CARLITADOLCE e CinziaXlaPelle.

CARLITADOLCE e CinziaXlaPelle.

 

Elisa: sarei curiosa di un parere su Carlitadolce. In fondo, tra tutte le blogger, è quella che più ha “invaso”, da profana, il terreno della cosmetologia, diffondendo spesso allarmismi non del tutto giustificato (penso al tema siliconi/paraffina).

Caterina: ci sono tantissime che pensano ugualmente che il suo fenomeno è assolutamente pericoloso…

Non conosco, ma soprattutto non sono uno dei tanti, tantissimi seguaci di Marcella Leone, nota sul web come Carlitadolce.
Molti hanno interpretato l’articolo, ma soprattutto il titolo “Le blogger da evitare come la peste”, come su misura per lei. Non è proprio così, anche ora che mi è stato chiesto di parlarne ed ho cercato di documentarmi, non sono riuscito a guardarmi per intero i suoi filmati, evidentemente non sono il tipo di pubblico per cui sono stati concepiti.
Per principio vorrei parlare il meno possibile di ciò che non conosco. Quindi l’articolo non si riferiva specificatamente a Carlitadolce o ad altre analoghe bloggers o vbloggers.
Quando ci si mette in rete, ci si espone ad una pubblica verifica delle proprie conoscenze, competenze, immagine ecc.. Vale per Carlitadolce, ma vale anche per me che tutte le volte che dico o scrivo una fesseria poi me ne pento e cerco di rimediare.

Internet, che come sanno gli esperti nacque per permettere agli scienziati di scambiarsi immagini porno anche in caso di guerra nucleare, è uno strumento fantastico. Basta avere voglia e tempo e puoi sembrare una enciclopedia vivente in qualunque materia. Ti iscrivi ad un forum e tutte le volte che devi scrivere una opinione su qualcosa, vai su Google o su Wikipedia e copia-incolli.
Mi sono sbagliato, non basta voglia e tempo, devi anche saper leggere e trovare i siti giusti dove reperire le informazioni per crearti la tua pseudocompetenza su misura.
Una pseudocompetenza ritagliata sartorialmente sulla immagine che ci si vuole dare, che guarda caso parte dall’alias, il nome fittizio, il nickname che si è scelto. Così abbiamo pseudocompetenze a confronto attraverso pseudoidentità.
Per alcuni, internet diventa palestra dove fare sfoggio del proprio ego ipertrofico all’interno di un contesto di pseudoidentità. L’identità che appare su internet , con le sue competenze , conoscenze, immagine, spesso non è assolutamente conforme all’identità reale della persona, con le sue debolezze, incertezze e fragilità.

Lo so che dovrei sostituire pseudo con virtuale, ma non ci riesco e adesso smetto di voler sembrare uno psico-sociologo on line e parlo di vblogger cosmetiche.

Ho incrociato ed intravvisto Carlitadolce ( l’alias ) nel forum dell’ANGOLO DI LOLA dove mi ricordo una persona curiosa, che voleva imparare dagli spignattatori più esperti. Mai mi sarei immaginato che avesse un canale youtube con milioni di visualizzazioni e decine di migliaia di seguaci.
Mi è stato segnalato un filmato.

http://www.carlitadolce.com/2013/05/lista-ingredienti-dannosi-nei-cosmetici.html


E’ pieno di errori, grossolane incongruenze ed imprecisioni.
Si ricava nettamente l’impressione che abbia copia-incollato dai siti sbagliati le informazioni che da. Ho già fatto notare in questa discussione come il biodizionario faccia un pessimo servizio al consumatore ed alla cosmesi in generale, alimentando una vera e propria ossessione per gli ingredienti cosmetici basata su informazioni parziali ( nel duplice significato di limitate e di parte ).
Carlitadolce è convinta che i cosmetici che contengono quegli ingredienti siano nocivi per l’uomo o per l’ambiente e per lo più inefficaci.
Questa cattiva informazione in contenuto e stile si trova sul biodizionario, che lei cita continuamente, ed in decine di altri siti internet, sui giornali, nei programmi di informazione televisivi.
Con le migliaia di baggianate che circolano sulla cosmesi e sui cosmetici, la pubblicità del cosmetico non ne è certo esente, perché prendersela tanto con Carlitadolce ?
Forse perché copia e incolla male ? o perché ci mette del suo ? Penso che quello che ha urtato molti sia la sicurezza con cui Carlitadolce pubblicizza le sue opinioni e la sua tifoseria, spacciandole per verità scientifica. Sicurezza e certezze che si scontrano con una conoscenza della materia che non sembra affatto superiore a quello del fruitore medio di internet. Forse mi sbaglio, visto il numero di seguaci che ha, il livello di conoscenze del fruitore medio di internet si deve essere terribilmente abbassato.
Questo è paradossale, perché nei siti internet e forum frequentati da chi si vuole produrre cosmetici e sapone ho trovato anche persone che hanno studiato, si sono documentate, hanno sperimentato e spesso affrontano argomenti e materie complesse con un approccio che potrebbe essere quello di un professionista.

A monte della diffusione delle bufale su internet c’è una sovrastima, una eccessiva sicurezza di sé riguardo l’utilità e la precisione delle proprie conoscenze e informazioni. Indipendentemente dalle reali e verificabili competenze, spesso internet diventa la palestra dove sfoggiare il proprio ego ipertrofico.
Purtroppo se non ci si documenta bene, oltre alle proprio legittime opinioni, si possono copia-incollare storielle tipo:
- se finiscono per -one sono siliconi,
- i thiazolinoni sono cessori di formaldeide ( siliconi che cedono formaldeide ? ),
- il sodium lauryl sulfate è fortemente irritante , mentre il sodium laureth sulfate non lo è,
- le paraffine non idratano,
- i siliconi nei capelli creano le doppie punte,
- l’ordine con cui si devono trovare SLES , betaine e sodium chloride è questo se no il prodotto non è buono,
- NON vanno bene se c’è un codice numerico nei pressi del nome dell’ingrediente ( poveri C12-C18 !!!! chissa cosa hanno fatto di male ? ),

ecc. ecc.
Chiunque abbia un minimo di competenze cosmetologiche e formulative probabilmente sorride di certe ingenuità e della convinzione con cui Carlitadolce diffonde le sue opinioni, facendole sembrare informazioni. Mi preoccupa di più il fatto che apparentemente in tanti, senza alcuno spirito critico, prendano queste opinioni, non qualificate o qualificabili, come oro colato.

Sospetto che il fenomeno della diffusione virale della disinformazione cosmetica abbia preoccupato le aziende cosmetiche, più che altro perché era una disinformazione di cui non avevano il controllo. In un mercato competitivo il fenomeno della “pubblicità negativa” è attentamente monitorato come quello della pubblicità positiva. Per un bravo markettaro si tratta solo di segmenti della domanda, che sia salutistico-ecologico o para-religioso o altro.
Alla fine l’obbiettivo è riuscire a vendere dei cosmetici e se il consumatore bersaglio è indottrinato dal biodizionario, da Carlita o da qualunque altro blogger, per il bravo markettaro non fa proprio nessuna differenza.

Molto divertente , carina e ben fatta la parodia che circola con una vblogger CinziaXlaPelle che in poco tempo ha raggiunto livelli altissimi di visualizzazioni.
Si riconosce un tocco professionale, Cinzia sa stare davanti alla telecamera in modo impeccabile e recita copioni dove si riconosce la mano di qualche creativo o copywriter pubblicitario.
Divertente , carina, brava lei e tutta l’operazione virale fa pensare…
Peccato che molti dei consumatori bersaglio, come potrebbero essere i seguaci di Cartlitadolce, neppure abbiano capito che è una parodia, finalizzata a comunicare che non basta ripetere, con grande convinzione, una bugia per 1000 volte per farla diventare una verità.
O non lo capiscono o non c’è niente da fare, come alcuni politici e pubblicitari pensano, una balla ripetuta mille volte , per loro diventa davvero una verità.
Su CinziaXlaPelle adesso circolano addirittura parodie della parodia. !!!

Come già detto: attenzione ad utilizzare l’ironia nel marketing. Strumento delicato , più l’ironia è di qualità, più e probabile che la maggioranza delle persone non la capiscano.

Non si contano i commenti ai video di Cinzia di chi non ha capito che è una parodia costruita molto abilmente da professionisti della comunicazione e non una delle tante disinformate beauty bloggers.

p.s. Mi era stato richiesto di parlare espressamente del cosmetico fai da te e dello spignattamento, pregi e rischi, in relazione con Carlitadolce.
Ritengo che i fenomeni siano ben distinti e penso di parlare del cosmetico fai da te separatamente da competenze, conoscenze, opinioni di una spignattatrice/ore anziché di un altra/o.

Rodolfo Baraldini

pubblicato 8 febbraio 2014

(55246)
(129)

CinziaXlaPelle

 

I commenti, le testimonianze e le opinioni sono sempre graditi. I programmi anti-spam possono far si che il commento sia visibile nel blog solo dopo approvazione. Per inserire nei commenti un link, rimuovere http:// e www. I commenti con argomentazioni ad personam, promozionali o non pertinenti verranno cancellati. Non è questa la sede per supportare le proprie tifoserie, fedi o ideologie.

62 Commenti

  1. Buongiorno, quindi l’ordine SLES , betaine e sodium chloride è solo fittizio non rappresenta la verità. Allora come scegliere uno shampoo? Come valutare un inci per i propri capelli? Grazie.

    • La lista ingredienti serve a individuare ingredienti a cui si può essere allergici, non a definire la qualità di un cosmetico. La scelta va fatta affidandosi ad un produttore o una marca. Anche un esperto senza concentrazioni e purezza può prendere colossali cantonate valutando il cosmetico dalla lista ingredienti. Personalmente quando vedo che la comunicazione di una marca non è sincera o utilizza argomenti fallaci o fuorvianti la considero poco affidabile. Poi se una marca affidabile fornisce al prezzo che ritengo giusto , uno shampoo dichiarando che è “delicato” e che l’ha testato su pelli sensibili, se quella è la mia esigenza, mi ci affido anche se contiene SLES , betaine e sodium chloride o chissà quale altro ingrediente demonizzato sul web.

      • Buonasera, grazie mille per la risposta. Attualmente ho provato molti shampoo sia bio che no è purtroppo non ho risolto il mio problema di forfora. Sono molto incuriosito dagli olio shampoo e vorrei provarne uno. Lei cosa ne pensa di questi prodotti? Grazie, buonasera.

      • ritengo la detersione per affinità o restitutiva ( insomma quella con gli oli ) una ottima opzione , troppo poco sfruttata nella cosmesi. Se non si vuole spendere molto con prodotti appositi, anche un impacco con gli oli prima dello shampoo , se ben dosato, può dare risultati interessanti.

      • Grazie mille per la disponibilità. Proverò sicuramente un olio shampoo (ce ne sono diversi in farmacia) e le farò sapere. Speriamo di risolvere il mio problema di forfora causato, secondo me, da un eccessivo potere sgrassante degli shampoo. Buongiorno.

  2. io sinceramente mi domando che bisogno ci sia di farsi convincere da queste “guru”, le persone non sono in grado di ragionare e decidere con la propria testa? mi chiedo le ragazzine che poi a loro volta fanno video dove ripetono a pappagallo cose lette sul web o ascoltate in video di personaggi improvvisati e ignoranti, che futuro ci sarà? mi inquieta questo aspetto manipolatorio del web più che la reale dannosità di certi prodotti.

    • http://www.nononsensecosmethic.org/lo-zen-della-cosmetologia-1%c2%b0-parte/ ho scelto in questo blog , per quanto possibile, di non dare consigli , ma condividere informazioni. Il bisogno di farsi consigliare è generalizzato, direi “umano”, e in nuce può spiegare l”efficacia del messaggio pubblicitario. Viviamo in una società dove: Vince chi convince e l’ignoranza è facoltativa.

  3. Ciao Rodolfo, ci sono degli articoli in cui hai discusso le “storielle” che vengono spesso divulgate sul web e che Carlitadolce divulga in maniera così convinta? Anni fa la seguivo, ma per fortuna crescendo si matura maggior buonsenso! Ma soprattutto tu dove consiglieresti di cercare informazioni riguardo alla cosmesi e agli ingredienti dei vari prodotti? Grazie in anticipo

  4. Non conoscevo né Carlitadolce e nemmeno Cinziaperlapelle :) devo ammettere che il video della prima non sono nemmeno riuscita a finire di guardarlo, la seconda mi ha fatto spaccare dalle risate! Comunque bel blog.

    • Grazie per i complimenti
      Carlitadolce oggi è probabilmente il più ascoltato/visto vblogger della cosmesi eco-bio . Non so quanto possa mantenere questo primato.
      La serie Cinziaperlapelle, qualche tempo dopo aver scritto questo articolo, è stata ricondotta nel quadro della comunicazione commerciale della IDI Farmaceutici, con il tema del:
      “affidati ai veri esperti della pelle ”
      Bella operazione virale per demistificare la disinformazione che viaggia su internet anche se non penso che abbia inciso significativamente come ricaduta commerciale a favore della marca.

  5. Sono del parere che se questi prodotti da supermercato tanto demonizzati (e lo dice uno che usa prodotti a base vegetale o cmq biodegradabili sia per evitare di impattare troppo sull’ambiente sia per una questione di edigenza personale) esistano e vengono prodotti non credo che i formulatori e i cosmetologi siano così idioti e incapaci da lanciare su GRANDE mercato prodotti pericolosi per l’intera umanità accidenti.
    Poi un conto è scegliere, io ho provato docciaschiuma “bio” e mi trovo molto bene poichè ho una pelle delicata . però mi compro pure lo shampoo siliconico perchè preferisco vedere i miei capelli condizionati e in uno stato quantomeno decente.
    Bisogna saper usare un po di creanza senza fare confusione.

    Poi alla fine queste sono anche mode che attirano i fancazzisti e quindi bom va bene però è giusto che se ne parli e si aprano gli occhi.

  6. sconvolgente la ragazza che si strofina con il polpo!!! Che schifo e poi povero animale :O

  7. Esiste in internet qualche sito dov’è possibile reperire informazioni serie e più precise di quelle di Carlita riguardo agli ingredienti dei cosmetici ,che non siano spiegati con linguaggio troppo scientifico così che li possa capire anche chi non è proprio esperto? E soprattutto un sito che sia pro- natura, ovvero che tenda verso ingredienti quanto meno dannosi per l’ambiente e per la nostra pelle. Mi piacerebbe chiarirmi le idee !!!!

    • anche in questo blog è presente un database con oltre 18000 ingredienti cosmetici, basta entrare nella funzione ricerca avanzata.

      Ma il concetto di pro-natura è ambiguo e spesso ingannevole.

      Parlando dell’ambiente, visto che il concetto di natura è ancor più vago, ogni sostanza può essere nociva per l’ambiente in funzione delle quantità ( è la dose che fa il veleno ) e del contesto.

      L’acqua può causare veri e propri disastri ambientali.

      La criminalizzazione chimica delle sostanze chimiche è solo frutto di fobie irrazionali, chemofobia, o business per vendere altre sostanze o altri prodotti.

      E’ l’uomo e l’utilizzo che l’uomo fa delle sostanze il fattore da controllare.

      Il ministero dell’ambiente ha pubblicato una lista delle sostanze più pericolose per l’ambiente considerando le quantità ed i rischi ambientali ad esse associati.

      http://www.dsa.minambiente.it/Sitodesc/

      Per la pelle invece la ricerca di singoli ingredienti che fanno bene o male è frutto solo dei limiti del marketing cosmetico. E’ la complessita del cosmetico , nella sua formulazione che può fare bene o male alla pelle. I singoli ingredienti , senza specifiche di concentrazione, purezza, sistema formulativo in realtà dicono molto poco su quello che possono fare alla pelle, nel bene e nel male. Gli ingredienti “buoni” e ” cattivi”, totem o tabù, sono solo strumenti per vendere un cosmetico o un ingrediente anziché un altro.

  8. Sono appena incappata anche io nei video di Carlita..sto preparando l’ultimo esame per laurearmi in Farmacia..non posso credere che ci sia davvero tanta gente che si affidi ciecamente a ciò che dice una perfetta profana di argomenti tanto complessi che ci vogliono anni di studi, laboratori ed esperienza anche solo per potercisi avvicinare. E ha pubblicato pure un libro. Sono d’accordo con tutto quello che hai scritto..per fortuna ci sono ancora persone serie, anche se sono davvero perle rare nel web. “..pseudocompetenze a confronto attraverso pseudoidentità”, perfetta definizione, in sinergia creano pessima disinformazione.

  9. Ho seguito Carlita per un bel po’ di tempo, anche se adesso per vari motivi mi sono stufata. Apprezzo il fatto che sempre più persone stiano diventando consumatori più consapevoli in materia di cosmesi; quindi il fenomeno Carlita all’inizio mi sembrava positivo, salvo poi informarmi meglio anche da sola rendendomi così conto che xxx (nota del censore : In questo blog gli argomenti ad personam, i giudizi sulle persone, vengono rimossi… si può, anzi è gradito, discutere e scambiare opinioni su ciò che qualcuno dice o fa , ma devo cancellare la parte di ogni commento che si riferisce direttamente a qualcuno) xxx diffonde notizie approssimative a uno stuolo di ragazzine più o meno giovani che vogliono qualcuno da adorare senza ragionare con il proprio cervello. E per notizie approssimative mi riferisco sia alle informazioni sugli ingredienti dannosi, ma anche alle ricette per i cosmetici fatti in casa che propone; molte ragazze più esperte di me (io mi limito a comprare prodotti finiti) per esempio le contestano il fatto di non misurare mai il ph dei cosmetici e di non raccomandare mai alle seguaci di farlo. Come sempre molta gente cerca sul web la “pappa pronta” da qualcuno (senza curarsi se sia affidabile o meno), invece di ricercare e studiare per farsi delle idee proprie.

  10. Ho trovato questo blog navigando in rete per caso dopo una sessione di studio brutale di chimica analitica (mi sono presa la lettura di alcuni articoli come pausa studio :D ) Ho visto che parte di questo articolo verteva sugli allarmismi dispensati gratuitamente da varie blogger in rete. Sarò sincera, mi sono avvicinata al mondo dello ‘spignatto’ proprio grazie a Carlita; mi sono detta: hai sufficienti conoscenze per poter capire con che tipo di costituenti hai a che fare, i procedimenti di realizzazione sembrano alla portata di molti, perché io no? Ebbene, ho guardato qualche suo video su YT, ho riprodotto alcune sue creme, ma prima di fare questo mi sono INFORMATA per mio conto. Informazione che deriva da manuali, consulti, letture di forum dedicati. Questo mi ha concesso e tutt’ora continua a concedermi una visione globale dei prodotti finiti e soprattutto mi consente di non prendere per oro colato ciò che ascolto o leggo. Il nocciolo della questione, a parer mio, è che c’è una grandissima convenienza nel produrre o riprodurre cosmetici in casa che contengano sostanze personalmente controllate; non per questo però bisogna discriminare i tanto fantomatici ‘prodotti dannosi’ che vengono demonizzati e pubblicizzati male da parecchi. Quindi la MISURA, nell’ascoltare quello che giornalmente ci viene propinato, è fondamentale. Nonostante abbia iniziato a produrre, seppur in piccola parte, prodotti cosmetici home-made, non rinuncio a lavarmi la faccia o il corpo con un qualsiasi bagnoschiuma comprato al supermercato!! Magari sono stata ripetitiva o banale, però ci tenevo ad inserire una personale opinione :)

    • Grazie per la testimonianza. Mi è sempre piaciuto chi affronta l’esperienza dell’autoproduzione cosmetica.
      Anche perché chi davvero si impegna e studia le formulazioni cosmetiche, anche da dilettante , inevitabilmente scopre da solo quanto siano insensate molte cose che si raccontano sulla cosmesi.
      Purtroppo il fear marketing, cioè promuovere un proprio prodotto o una propria idea facendo leva sulla paura, fa “vendere” bene E questa strategia spesso parte dagli stessi produttori di materie prime cosmetiche.
      Non ci posso fare molto, ma se trovo una assurdità spacciata in rete per somma verità , che la dica un colosso della cosmesi, un accademico o una consumatrice più o meno esperta, mi permetto di contraddirla.

  11. Personalmente sono felice che la gente stia diventando più consapevole di ciò che mangia e che si mette sulle pelle, chiedendosi cosa ci sia dentro. Si tratta di diventare consumatori più consapevoli, perché secondo me anche senza essere chimici o cosmetologi é chiaro che molte aziende schiaffano dentro le creme le sostanze meno costose possibile e poi magari le fanno strapagare senza offrire in realtà un prodotto decente (esattamente come nell’industria alimentare. Certo che lo sciroppo di glucosio non ti uccide, ma se mangi un sacco di prodotti confezionati che lo contengono tra qualche anno potresti avere dei problemi!). Peccato che come al solito Internet rende difficile informarsi bene e soprattutto peccato che YT pulluli di guru che si fanno portatori di pseudo verità prese per oro colato da chi di informarsi seriamente non ha voglia. Ma di qui a dire che cercare di usare prodotti naturali (anche a beneficio dell’ambiente) sia una stupida moda ne passa…

    • il problema è quanto il desiderio di maggiore consapevolezza, non produca solo maggiore inganno. Come quando vendono la frutta bacata , scartata dai centri lavorazione frutta, dicendo che è biologica o quando vendono olio lampante dicendo che è olio del contadino….Purtroppo l’aggettivo “naturale” è solo un claim per vendere che non dice nulla al consumatore su quanto è sano e sicuro un cosmetico. Non dice neanche chiaramente da dove provengono gli ingredienti del cosmetico…è un gran pasticcio che fa comodo non chiarire. Una domanda crescente di prodotti cosmetici con minor impatto ambientale e/o da filiere equo-solidali influenzerebbe l’industria , ma al momento per vendere il cosmetico basta colorare l’etichetta di verde e adeguarsi ai luoghi comuni , a volte insensati, e dicerie che circolano.

  12. Grazie mille per questo articolo. Anche io ero fortemente convinta della tossicità di diversi ingredienti cosmetici, prima di ritrovarmi un’infezione per aver curato un tatuaggio con il karitè. Ora mi informo bene su cosa è meglio per la mia pelle, senza ascoltare baggianate online spacciate per informazione.

  13. Mah, per quel che mi riguarda seguo Carlita più o meno come altre bloggers e comunque confronto e sento varie voci. Secondo me hanno torto e ragione tutti per un po’: da un lato le cosiddette beauty bloggers sono comunque limitate, le ricette che girano più o meno si ripetono, fatto un minimo comun denominatore alla fine non credo vadano a danneggiare il mercato più di tanto, chi compra perché non ha tempo, voglia o semplicemente ha più soldi di altri (che comunque di questi tempi è merce rara) alla fine c’è sempre, tant’è che loro spesso non fanno che recensire prodotti già pronti, economici e con buon INCI. Dall’altro però le ditte dovrebbero fare un serio esame della situazione e capire che il pubblico non è più disinformato come prima, se per fare un esempio una ditta mi vuole vendere una crema al burro di karité al più che sostenuto prezzo di cento e rotti euro non mi prenda per scema, specie se il butirospermum parkii è neanche a metà degli ingredienti.
    Al costo di 10 euro prendo mezzo chilo di burro di karité puro, e lo mescolo variamente con oli per tantissime volte creandoci almeno 100 creme e maschere per capelli! Dovrebbero quindi rivedere il pricing e anche l’influenza del prestigio del marchio, perché il pubblico delle beauty bloggers tra l’altro ha spesso come minimo comun denominatore l’indifferenza al marchio e la voglia di sapere cosa c’è dietro quel vasetto che magari piacerebbe ma costa 300 euro. Con lo stesso prezzo mi ci faccio un bel cellulare, e magari anche una t-shirt e un paio di jeans, ecco come adesso si ragiona!, non si vanno a buttare su un vasetto di crema che fra un mese è finita e magari non fa che peggiorare la situazione della pelle.

  14. Se una persona maggiorenne ed in grado di intendere vuole affidarsi a questo tipo di consigli è assolutamente libera di farlo…io vedo con favore la selezione naturale della specie. Peccato che non venga detto il nome del dermatologo che avrebbe fatto la straordinaria scoperta che l’aspirina contiene acido salicilico. ..Premio Nobel ?

  15. Cane Amico mi trovi perfettamente d’accordo! Tutti che si ritrovano chimici, biologi cellulari e titoli affini, con grande sconforto tra l’altro da parte di chi queste materie le studia o le ha studiate per molto tempo! Secondo me il problema di fondo del biodizionario (almeno dal punto di vista di chi ha delle conoscenze chimiche quantomeno abbastanza ampie) è che non si capisce su quali basi ci sia un pallino giallo, uno verde o uno rosso. A me piacerebbe che ci fossero almeno delle giustificazioni: è rosso perché fa questa cosa, gialla per quest’altro motivo, etc… Invece, strutturato così sembra una verità scesa dal cielo e io non amo le verità scese dal cielo!

  16. La mia opinione è questa: da quando hanno creato il cosiddetto biodizionario le persone sono impazzite e credono di essere dei laureati in chimica per diritto. Trovo davvero antipatica questa mania di giudicare un prodotto cosmetico o anche detersivi perché c’è qualche povero “pallino malandrino” in giro. Non si guarda più il prodotto come un complesso ma come una ricetta di ciambellone… Molte ragazze dicono anche delle bugie pazzesche dicendo che hanno provato non so quale prodotto e la testa praticamente stava per sciogliersi!! Io non sono contraria alle miscele casalinghe tipo un trattamento con olio e qualche crema, burro di karitè ecc perché questo si fa da quando il mondo è mondo, però voler fare il chimico mischiando anche ingredienti che potrebbero provocare allergie è un’altra cosa, però ripeto: tutta questa esasperazione deriva dalla creazione del biodizionario e dei forum che si parla dei cosmetici basandosi su questi pallini. Sarebbe bello capire dal Ministero della Salute cosa pensa di questo metodo dei pallini

    • Non è materia del Ministero della salute, almeno fino a quando non emergono comportamenti psicotici o quando vengono commercializzati cosmetici non a norme o pericolosi per la salute.
      L’insensato allarmismo e la chemofobia sono alimentate da una lettura fuorviante del biodizionario, vedendo in rete alcuni fenomeni virali , ritengo che abbia fatto un pessimo servizio ai consumatori oltre che alla cosmesi.
      Amare o odiare un ingrediente cosmetico è sensato e scientifico come tifare per una squadra di calcio.
      Ma le industrie cosmetiche hanno una loro storica responsabilità, visto che per anni hanno promosso l’immagine dei loro prodotti puntando solo sugli ingredienti emozionali. La “crema senza siliconi” e la “crema con l’olio d’argan” in termini di marketing sono la stessa cosa : cosmetici di cui interessa solo la presenza o l’assenza di un ingrediente emozionale.

  17. ma adesso va di moda l’eco bio…ooooo attenta a questo a quest’altro!puoi morire!!!!XDXD io sono un’amante dei siliconi, si adoro quel bel effetto levigato che fanno sulla pelle o l’effetto liscio districante sui capelli, secondo me ste tipe non sanno manco quelle che comprano o per quale scopo, se tutti i vari cosmetici facessero male per davvero, da mo che le case cosmetiche avrebbero chiuso, uso le più svariate case dalle più economiche alle più alte e mai ho riscontrato problemi..poi ci sono quelle eh ma sti ingredienti danno allergia, stai tranquilla che pure quelli naturali non sono da meno , se sei allergica all’aloe vera nessuno ti toglie un bello sfogo sul viso. se c’hai la pelle grassa te la tieni, secca idem hanno creato apposta sti prodotti per aiutarti a vivere più normalmente. lavoro nell’ambiente e ne ho viste di tutti i colori, ciò che m’infastidice sono ste pseudo professioniste dermatologhe improvvisate che creano allarmismi inutili buttando merde su quello che non conoscono, come minimo sono da denuncia, cio casa cosmetica investo soldi e tempo per la ricerca per creare dei prodotti che soddisfino i miei clienti così tornano a comprare i miei prodotti , poi arrivano ste tipe che nulla sanno e m’infangano il nome.

  18. Ciao,
    ho trovato per caso questo blog cercando info cosmetiche e lo trovo utilissimo… finalmente qualcuno che non demonizza i siliconi.. uso un correttore siliconico fatto solo da paraffina e silicone e mi trovo benissimo, senza punti neri ne grani di miglio come paventa spesso qualche blogger… ed ho un blog pure io dove creo cose semplici e sicure per tutti… però ammetto che i siliconi a volte fanno la differenza in un prodotto…
    a si, ho pure dei pori dilatati sul naso che non vanno via nemmeno dopo un anno di fondo minerale fatto con l’amido di mais e ossido di zinco….

    quindi i pori dilatati sono di natura sencondo me.
    Saluti

  19. Ciao Rodolfo scusa, hai fatto un nutrito elenco di “bufale cosmetiche”. Puoi cortesemente, una volta elencate, spiegarmi perché sono bufale? Proprio perché parli di roba copincollata senza criterio, gradirei avere delle argomentazioni precise in merito.

    Grazie

    • Parli solo di questo articolo o di tutto il blog ? Di quelle di Carlita, di Cinzia o quelle della pubblicità cosmetica ?

  20. Salve, non ricordo come sono incappata in questo sito, però sono rimasta colpita dagli articoli che ho intenzione di leggere per bene e vorrei dire la mia. Io seguo carlita ma quasi mai eseguo le sue ricette perchè non mi va di spendere soldi e tempo per fare una crema che potrei benissimo comprare su internet o al supermercato. Detto ciò, io credo che alcuni consigli buoni li abbia dati perchè da quando uso prodotti migliori delle marche da supermercato la mia pelle sta meglio. E’ vero che è più idratata e non lucida più, meno punti neri e soprattutto meno macchie post-brufoli visibili. Ma è anche vero che dipende dagli ingredienti che si usano: ho utilizzato anche un’altra marca sempre naturale ma che non ha dato buoni risultati. Per i capelli lo stesso, prima sembrava avessi due capelli due in testa mentre ora sono più folti. IDEM per il make-up, ogni tanto utilizzo ancora fondotinta con siliconi e il giorno dopo puntualmente ho almeno 2-3 brufoli in faccia! Da quando uso i fondotinta minerali(anch’essi il meno possibile) invece non me ne escono più! Io la ringrazio solo per aver diffuso queste marche che altrimenti mai avrei conosciuto, ma ora sta andando troppo oltre, troppo allarmismo e poca naturalezza. E’ come se una ragazza tutta rifatta facesse video dicendo che la miglior cosa è la bellezza naturale(ma de che??)

  21. Purtroppo si sta diffondendo sempre più una cultura cosmetica basata sulla disinformazione. Io penso che certi blog/ canali su youtube dovrebbero essere multati poichè diffondono informazioni prive di qualsiasi fondamento scientifico e che provocano allarmismo ingiustificato.
    Viene messo a repentaglio, da persone assolutamente non qualificate, il serio lavoro di cosmetologi che hanno fatto della passione per la cosmetica una professione,
    sarò dura ma penso che questo sia semplicemente vergognoso.

  22. Fallacia o argumentum ad hominem; tutti gli argomenti e giudizi, pro o contro una persona verranno censurati.

    Le cose si possono dire, riferendosi a ciò che viene detto o fatto, senza necessariamente esprimere giudizi sulle persone.

    La persona più onesta di questa terra può dire cose sbagliate come la più disonesta può dire cose giuste.

  23. Ho seguito Carlitadolce per un po’ di tempo, perché, specie agli inizi mi piaceva la genuinità anche nel porgersi e quel modo di fare mi ha spinto verso una maggiore consapevolezza e verso la voglia di capire come funzionasse il mondo cosmetico e di non farmi prendere in giro dal marketing. Tuttavia è diventata la peggiore. Spero nessuno si offenda, ma vedendo gli ultimi suoi video, dai titoli sempre più mirabolanti, ripetere ossessivamente la solfa che il silicone fa male e che praticamente chi lo usa ha una ghigliottina sul collo, mi ha angosciato. Mi son sentito in “1984″ di Orwell. Specie perché a parlarne è una ragazza nella sua stanzetta color pastello, non una dottoressa, una chimica o una dermatologa, col suo maglioncino quasi sicuramente sintetico importato da qualche paese con condizioni di lavoro pessime, con le sue sopracciglia tatuate, un trucco esagerato per chiunque giovane donna e le ciglia posticce. Sì, la mia è una critica, forse cattiva, ma anche delusa e disincantata. Spero recuperi la sua strada.

    • Non posso permettere attacchi ad hominem nel blog.
      Le cose si possono dire, riferendosi a ciò che viene detto o fatto, senza necessariamente esprimere giudizi sulle persone.

      • Ho editato il commento, spero vada bene!

      • Ho editato il commento, spero vada bene!

  24. Ma è davvero così???? Io ho visto delle formule di creme auto-prodotte dove si usa di “chimico” uno 0,3 al massimo 0,6% di carbomer che ha un pallino rosso sul biodizionario perché non biodegradabile. Poi ho trovato su promiseland che contribuirebbe a far allargare i pori…Quindi è vero? La confusione si espande a macchia di petrolati!!

    • Sarebbe bello un articolo che facesse un po’ di luce sulla questione siliconi. Posso dire che per tantissimi anni ho usato un fondotinta siliconico ma non ho notato niente. Nel mio caso però partiamo da una pelle che presenta pori quasi invisibili.

  25. Sarebbe davvero utile avere finalmente il parere di un esperto sui cosmetici auto-prodotti. Purtroppo internet è uno strumento che agevola l’esistenza di parrocchie varie. Chi tenta di entrare in una di queste e non ne è completamente asservito rischia la gogna del cursore e la censura del moderatore.
    Questo modo di fare mi dà l’idea di essere una specie di selezione iniziale che permette di avere nella cerchia solo persone facilmente assoggettabili. Può essere un buon metodo di controllo. Ma può anche diventare un boomerang, soprattutto se chi fa da guida, guru o capessa non ha una buona preparazione alle spalle.
    Mah, staremo a vedere in che modo si evolverà il cosiddetto “spignattamento”, sperando che l’impreparazione di qualcuno non comprometta l’esistenza di questo hobby per chi lo fa con coscienza.

    • Ho verificato che la ragazza è oggetto di attacchi davvero di basso livello sul alcuni siti: i moderatori però non li censurano, in quanto anch’essi non lesinano interventi volgari o di cattivo gusto.
      Indipendentemente dal fatto che Carlita sia approssimativa, un sito che utilizzi certi termini si pone ad un livello più basso della youtuber, che non replica mai alle critiche con toni acidi o insultuosi: in questo, dimostra un equilibrio e saggezza superiori a quella di chi l’attacca. Inoltre, ho notato nello stesso sito che se qualcuno fa notare l’inopportunità di certi attacchi per un confronto civile e costruttivo, viene immediatamente censurato, non meno di quanto Carlita censuri nei suoi spazi. Pertanto, non è assolutamente vero che Carlita sia un despota e altri spazi siano “democratici” o rappresentino un punto di riferimento per un pensiero libero e critico. L’ecologia e la conoscenza, in senso ampio e non limitato alle formule chimiche, riguardano anche la mente e non contemplano il linciaggio e la caccia alle streghe di stampo medioevale. Infine, ritengo che se tante persone che la detestano seguono ossessivamente i suoi video o sentono il bisogno di iscriversi a un forum solo per sciorinare decine di messaggi contro Carlita, credo si sconfini nella patologia o nello stalking.

      • Non posso permettere argomenti ad hominem nel blog.
        Le cose si possono dire, riferendosi a ciò che viene detto o fatto, senza necessariamente esprimere giudizi sulle persone.

      • Non posso permettere argomenti ad hominem nel blog.
        Le cose si possono dire, riferendosi a ciò che viene detto o fatto, senza necessariamente esprimere giudizi sulle persone.

  26. Il fenomeno sta esplodendo. Addirittura sul suo profilo facebook ho visto che tra pochi giorni uscirà un libro basato sulle sue ricette…

    • Il libro è già uscito ed è stato ristampato. Credo che tutte le critiche accerrime di cui è stata oggetto, come se fosse l’unica persona al mondo che abbia mai pubblicato nel corso della storia un libro poco utile, le abbiano reso una grande pubblicità, o meglio il livello infimo delle critiche si siano ritorte contro i suoi detrattori. Oggi tutti pubblicano libri, anche i revisionisti o peggio: non vedo davvero perché questa youtuber non dovrebbe farlo, più che per amor di scienza sembra la persecuzione del fuoriuscito da una setta.

      • Il fatto che tutti pubblicano libri non significa che sia giusto farlo.

      • Si possono bruciare i libri che non si condividono, è già stato fatto.Tra non molto come contribuenti dovremo pagare una scorta a questa povera ragazza, flagellata come Galileo.

  27. La ringrazio per la risposta..di questa maschera ne avevo sentito parlare su scts ed ero curiosa di sapere se potesse essere pericoloso o in qualche modo utile spalmare la marmellata sul viso.

    • Datemi del tu, per favore.
      Tutto può essere pericoloso, anche l’acqua. E’ dovere del produttore cosmetico calcolare il rischio e ed chiara responsabilità di chi mette il prodotto sul mercato che il cosmetico non nuoccia a chi se lo applica.
      Per questo nessun cosmetico o sapone autoprodotto può essere messo sul mercato. Può essere formulato, prodotto ed applicato a proprio rischio e pericolo solo su se stessi . Se persone maggiorenni, con capacità di intendere, decidono di potersi applicare sulla pelle o sui capelli roba di cui nessun professionista ha valutato i possibili rischi oltre che la possibile efficacia lo possono evidentemente fare.

  28. Io vorrei sapere che ne pensa della maschera alla marmellata proposta da carlita

    • Trovato un video di Carlitadolce con una maschera con la marmellata.
      Per fortuna è più corto del solito. Comunque non sono riuscito a vederlo per intero. Possibile che tutti guardino e siano interessati da dei video così? Sono io l’unico insofferente che deve tagliarli e fare zapping?
      Comunque ne ho visto una grande parte, non capisco se è lei che fa la parodia a CinziaXlaPelle o viceversa.
      E’ un gran pasticcio, sarà anche ridicola, ma non ci ho visto nulla di particolarmente pericoloso. Tecnicamente, forse senza rendersene conto, ha cercato di riprodurre l’effetto di un gomming fatto con glassa e farina…poi che racconti che la marmellata nutre la pelle, è idratante, emolliente !!! l’olio di macadamia non è grasso !!! ecc. ecc. mi sembrano linguaggio e comunicazione tipiche della pubblicità cosmetica ufficiale; le solite storielle con molte imprecisioni in più. Se pensate che ci siano filmati o pagine dove pensate che emergano effettivi rischi per la salute indicateli o linkateli chiaramente.

  29. Carlitadolce è un pericolo pubblico ormai. Non solo nei suoi social cancella chiunque opponga un ragionamento che contraddica ciò che lei asserisce,ma anche chi pone domande scomode o linka studi o articoli. Le sue ricette inizialmente erano copiate pari pari da Lola,quindi,potevamo anche stare sereni,nonostante la scorrettezza di far passare come proprie ricette altrui. Ora,dato che il pubblico che le è rimasto è di gente molto inesperta,scopiazza le idee in giro e semplifica all’osso le ricette senza cognizione. Molte ragazze hanno avuto problemi con le sue ricette,ovviamente chi l’ha fatto notare è stato bannato. Se visualizza ceti video si renderà conto che incita ragazze giovani a usare attivi,vitamine,soda caustica senza alcun studio. No comment

    • Visto che non ho nessuna intenzione di guardarmi uno o più filmati per cercare le corbellerie ed affermazioni rischiose per l’utente che mi avete genericamente segnalato, invito tutti a indicarmi filmati o pagine web particolarmente rilevanti o probanti.

  30. io la odio e inoltre tutte quelle che si lamentano cancella i commenti

  31. se guarda anche qualche video inerente agli “spignatti” di Carlita.. secondo me non sarà più così tanto benevolo……

    • parlerò di cosmetici autoprodotti, se hai qualche video “significativo” da segnalare mi sforzerò di guardarlo per intero.

  32. Una volta ho letto tra i commenti di un suo video che coloro che avevano seguito una sua “ricetta”, a me non piace questo termine, dopo un mese si erano ritrovati con una crema che emanava odore di ammoniaca dovuto probabilmente all’urea. Carlita, inoltre, afferma con ostinazione anche che il collagene della classica colla di pesce sia in grado di togliere i punti neri quando in realtà per i punti neri c’è bisogno di qualcosa che crei adesività cationica. Ci sono molti errori nei suoi video, e a volte li noto anche io che sono una persona molto giovane. Io spero che il mondo dell’autoproduzione non sia messo in ridicolo da un rappresentante come lei perché davvero, nel mio percorso di “auto-produttore”, ho incontrato sempre persone qualificate. Come faccio a saperlo? Perché nei loro commenti ci sono sempre stati dei riferimenti a strutture chimiche delle sostanze, a loro incompatibilità ecc. Si capisce che una persona è competente da questo, magari nella vita non è un formulatore ma si capisce che ha alle spalle degli studi scientifici.

    • Beh Carlita è laureata in materie scientifiche, quindi questo non può essere un argomento contro di lei. Il suo successo è dovuto al fatto che non si è fermata alla formula, o non l’ha approfondita come si dice che avrebbe dovuto fare: si è messa a divulgare quanto ha appreso, che sarà poco, ma si tratta di concetti sconosciuti ai più. Il fatto che disponga di una grande comunicativa è un pregio, non ha “copiato la ricetta” e nemmeno la sua comunicativa è copiabile da altri.
      Ognuno è libero di scegliersi la propria vita e passarla ad esempio a studiare per elaborare cosmetici che pochi potranno emulare per complessità: lei ha scelto di fare video, come hobby avendo già un lavoro. Alcune ricette mi hanno lasciata perplessa anche non conoscendo granché l’argomento, ma non ero nemmeno in grado di copiarle né mi pareva utile farlo, così a naso. Altre cose mi sono parse accettabili, ad esempio ho copiato uno shampoo ottimo per i miei capelli: sarà niente di eccezionale, ma erano decenni che cercavo una cosa così che difficilmente avrei realizzata in altro modo.

      • Fallacia o argumentum ad hominem; tutti gli argomenti e giudizi, pro o contro una persona verranno censurati.

        Le cose si possono dire, riferendosi a ciò che viene detto o fatto, senza necessariamente esprimere giudizi sulle persone.

        La persona più onesta di questa terra può dire cose sbagliate come la più disonesta può dire cose giuste.

      • Mi scuso non volevo offendere nessuno, se così è stato modifico il mio commento.

      • Modificato