- Caos mascherine -

- Caos mascherine -

Breve premessa sul Risk assesement e Riduzione del rischio di contagio.

Un primo concetto che non mi sembra chiaramente comunicato è che la valutazione del rischio e le decisioni che si prendono per ridurlo sono tipiche conferme del fatto che viviamo in un universo probabilistico. Una delle utili proprietà del calcolo probabilistico fa si che se una mascherina riduce il rischio di contagio al 5%, due mascherine lo riducono allo 0,25% e così di seguito, Considerando tutte le misure che si possono adottare per riaprire le attività riducendo il rischio di contagio, la probabilità di contagio si riduce sensibilmente se si adottano misure di protezione ridondanti: 2 metri anziché un metro, 2 guanti anziché un guanto,  maschera + visiera anzichè solo maschera , ecc…


-Definizione
-Norme
-Ma filtrano davvero?
-Tipi di mascherine
-Mascherine artigianali o autocastruite

Sulle cosiddette mascherine e sul loro utilizzo la quantità di disinformazione e nonsensi circolante impone una disanima accurata dell’argomento, ma fino a quando non verranno emesse ordinanze specifiche che regolamentano la riapertura di istituti di bellezza, centri benessere, saloni acconciatura ecc.. ogni decisione sulle misure di distanziamento e sui mezzi di protezione da adottare alla riapertura può essere sbagliata. In giro c’è gente che offre sistemi di protezione senza senso e spesso a prezzi assurdi.

1- Definizione

Le cosiddette mascherine sono dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Si fa molta confusione e circolano informazioni fuorvianti. Alcune sono regolamentate da precise norme che ne specificano le prestazioni, ma a causa dell’emergenza è stato validato anche l’utilizzo di mascherine artigianali o autocostruite, fino a considerare l’azione protettiva di qualunque tessuto posto davanti a bocca e naso. Nella maggioranza dei casi, ma non sempre, non proteggono gli occhi, quando le mucose degli occhi sono una potenziale via di ingresso dell’infezione. In questo caso sono definite correttamente “semi-maschere filtranti”. Quelle a conchiglia possono essere definite “respiratori” visto che le norme sulla sicurezza del lavoro negli USA le chiamano così, anche se da noi il termine “respiratore” non è chiaramente normato ed è poco utilizzato. Le maschere a conchiglia aderiscono al viso solo sul bordo ed hanno in genere una buona vestibilità, che comporta minor problemi di umidità e cattivi odori nell’uso prolungato.

2- Norme

le mascherine regolamentate da specifiche norme possono essere registrate come dispositivi medici (DM), tipicamente mascherine chirurgiche, o dispositivi di protezione individuale(DPI), tipicamente mascherine antipolvere, ma non possono essere entrambe le cose.

Registrazione Definizione Classificazione Principali Norme europee
DPI Dispositivi di protezione delle vie respiratorie
Semimaschere filtranti antipolvere
Respiratori
Filtranti facciali
FFP1-FFP2-FFP3 UNI EN 149 OTTOBRE 2009
DM Maschere facciali ad uso medico
Maschere chirurgiche
I – II – IIR UNI EN 14683-2019

Le norme sono liberamente scaricabili dai siti linkati ma sembra proprio che tanti di quelli che straparlano di mascherine in TV non le abbiano mai lette.  La distinzione tra DM e DPI ha creato confusione in quanto per ridurre il rischio di contagio e per tante attività in ambito ospedaliero si utilizzano tranquillamente mascherine antipolvere registrate come DPI sviluppate per proteggere chi lavora in ambienti polverosi.Una precisa interpretazione delle norme fatta dalla commissione europea ammette l’utilizzo misto, per questo a fronte dell’epidemia sono apprezzate e consigliate da alcune autorità sanitarie, le mascherine antipolvere FFP2 . Al contrario delle maschere DPI le mascherine DM sono testate anche per la efficienza di filtrazione batterica (EFB)

3- Ma filtrano davvero?


Maschera chirurgica, protegge sia in ingresso che in uscita.

Maschera chirurgica a più veli in TNT, protegge sia in ingresso che in uscita.


Su cosa e come effettivamente filtrino le mascherine la confusione è totale.
I soliti fear monger, spacciatori di paura, denunciano ad alta voce sui social che le mascherine non fermano il virione, che essendo molto più piccolo, 120nm, delle particelle per cui le mascherine sono omologate le attraverserebbe senza nessun problema. Peccato che i filtri per aerosol solido o liquidi NON sono dei semplici setacci che fermano solo le particelle più grandi dei forellini. Ovvio che più grande è il particolato o la gocciolina più facile è fermarla. Ma tra i 4 o 5 meccanismi di azione dei materiali filtranti le particelle: cattura gravitazionale, cattura per impatto inerziale, cattura per intercettazione, cattura per diffusione, cattura elettrostatica, gli ultimi tre sono efficienti anche per particelle di dimensioni inferiori a quelle dell’aerosol solido con cui viene testato un filtro antipolvere. Si deve anche considerare poi che tipicamente il virione viaggia in aggregati mucosi di più virioni ( ad esempio 16 ) all’intermo delle goccioline respiratorie, di Flugge, che sono normalmente più grosse del particolato solido per cui sono testate le mascherine.

Maschera antipolvere DPI certificata FFP2 con valvola espiratoria, filtra in ingresso ma filtra molto meno in uscita.

Maschera antipolvere DPI certificata FFP2 con valvola espiratoria, filtra in ingresso ma filtra molto meno in uscita.

L’efficienza di cattura del filtro dipende dalla dimensione delle particelle e non dipende dal fatto che si tratti di bioaerosol o particelle inerti. Le maschere vengono testate con una quota di particolato attorno ai 300 nm proprio per verificarne le prestazioni anche alle condizioni peggiori.
La resistenza opposta alla respirazione è comunque proporzionale alla capacità filtrante, quindi più è alta la capacità di filtrare più è alta la caduta di pressione del flusso d’aria che la attraversa. Più è alta la pressione differenziale nella inspirazione o nella espirazione più è “faticoso” respirare.
Da questo nasce la necessità di trovare materiali che pur filtrando particelle molto piccole non ostacolino la respirazione più di tanto.

Maschera chirurgica monouso con visiera

Maschera chirurgica monouso con visiera

Un’altro nonsenso che circola è quello che continua a ripetere che le mascherine chirurgiche filtrano in una sola direzione. Dall’inizio dell’epidemia circola lo strano concetto per cui le mascherine proteggono gli altri ma non chi le indossa. A volte è vero proprio il contrario. Ci sono mascherine con valvole, tipicamente quelle antipolvere, che per agevolare l’espirazione hanno una valvola che permette una minore resistenza espiratoria. Sono disegnate così proprio perchè il loro utilizzo principale è negli ambienti di lavoro polverosi dove le si deve indossare anche per molte ore di seguito e dove la resistenza che la mascherina oppone all’espirazione alla lunga mette chi le indossa in condizioni di debito respiratorio.

4- Tipi di mascherine

All’ìnterno delle norme, quindi di prestazioni verificate e certificate, i tipi di mascherine sono veramente tanti. Ci si perde. C’è la possibilità di variare il disegno, i materiali filtranti, le prestazioni filtranti, le prestazioni respiratorie, monouso o riutilizzabili, sanificabili e non sanificabili ecc…


Maschera monouso in carta

Maschera monouso in carta, filtra sia in ingresso che in uscita ma non si sa quanto

La distinzione tra mascherine che aderiscono al viso, come le maschere chirurgiche, e quelle chiamate negli USA respiratori, cioè a conchiglia e che aderiscono solo sul bordo come le più comuni semi-maschere antipolvere FFPx, è rilevante per definire la praticità d’uso e la tollerabilità per tempi lunghi.
Nella lotta al contagio virale la classe di protezione minima delle maschere antipolvere indicata da varie autorità sanitarie è la FFP2 o N95 negli USA.
Le mascherine più comuni possono essere :
- mascherina monouso in carta porosa a fibra lunga, due strati. A volte estensibili a soffietto per agevolare la respirazione. Per visitatori occasionali.
- mascherina chirurgica monouso in tessuto non tessuto a 3 strati blissettati. Uno strato può essere idrofobo.
- mascherina chirurgica monouso in tessuto non tessuto a 4 strati blisettati. Uno strato può essere idrofobo.
- maschera antipolvere (respiratore a conchiglia) FFP2, senza valvola espiratoria.
- maschera antipolvere (respiratore a conchiglia) FFP2, con valvola espiratoria.
- maschera antipolvere (respiratore a conchiglia) FFP3, senza valvola espiratoria.
- maschera antipolvere (respiratore a conchiglia) FFP3, con valvola espiratoria.
- maschere con visiera.

Maschera antipolvere DPI certificata FFP2 con valvola espiratoria, filtra in ingresso ma filtra molto meno in uscita.

5- Maschere artigianali o autoprodotte.

Vista la carenza di mascherine protettive e lo sciacallaggio di chi le rivendeva a prezzi esorbitanti, in Italia ed anche in altri paesi circolano molte maschere di produzione artigianale o autoprodotte. Normalmente non sono certificate; al massimo alcune sono state testate da alcune università. Prestazioni, efficacia e sicurezza sono opinabili e dipendono molto da come e con che materiali sono realizzate. Su questi prodotti vale la regola che: anche un fazzoletto di cotone è meglio che niente. Inoltre soprattutto le maschere in tessuto hanno una portabilità molto alta e una resistenza alla respirazione più bassa. Negli USA il CDC, una specie dell’italiano Istituto superiore di sanità, ha pubblicato un interessante tutorial su quelle che chiama Cloth Face Coverings, per evitare ulteriore confusione tra maschere e respiratori. Rispetto ai consigli nella pagina del CDC, posso solo aggiungere alcune indicazioni:
-se si utilizzano tessuti in microfibra la capacità filtrante è sicuramente migliore.
-più strati ci sono, anche blisettando la superficie esterna, meglio è.
Sul mercato sono anche disponibili mascherine antipolvere non certificate low cost. Per queste, visto che non possono garantire livello ed efficacia della protezione, vale, come per quelle autoprodotte, il concetto: meglio che niente.


mascherina antipolvere comune

Maschera antipolvere comune

Conclusione:
Anche la miglior mascherina non serve a gran ché se utilizzata ed indossata male. Ci sono professioni nel mondo dell’estetica dove mascherine e guanti protettivi, camici monouso erano già di normale utilizzo prima dell’epidemia, almeno da parte dei professionisti più preparati. Sperando che vengano emesse ordinanze che descrivono chiaramente i protocolli e materiali per riaprire in sicurezza istituti di bellezza, saloni acconciatura e centri benessere, visto che è molto probabile che per un po’ di tempo le mascherine, diventeranno un indumento da lavoro obbligatorio, meglio informarsi molto bene su cosa sono e verificare che prestazioni e norme garantiscono quelli che le vendono.
A mio giudizio anche le visiere, soprattutto per chi opera sul viso: make up, trattamenti viso ecc. , dovrebbero diventare obbligatorie.
Per i clienti, ammesso che non venga prolungato per tutti l’obbligo di indossare mascherina e guanti, possono essere introdotte protezioni monouso low cost: guanti in polietilene ( come quelli che si usano nei market per prelevare la frutta) mascherine di carta o chirurgiche tipo I , ecc..

Riferimenti:

- Breve video sulla autoproduzione di protezioni respiratorie
- Ministero salute -Guida per l’uso corretto di mascherine chirurgiche e respiratori per ridurre la trasmissione del nuovo virus influenzale AH1N1v
- FDA – N95 Respirators and Surgical Masks (Face Masks)
- CDC – Decontamination and Reuse of Filtering Facepiece Respirators
- CDC-NIOSH N95 Respirators and Surgical Masks
- Respiratory Protection for Healthcare Workers in the Workplace Against Novel H1N1 Influenza A
- INDICAZIONI AD INTERIM PER UN UTILIZZO RAZIONALE DELLE PROTEZIONI PER INFEZIONE DA SARS-COV-2 NELLE ATTIVITÀ SANITARIE E SOCIOSANITARIE (ASSISTENZA A SOGGETTI AFFETTI DA COVID-19) NELL’ATTUALE SCENARIO EMERGENZIALE SARS-COV-2 – Gruppo di Lavoro ISS Prevenzione e Controllo delle Infezioni
- Oxford COVID-19 Evidence Service – What is the efficacy of standard face masks compared to respirator masks in preventing COVIDtype respiratory illnesses in primary care staff?

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