Confermata la sicurezza del fenossietanolo nei cosmetici, anche per bambini

Confermata la sicurezza del fenossietanolo nei cosmetici, anche per bambini

Uno dei problemi del web è che nessuno scrive la data di scadenza di ciò che pubblica. Insomma ! scrivi qualcosa nel 2002 e dopo 14 anni rischi di ritrovartela davanti ed alla luce dei tempi è una colossale fesseria.
Personalmente ho adottato le regola di evidenziare sotto il titolo dei miei post, la data di pubblicazione, non si sa mai!
I motori di ricerca migliori possono ordinare i risultati in funzione della data di pubblicazione, ma è una funzione che pochi sfruttano.

Con una breve ricerca on line trovo ancora molte pagine che seminano allarmismo sul fenossietanolo, che nella lista ingredienti compare come PHENOXYETHANOL, nei cosmetici; soprattutto in quelli per baby.

Allarmismo Fenossietanolo

Al Lupo, Al Lupo ! L'allarmismo su alcuni ingredienti cosmetici a volte è sostenuto da chi vuole promuovere cosmetici o ingredienti alternativi

Ne ho già parlato 3 anni fà, quando vennero lanciate campagne di opinione che promuovevano il bando del fenossietanolo o il boicottaggio delle marche che lo utilizzavano. La storia era per certi aspetti simile a quella con cui sono stati assurdamente demonizzati i parabeni. Una richiesta di chiarimento da parte dell’ANSM, l’agenzia francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari, diventò sul web un atto di accusa con toni tipo “avvelenano i nostri bimbi”.
Non solo i siti web pseudo-ambientalisti che amano megafonare qualunque argomento chemofobico. Anche qualificati siti ed organizzazioni consumeristiche. Una delle conseguenze dell’allarmismo cosmetico, cioè del creare apprensione, timore e panico irrazionali per la pericolosità di alcuni ingredienti cosmetici, è che per evitare l’utilizzo di un ingrediente non considerato sicuro poi magari se ne adotta un altro la cui sicurezza e ancor meno garantita.
È il caso, per certi aspetti clamoroso, del METHYLISOTHIAZOLINONE adottato in tantissimi cosmetici venduti vantando il loro essere “Senza parabeni”, prima che emergessero valide preoccupazioni per il suo potenziale allergizzante.

PHENETHYL ALCOHOL

Cavalcando la campagna/moda del “senza fenossietanolo” si è vista una discreta diffusione del PHENETHYL ALCOHOL.
L’utilizzo come conservante del PHENETHYL ALCOHOL al posto del PHENOXYETHANOL non è propriamente una BUFALA, infatti il regolamento cosmetico proibisce espressamente l’utilizzo di conservanti non elencati nell’allegato V. Chi lo vende lo promuove per la sua azione conservante, fornendo anche i dosaggi a cui utilizzarlo per la sua azione antimicrobica e le MIC ( Minimal Inibitory Concentration ) cioè le concentrazioni a cui è efficace verso i diversi microorganismi.
Chi lo formula lo utilizza per la sua azione antimicrobica, ma per le norme non si potrebbe dichiarare che un cosmetico è conservato dal PHENETHYL ALCOHOL.
Il consumatore viene ulteriormente preso per il naso dal claim “senza fenossietanolo” quando viene utilizzato il PHENETHYL ALCOHOL per il fatto che entrambi sono alcoli fenolici con struttura chimica molto, molto simile ed il profilo tossicologico del PHENETHYL ALCOHOL è simile a quello del fenossietanolo.
Tra le ricerche sulla tossicità del PHENETHYL ALCOHOL emergono però alcuni studi dermici su ratti che segnalano la sua teratogenicità, da cui viene stimato un NOAEL, cioè la dose a cui non si manifestano effetti avversi, di 0,43 ml/kg bw/day .

L’opinione SCCS sul fenossietanolo

Il 6 ottobre 2016, il Comitato scientifico europeo, SCCS ha pubblicato la versione finale dell’opinione sul Fenossietanolo.
La conclusione è chiara, alle concentrazioni definite dal regolamento europeo è sicuro e lo è anche nei cosmetici per infanti ( cioè con meno di 3 anni) che sono più esposti (in termini di peso della sostanza per kg di peso corporeo ).
Il NOAEL adottato è di 357 mg/kg bw/day derivato da studi dermici su conigli.
Da notare che alle preoccupazioni sollevate dall’ANSM francese per come con questo NOAEL non si potessse garantire un margine di sicurezza uguale o superiore a 100 per infanti, considerato il loro minor rapporto tra peso e superficie corporea, l’SCCS ha replicato che la capacità di metabolizzare il fenossietanolo più alta nell’uomo che nel coniglio, comporta che si possa considerare sufficiente un margine di sicurezza (MOS) di 25 anziché 100.
Il MOS pari a 100 (un numero fisso ricavato calcolando 10, come margine intersoggetto, moltiplicato per 10, come margine interspecie) è un limite arbitrario che come altri parametri tipici del risk management non è frutto di una verifica scientifica ma di una stima probabilistica.
L’opinione dell’SCCS sul fenossietanolo è significativa anche per risolvere in futuro la arbitrarietà del MOS da utilizzare quando i dati tossicologici non sono ricavati sull’uomo.
Da notare che l’SCCS non ha considerato affidabile uno studio Unilever del 1993 da cui si ricavava per via orale su ratti un NOAEL di 164 mg/kg bw/day. Utilizzando questo valore più basso, semplificando molto: NOAEL più basso significa sostanza più “tossica”, altri enti nazionali preposti alla sicurezza dei consumatori, hanno calcolato, contrariamente all’ANSM, che l’esposizione di neonati ed infanti nell’area del pannolino comportava comunque un MOS superiore a 100.

Ad oggi, l’ANMS che “suggeriva” di abbassare la massima concentrazione di fenossietanolo nei cosmetici per infanti e neonati al 0,4% non ha commentato l’opinione del SCCS che è giunta a conclusioni molto più tranquillizzanti basandosi soprattutto su uno studio di tossicocinetica (Troutman JA, Rick DL, Stuard SB, Fisher J, Bartels MJ (2015) Development of a physiologically-based pharmacokinetic model of 2-phenoxyethanol and its metabolite phenoxyacetic acid in rats and humans to address toxicokinetic uncertainty in risk assessment.) non disponibile nel 2012.

Conclusione

Il comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori, SCCS, è una delle massime autorità mondiali nella valutazione dei rischi e della sicurezza dei cosmetici. Difficile che sbaglino. Allo stato delle conoscenze attuali il fenossietanolo nel cosmetico è considerato sicuro a concentrazioni minori o uguali al 1% in tutti i cosmetici, anche quelli per chi ha meno di 3 anni. Nonostante l’allarmismo sollevato da alcune riviste e siti internet, il fenossietanolo resta uno dei conservanti più efficaci e sicuri, anche se ho l’impressione, non supportata da dati, che i casi di sensitizzazione siano in aumento.
Decidere di comprare cosmetici per baby che vantano il claim “senza fenossietanolo” e che poi utilizzano come conservante il PHENETHYL ALCOHOL è una assurdità oltre al fatto che sono cosmetici non a norme, visto che nella UE si possono utilizzare come conservanti solo quelli iscritti nell’allegato V del regolamento.

Rodolfo Baraldini

Riferimenti:
SCCS – ottobre 2015 -versione finale – opinione sul Fenossietanolo

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