CAPELLI LUNGHI E LUNGHISSIMI

CAPELLI LUNGHI E LUNGHISSIMI

I capelli lunghi o lunghissimi non sono capelli sani, sono soprattutto capelli conservati bene.

I tessuti che formano il capello sono biologicamente morti, non possono essere nè sani, nè non sani.
Le lunghezze di capelli di 60 cm sono state esposte a luce, acqua freddo caldo polvere per circa 40 mesi. Come se non bastasse ci sono anche shampoo, phon , pettinature e spazzolature , extension, ossigenature, colorazioni , permanenti e roventi stirature o curvature.
Poi per chi ai propri capelli vuole proprio tanto tanto male c’è anche la baggianata dei 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire .

Con il capello abbiamo un tessuto composito con fibre proteiche e cemento lipidico con prestazioni fisico-meccaniche straordinarie che però non è indistruttibile.
La probabilità di rotture dipende dagli stress chimico fisici a cui il capello viene sottoposto. Per capirci se conserviamo un capello in una teca , al buio ecc… quello non si rompe neppure in 3000 anni.
Premessa lunga con informazioni un po’ scontate per spiegare l’approccio corretto che consiglierei a chi vuole capelli lunghissimi .
Vuoi avere capelli lunghissimi?
Facile! Non danneggiarli e aspetta.

Analizzando le possibili cause di rotture si può adottare una strategia e trattamenti che riducono la probabilità che queste rotture si manifestino.
Il primo fattore che la maggioranza non immagina è l’acqua.

Igrometro a capello - la semplice umidità ambientale allunga talmente tanto i capelli che da quasi 3 secoli li si utilizza per misurarla

I capelli sono incredibilmente igroscopici, assorbono acqua, anche dall’umidità dell’aria in modo straordinario.

Tanti studi hanno cercato di individuare dove si infila l’acqua dentro ai capelli.
A livello molecolare si dovrebbe agganciare con i suoi ponti idrogeno alle terminazione polari della keratina, ma sono stati individuati anche tanti “compartimenti” interfibra dove si accumula.
Risultato il capello si dilata e si allunga notevolmente e l’acqua indebolisce il cemento lipidico del capello.


Capello Bollito

Come se non bastasse, se poi si sottopone il capello molto “umido” ad un brusco riscaldamento la brusca espansione può esercitare pressioni dall’interno tali da deformare gravemente la sua struttura. Visto che anche congelandosi l’acqua si dilata, si può affermare che ogni stress termico può danneggiare un capello “molto” umido.

Saltando molti passaggi e spiegazioni tecniche, questo può spiegare perché i balsami che riducono la permeabilità all’acqua dei capelli alla lunga riducono il rischio di rotture.
Il mix di : capello bagnato + forte riscaldamento + sollecitazioni meccaniche, per intenderci pettinare i capelli mentre li si asciuga con un phon molto vicino è la tipica situazione dove si alza il rischio di danneggiare il capello.
Ricordo un interessante test dove solo tenendo il phon a 10cm anziché a 15 si alzava la probabilità di arrecare danni.

Sgrassando molto i capelli, frizionandoli energicamente, specie se bagnati, esponendoli a pH alkalino ed in un’altra decina di modi si possono danneggiare i capelli, magari solo superficialmente, ma poi con il tempo e con altre “aggressioni” possiamo avere rotture, infeltrimento, doppie punte ecc.

Tra le tante mode e storielle che si diffondono su internet c’è anche quella di non lavarli per nulla o bagnarli senza detergenti.
Si tratta di un approccio molto zen, che fa il paio con : non danneggiarli e aspetta. In realtà a non lavarli possono diventare orribilmente sporchi e chi crede di poterli lavare solo con acqua non ha capito che è sufficiente la semplice acqua a rendere il capello più “debole”.

Quindi la soluzione sta in una procedura che permetta di fare shampoo, ma volendo anche colorazioni e trattamenti vari, riducendo la probabilità di danneggiare il capello.
L’industria cosmetica ha fatto passi da gigante negli ultimi 50 anni . Già negli anni 70 circolavano shampoo con moderati effetti condizionanti ed in effetti un sempre maggior utilizzo di buoni balsami per capelli hanno aumentato la possibilità di far crescere anche molto i capelli senza rotture e doppie punte.

Il razionale si riconduce alla capacità del balsamo di impermeabilizzare e lubrificare il capello.

Tra le tante opinioni che circolano in rete c’è anche quella di evitare gli oli su capelli asciutti perché “il simile scioglie il simile” e ne comprometterebbero la struttura .
La metto a far compagnia alla storiella che i siliconi farebbero scoppiare i capelli in attesa di un qualche razionale o paper scientifico che la giustifichi.

Al contrario è preferibile applicare gli oli su capelli asciutti proprio perché il capello bagnato ne impedisce o meglio rallenta la penetrazione.

CHAMPI

La pensano come me vari milioni di indiani che praticano lo CHAMPI
Visto che la radice in sanscrito di CHAMPI è la stessa da cui noi abbiamo ricavato il nome shampoo direi che questa pratica funziona oltre che su moltissime persone anche da molti anni o secoli.

Ci sono poi molti studi scientifici sulla validità e efficacia dell’uso degli oli sui capelli, la loro capacità di penetrare, quella di ridurre i danni ecc.

A ben vedere oggi in India , magari con una qualche etichetta che ricorda l’ayurveda , questi oli per capelli possono benissimo contenere paraffina o siliconi. Non so come si dice in sanscrito eco-bufala, ma devo constatare che in India la comunicazione sui cosmetici non è molto più corretta che da noi.

L’olio più studiato è quello di cocco , che per la distribuzione di acidi grassi pare essere uno di quelli che penetra di più.
Si possono benissimo utilizzare altri oli vegetali . Quelli che penetrano di più hanno il vantaggio di ridurre lo spessore della pellicola superficiale, che può creare pesantezza e di ridurre il numero di applicazioni, visto che il loro effetto è più durevole.
Buone alternative all’olio di cocco sono l’olio di palmistro ( palm kernel ) e quello di cuphea, specialmente quelli composti prevalentemente da trigliceridi saturi C8 e C10.
Nella pratica tradizionale l’olio, che per l’ayurveda può essere anche olio di sesamo anche se non vedo nessun vantaggio nella sua distribuzione lipidica, deve restare sul capello per molte ore, anche giorni prima della detersione.
I burri o oli semisolidi più sono solidi più possono frenare il pettine, quindi causare rotture .
Nel complesso dalle pratiche dello CHAMPI per chi vuole avere capelli lunghi e lunghissimi c’è da imparare anche come maneggiare i capelli.
I capelli molto lunghi è meglio tenerli raccolti.
Pochi immaginano come sotto a variopinti turbanti anche molti uomini in India tenessero lunghissime capigliature.
La chioma raccolta subisce meno traumi meccanici e la diffusione dei lipidi dermici, il sebo è l’unico balsamo veramente “naturale”, dipende molto dal trasferimento con il contatto tra scalpo e fibra e tra fibra e fibra.
La credenza che il capello venga “oliato” naturalmente dal sebo che generato nell’alveo pilifero poi scorre lungo il capello è stato dimostrato che è falsa.

TRATTARE COLORARE STIRARE CAPELLI LUNGHI O LUNGHISSIMI

Se per avere capelli lunghi o lunghissimi basta davvero solo non danneggiarli ed aspettare , un po’ più complicato è averli anche colorati, ossigenati , arricciati, stirati ecc..  Il CHAMPI , ma anche un buon balsamo, riesce già di suo a ridurre moltissimo i danni da shampoo , asciugatura e pettine, ma contro piastre roventi , colorazioni riducenti ed altri stress del genere, pur riducendo la probabilità di subire danni , miracoli non ne fanno.

Questi trattamenti possono danneggiare il capello molto oltre la cuticola.

Non ho informazioni sul fatto che  AMINOPROPYL TRIETHOXYSILANE di Fibralogy o il BIS-AMINOPROPYL DIGLYCOL DIMALEATE dell’Olaplex riescano a ridurre  le microcavità e fessurazioni prodotte da questi stress chimico-fisici.

Un interessante espediente formulativo può essere adottato con  creme e maschere , ad alta concentrazione di oli e cere vegetali, con emulsionanti anfoteri ed alte concentrazioni di alfaidrossiacidi come il glicolico. Il punto isoelettrico del capello è compreso tra 2,5 e 3,8 quindi un pH acido è capello-affine, ma soprattutto molecole di piccolo formato come l’acido glicolico possono penetrare ed agganciarsi con ponti idrogeno al posto dell’acqua alle terminazione  N-H e C=O della keratina.

Resta il fatto che per ridurre i danni da trattamenti così stressanti il miglior accorgimento è farli fare a esperti veramente capaci, visto che oltre la chimica ed il tipo di dispositivo adoperato, manualità ed esperienza dell’operatore fanno grandi differenze.

 

Rodolfo Baraldini

pubblicato 9 maggio 2015

Riferimenti:
Hair Shaft Damage from Heat and Drying Time of Hair Dreyer
silicones deposition on hairs
Evaluation of Certain Factors influencing oil deposition on skin
Secondary ion mass spectrometric investigation of penetration of coconut oil in the hair
The effects of lipid penetration and removal from subsurface microcavities
Brazilian oils and butters- the effect of different fatty acid chain composition on human hair physiochemical properties
investigation of penetration of coconut oils and mineral oils into human hair
Studies on the effects of hair cosmetics on human hair
Determination of the substantivity of emollients to human hair
Effect of oil films on moisture vapor absorption on human hair



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43 Commenti

  1. Buongiorno e grazie per l’articolo.
    cosa dici del famoso olio di semi di lino?
    E una domanda è vero che i prodotti di Kerastasè sono di qualità superiore? Certo hanno mille linee diverse e anche fascie prezzo diverse. Ma in generale si vantano di essere i numero uno per hair care.
    E’ tutto marketing o c’è del vero?
    E’ ultimo prodotto sul quale vorrei chiederti il parere: Monoi de Tahiti Burro Capillare. Lo conosci?
    La moda del farsi prima il balsamo e poi lo shampoo per lasciare il capello più “libero”? Un’alra bufala da web?

    grazie mille
    Alexandra (cappelli molto lunghi sottili e secchi)

    • Ma quante domande! Qualcuno degli argomenti proposti con un po’ di tempo lo potrò approfondire.

  2. Salve, Rodolfo :) per prima cosa, complimenti per il blog e gli articoli approfonditi! Secondo, devo dire che per esperienza personale condivido in pieno i tuoi suggerimenti su come ottenere capelli lunghi e dall’aspetto “sano”. L’unico periodo della mia vita in cui sono riuscita a far crescere i miei capelli avevo iniziato ad applicare in modo del tutto empirico una serie di strategie:
    1) per prima cosa un bel taglio pareggiato delle doppie punte fatto da un parrucchiere che usava solo forbici (e non macchinette elettriche, sfilettature con rasoio, forbici dalla lama scalettata o altro)
    2) shampoo meno frequenti e con poco prodotto diluito in acqua prima di essere applicato sulla testa
    3) condizionamento con balsamo un lavaggio si’ e uno no (quando uso il balsamo mi sembra che i capelli si sporchino/appestantiscano prima, quindi mi costringe a lavaggi piu’ ravvicinati, quindi non e’ bene :o p)
    4) phonatura dei capelli con aria fredda, asciugatura dei capelli all’aria quando possibile
    5) uso di prodotti “protettivi” sulle punte
    6) diradamento delle spazzolature e utilizzo di pettine (mai a denti fini) piuttosto che della spazzola
    7) raccoglimenti dei capelli in cignon molli/provvisori in casa e in trecce (quando abbstanza lunghi) per uscire.
    Ora che sono in una nuova fase di amore per i capelli lunghi e ho ricominciato a usare questi stratagemmi (che consistono principalmente nel NON FARE :D ) aggiungero’ come suggerito da te il massaggio con l’olio. Punto di usare uno fra gli olii che tu indichi come a buona penetrazione e minore polimerizzazione, visto che anni fa, con un olio a piu’ alta polimerizzazione come quello di lino, i miei capelli erano diventati ancora meno elastici e sembravo uno “scopettone”.

  3. @Cristina
    l’umidità allunga molto il capello, come provano gli igrometri a capello, e modifica anche il suo modulo elastico, ma nel complesso un capello umido è più portato a rompersi di un capello asciutto.

  4. Buongiorno Rodolfo, ho i capelli lunghi ed è parecchio tempo cher mi interrogo su una questione.
    A seconda dei prodotti che uso, i capelli a volte sono più resistenti alla trazione, vale a dire che se ne prendo uno caduto e lo tiro per le due estremità resiste al tiraggio e poi si spezza , a volte invece sono più “elastici”, vale a dire che il capello appena sottoposto a trazione comincia subito ad allungarsi e poi si spezza (tipo elastico di mutanda slabbrata).
    Spero si capisca.
    Qual è la condizione da ricercarsi? Io istintivamente direi la prima, cioè dei capelli più duri che se tirati non cedono subito, ma non ho trovato riscontri scientifici. Forse perché non ho individuato le giuste chiavi di ricerca. Tu potresti dirmi qualcosa in proposito?
    I capelli asciutti devono resistere alla trazione o devono allungarsi?

    • Domandona !!
      Risposta di getto: con un test a mano su capelli caduti non credo che si riescano a valutare correttamente modulo elastico, carico di rottura alla trazione e altri dati meccanici del capello. I fattori che influenzano maggiormente la possibilità di avere capelli molto lunghi che non si spezzano sono lo spessore del capello ( i capelli asiatici possono essere anche 2 volte più grossi dei nostri ) e la sua “resistenza” superficiale , cioè la capacità della cuticola di non danneggiarsi con l’attrito , frizione, graffi ecc… Per quest’ultimo fattore è importante lubrificare i capelli condizionandoli.

      • Eeeh infatti io ce li ho molto fini, per questo credo mi faccio queste domandone. Magari dipende anche dall’umidità residua o presente nell’aria. Se si è in presenza di maggiore umidità tenderà ad allungarsi di più. Mi sto rispondendo così…

  5. Considerando quello che è scritto, quindi, in che momento conviene pettinare i capelli? Specie per i capelli ricci-mossi, dove bisogna bilanciare lo scioglimento dei nodi e l’effetto crespo-chioma leonina. Io da asciutti tendo a non poterlo fare (e mi sembra che addirittura si spezzino di più, ma potrebbe essere un’impressione).

    • Stiamo entrando in una materia dove la mano e l’esperienza di un professionista fanno la differenza. Il momento migliore dipende dal capello, ma eccetto casi eccezionali, è con il capello condizionato, cioè rivestito da una sottile pellicola lubrificante dove il pettine scorre con meno attrito. Nei capelli molto crespi si può con pettini a denti molto larghi cominciare a “sgrossare” quando il capello è ancora umido, ma non c’è una formula generale che funziona per tutti. Si deve vedere il capello e decidere di conseguenza.

  6. Buona Sera Rodolfo, ho letto i vari articoli che hai postato sui capelli ed essendo un’appassionata – per ora sono riuscita a far crescere i miei capelli molto mossi e castani solo fino a 98cm -, passata da vari anni ai prodotti eco-bio faccio sempre un impacco pre-shampoo prima di lavare i capelli ( più precisamente alterno un lavaggio con lo shampoo classico ad uno “shampacco” e quindi un lavaggio con una miscela di erbe ayurvediche, ogni cinque giorni).
    Nel mio pre-impacco utilizzo oli penetranti, (olio di cocco, come tu stesso citavi nel tuo precedente articolo alternato ad olio di noce di kukui, del quale si decanta la sua alta penetrabilità nel capello nella scheda tecnica del sito francese AromaZone) miscelati ad un “agente idratante” casalingo che può essere yogurt, gel di aloe vera, gel di semi di lino, uovo, porridge di avena ( quindi avena mixata con il latte o riso mixato con il latte), ecc… ed infine aggiungo sempre sciroppo di glucosio o miele…. ebbene nel tuo articoli di oli parli di grandezza di molecole che possono o no penetare nel capello, quindi ora mi chiedo.. fare questi impacchi porta a qualche beneficio? Nella pratica direi di si perche i miei capelli sembrano apprezzare il tutto ma non ho mai trovato esperimenti scientifici che indirizzassero verso “un ingrediente casalingo” piuttosto che un altro..

    • ho molti dubbi sul lavaggio con le erbe ayurvediche e sugli impacchi idratanti anche se una maschera di glucosio ha un suo razionale, direi “plastico”.Sugli oli invece condivido molto la scelta, non ci sono dati scientifici a conferma della maggiore penetrazione nel capello dell’olio di kukui, poi maggiore rispetto a cosa ? Comunque ha una distribuzione di acidi grassi a metà tra l’olio di lino e l’olio di soia, quindi ha molti dei vantaggi degli oli siccativi, se non puzza.

      ,

  7. Ciao Rodolfo, ho conosciuto due ore fa il tuo sito, sei un grande! Mi piace moltissimo il tuo approccio critico ed improntato all’evidenza, con tutti i siti fuffa che ho praticato finora (in mancanza di alternative che non fossero wikipedia…) sei una boccata d’aria fresca!

    Approfitterei di te per farti qualche domanda. Il mio obiettivo è far crescere i capelli fino a circa un metro, siamo a poco più di metà strada, spesso mi si spezzano, devo cambiare qualcosa e non so cosa. Ho i capelli scuri, leggermente decolorati, grossi, crespi e mossi, né carne né pesce, quindi me li stiro con spazzola e phon. Da più di un anno ho iniziato a selezionare i prodotti che uso per i capelli, evitando i prodotti “aggressivi”, i vari SLS e SLES, i siliconi (e secondo me evitarli ha dato tangibili risultati e mi ha fatto sparire i brufoli dalla fronte, nonostante abbia letto il tuo post sulla demonizzazione dei siliconi…).. Ho provato varie marche seminaturali e naturali e tanto ho fatto e girato che alla fine mi sono appassionata ai prodotti della Splend’or, che posso usare con abbondanza e profitto senza svenarmi (sì che sono ligure, ma per quel che ne so hanno un alto rapporto qualità prezzo) e ai Provenzali. Balsamo al cocco d’estate, agli oli misti d’inverno. A volte maschera con olio di oliva sciolto nel balsamo Splend’or. E dopo shampoo balsamo e stiratura, olio da metà capello in giù. Ma questo ultimo passaggio non mi ha mai convinta.
    Uso l’olio di cocco alimentare, e a legger qui sembra che vada bene, ma quando lo metto mi sembra che i capelli diventino di paglia, duri, stopposi. Come se li avessi seccati invece di preservarli. Idem il jojoba. Un po’ meno l’olio di mandorle. Il coco-caprilato, quando lo uso neanche lo sento, mi sembra che non protegga. Sbaglio?

    Oltre a ciò vorrei chiederti se fa male usare qualche goccina di balsamo sui capelli asciutti, o della crema mani: dopo aver comprato una costosa crema Seres, ad uso balsamo ma anche per capelli asciutti, ho pensato di provare a mettere del balsamo Splend’or cocco sui capelli asciutti per vedere la differenza, e altre volte anche una crema per le mani un po’ grassa con inci abbastanza naturale. Risultati soddisfacenti entrambe le volte (soprattutto con la crema mani) senza l’effetto stoppa dato dall’olio puro. Ho danneggiato i miei capelli, o è una cosa sensata dalla quale posso trarre qualcosa di buono?
    La soluzione migliore secondo te quale è?
    Ti ringrazio tanto
    Margherita

    • Preferisco gli oli semplici , dove si deve consderare però viscosità e appiccicosità una volta applicato sul capello. Il cocco può essere burroso o frazionato, solo nel secondo caso si adatta ad un clima freddo come l’attuale. I balsami, eco o non eco, possono essere formulati bene o male e possono essere giusti o meno per te, ogni prodotto fa storia a se e quindi non posso dire sulle tue procedure e prodotti. Preferisco procedure semplici, es: olio + balsamo + shamppo ad esempio per me non ha senso , o l’olio o il balsamo,m per questo con qualche limite formulativo mi sembrano utili anche i 2in1 shampoo+balsamo. Su come far crescere i capelli, non posso che connfermare: 1° non danneggiarli
      A volte troppi lavaggi, troppi trattamenti e troppi cosmetici sono proprio loro a danneggiare il capello.
      La crescita è comunque condizionata da fattori genetici e dalla “salute” complessiva del sistema pilifero, ricordo un testo della Tosti dove esplicitamente si parlava di controllare la alimentazione o lavorare sulla supplementazione alimentare, ma di questo so poco e non ho idea se ci sono studi a conferma.

  8. E l’olio di mandorle?

    • rientra negli oli con oleico>50 e linoleico >20 <40 , comportamento sui capelli molto simile a Oliva, Argan, Riso, Macadamia, Avocado, Colza alto oleico, Girasole alto oleico ecc.

  9. Se sei già a 110cm di capelli direi che non devi cambiare gran che rispetto ai protocolli attuali. Le discussioni , quel poco che ho letto, sugli oli con chelanti o altro mi sembrano poco pertinenti.
    Gli oli vegetali, ma anche la paraffina , aiutano notevolmente lubrificando e impermeabilizzando il capello, indipendentemente da eventuali “attivi” , ammesso che ci siano effettivamente ed in quantità idonea.
    Per le colorazioni, sapendo che comunque stressano il capello, le nuove a base oleosa hanno qualche probabilità in più di essere idonee anche a capelli lunghissimi…. sull’olapkex ho molti dubbi: vorrei proprio vedere un test comparativo verso un qualunque olio di soia….:)

    • Olio di soia? Come mai?

      • Il tanto bistrattato ( dal nostro marketing nutrizionistico ) olio di soia è ricco di polinsaturi e leggermente siccativo.

      • Quindi tecnicamente dovrebbe tamponare il danno delle tinte?

      • teoricamente è un olio che ha alcuni vantaggi nella applicazione sui capelli e se non ricordo male c’è anche qualche ricerca scientifica a conferma. Rimediare ai danni delle tinte è un concetto un po’ troppo ampio…che danni ? comunque sulla carta è un olio che può essere utilizzato al posto o miscelato con l’olio di cocco.

  10. Buongiorno, sempre parlando di penetrabilità la palma la vincono C8 e C10? E’ possibile che ci siano variazioni a seconda dei capelli di ciascuno? Io ho notato che i miei capelli hanno maggiore affinità con beenico e lignocerico, rispettivamente C22 e C24 , e d anche altri a catena molto lunga, e quindi oli che li contengano in buona quantità. E’ solo una mia impressione?

    • L’unico olio vegetale ricco di C8 e C10 che ricordo è di una specie di Cuphea.
      Ci sono sicuramente differenze a seconda dei capelli di ciascuno e soprattutto a seconda di come sono stati trattati-maltrattati.
      Non credo che soggettivamente si possa percepire/valutare la penetrazione di un olio nei capelli a parte chi in casa tiene uno spettrometro o strumentazioni analoghe.
      Conosco pochissime analisi di oli che hanno individuato quantità di lignocerico sopra al 2% e behenico sopra al 3% ( ad esempio rari oli di acacia ) pertanto sospetto che il loro contributo sia minimo. Volendo adottare oli vegetali ricchi di acidi grassi a catena lunga sono disponibili il colza non de-erucicato, il meadowfoam (limnanthes) ed il crambe abissinica. Del limnanthes alba sono stati anche fatti studi sulla penetrazione nei capelli di pecora e sembra penetrare, ma meno dell’olio di oliva. … Comunque l’effetto condizionante lo fa soprattutto la quota di olio che resta in superficie.

      • Ecco, un altro olio gradito ai miei capelli, ovvero che non appesantisce, non sporca, ma condiziona lucida e sembra scomparire, chiedo venia per l’assoluta mancanza di termini tecnici, è appunto la crambe abissinica, migliore fra tutti il pracaxi, che dovrebbe averne in abbondanza di lignocerico e behenico (almenno secondo mie ricerche in rete), probabilmente sarà più l’effetto condizionate come dice giustamente lei, che altro.

      • Nel mio blog è obbligatorio darsi del tu :) .
        Conosco poco il pracaxi di cui ho visto solo una presentazione Beraca qualche anno fa. Non ho analisi indipendenti ma in
        alcune analisi , non tutte, della specie macrofilla in effetti la somma di behenico e lignocerico può superare il 14%.

      • E allora del tu sia, grazie. Il pracaxi l’ho provato per caso, visto l’effetto sul capello ho capito che doveva avere caratteristiche in comune con quelle degli altri oli accettati dai miei capelli, e l’unica possibile era la presenza di questi due acidi grassi. Altri oli su di me sono deleteri , me ne basta una goccia per sembrare un pulcino infilato a testa in giù in un secchio di olio per giorni, l’immagine è pittoresca, ma rende alla perfezione. Stavo meditando di usarlo anche per altro, perché da quello che si legge in giro avrebbe proprietà cicatrizzanti ed idratanti a cui il mio innato scetticismo si rifiuta di credere ciecamente. In effetti l’ho usato per una crema che doveva migliorare l’aspetto di una cicatrice fresca, ma obiettivamente tra ialuronico, collagene, allantoina, centella, ippocastano, tepezcohuite e altri lipidi oltre l’olio citato, non so quanta efficacia possa aver avuto il pracaxi.
        La cicatrice, non mia, in un mese si nota a malapena, sebbene fosse di non piccola entità, ma quanto c’entri la crema, quanto poi una fortunata genetica, non so.

      • Sono per esperienza diffidente verso le materie prime esotiche che quando vengono lanciate vantano effetti straordinari. Un olio è per lo più una miscela di trigliceridi, cosmeticamente ha molte funzioni, ma difficilmente può fare cose straordinarie rispetto ad altri oli. Premesso questo a me piace molto l’emollienza ( lubrificazione e spandibilità), oltre che la stabilità degli oli formati da acidi grassi a catena lunga.
        Alcune ricerche sul pracaxi vorrebbero segnalarne un qualche effetto fotoprotettore ed una azione sulla tirosina…. mancano conferme e la gascromatografia dell’olio rivela concentrazioni di beenico e lignocerico molto inferiori di quelle vantate nella pubblicità. Sulla efficacia, preventiva e non, del massaggio con oli vegetali per trattare cicatrici e smagliature ci sono vari studi…niente di conclusivo ma l’aneddotica dice che può funzionare.
        Se su te funziona, tanto meglio , qualunque sia la ragione.

  11. sob, i miei capelli non crescono più lunghi di 20 centimetri, e non c’è trattamento che tenga…

    • penso che il: non danneggiarli e aspetta, valga anche per i capelli ricci. C’è solo il problema che sono molto più soggetti a subire danni. Esiste anche un fattore genetico nella fragilità del capello.
      Uno dei test scientifici che vengono condotti, il flexabrasion, su capelli afro dà risultati molto diversi rispetto ai capelli europei.

      • grazie mille della rapida risposta! quindi tu dici che il problema è che si spezzano? a me sembra proprio che raggiunta una certa lunghezza (tipo 20 cm) quelli si stacchino. cioè ho i capelli con una durata media di 1 anno e mezzo……..

      • Può essere come dici tu, anche se 20 centimetri mi sembrano un po’ poco anche per una anagen corta. Andiamo su fattori genetici e roba complicata , capelli che si staccano anche in fase anagen , ecc. ecc..di cui non so quasi nulla. Uno dei più attivi e preparati ricercatori a livello mondiale , la A. Tosti è la persona a cui chiedere .

      • grazie mille per il contatto! ora le chiedo! anche a me 20 cm sembrano assurdamente pochi… ma la cosa va avanti da 10 anni…

  12. D’accordo quasi su tutto, ma ho qualche dubbio sulla tua idea di utilizzare creme acide con molti AHA. Farina del tuo sacco o c’è qualche studio a supporto ?

  13. Molto interessante! Creo per passione cosmetici per capelli da anni, e frequento diversi forum a riguardo. Il dilemma rimane costante: olii a capelli asciutto o bagnati? Il dibattito è in corso. Qui hai spiegato la tua teoria, e ti chiedo: perché ritieni falsa l’ipotesi che gli olii danneggierebbero il cemento lipidico del capello?

    • 1° perché non ho trovato nessun paper scientifico a supporto a fronte di decine e decine di studi sugli effetti positivi degli oli e della loro penetrazione
      2° perché non c’è neppure nessun razionale: i capelli micca si sciolgono in olio e dell’acqua nel capello invece si sa bene che cosa fa.
      3° perché non c’è nessuna evidenza pratica, milioni di pratiche di oliazione con oli maschere e balsami su capelli asciutti non indicano danni al cemento lipidico, anzi l’adesività di alcuni oli che penetrano pare proprio reintegrare le eventuali carenze del cemento lipidico.
      Nell’articolo sugli oli nei capelli o in quello sui balsami ho spiegato perché anche la loro applicazione su capelli bagnati può avere un qualche razionale, infatti l’acqua comunque tende ad evaporare se l’ambiente esterno non è troppo umido ma nella fase di transizione la presenza di acqua e olio contemporaneamente sulla superficie del capello aumenta la lubrificazione e questo è uno dei benefici dei condizionanti in quanto la maggiore lubrificazione del capello può ridurre le rotture al passaggio del pettine su capelli bagnati.
      Comunque sono sempre pronto a partecipare al dibattito appena qualcuno produce qualche lavoro scientifico a supporto di quella che a tutti gli effetti a me pare una bufala analoga a quella dei siliconi che farebbero scoppiare i capelli.

  14. Sempre molto spiritoso e informato. Mi permetto di ricordare un ingrediente che ti è sfuggito : il DNA :)

    • il mio personale comitato etico mi proibisce di dare suggerimenti su come modificare il DNA :)
      In realtà per non allungare troppo l’articolo non ho discusso la cosa. Vero che DNA , vita sana e alimentazione influiscono sulla morfologia e crescita del capello , ma a parità di condizioni non mi risulta una evidenza per cui i capelli lunghi o lunghissimi li possono avere solo certe popolazioni o chi mangia in un certo modo ecc. ecc.

    • Concordo, il DNA secondo me è il primo fattore da considerare. Non so se può interessare, ma riporto la mia esperienza personale. Soffro di ovaio micropolicistico, condizione comune a tutta la parte femminile della mia famiglia. Ciò comporta un iper-androgenismo che si manifesta con acne cistica e alopecia androgenetica. Fino ai 18 anni ho avuto dei capelli bellissimi, riccissimi, non crespi e folti. Ho poi cominciato la cura ormonale, che mi ha risolto in parte il problema dell’acne e della perdita di capelli, ma me li ha lisciati e resi crespi. Avevo però il cruccio dei capelli lunghi allora, nonostante la caduta fosse incessante, li ho pazientemente curati provando tutti i modi possibili e immaginabili: siliconi/non siliconi; oli su capelli asciutti/bagnati/non oli; impacchi di uova, miele, yogurt; shampoo delicati acquistati o fatti in casa; sostituzione degli shampoo con ghassoul e shikakai; hennè neutri e rossi; risciacqui con aceto/senza aceto/oli essenziali/fitocheratine e inuline varie; il tutto SEMPRE accompagnato dalla totale mancanza di spazzolamenti da asciutti e bagnati, piastre e phon. Non soffro di allergie/intolleranze alimentari. Ho un’alimentazione sana e varia. Non sono stressata, non fumo, non bevo.
      Risultato: ho dovuto tagliare i capelli sopra le spalle perchè mi cadono prima di riuscire a crescere fino alla lunghezza desiderata e quei pochi superstiti lunghi che c’erano, sembravano paglia. Da un paio d’anni, poi, mi si è aggiunta una sorta di dermatite seborroica e ho letto che anche questa è correlata all’alopecia androgenetica. Detto questo, ci ho rinunciato. Continuo a fare le maschere, l’hennè e a usare gli oli perchè mi piace coccolarmi, ma attendo solo che i capelli mi cadano un po’ di più per comprarmi una bella parrucca!

      • Grazie per la testimonianza. Ne ricavo un quadro estremamente complesso di cui può parlare con cognizione solo chi ha competenze specifiche che io non ho.

  15. Articolo interessante e completo, come sempre!!
    Mi chiedevo a fine lettura se i famosi prodotti termoprotettori in spry da utilizzare prima della piastra siano in qualche modo utili considerando anche il fatto che di solito ai primissimi posti dell’INCI si trova alcohol denaturato che, a quanto sentito, ai capelli bene non fa…potresti darmi chiarimenti a proposito? grazie!

    • Mi è stato richiesto di parlare di piastre, se puoi linkarmi i prodotti termoprotettori con l’alcohol ai primi posti mi piacerebbe approfondire la cosa.

  16. Direi che non potevi essere più chiaro Rodolfo, in effetti il tuo pensiero è in linea con il mio, chi ama i capelli lughi deve ridurre al minimo gli stress fisici a cui sono sottoposti e avere molta pazienza e questo mal si sposa con le richieste di mercato che vuole tutto e subito…….
    Io amo definire i capelli come il nostro miglior abito che non possiamo togliere, per quanto stiamo attenti, nel tempo, si rovineranno, sarà il nostro livello di attenzione che determinerà quanto sarà il tempo.
    La detersione dell’area testa io la divido in due settori ben distinti: la cute, in quanto pelle, andrebbe detersa con la stessa regolarità con cui laviamo il resto della nostra pelle (il problema è che non detergiamo la pelle in modo da mantenerne l’equilibrio), mentre i capelli andrebbero lavati meno ma soprattutto andrebbero protetti.
    Ho avuto modo di visionare alcuni INCI di oli indiani e tutti avevano la paraffina al secondo posto, mi sembra chiara che la cosmetic strategy che usano in India per proteggere i capelli lunghi.
    Per chi ha già i capelli lunghi ma sono rovinati, la soluzione è il caro e vecchio “bagno di forbici”, oppure confidiamo nel nuovo Sacro Graal “Olaplex”……

    • Grazie per il contributo e la testimonianza sui prodotti indiani.,
      Bella l’immagine dell’abito che non ti togli mai di dosso e che nel tempo si rovina e diventa sdrucito. Sull’idea di lavare lo scalpo molto più frequentemente dei capelli devo fare mente locale , è un equilibrio diverso da quello di tutta l’altra pelle e non so se possono esserci effetti sulla crescita.

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