Il CIR e la valutazione della  sicurezza degli ingredienti cosmetici

Il CIR e la valutazione della sicurezza degli ingredienti cosmetici

Chi cerca informazioni sulla sicurezza degli ingredienti cosmetici, molto spesso trova come riferimenti le valutazioni della sicurezza fatte dal CIR , Cosmetic Ingredient Review.
Il CIR non è un ente di diritto pubblico. Fondato nel 1976, pochi anni dopo l’introduzione del sistema INCI, dalla associazione dei produttori della cosmesi americana, CTFA ( oggi Personal Care Products Council ), il CIR si relaziona con la FDA e con le associazioni consumeristiche (Consumer Federation of America) e formalmente è indipendente dall’associazione delle industrie cosmetiche che lo sponsorizza. Il suo compito è esaminare e valutare la sicurezza degli ingredienti cosmetici in maniera aperta, imparziale, ed esperta. I risultati vengono pubblicati nella letteratura scientifica soggetta a revisione paritetica.
Gli esperti sono dermatologi, tossicologi, biochimici, farmacologi ecc. di grande esperienza in grado di valutare la letteratura scientifica pubblicata su un qualche ingrediente o sulle sostanze che lo compongono. Una bozza della valutazione, prima di essere pubblicata è sottoposta ad un periodo di revisione dove tutte le parti interessate possono inviare commenti o opinioni. Le valutazioni del CIR sono complete e ben documentate, molto simili a quelle prodotte dal comitato scientifico europeo, SCCS.
Veramente, i rapporti pubblicati dal CIR fino ad una 15 di anni fa erano un po’ troppo orientati a diffondere l’idea del safe as used, sancendo il principio, acritico, che quell’ingrediente cosmetico era sicuro per come era utilizzato dall’industria cosmetica.
A leggere le vecchie relazioni si ha l’impressione che il CIR fosse portato semplicemente a ratificare le pratiche formulative dell’industria.
Da una ventina d’anni, anche confrontandosi con l’enorme lavoro scientifico prodotto dai vari comitati europei, tono e forma delle valutazioni di sicurezza sono decisamente cambiati ed anche se la legge USA non impone restrizioni di uso dei normali ingredienti cosmetici il CIR detta su alcuni ingredienti specifiche limitazioni. Le indicazioni fornite sono più generiche di quelle contenute nelle opinioni del SCCS; a volte viene indicata la concentrazione da considerare sicura ma a volte si qualifica l’ingrediente “sicuro se formulato in modo da non essere irritante”.
Il CIR non ha alcuna autorità per “proibire” l’utilizzo degli ingredienti cosmetici che valuta insicuri.
Gli ingredienti vengono sottoposti alla valutazione del CIR in base alle segnalazioni dell’associazione della industrie cosmetiche USA e su oltre 20000 INCI registrati ne sono stati valutati almeno 5000.
Molti report però si riferiscono a gruppi di ingredienti derivati o congeneri e la valutazione tossicologica di ogni singolo derivato sembra abbastanza sommaria (es: Safety Assessment of Butyrospermum Parkii (Shea)- Derived Ingredients as Used in Cosmetics. )

Rodolfo Baraldini

Riferimenti:
La pagina di ricerca delle valutazioni di sicurezza del CIR

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2 Commenti

  1. Buonasera,
    faccio una domanda a bruciapelo: cosa ne pensi della raffinazione degli oli?
    In cosmesi, visto che i prodotti non sono consumati immediatamente, non sarebbe preferibile la raffinazione?

    Grazie

    • definire oli – definire raffinazione.
      Mi spiego : gli oli fissi crudi possono essere molto diversi tra loro, oli da seme, da frutto ecc.., e la raffinazione con vari passaggi tende ad eliminare le componenti non trigliceridi che contengono. Tra l’altro alcune componenti insaponificabili degli oli hanno un valore funzionale nella cosmesi.
      Comunque se intendo quello che pensi, in effetti per la cosmesi industriale un olio altamente raffinato dà molti meno problemi, non puzza/odora , non colora , è più stabile, contiene meno mono e digliceridi ecc..

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