprare da chi onestamente proclama la presenza di tale esteatto e spiega che viene utilizzato per la presenza di quell’antiossisante ecc.

      • tutte le volte che viene utilizzato l’inci EXTRACT il consumatore non può sapere se ci sono principi attivi, quali sono ed in che quantità. E’ una definizione troppo generica che lascia ampi margini di discrezionalità ma che ha il pregio commerciale di evidenziare gli organismi , in genere piante, da cui si ricava l’ingrediente. Dai semi del ricino posso estrarre un olio o posso estrarre la velenosissima ricina , dal caffè posso estrarre una miscela ricca di caffeina o una miscela ricca di acido clorogenico… sempre di estratti si tratta. Visto che l’ordine con cui vengono elencati gli ingredienti sotto all’1% è arbitrario, non è dato sapere o intuire dal dove si trovano nella lista ingredienti se ce ne è lo 0,99% o lo 0,00000001%..

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