↑ ↑ ↑              Che cosmetici penetrano la pelle?

↑ ↑ ↑ Che cosmetici penetrano la pelle?

.

Oggi la pelle è considerata un importante organo di scambio .
In realtà la definizione corretta dovrebbe essere: la pelle è un organo metabolicamente attivo in grado di parzialmente assorbire e reagire con le sostanze con cui viene a contatto.

Per la sopravvivenza è fondamentale che lo scambio sia estremamente selettivo per questo si parla prevalentemente di funzione barriera.

La sostanza che  , più di tutte, per la nostra sopravvivenza deve essere fermata dalla pelle  non è l’arsenico, il cianuro o qualche veleno simile, è l’acqua.

Infatti grazie alla barriera della pelle non beviamo fino ad affogare appena immergiamo il nostro corpo in acqua e soprattutto possiamo andare in giro all’aria ed al sole senza prosciugarci e disidratarci come un fico secco.
Cosa che , essendo noi fatti per un 70% di acqua, non sarebbe un bel vedere.

Con la coscienza di quanto fosse efficiente nella sua funzione barriera fino a pochi decenni fa la pelle era considerata sia in farmacologia che in cosmetologia sostanzialmente impenetrabile.

Visto che sotto poche decine di micron dalla superficie si trovano i primi capillari, la funzione barriera principale è svolta dallo strato più esterno della pelle, lo strato corneo.

Ma chiunque conosca i disagi di una allergia da contatto comprende perfettamente che la barriera cutanea è permeabile. Può far passare, magari solo minime quantità, di alcune sostanze.

1° Mito da sfatare: l'azione cosmetica dipende dalla penetrazione degli attivi.

Uno dei principali e più comuni effetti cosmetici è legato alla capacità di migliorare l’idratazione cutanea. Questo si ottiene riducendo la TEWL , cioè la perdita d’acqua transepidermica. Questo avviene occludendo la pelle e impedendo la traspirazione ed evaporazione dell’acqua. Questa importante azione cosmetica  non comporta alcuna penetrazione di attivi, semplificando possiamo classificarla come “effetto cellophane” infatti analoga “idratazione cutanea” si otterrebbe avvolgendo il nostro corpo in un film plastico

2° Mito da sfatare: la pelle respira

Questa azione cosmetica “occlusiva” contrasterebbe una presunta funzione respiratoria della pelle. La pelle non è un organo respiratorio e non contribuisce se non in misura irrilevante e minimale allo scambio ossigeno-anidride carbonica di cui il nostro corpo ha bisogno. La storiella che occludendo completamente la pelle con una vernice d’oro si possa morire soffocati o intossicati

 

Scena aneddotica del film 007 Goldfinger dove la protagonista verrebbe uccisa coprendo ogni centimetro della sua pelle con una vernice dorata

è una bufala senza alcun fondamento.

3° Mito da sfatare: attraverso la pelle assorbiamo tutte le tossine e le schifezze che ci sono in giro.

Vale quanto l’aneddoto di Goldfinger citato prima.

La attrice non è affatto morta e distribuisce foto con autografo

La penetrazione e assorbimento cutaneo è fenomeno complesso e per fortuna meno semplice e comune di quanto certe campagne chemofobiche vorrebbero far intendere. La sopravvivenza e sovracrescita della nostra specie è la prova più evidente del fatto che la barriera cutanea è un efficiente sistema di difesa.


Allora come e quanto potrebbe penetrare un attivo cosmetico ?

La funzione che descrive la probabilità di penetrazione cutanea  di un attivo ( ma anche di un Cattivo ) cosmetico è stata sviluppata da Kasting e altri con modelli matematici che hanno un ottimo riscontro per predire un fenomeno statico.
Le leggi fondamentali che regolano il fenomeno della diffusione di una sostanze sono le leggi di Fick. Le leggi di Fick descrivono in modo molto sommario e grossolano la diffusione e assorbimento percutaneo delle sostanza con cui la pelle viene contatto, ma comunque confermano un dato immediato: se l’attivo è presente nel cosmetico in concentrazioni minime, può penetrare la cute solo in concentrazioni meno che minime. Visto che le concentrazioni degli attivi cosmetici spesso sono inferiori allo 1% ( molto spesso sono molto inferiori all’1%), se la loro efficacia fosse funzione di quanto ne penetra, possiamo immaginare il perchè di tante promesse non mantenute dalla pubblicità.

Le variabili principali nella diffusione e assorbimento percutaneo

Un buon modello matematico che simuli l’assorbimento percutaneo di un attivo cosmetico deve considerare decine di variabili. Per questo si utilizzano reti neurali e classificatori fuzzy in grado di semplificare un processo estremamente complesso. Considerando solo le variabili di maggior peso abbiamo:

    fattori chimico fisici della sostanza che dovrebbe/potrebbe penetrare:

  • peso molecolare, funzione logaritmica per cui una molecola con peso molecolare superiore a  500 dalton ha una minima probabilità di penetrazione  ( maggiore il peso molecolare , minore la probabilità di penetrazione )
  • struttura fisica, a parità di peso molecolare ha una probabilità di penetrazione più alta una molecola ritorta su se stessa e flessibile rispetto ad una molecola rigida e ingombrante. E’ un dato che si calcola considerando i doppi legami e le eventuali strutture ad anello. Un morbido gomitolo penetra meglio di un rigido traliccio.
  • Coefficente di ripartizione ( cioè idrofilia o lipofilia della sostanza). Ha maggiore probabilità di penetrare una sostanza lipofila o anfifilica, fattore che viene calcolato con il LogP o con il LogKow.
  • Ionizzazione , una sostanza ionizzata ha meno probabilità di penetrazione.
    fattori legati alla applicazione:

  • Dose applicata, la probabilità di penetrazione di una sostanza è maggiore se maggiore è la quantità di sostanza applicata sulla pelle o maggiore è la sua concentrazione.
  • Area esposta, la probabilità di penetrazione è maggiore se maggiore è la superficie cutanea esposta .
  • Durata dell’esposizione: più lungo è il tempo di esposizione più alta è la probabilità di penetrazione.

A queste variabili si aggiungono altri parametri che influenzano  pesantemente la probabilità di penetrazione:

  • stato della pelle: spessore ed integrità dello strato corneo.
  • idratazione della pelle ( più la pelle è idratata più è probabile la penetrazione )
  • temperatura ( più è alta la temperatura più è probabile la penetrazione )

Ci sono poi fattori legati al veicolo ( il mezzo in cui si trova l’attivo cosmetico influenza infatti la sua capacità di penetrazione )

  • presenza nel veicolo di permeatori ( vari “solventi” possono ridurre la capacità di fare barriera della pelle e conseguentemente la penetrazione aumenta )
  • rilascio dal veicolo : a volte il veicolo tende a non cedere la sostanza alla pelle; è il caso degli attivi lipofili all’interno degli unguenti o quelli idrofili all’interno di gel acquosi ad alta viscosità *

*: in un modello statico che un veicolo viscoso rilasci meno di un veicolo fluido è evidente oltre che intuitivo; in realtà nei modelli dinamici questo non è del tutto vero e molte prove empiriche e verifiche sperimentali hanno dimostrato che utilizzando come veicolo un gel acquoso ad alta viscosità in realtà la penetrazione dell’attivo può essere maggiore.

Vediamo con un simulatore matematico di che ordine di grandezza è l’eventuale penetrazione di un attivo cosmetico in uno dei rari casi in cui è effettivamente in grado di penetrare

CAFFEINA:attivo molto comune, molto studiato anche dai farmacologi per la diffusione percutanea. Se ne vanta spesso l’azione LIPOLITICA fraintendendo grossolanamente la vera attività che può avere. Ha anche una tossicità non irrilevante. Immaginiamo un gel d’acqua con un 3% di caffeina . Si tratta di una concentrazione altissima, molto difficile da ottenere in un cosmetico senza solubilizzanti. Vediamo quanta ne assorbiamo per via percutanea sapendo che la caffeina assunta con un caffè espresso va dai 25 ai 60 mg..

    Applicando 2mg cm² di gel con il 3% di caffeina avremmo un flusso di assorbimento di 0,263 μg cm⁻² h⁻¹ che comporterebbe un tempo di 39 ore per un massimo assorbimento così distribuito:

  • 0,589 μg/cm² nello strato corneo
  • 4,183*10⁻³ μg/cm² nella restante epidermide
  • 2,983*10⁻³ μg/cm² nel derma
  • 59,408 μg/cm² di assorbimento sistemico.

Immaginando un’area applicata di 1000 cm² ( addome, glutei, cosce …) siamo allo stesso ordine di grandezza della caffeina assunta con 1 o 2 espresso. ( — e la concentrazione di caffeina normalmente presente in un cosmetico difficilmente raggiunge l’1% ).

Il tempo di massimo assorbimento ( 39 ore ) fa capire l’incongruenza al limite del nonsense di tanti protocolli cosmetici che prevedono la rimozione o il risciacquo .

.

Concludendo:

  • Nella maggioranza dei casi gli attivi cosmetici sono presenti a concentrazioni talmente basse nel cosmetico che quand’anche penetrassero la barriera cutanea l’effetto, positivo o negativo che sia, sarebbe difficilmente rilevabile.
  • Nel caso la loro concentrazione nel cosmetico fosse comunque importante, una maggiore capacità di penetrare la barriera cutanea non comporta necessariamente una maggiore efficacia e funzionalità
  • In ogni caso sostanze con peso molecolare superiore a 500 dalton e idrofile ( solubili in acqua ) possono penetrare la barriera cutanea solo minimamente.
  • Assorbimento, penetrazione, permeazione cutanei sono fenomeni complessi regolati da molti fattori, la struttura chimico-fisica di una sostanza è solo uno di questi.

Rodolfo Baraldini
Publicato: 28 novembre 2012

articoli correlati:
Cosmetici che sembrano penetrare rapidamente
La bufala delle cellule staminali nei cosmetici
La bufala dei cosmetici Botox-simili
A cosa serve il pantenolo negli shampoo ?

riferimenti:
Prediction of Skin Penetration using Artificial Neural Network
Non-linear Quantitative Structure-Property Relationship Modeling of Skin Permeation Coefficient
A Skin Permeability Model of Insulin in the Presence of Chemical Penetration Enhancer
Design principles of chemical penetration enhancers for transdermal drug delivery
Fuzzy Modeling of Skin Permeability Coefficients
Skin Permeation Rate as a Function of Chemical Structure

(26382)

I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

30 Commenti

  1. Gentile Rodolfo, ho due domande:

    1)vorrei sapere se gli oli vegetali (sesamo, mandorla…) vengono assorbiti o meno dalla pelle, se sì in quanto tempo e fino a che profondità.
    2) durante un massaggio con questinoli naturali , l’olio può arrivare fino alle alle ossa?
    Grazie per la cortese attenzione,
    Chiara

    • rispondo con grande ritardo, dopo aver disabilitato il server che gestiva i commenti , visti i problemi che mi ha dato nel rimuovere lo spam.
      Se con assorbire intendiamo assorbimento sistemico e quindi anche nel circuito ematico la risposta più immediata è NO, infatti non si mettono su Kg massaggiandosi sistematicamente con oli composti da trigliceridi.
      Gli oli vegetali applicati sulla pelle come non arrivano in quantità e tempi significativi al sangue allo stesso modo, tanto più , non arrivano alle ossa.

  2. Salve, vorrei un commento sui cosmetici da spruzzare sui vestiti; tre anni fa era un anticellulite, oggi è uno spray alla carnosina che impedirebbe l’accumulo di acido lattico a livello muscolare per chi fa sport. Io lo so già che siamo alla fantascienza, ma vorrei che me lo confermasse un esperto, perchè mi trovo davanti ad affermazioni del tipo “se lo vendono vuol dire che qualcosa farà”…

    • Ho parlato dei cosmetotessili http://www.nononsensecosmethic.org/pantaloncino-snellente-di-garnier/
      è più che ragionevole essere scettici. Con lo spray sugli indumenti non ho idea di che concentrazione di attivi può effettivamente raggiungere la pelle, ma visto che è già difficile vedere la funzionalità ed efficacia di cosmetici skin care applicati a palettate, che funzionino nuvolette disperse su tessuti è perlomeno improbabile.

      • Grazie sia per la segnalazione sull’articolo (che non avevo trovato) che per il parere, che farò leggere :-)

  3. La mia professoressa di patologia ha spiegato in una lezione dedicata al riparo degli epiteli, che il tessuto epiteliale è tale da non permettere l’ingresso di sostanze usate in cosmesi e che, se anche penetrassero, non verrebbero metabolizzate e non avrebbero alcuna delle funzioni promesse. Quindi ci ha detto che non ha senso comprare creme che vantano di contenere collagene, elastina, coenzimi vari e via discorrendo. Ha però dato una chance all’acido retinoico, l’unica sostanza, a suo parere, in grado di stimolare il rinnovamento cellulare e quindi utile nei cosmetici anti-rughe. Lei, dott. Baraldini, quanto concorda con le sue affermazioni?

    • Quando incontrerò il dott. Baraldini glielo chiedo….intanto premetto che non mi piace commentare il relata refero, cioè argomentazioni dette da altri e riferite più o meno accuratamente.
      Nell’articolo ricordavo che chiunque abbia sperimentato una dermatite da contatto può testimoniare che per quanto efficiente la barriera cutanea non è impenetrabile , ovviamente non solo dall’acido retinoico.

      • Chiedevo perchè l’opinione di un biologo potrebbe essere diversa da quella di un cosmetologo, a causa della diversa focalizzazione dei loro studi. Grazie per la risposta.

  4. Buongiorno, scopro solo ora questo fantastico blog e sito. Trovo davvero interessanti molti dei suoi articoli anche se le mie conoscenze sono assai scarse! a proposito di quest’articolo le vorrei però chiedere quali sostanze allora penetrano la pelle? soprattutto nella preparazione di creme o tonici fai da te, come ci si deve comportare? sto recentemente cercando di avvicinarmi alla preparazione di composti home-made per migliorare le mie macchie ( melasma), dato che non voglio usare laser o creme industriali … tanto da quel che ho letto non servirebbero … come proseguire questo cammino? ha qualche consiglio? la ringrazio

    • Tra una settimana o 2, maledetta pigrizia, dovrei pubblicare qualcosa sulle macchie cutanee. Per favore datemi del tu.

      • grazie per la bella notizia! aspetto con ansia il tuo prossimo articolo! ci saranno anche indicazioni sulle sostanze che si possono usare in sicurezza e che effettivamente possono penetrare la pelle?

      • qualche valutazione sui diversi attivi “schiarenti”.

  5. Salve, articolo molto interessante. Volevo fare una domanda.
    Molto spesso si sente parlare di trattamenti estetici e medici che utilizzarebbero apperecchi elettromedicali per far giungere i principi attivi contenuti in creme, sieri & C. oltre la pelle dilatando i pori o utilizzando altri meccanismi. E’ possibile che queste apparecchiatura alterino l’effetto barriera della pelle?
    Uscendo invece dal discorso creme e invecchiamento… ogni tanto sento e leggo notizie di casi di avvelenamento avvenuti per via transdermica (ultimamente ho sentito di un caso di avvelenamento da nicotina). Se la pelle esercita efficacemente questo effetto barriera come è possibile che composti tossici possano superarla?

    • Ci sono tecnologie e metodiche che permettono una penetrazione , anche molte volte superiore, sia della barriera cutanea sia delle membrane cellulari.
      È possibile aumentare di decine di volte il flusso transdermico e far passare sostanze con pesi molecolari più alti. Visto che i flussi hanno il tempo al denominatore non ci si deve aspettare miracoli da trattamenti che durano qualche minuto, ma effettivamente con ionoforesi, ultrasuoni, elettroporazione, fotoporazione e altre tecnologie si può produrre un maggiore diffusione, ma inquesto caso non si considera passiva…. anche le iniezioni permettono di far penetrare :)

      L’efficienza della barriera cutanea , capace di ridurre selettivamente il flusso di alcune sostanze anziché di altre è dimostrata da oltre 7 miliardi di persone che ogni giorno entrano a contatto con una qualche tossina. Ovviamente posso in condizioni particolari “avvelenare” qualcuno attraverso la pelle , ma si devono produrre condizioni molto diverse dalla norma…. nei laboratori non a caso si utilizzano i guanti.

  6. Ciao Rodolfo ho appena letto il tuo articolo e l’ho trovato davvero molto interessante soprattutto ai fini delle mie ricerche…ti spiego: sono laureanda in scienze biologiche e sto preparando una tesi con il mio prof. di biochimica proprio sui cosmetici e sulla loro azione antiage, non avendo pero molti fonti sto cercando in rete e visto che tu a quanto vedo ne sai sicuro di più vorrei chiederti se hai qualche sito, articolo o qualsiasi altra informazione possa essermi utile.

    • In rete troverai fin troppo materiale, anche perché molte pubblicazioni sono “sponsorizzate” dalle case cosmetiche che devono sostenere i claims pubblicitari. Argomento ampio, per non disperderti punterei su testi più articolati come gli handbook di cosmetologia.

      http://www.nononsensecosmethic.org/wp-content/uploads/2014/06/handbook-of-cosmetic-science-and-technology-third-edition.pdf

      Troverai vari capitoli sull’anti-age dove con una ricerca ad albero che parte dai loro riferimenti bibliografici potrai individuare anche ricerche specifiche molto accurate.
      Personalmente l’articolo sugli attivi anti.age per questo blog è in corso di redazione da più di un anno…appena sto per pubblicarlo salta fuori una nuova ricerca interessante che mi incuriosisce e mi obbliga ad approfondire le ricerche.

      • Ho, infatti, notato che molte pubblicazioni sono “sponsorizzate” ecco perchè mi serviva un occhio critico e sopra le parti come il tuo…grazie per la celere risposta farò come mi hai suggertito.

  7. 1° Mito da sfatare: l’azione cosmetica dipende dalla penetrazione degli attivi.
    Scusami Rodolfo ma non sono d’accordo con te su questo punto. L’azione cosmetica non è solo l’idratazione e personalmente le sostanze occlusive non le considero dei propri idratanti (secondo me si possono paragonare ai soft focus nelle creme anti-age). Inoltre, la penetrazione di una sostanza dipende non solo dalla diffusione ma anche e soprattutto dal suo “destino” metabolico durante la penetrazione non facile da prevedere con calcoli matematici.

    • Come sempre molto interessante la tua opinione.

      Condivido, l’azione cosmetica skin care non è solo l’idratazione, anche se l’idratazione conta veramente tanto.

      Le creme idratanti combattono le rughe?

      I calcoli matematici possono stimare in quanto tempo e quanto attivo supera lo strato corneo, se non lo supera non ci sarà alcun destino metabolico.

      • Grazie per il complimento!
        Non è stato mai dimostrato che l’idratazione epidermica combatte le rughe poichè queste riguardano il derma. Io parlavo degli attivi in generale. Attivi che stimolano o inibiscono certi enzimi se non penetrano non saranno attivi. Sbaglio?
        Il fatto che l’idratazione cutanea viene valutata dal TEWL non significa che qualsiasi cosa che porta ad una diminuzione della TEWL sia idratante perchè questo significherebbe che anche la pellicola plastica a sto punto può essere considerata un idratante. Che ne pensi?

      • Penso che una pellicola di plastica aumenti l’idratazione cutanea .

      • Scusi ma secondo me una pellicola non può assolutamente aumentare l’idratazione cutanea, si crea un film la pelle suda si crea una condensa ma è sempre riferito all’acqua che abbiamo già, se io ho sete devo aggiungere altra acqua al mio corpo non bermi il sudore.

      • Non si deve confondere idratazione corporea, siamo fatti prevalentemente d’acqua, con idratazione cutanea, lo strato corneo è sostanzialmente anidro.
        Lo strato corneo è la pellicola “plastica ” che trattiene l’acqua al nostro interno ed è grazie a lui che possiamo stare molte ore al sole ed al vento disidratandoci molto lentamente.
        Non è però totalmente impermeabile in quanto deve lasciar uscire l’acqua necessaria alla nostra termoregolazione.
        Nell’interfaccia tra il nostro corpo e l’ambiente esterno si crea un equilibrio con un gradiente di idratazione influenzato soprattutto dalla velocità con cui perdiamo acqua attraverso la pelle. La TEWL transepidermal water loss. Più è rallentata l’evaporazione dell acqua dalla nostra superficie più questa impregna gli strati più superficiali.
        Una pellicola di plastica o di un qualche emolliente cosmetico all’esterno dello strato corneo producono questo effetto occlusivo verso la perdita d’acqua cutanea e conseguentemente, chi più, chi meno, idratano la cute come se questa fosse a mollo nell’acqua per lungo tempo.

      • Quello che so è che lo strato corneo è privo di vita e cio che possiamo spalmarci sopra può ammorbidire la chertina, Mentre lo strato basale dell’epidermide è a contatto con il derma. il derma garantisce il sostegno all ‘epidermide ed è qui che viene anche garantito il turgore della pelle. Inoltre vi abbonda l’acido ialuronico che appunto rilascia acqua lentamente in base all’idratazione della pelle difficilmente un cosmetico penetrerà all’interno di questo strato se non i nanosomi o gli oli essenziali, per cui per mantenere buoni livelli di acido ialuronico elastina e collagene dobbiamo mantenere una buona alimentazione. Una pellicola può diminuire l’evaporazione ma aumentare il calore corporeo e quindi sudorazione però in che modo può realmente idratare, cioè il suo ruolo alla fine è diverso rispetto ad un burro che magari viene assorbito e mantiene la cheratina morbida piu a lungo, e impedirà una certa evaporazione. secondo lei una pellicola che trattiene acqua a livello della pelle è sufficiente? di conseguenza ne deduco che la paraffina o siliconi creano un effetto simile. quando tolgo la pellicola dalla mano la mia pelle è umida ha trattenuto si acqua che è affiorata per mantenere il calore corporeo a giusta temperatura, ma ora può tranquillamente evaporare ho solo accelerato un processo impoverendo gli strati inferiori. secondo me con una crema in parte limita questa evaporazione ma in cambio da qualcosa alla mia pelle oppure no?

      • una pellicola di plastica non viene assorbita come un burro o un olio.Per burri ed oli si tratterebbe comunque di un assorbimento molto superficiale che però contribuisce alla emollienza. Una crema da sicuramente qualcosa in più. Ma in termini di tewl una pellicola di olio sulla pelle ed una pellicola di pet sopra la pelle svolgono un analogo effetto occlusivo, dove lo spessore e impermeabilità della pellicola modulano l’idratazione indotta, considerando massima quella indotta dalla totale occlusione..
        PS..io assumerei che gli strati inferiori non si “impoveriscono” visto che siamo fatti in gran parte di acqua.

  8. Grazie di questo articolo. Il succo però non mi è chiaro… Rimanendo sull’esempio della caffeina, appurato che penetra in misura minima (idratata o meno), possiamo dire che la caffeina è un principio davvero attivo, anche se penetra “poco”?
    Grazie :D

    • certamente, è un attivo e correttamente formulata ne penetra a sufficienza per mostrare una sua efficacia.

  9. Scusami ma… il fatto che la pelle respira… se io chiudo tutti i pori non va bene perchè è importante buttar fuori le tossine con il sudore. Stai dicendo che non è vero?

    • La pelle è un organo di scambio selettivo, ma non è un organo respiratorio. L’ossigeno di cui le nostra pelle ha bisogno, viene portato dal sangue arterioso e non dall’aria con cui la pelle è a contatto. Inoltre lo strato più esterno della nostra pelle è formato da cellule “morte” ( strato corneo ) dentro cui non si svolge alcun processo metabolico a cui l’ossigeno potrebbe partecipare.

      Una occlusione prolungata, non solo dei pori, può compromettere alcuni degli scambi selettivi della pelle con l’ambiente, nel bene o nel male.

      Ad esempio il “benefico” effetto idratante della maggioranza dei cosmetici è legato alla parziale occlusione della pelle ed alla riduzione della TEWL ( perdita di acqua transepidermica = perdita d’acqua dovuta alla traspirazione ) .

      Sono equilibri complessi, perfezionati da milioni di anni di evoluzione. In genere non conviene modificarli drasticamente.

  10. Aggiorno le informazioni anche per rispondere a Ox.Kh che ha postato su facebook:
    ..articolo interessante. a questo proposito vorrei chiedere una mia curiosità, riaggancianomi alla frase del articolo che dice “idratazione della pelle ( più la pelle è idratata più è probabile la penetrazione )”: certe volte mi mi capita di sentire che alcuni sieri o oli andrebbero applicati sulla pelle umida per favorire il loro assorbimento. è giusto questo consiglio? grazie….

    Si , anche se sieri ed oli sono diversi, in generale si può affermare che la pelle idratata favorisce la permeazione cutanea e  l’eventuale assorbimento.Attenzione: Pelle idratata però non significa pelle umida.
    Come si definisce poi una pelle idratata  ?
    Il primo parametro accurato e rilevabile è lo spessore dello strato corneo… Hai presente le rughette che si formano sui polpastrelli se stai a mollo per molto tempo?
    Nel simulatore matematico che utilizzo lo spessore dello strato corneo idratato è 3 volte quello dello strato corneo non idratato.
    Ma la resistenza alla diffusione è molto più bassa.
    In sostanza con strato corneo disidratato la molecola deve fare un percorso molto più breve ma incontra una resistenza ad avanzare ( diffondersi ) molto maggiore ( quasi 10 volte superiore).
    Ne ricavi che con una identica applicazione di  2mg cm² di gel con il 3% di caffeina su pelle disidratata avremmo un flusso di assorbimento di :

    0,091 μg cm⁻² h⁻¹

    quasi un terzo di quello che avremmo con la pelle idratata ( o con carrier solubilizzanti nel gel ) questo comporta che il massimo flusso si ottiene nel triplo del tempo : oltre 90 ore.
    Anche la distribuzione finale cambia; in caso di pelle disidratata abbiamo nello strato corneo circa:

    11,313 μg/cm² contro ai 0,5 μg/cm² nella pelle idratata.   

    Concludendo: l’assorbimento sistemico con pelle disidratata è molto inferiore e molta più caffeina si ferma nello strato corneo